Violenza della polizia

Da Anarcopedia.
Brutalità  poliziesca
Seppur l'uso della forza da parte delle forze di polizia e dell'esercito venga strettamente regolamentato dalle leggi, esistono prove in cui gli stessi hanno pesantemente abusato dei loro poteri: si va dai "semplici" pestaggi alla violenza durante manifestazioni ed eventi sportivi, sino a veri e propri casi di omicidi; tutti questi abusi, talvolta sono stati compiuti da singole individualità  (quelle che ipocritamente i media chiamano "mele marce"), talvolta invece si è trattato di vere e proprie operazioni illegali che hanno goduto dell'appoggio esterno di alti funzionari dello Stato e della classe politica. In tutti i casi essi sono il risultato di un'educazione e di un addestramento che tende a disumanizzare e a considerare pericolosi per l'ordine sociale gli antagonista, i ribelli, gli emarginati, i carcerati, ecc.

In Italia

In questo capitolo verranno sinteticamente descritti significativi episodi di violenza che hanno visto coinvolti le forze di polizia e dell'esercito. Riguardo alle violenze compiute da uomini dell'esercito, saranno citate solo quando compiute durante compiti di polizia, ovvero quando l'esercito è stato utilizzato come mezzo repressivo dell'antagonismo sociale.

Episodi recenti

Recentemente sono saliti alla ribalta della cronaca diversi casi di omicidio compiuti dalle forze di polizia [1]:

La polizia ha compiuto gravi atti di violenza in diversi momenti dell'epoca a noi recente, i più brutali sono stati quelli compiuti durante il G8 di Genova del 2001: omicidio di Carlo Giuliani, violenze e torture alla caserma Bolzaneto e alla scuola Diaz [2] [3]. Sono diventati di dominio pubblico nuovi e diversi episodi che hanno certificato l'uso della tortura da parte delle forze dell'ordine per estorcere confessioni. In particolare essa fu utilizzata durante gli interrogatori di alcuni veri o presunti brigatisti [4] [5] [6] ma anche contro detenuti comuni [7]. Gravissimi episodi di violenza poliziesca furono ancora messi in atto durante diverse manifestazioni sportive [8] o il 16 marzo 2003, quando gli antifascisti accorsi all'ospedale S. Paolo di Milano per avere notizie di Davide Cesare, noto Dax, accoltellato a morte da simpatizzanti neofascisti, furono pesantemente e assurdamente caricati dalle forze dell'ordine. [9]

Giuseppe Pinelli, anarchico defenestrato dalla polizia il 12 dicembre 1969

Più recentemente il movimento NO TAV è quello che più di tutti ha dovuto far i conti con la violenza delle forze dell'ordine in diverse occasioni, ma non solo a loro è toccato tastare con mano la brutalità  istituzionale: molti lavoratori e studenti scesi in piazza a manifestare contro la crisi hanno dovuto subire violenti pestaggi e cariche inusitate [10] [11] [12].

Dopo la caduta del fascismo

Exquisite-kfind.png Vedi, Cronologia delle rivolte e dei morti dalla caduta del fascismo ai giorni nostri.
Vedi: Cronologia delle rivolte siciliane dopo la caduta del fascismo
Exquisite-kfind.png Vedi, Il secondo dopo-guerra in Italia: corpi di polizia e repressione della lotta antifascista.
Exquisite-kfind.png Vedi, Convegno di Palermo: rapporti tra istituzioni, fascismo e criminalità .

Durante il fascismo

Exquisite-kfind.png Vedi, Polizia e fascismo e Il secondo dopo-guerra in Italia: corpi di polizia e repressione della lotta antifascista.

Ai primordi del regime fascista, il 31 dicembre 1922, Benito Mussolini sciolse alcuni corpi militari con funzioni di polizia e li fece assorbire dall'Arma dei Reali Carabinieri. Nell'ambito della stessa manovra, venne creata la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Furono questi due corpi, coadiuvati direttamente o indirettamente dagli squadristi, ad operarsi nella violenta repressione dell'antifascismo e di ogni forma di dissenso. Uno degli episodi più tragici e violenti fu la strage di Torino del dicembre 1922.

Alcuni militari furono rimossi dalle loro cricche, perché Mussolini non si fidava di loro. Tra questi Guido Jurgens, capitano dei carabinieri; Federico Fusco (vedi Difesa di Parma del 1922), prefetto di Parma; Vincenzo Trani, ispettore generale di pubblica sicurezza.Benito Mussolini non poteva fidarsi appieno dell'esercito, visto che diversi soldati si schierarono al fianco dell'ala anarco-bolscevico-sovversiva degli Arditi di Trieste, che poi confluiranno negli Arditi del Popolo insieme ai legionari dell'Impresa di Fiume, e dei Bersaglieri di Ancona. A infastidire il Duce fascista era stata anche la familiarizzazione fra soldati e rivoltosi nella difesa di Parma del 1922. Né il duce poteva fidarsi delle associazioni di reduci e dei loro legami con settori militari, in cui vi erano personalità  monarchiche antifasciste, incluso Pietro Badoglio [13].

Renzo De Felice, testimonia quanto Mussolini riuscì a rendere efficace quanto aveva programmato:

«Ma si macchiano di complicità  con i nazisti pure le prefetture, la polizia e i carabinieri (alcune prefetture e comandi ci mettono uno zelo veramente incredibile, fatto al tempo stesso di fanatismo, di sete di violenza, di rapacità ). È un fatto ormai accertato che i 4.210 ebrei deportati dopo l'Ordine n. 5, siano stati arrestati quasi tutti dalle autorità  italiane.»

Inoltre, sempre durante il fascismo, il corpo di polizia annovererà  al suo interno le più tristemente note bande di torturatori (che agivano nelle cosiddette ville tristi): erano affiliate alla pubblica sicurezza dalla banda Koch, il cui capo fu appunto eliminato dai carabinieri, alla banda Collotti ed alla banda Carità  ai torturatori della Casa dello studente di Genova o al tristemente noto a Genova prefetto Carlo Emanuele Basile con i suoi "editti" di deportazione di operai e tecnici in Germania.

Dall'unità  d'Italia all'avvento del fascismo

La breccia aperta a cannonate nelle mura del convento dei Cappuccini durante i moti di Milano del 1898
  • 1861: secondo una statistica elaborata dagli occupanti piemontesi alla fine del 1861, per reprimere il fenomeno del brigantaggio le forze militari fucilarono 733 persone e ne uccisero 1.093 in combattimento (cifre che probabilmente non corrispondevano ai dati reali, giacché il giornale francese " De Naples a Palerme" (1863-64) parla di 10.000 meridionali fucilati o uccisi in combattimento).
  • 21-22 settembre 1864: a Torino, l'esercito italiano compie un vero e proprio eccidio ai danni della popolazione che manifestava contro il trasferimento della capitale d'Italia da Torino a Firenze: 50 morti e 170 feriti.
  • 16-22 febbraio 1898: manifestazioni contro la crisi e i prezzi alti in Sicilia: a Palermo, il 16, l'esercito interviene contro una manifestazione di disoccupati, donne e ragazzi: il bilancio è di cinque morti e ventotto feriti: le sommosse continuano un pò ovunque ed il 22, a Modica, i carabinieri fanno cinque morti.
  • 28-30 aprile 1898: le forze dell'ordine reprimono con durezza le manifestazioni che si tengono in Campania e in Puglia. Le rivolte si estendono ovunque, coinvolgendo Rimini, Ravenna, Benevento e Molfetta, finendo con l’interessare, in breve tempo, gran parte della penisola.
  • -5 maggio 1898: a Molfetta, i militari sparano sulla folla in sciopero: si contano cinque morti; il 5 maggio, sempre a Molfetta, altri due manifestanti vengono assassinati dalle forza militari. Ai primi di maggio l'esercito apre il fuoco a Bagnacavallo (Emilia Romagna): sei morti; nello stesso periodo cadono due manifestanti a Piacenza e uno a Figline Valdarno. Il 5 maggio durante una pubblica assemblea davanti al municipio i carabinieri massacrano 4 manifestanti a Sesto Fiorentino.
  • 6-7-8-9 maggio 1898: a Milano, vengono erette barricate per le strade della città  per protestare contro la crisi e l’autoritarismo governativo. Nel corso delle 4 rivoltose giornate milanesi l’esercito guidato da Bava-Beccaris cannoneggia sulla folla provocando 88 vittime accertate. Bava Beccarsi sarà  premiato dal re Umberto I per i servizi resi al paese. Il 29 luglio 1900, per protestare contro i crimini compiti in quei giorni Gaetano Bresci colpirà  a morte il re.
  • 1899: in Sardegna viene spedito un corpo militare adibito alla repressione del fenomeno del banditismo: perquisizioni, arresti e violenze si susseguono specialmente nel centro dell'isola. Nella Barbagia di Seulo, ben 150 carabinieri e 60 militari snidano ed uccidono 4 latitanti, i fratelli Giacomo ed Elia Serra Sanna, Salvatore Pau e Tomaso Virdis, mentre il Giuseppe Lovicu riesce a fuggire rimandando la sua fine al 1901 quando cadrà  sotto il fuoco dei carabinieri.
  • 4 settembre 1904: a Bugerru (Sardegna), una delegazione di minatori in lotta per l'aumento salariale viene violentemente caricati dai carabinieri: un eccidio, 3 morti e decine di feriti.
  • 13-14 settembre 1904: ad Anguillara Sabazia (Roma), una manifestazione di contadini contro alcuni grandi latifondisti, fra cui il principe Torlonia e l'onorevole Tittoni, viene repressa dall'esercito e si conclude con decine di manifestanti feriti. Il giorno seguente, a Castelluzzo (Trapani), i carabinieri aprono il fuoco contro una folla di contadini che protestano contro lo scioglimento di una riunione socialista: due morti e una decina di feriti. Gli scioperi e le proteste si estenderanno in tutta la penisola e il 16 ci sarà  il primo sciopero generale italiano.
    Durante lo sciopero di Buggerru (Sardegna, Sulcis Iglesiente) del 4 settembre 1904 l'esercito sparò sui manifestanti uccidendone quattro e ferendone undici
  • 7 giugno 1914: ad Ancona inizia l'insurrezione passata alla storia con il nome di settimana rossa: alla “Villa Rossa” di Ancona si tiene un comizio antimilitarista contro la guerra, e per la liberazione di Moroni e Augusto Masetti (anarchico e antimilitarista che sparò al proprio colonnello per protesta contro la missione militare in Libia), in cui parlano Nenni per i Repubblicani, Palizza per i sindacalisti ed Errico Malatesta per gli anarchici. Al termine del comizio i carabinieri “caricano” la folla sparando e uccidendo tre manifestanti (Nello Budini 17 anni e Antonio Casaccia 24 anni entrambi repubblicani e l'anarchico Attilio Giambrignoni di 22 anni).
  • 23-24 agosto 1917: a Torino, violenti scontri si sviluppano tra manifestanti e forze di polizia. Borgo San Paolo, la Barriera di Nizza e la Barriera di Milano sono i quartieri in cui più calda è la resistenza popolare.
  • 1919-1920: durante il biennio rosso, alle occupazioni di terre e fabbriche, le istituzioni risposero con la repressione poliziesca. I morti, tra le forze dell'ordine e i manifestanti, sarebbero circa duecento.
  • 7 aprile 1920: a Modena, i regi carabinieri spararono sui lavoratori in sciopero riuniti in Piazza Grande per un comizio indetto dalle due Camere del Lavoro presenti in città  (socialista ed anarchica): cinque i morti.
  • 26-28 giugno: ad Ancona scoppia la rivolta dei Bersaglieri, che ben presto si estenderà  in altre cittadine delle Marche e dell'Italia centrale. La rivolta termina con il bombardamento della città  da parte delle truppe militari fedeli al Re e al governo Giolitti.
  • 15 luglio 1920: a Panicale, in provincia di Perugia, una serie di proteste contadine culminano in un corteo di protesta che fu impedito con violenza dai Carabinieri: la sparatoria che ne segue determina la morte di 6 persone e il ferimento di altre 14.
  • 21 novembre 1920: a Bologna, durante i festeggiamenti per l'insediamento della nuova Giunta comunale presieduta dal socialista massimalista Ennio Gnudi, si scatenano degli scontri in Piazza Maggiore tra squadristi, Guardie Regie e militanti socialisti. Tra questi dieci persone vengono assassinate dai colpi di arma da fuoco delle Guardie Regie e dei fascisti.

Episodi di violenza legati a questione politiche

In questo capitolo, come nel precedente, verranno sinteticamente descritti significativi episodi di violenza compiuti dalle forze di polizia e dell'esercito durante manifestazioni politiche o comunque contro attivisti politici. Considerato che la maggior parte delle violenze politiche della polizia italiana sono state postate nel capitolo precedente, in questo troveranno posto principalmente quelle compiute all'estero. Le violenze compiute duranti episodi rivoluzionari (es. Comune di Parigi, Rivoluzione spagnola, Kronstadt, ecc.) saranno preferibilmente trattate negli appositi articoli.
Visto l'enorme quantità  di episodi accaduti in tutto il mondo, l'elenco non potrà  che essere non esaustivo, anche se comunque rappresentativo delle funzioni repressive esercitate storicamente dalle forze dell'ordine.
Arresto in seguito alla manifestazione del 1 maggio 1907
Sciopero del maggio 1890, Place de la Concorde, Parigi
  • 1° maggio 1886 - USA: in molte città  americane inizia uno sciopero per la giornata lavorativa di 8 ore, che sarà  commemorato nel 1889 come prima giornata internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici. 340 000 operai solo a Chicago, altre migliaia a Milwaukee e nelle altre città  americane scendono per le strade. Quattro manifestanti sono uccisi a a Chicago e più di 200 feriti a causa dell'attacco della polizia agli scioperanti. Gli U.S.A, decideranno in seguito, di celebrare la giornata dei lavoratori un altro giorno dell'anno.
  • 1896 - Spagna: a Barcellona, nella caserma di Montjuic, almeno 400 persone, molte delle quali anarchiche, furono torturate dalla Guardia Civil catalana. In seguito, diverse decine furono processate e condannate a varie pene detentive, tra cui anche la pena di morte. Molte decine di persone, sulla base di confessioni estorte sotto tortura, furono ritenute colpevoli o complici dell'attentato terroristico contro la processione del Corpus Domini per le strade di Canvis Nous a Barcellona il 7 giugno 1896 e per questo processate e condannate a varie pene detentive (tra cui anche la pena di morte).
  • 1° maggio 1985 - Polonia: attacco poliziesco contro gli anarchici del RSA (Movimento sociale alternativo), presenti alla sfilata del Partito Comunista Polacco del blocco di Danzica, vengono assaltati. Alla fine dei combattimenti per le strade, si contano due poliziotti morti.
  • 13 maggio 1985: la polizia assalta la sede del movimento afro-americano MOVE a Filadelfia. Un elicottero sgancia persino delle bombe incendiarie che provocano la morte di undici persone (tra cui cinque bambini).
  • 15 maggio 1985 - Grecia: ad Attica, muore durante degli scontri con le forze dell'ordine l'anarchico greco Xristos Tsoutsouvis.
  • 19 novembre 1985 - Grecia: ad Atene, nel quartiere anarchico di Exarchia, durante il susseguirsi di alcuni scontri, la polizia uccide con un colpo di pistola il 15enne Michalis Kaltezas.
  • 1° maggio 1996 - Turchia: ad Istanbul vengono uccisi dalla polizia tre manifestanti uccisi; 69 i feriti. La polizia aveva interdetto la piazza a coloro che volevano celebrare il Primo Maggio.
  • 11 settembre 1998 - Cile: a Santiago del Cile, l'anarchica e ballerina Claudia López viene sparata alle spalle dalla polizia cilena. Era in corso una manifestazione commemorativa del colpo di stato cileno del 1973.
  • 19 maggio 1999: in Cile, nel corso delle mobilitazioni studentesche in corso nell'Universidad de Tarapacá, i carabinieri del Cile sparano ed uccidono lo studente Daniel Menco.
  • 12 novembre 2002 - Cile: a Temuco, lo studente e attivista mapuche Alex Lemun viene assassinato dai carabinieri cileni mentre era in corso un atto di riappropriazione delle terre da parte della comunità  Requen Lemún bajo.
  • 16 marzo 2003 - Palestina: a Rafah, nella Striscia di Gaza, due bulldozer, appoggiati da un veicolo da combattimento Nagmachon (CEV) in dotazione all'esercito israeliano, intenti a demolire alcune case dei palestinesi, investono deliberatamente, uccidendola, l'attivista statunitense Rachel Corrie che si era frapposta fra le case e i bulldozer.
  • 1° maggio 2005 - Colombia: a Bogotà , la polizia reprime una manifestazione: Nicolas Neira, un giovane anarchico di 15 anni è ferito dalla polizia. Morirà  4 giorni più tardi.
  • 6 marzo 2006: a Daechuri, in Corea del Sud, si scatena la repressione poliziesca contro il villaggio autonomo locale.
  • 3 maggio 2007: a Curanilahue, in Cile, durante uno sciopero viene ucciso dalla polizia cilena l'operaio forestale Rodrigo Cisternas.
  • 3 gennaio 2008 - Cile: a Vilcún, le forze dell'ordine uccidono il mapuche e attivista Matías Catrileo.
  • 9 marzo 2008 - Cile: a Pudahuel, l'anarchico Jhonny Cariqueo muore a causa di un infarto conseguenza del pestaggio subito qualche giorno prima dai carabinieri durante una manifestazione.
    Carabinieri nell'atto di caricare i manifestanti durante gli scontri avvenuti in Corso Torino a Genova il 20 luglio 2001
  • 1° maggio 2008 - Turchia: violenti scontri tra manifestanti e polizia: 38 feriti e 530 arresti tra i cittadini che volevano partecipare ad un corteo organizzato dai sindacati (Turk-is, Disk e Kesk) per la Festa dei lavoratori.
  • 6 dicembre 2008 - Grecia: ad Atene, nel quartiere di Exarchia, il 15enne anarchico Alexandros Andreas Grigoropoulos cade vittima di una pallottola sparata da un poliziotto greco, scatenando la furia di studenti, universitari e lavoratori, che mettono a ferro e fuoco le principali città  greche per oltre 3 settimane. Episodi ripetuti nel dicembre 2009 in concomitanza dell'anniversario del suo assassinio.
  • 10 marzo 2010 - Grecia: a Dafni (sud-est di Atene), durante uno scontro a fuoco con la polizia greca che l'aveva sorpreso mentre rubava un auto, viene assassinato Lambros Fountas, anarchico militante di Lotta Rivoluzionaria (EA). Esiste solo la versione della polizia in quanto non v'erano altri testimoni.
  • dal dicembre 2010 ad oggi - Africa e Medio Oriente: la Primavera Araba, ovvero quella serie di proteste ed agitazioni ancora in corso nelle regioni del medio oriente e vicino oriente e del nord Africa (Algeria, Bahrein, Egitto, Tunisia, Yemen, Giordania, Gibuti, Libia Siria; incidenti minori sono avvenuti in Mauritania, Arabia Saudita, Oman, Sudan, Somalia, Iraq, Marocco e Kuwait), ha comportato circa 12 mila morti causati dagli scontri tra manifestanti e forze di polizia locali.
  • 24-25 agosto 2011 - Cile: a Macul, muore durante gli scontri con la polizia il 14enne Manuel Gutiérrez Reinoso. A La Pincoya, viene ucciso dalle forze dell'ordine il 18enne Mario Parraguez Pinto. In tutto il Cile erano stati proclamati due giorni di sciopero generale.

Note

  1. Altri casi, che però non hanno adeguatamente ricevuto l'interesse dei media sono quelli riguardanti Domenico Palumbo e Marco De Santis
  2. G8 Genova - Testimonianze Bolzaneto, scuola Diaz
  3. Le violenze ai fermati presso la caserma di Bolzaneto
  4. La Rai si accorge della tortura in Italia e di De Tormentis
  5. Anche il Manifesto, quasi per ultimo, si accorge della tortura. Un articolo di Mauro Palma
  6. Della tortura
  7. Tortura di Stato democratica. Il caso Gullotta-Carabinieri
  8. Brescia, Stazione: manifestazione ultras per Paolo Scaroni
  9. Nella notte del 16 marzo 2003, a Milano, l'antifascista militante del Centro Sociale O.R.So. (Officina di Resistenza Sociale) di Milano Davide Cesare, noto Dax, viene colpito a morte con 13 coltellate mentre usciva da un bar. Due sue amici rimarranno feriti ma senza gravissime conseguenze. Gli aggressori verranno in seguito identificati come membri della famiglia Morbi (i fratelli Federico di 28 anni, Mattia di 17 e il padre Giorgio di 54), non strettamente legata agli ambienti neofascisti ma comunque simpatizzanti degli stessi. Sul luogo del delitto giungono numerosissime vetture di polizia e carabinieri, il che impedirà  il regolare intervento del personale medico. I compagni di "Dax" e degli altri feriti, giunti all'ospedale S. Paolo per avere notizie dei loro compagni, vengono violentemente caricati dalla polizia al grido di «comunisti bastardi…vi ammazziamo tutti….»; una decina di compagni vengono gravemente feriti a causa dei pestaggi subiti anche mentre sono ammanettati, addirittura facendo uso di mazze da baseball, tubi di ferro ed estraibili. Alcuni compagni vengono portati in Questura e denunciati a piede libero, altri gettati in strada a qualche centinaio di metri dal S.Paolo, altri interrogati seduta stante. (Vedi anche Dax vive nelle lotte)
  10. Sardegna - La protesta dei pastori
  11. Roma, cariche contro studenti: vietato manifestare
  12. Genova: polizia carica corteo operai
  13. Fonte: Romacivica.net

Bibliografia

  • Adriano Chiarelli, Malapolizia, Newton Compton
  • Michel Foucault, Sicurezza, territorio, popolazione. Corso al Collège de France (1977-1978), Feltrinelli, 2007

Voci correlate