Anarcopedia

Da Anarcopedia.
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Il logo di Anarcopedia disegnato da K2.

Anarcopedia è un progetto per lo sviluppo di una enciclopedia da e per la gente, finalizzata a chiarificare teorie e pratiche del movimento anarchico nel suo complesso, ma anche a porsi in sé come esperienza anarchica di azione diretta.

Infatti, è innegabile che le nuove generazioni formino la propria coscienza politica anche attraverso i contenuti disponibili in rete: gioca quindi un ruolo fondamentale, non solo per la propaganda ma anche per il futuro della cultura libertaria, la capacità di rispondere immediatamente e con chiarezza alle domande che i naviganti pongono ai motori di ricerca, superando quei luoghi comuni che, prestando il fianco all'informazione di Stato, da sempre mistificano il pensiero anarchico e allontanano preziose risorse ed energie umane (alcuni facili esempi: anarchia come caos o come anomia, cioè assenza di regole; anarchia come ideologia, accanto a quella marxista o liberale; anarchia come utopia, cioè irrealizzabile per definizione; anarchia come anticamera della violenza). [1] [2]

Al tempo stesso, Anarcopedia non dimentica il sapere impresso sulla carta ed anzi si offre come base per l'approfondimento, strumento su cui è possibile trovare, per ogni argomento e in ogni singola voce, una vastissima quantità di titoli (molti dei quali liberamente scaricabili), testi anche illuminanti e comprensibili da tutti, ma fuori dalla grande distribuzione, della cui esistenza spesso vengono a conoscenza soltanto gli "addetti ai lavori" attraverso la consultazione dei cataloghi informatizzati delle biblioteche.

Storia

Anarchopedia, enciclopedia multilingue, è stata fondata nel settembre 2004 dall'anarchico serbo Milos Rancic, che però, pur mantenendo la proprietà dei mezzi, si è allontanato dal progetto dopo pochi anni, non avendovi mai contribuito attivamente. Anarcopedia, ossia la "sezione" di Anarchopedia in lingua italiana, quella che più di ogni altra si è sviluppata ed ha dimostrato attaccamento al progetto, è nata nell'agosto del 2005 ad opera degli utenti K2 e A★G ed all'oggi sono stati registrati 2 358 articoli. Dalla primavera del 2018, a causa di problemi tecnici derivanti dalla "latitanza" del fondatore serbo, Anarcopedia, finalmente autonoma, si è trasferita sul sito www.anarcopedia.org, grazie anche al lavoro degli utenti anny e darkflash. Il 22 settembre 2019 Anarcopedia è stata presentata nell'auditorium della IX Vetrina dell'editoria anarchica e libertaria, con vivo ed ampio interesse di pubblico.

Filosofia anarchica del progetto

Il prefisso "Anarco-" di Anarcopedia sta a indicare la natura anarchica (con riferimento all'anarchismo classico) del progetto. Infatti, oltre all'obiettivo di scrivere un'enciclopedia, Anarcopedia si prefigge di mostrare che è possibile farlo senza dover fare affidamento sull'autorità o su strutture centrali di potere.

Anarcopedia è dunque un'enciclopedia anarchica sia dal punto di vista dei contenuti (teorie dell'anarchia, pratiche dell'anarchismo, storia delle organizzazioni anarchiche, biografie e pensieri di anarchici ed anarchiche, effemeridi anarchiche ecc.) che del contenitore, una wiki gestita in modo orizzontale e non gerarchico.

Il progetto, che sostanzialmente si basa sull'economia del dono (ogni "donatore di sapere" mette a disposizione degli altri le proprie competenze) e si radica sui principi anarchici di azione diretta e autonomia, ha dei contenuti liberamente accessibili e modificabili da ogni utente: nello sviluppo delle voci, ciascun contributore si relaziona agli altri attraverso la ricerca del consenso, il volontarismo e la responsabilità individuale. [3]

La struttura gestionale, basata sull'autogestione e l'autonomia individuale è quindi agile e assolutamente non burocratica.

Ogni utente deve tenere a mente che Anarcopedia:

  1. è un'enciclopedia e non un'antologia (i cloni, specie quelli wikipediani, devono essere un'eccezione);
  2. è una wiki anarchica e non generalista;
  3. esprime un punto di vista anarchico (APOV) e non neutrale (NPOV).

Ogni utente è libero di postare articoli o informazioni su qualsiasi cosa ritenga opportuno, purché rispetti i sopraddetti tre punti. È quindi preferibile che vengano postati articoli inerenti l'anarchia o tematiche portatrici di una visione critica del sistema capitalistico (vedi anche la pagina «Aiuto»).

Differenze e rapporti con Wikipedia

La spilla di Anarcopedia.

La differenza più notevole rispetto a Wikipedia è l'assenza su Anarcopedia di una qualsiasi struttura centrale di potere che guidi lo sviluppo del progetto. Wikipedia, inoltre, possiede regole molto stringenti sul contenuto e sulla condotta degli utenti e impone a tutti i contributori la doppia licenza GNU FDL / CC BY-SA (Creative Commons Attribution-ShareAlike).

Su Wikipedia le voci sono scritte applicando il così detto NPOV ("neutral point of view", "punto di vista neutrale", che però resta, di fatto, ancorato al concetto di neutralità presente nelle menti degli amministratori, i quali decidono, in ultima istanza, cosa è neutrale e cosa non lo è), mentre su Anarcopedia esse sono editate secondo un punto di vista anarchico, che non significa mancanza di oggettività (sull'enciclopedia tutti possono esprimersi liberamente circa la corrispondenza al vero di quanto scritto in una voce), ma scelta tematica e scelta critica. [4]

Un altro elemento di divergenza è rappresentato dal concetto di rilevanza enciclopedica, che per Wikipedia è strettamente legato a quello di visibilità (termine sempre più associabile alla logica capitalistica dei social network: la visibilità come espressione individuale o corporativa di un potere economico o comunque oggetto di pratica mercantile): ad esempio, autori che non sono sul mercato o che non hanno una buona visibilità sul web si vedono negata la possibilità di aprire voci che li riguardino, al contrario, multinazionali come Nestlé avranno sempre la possibilità di comparire su Wikipedia, benché la pubblicità sulla sua wiki sia vietata (certamente è vietata per i piccoli imprenditori). Per questo motivo Anarc(h)opedia ha deciso, sin dalla sua nascita, di ospitare sulla propria enciclopedia tutte quelle voci che sono state cancellate dagli amministratori di Wikipedia sulla base di argomenti - come la scarsa visibilità o l'eccessivo tasso critico rispetto al potere (si veda, ad esempio, la voce «Accuse di razzismo e xenofobia alla Lega Nord») - in cui gli anarcopediani vedono una censura dell'individualità e del pensiero.

È possibile che Anarcopedia adotti articoli di Wikipedia, ma il Collettivo è da tempo pervenuto alla conclusione che sia opportuno scrivere ex novo le voci, non soltanto per non fare di Anarcopedia un fork di Wikipedia, ma anche in considerazione della scarsa veridicità e precisione di molti articoli presenti su Wikipedia aventi per oggetto temi anarchici.

Note

  1. «Le diverse e più strampalate interpretazioni di questa filosofia politica possono riassumersi in due coppie di opposti. Per un verso, l'anarchismo è detto rappresentare (i) o un atteggiamento amorale, nichilista che eleverebbe la violenza a metodo o a valore fine a sé stesso, (ii) oppure un'istanza giusnaturalista e romantica incline al mito del "buon selvaggio". C'è anche chi gli attribuisce tentazioni salvifiche e ascendenze gnostiche: l'anarchia sarebbe un altro nome di quel "Terzo Regno", il Millennio, perseguito con ostinazione lungo tutto il Medioevo da una miriade di sette religiose. Per altro verso, su un piano più storiografico che filosofico, l'alternativa è tra (i) chi vede gli anarchici come difensori della piccola borghesia, del bottegaio, o ancora dei declassati, oppure del "contadiname" più o meno meridionale, e (ii) chi crede d'intravedere nell'anarchismo un movimento che attraversa l'intera storia dell'uomo, una specie di tendenza congenita nella psiche, ovvero un'aspirazione eterna dell'anima umana, che si manifesta in modo costante, sostanzialmente sempre uguale, nelle varie epoche storiche» (Massimo La Torre, Nostra legge è la libertà - Anarchismo dei moderni, DeriveApprodi, Roma, 2017, p. 44).
  2. «Nondimeno l'anarchismo viene ora equiparato alla predicazione della violenza sic et simpliciter, come se l'uso della violenza fosse il suo contenuto e ideale specifico, o questo si componesse di "terrorismo" o "nichilismo", entrambi non meglio specificati. Oppure lo si descrive come una massa confusa di sentimenti e di esigenze di rivolta, o ancora come mero pensiero del disordine, o della disorganizzazione, che in quanto tale sarebbe dunque intrinsecamente disordinato e incoerente» (Massimo La Torre, Nostra legge è la libertà - Anarchismo dei moderni, DeriveApprodi, Roma, 2017, p. 110).
  3. Ogni utente è libero di inserire in una voce le proprie opinioni, assumendosi la responsabilità di ciò che afferma (all'opinione segue il nickname dell'utente che l'ha espressa) e della qualità dell'intervento: questo, da una parte, evita che la voce possa essere strumentalizzata mostrando come pensieri universalmente condivisi punti di vista personali, dall'altra, consente alla conoscenza di arricchirsi senza cristallizzarsi su paradigmi intellettuali dominanti.
  4. Ad esempio, Wikipedia, riferendosi alla tragica fine di Giuseppe Pinelli, parla di mera morte (termine proposto come "neutrale", ma assolutamente di parte), mentre Anarcopedia parla di assassinio. La stessa "sottile" differenza è riproposta dalle due targhe in memoria di Pinelli presenti a Milano in piazza Fontana: "ucciso", dice la targa storica degli studenti e democratici milanesi, "morto", dice la targa dell'amministrazione.