Il Primo Maggio

Da Anarcopedia.
Sciopero del 1° maggio 1891 a Clichy

Il 1° maggio è una data dalla rilevanza storica notevolissima, ogni anno vengono ricordate le lotte sindacali ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori, soprattutto tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Durante quel periodo prese forma una maggiore consapevolezza e coscienza (coscienza di classe) della classe lavoratrice, soprattutto per merito dell’anarchismo (in quell'epoca il ruolo del marxismo, almeno inizialmente, fu non rilevantissima) e dei mezzi di lotta che proponeva, principalmente l'azione diretta.

«La giornata del primo Maggio è considerata nel mondo socialista come la festa del Lavoro. Si tratta di una falsa affermazione del 1° Maggio che ha talmente permeato la vita dei lavoratori che effettivamente in molti paesi, essi lo celebrano così. Infatti, il primo maggio non è un giorno di festa per i lavoratori [...] No, i lavoratori non devono, quel giorno rimanere nelle loro officine o nei campi. Quel giorno, i lavoratori di tutti i paesi devono riunirsi in ogni villaggio, in ogni città , per organizzare delle riunioni di massa, non per festeggiare quel giorno così come lo concepiscono i socialisti statalisti ed in particolare i bolscevichi, ma per contare le loro forze, per determinare le possibilità  di lotta diretta contro l'ordine marcio, vile schiavista, fondato sulla violenza e la menzogna.» (Nestor Makhno, Il primo Maggio simbolo di un'era nuova nella vita e la lotta dei lavoratori)

Le origini statunitensi e anarchiche del Primo Maggio

Haymarket Square: manifesto dei sette anarchici condannati a morte (due saranno graziati nel 1893). Un ottavo imputato, Oscar Neebe, qui non rappresentato, fu condannato a 15 anni di carcere.
Sciopero del 1 maggio 1890, Place de la Concorde, Parigi

Una delle prime lotte intraprese dai lavoratori e dalle lavoratrici fu quella delle otto ore lavorative: «Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire» fu la parola d'ordine, coniata in Australia sin dal 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale mondiale del XIX secolo.

In seguito, dal congresso dell'Associazione internazionale dei lavoratori - la Prima Internazionale - riunitosi a Ginevra nel settembre 1866, scaturì una proposta concreta: «Otto ore come limite legale dell'attività  lavorativa». Non mancarono iniziative "minori": Ira Steward, meccanico di Boston, già  l'anno precedente aveva costituito la Lega per le otto ore del Massachusetts, cui fecero immediatamente seguito tante altre organizzazioni analoghe in tutte le aree industrializzate degli USA, a dimostrazione del grande fermento dell'epoca.

Nel 1867 lo stato dell’Illinois approvò una legge che istituiva le otto ore lavorative, disponendone l’entrata in vigore proprio per il Primo Maggio dello stesso anno. I lavoratori statunitensi, essendo consapevoli che ben difficilmente i padroni avrebbero rispettato la legalità , scesero in strada per legittimare le proprie richieste. Fu in particolar modo la città  di Chicago a manifestare massicciamente con almeno 10000 lavoratori in sciopero. Da quel momento il Primo Maggio divenne quindi una data simbolicamente importante, sia per i lavoratori statunitensi che degli altri paesi.

Il Primo Maggio 1886, 400000 lavoratori manifestarono in tutti gli USA; almeno 80000 persone scioperarono a Chicago, che divenne la città  simbolo di lotta e resistenza. Le manifestazioni proseguirono per tre giorni e furono caratterizzate da durissimi scontri con la polizia, che causarono la morte di alcuni scioperanti.

Arresto in seguito ad una manifestazione del 1 maggio 1907

Nell’ambito di queste calde giornate gli anarchici furono accusati del lancio di una bomba che uccise un poliziotto, per questo sette di loro vennero accusati di omicidio e successivamente condannati a morte (4 furono effettivamente impiccati, uno si suicidò e gli altri vennero successivamente graziati). L'assoluzione arrivò troppo tardi, esattamente come molti anni dopo capitò a Sacco e Vanzetti; i protagonisti della drammatica vicenda di Chicago passarono alla storia come i martiri di Chicago.

«i lavoratori americani di Chicago e dei dintorni [...] Ascoltarono là  dei discorsi di numerosi oratori socialisti, e soprattutto quelli degli oratori anarchici, perché essi assimilavano le idee libertarie e si mettevano francamente dalla parte degli anarchici. I lavoratori americani tentarono quel giorno, organizzandosi, di esprimere la loro protesta contro l'infame ordine dello Stato e del Capitale dei possidenti. È su questo che intervengono i libertari americani Spiess, Parsons ed altri. È allora che questo incontro fu interrotta da delle provocazioni di mercenari del Capitale e si e terminò con il massacro di lavoratori disarmati, seguito dall'arresto e dall'assassinio di Spiess, Parsons ed altri compagni. I lavoratori di Chicago e dei dintorni non si radunavano per festeggiare la giornata del primo Maggio. Si erano raddunati per risolvere in comune i problemi della loro vita e delle loro lotte. » (Nestor Makhno, Il primo Maggio simbolo di un'era nuova nella vita e la lotta dei lavoratori)

Da quel Primo Maggio le forze di polizia di Chicago scatenarono la repressione contro gli anarchici, mettendo al bando tutte le organizzazioni legate all’anarco-sindacalismo e vietando le loro pubblicazioni. Anche i sindacati americani iniziarono a discriminare le organizzazioni legate all'anarchismo, cominciando ad isolarli a causa del loro pregiudizio sulla violenza (attribuita esclusivamente agli anarchici, molto spesso senza alcuna prova).

Nel suo congresso di St. Louis del 1888 l'American Federation of Labor (AFL) propose il primo maggio del 1890 quale data ultima oltre la quale i lavoratori statunitensi non avrebbero più accettato di lavorare per più di otto ore al giorno. Per non essere però relazionati in alcun modo agli anarchici e alla violenza, l'l’AFL coniò lo slogan:

«Eight Hours, Firm, Peaceable, and Positive» («8 ore: decisamente, pacificamente, senza dubbio») [1].

Il primo maggio del 1890 i lavoratori di buona parte del mondo ricordarono i martiri di Chicago e festeggiarono l'unità  dei lavoratori e delle lavoratrici contro l'arroganza del padronato e del capitalismo. In seguito al successo di quell'evento, nel 1891 la Seconda Internazionale proclamò che, da lì in avanti, il Primo Maggio sarebbe dovuta essere considerata ufficialmente «la festa dei lavoratori di tutti i paesi, nella quale i lavoratori, dovevano manifestare la comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà ».

Cronologia del Primo Maggio nel mondo

  • 1884: negli USA (durante questo mese...) la federazione dei commerci organizzati e i sindacati precursori dell'AFL accettano una risoluzione in cui si legge: «8 ore costituiscono il lavoro di un giorno legale a partire e dopo il 1° Maggio 1886». Nonostante la federazione non avesse previsto di stimolare un'insurrezione di massa, questa risoluzione ebbe notevoli effetti.
  • 1886: negli USA inizia uno sciopero per la giornata lavorativa di 8 ore, che sarà  commemorato nel 1889 come prima giornata internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici. 340 000 operai a Chicago, a Milwaukee e nelle altre città  scendono per le strade. Quattro manifestanti sono uccisi e più di 200 feriti quando la polizia attacca gli scioperanti riuniti a Chicago. Gli U.S.A, decideranno in seguito, di celebrare la giornata dei lavoratori un altro giorno dell'anno.
  • 1890: negli USA, a Chicago, una marcia di 30 000 manifestanti chiede le 8 ore lavorative. Altre manifestazioni si tengono in 13 paesi.
In Australia, a Melbourne, si svolge una grande manifestazione per le 8 ore lavorative.
In Polonia, a Varsavia, viene celebrata la giornata dei lavoratori: coinvolti almeno 10 000 operai. Ciascuno dei 9 organizzatori è arrestato ed esiliato in Russia.
In Austria, a Vienna, si svolgono manifestazioni di massa in risposta all'appello degli anarchici Louise Michel, Eugène Thennevin e Pierre Martin.
In Argentina, a Rosario, l'anarchica Virginia Bolten tiene un comizio alla folla accorsa a festeggiare il 1° maggio. L'anarco-femminista argentina partecipa alla manifestazione con una bandiera nera recante la scritta rossa: «1° maggio: Fratellanza Universale».
  • 1891: in Francia, a Fourmies, l'esercito spara su un presidio pacifico che festeggia la "giornata dei lavoratori". Le donne e i ragazzi portavano semplicemente dei fiori per commemorare i caduti nelle lotte operaie. Alla fine si contano 14 morti e 40 feriti. Nel marzo 1892, l'anarchico Ravachol vendicherà  questa strage colpendo le caserme di Lobau a Parigi.
In Italia, a Roma, si sviluppano violenti scontri di piazza "fomentati" dagli anarchici Amilcare Cipriani e Galileo Palla. Muore il carrettiere Antonio Picistrelli, decine di feriti e molti arresti (tra cui Cipriani e Palla).
  • 1899: in Polonia, a Varsavia, durante le celebrazioni del Primo Maggio vengono arrestati 3000 manifestanti su 20 000 convenuti.
  • 1905: in Polonia, muoiono 60 operai in seguito agli scontri con la polizia intervenuta per caricare i manifestanti che celebravano il 1° maggio.
Manifestazione anarchica in Turchia durante il 1° maggio 2007
  • 1906, in Francia si svolge uno sciopero generale in favore delle 8 ore lavorative. Manifestazioni violente. Clémenceau decreterà  lo stato di assedio.
  • 1907: in Francia, a Parigi, l'anarco-individualista russo Jacob Law spara contro i guidatori degli omnibus trainati da cavalli, che dovevano essere utilizzati per reprimere una manifestazione politica (nessuno risultò morto o gravemente ferito).
  • 1909: in Argentina, a Buenos Aires, violente cariche poliziesche, ordinate dal colonnello Ramon Falcon, contro una manifestazione della FORA: 8 morti e 105 feriti. In seguito Falcon sarà  giustiziato il 14 novembre 1909 dall'anarchico Simón Radowitzky.
  • 1920: in Giappone si tengono i primi storici assembramenti del 1° Maggio. 5000 operai manifestano portando bandiera rosse e nere.
In Italia, a Torino, si realizza una massiccia adesione allo sciopero generale. L'oratore principale del comizio è Raffaele Schiavina, l'editore de «L'Adunata dei Refrattari».
  • 1931: in Spagna, a Barcellona, si svolge una poderosa manifestazione della CNT. Sono presenti anche Augustin Souchy, Ida Mett, Voline, Camillo Berneri, Helmut Rüdiger, Louis Lecoin e Pierre Odéon, oltre agli spagnoli Buenaventura Durruti e Francisco Ascaso. Durante l'imponente manifestazione (100 000 persone) si verificano gravi incidenti. Bilancio: 1 morto e 15 feriti tra i manifestanti, 2 morti e molti feriti tra le "forze dell'ordine".
  • 1937: nel Regno Unito si tiene una manifestazione a cui partecipano 60 000 persone, tra cui molti anarchici (è la prima volta in 30 anni). Sotto gli auspici del Comitato di Londra della CNT-FAI spagnola, Emma Goldman tiene un discorso alla conclusione della marcia, ad Hyde Park.
  • 1950: in Sud Africa si svolge uno sciopero contro la repressione governativa.
  • 1952: in Giappone, a Tokio, si verificano violenti scontri tra gli operai anti-governativi e la polizia: 2 morti e 2000 feriti.
  • 1977: in Turchia, ad Istanbul, i gruppi paramilitari, manovrati dallo Stato turco, sparano su decine di migliaia di persone presenti alle celebrazioni del 1 maggio.
  • 1985: in Polonia, la polizia attacca gli anarchici del RSA (Movimento sociale alternativo), presenti alla sfilata del Partito Comunista Polacco del blocco di Danzica. Alla fine dei combattimenti, per le strade si conteranno due poliziotti morti.
  • 1986: in Sud Africa 1,5 milioni di persone aderiscono allo sciopero generale.
  • 1993: in Giappone 3,4 milioni operai partecipano alle celebrazioni del 1 maggio (200 000 a Tokyo).
  • 1996: in Turchia, ad Istanbul, durante le manifestazioni non autorizzate vengono uccisi tre manifestanti uccisi, oltre al ferimento di altre 69 persone. La polizia turca spara sulla folla dopo l'interdizione della piazza ai manifestanti. Alla manifestazione avevano partecipato circa 100 000 persone.
  • 2001: in Svizzera, a Zurigo, si verificano gravi scontri tra gruppi altermondialisti e la polizia durante una manifestazione. La polizia fa un documentato uso di lacrimogeni, proiettili gomma ecc.
In tutto il mondo, atti repressivi contro molte manifestazioni che celebrano il 1 maggio.
  • 2005: in Colombia, a Bogotà , la repressione poliziesca causa una vittima: Nicolas Neira, un giovane anarchico di 15 anni è ferito a morte dalla polizia.
  • 2008: in Turchia si verificano scontri tra manifestanti e polizia: 38 feriti e 530 arresti, tra i cittadini che volevano partecipare ad un corteo organizzato dai sindacati (Turk-is, Disk e Kesk) per la Festa dei lavoratori.
  • 2009: in Turchia si tengono le prime manifestazioni autorizzate dal 1° maggio 1977. Da quell'anno erano state vietate le celebrazioni del 1° maggio.

Il Primo Maggio in Italia

Il movimento operaio italiano si conformò alle rivendicazioni degli americani e, in Europa, a quelle dei sindacati francesi, che ben presto posero tra le priorità  la richiesta della giornata lavorativa di otto ore.

In Italia gli anarchici furono sempre in prima fila nelle rivendicazioni dei diritti dei lavoratori. Numerose manifestazioni, caratterizzate da forti presenze anarchiche e socialiste, si svolsero durante il Primo Maggio degli anni che vanno dal 1888 al 1891, che sfociarono anche in numerosi incidenti a Roma (ci furono due morti, oltre a decine di feriti e centinaia di arresti arbitrari), Milano, Firenze e Bologna.

Nel Gennaio 1891, durante il congresso che stabilì la creazione (che effettivamente verrà  l’anno successivo) del Partito Socialista Anarchico Rivoluzionario, gli anarchici decisero la partecipazione al Primo Maggio con lo scopo di caratterizzare la protesta in senso rivoluzionario. Nell’Aprile dello stesso anno, durante un comizio internazionale, anche l’anarchico Luigi Galleani presentò un ordine del giorno in favore della partecipazione al Primo Maggio.

Il Primo Maggio diventò quindi un momento al quale ci si preparava con maggiore consapevolezza e attenzione organizzativa, anche se, proporzionalmente all'organizzazione, crebbe pure la brutalità  repressiva poliziesca e padronale.

Il Primo Maggio 1898, e nei giorni seguenti, si ebbero manifestazioni in tutta Italia che coincisero con la fase più intensa dei cosiddetti «moti per il pane». Molte manifestazioni terminarono con violenti scontri con le forze dell’ordine, causando numerosi morti tra i manifestanti: tre morirono a Minervino, cinque nel Fiorentino e soprattutto ottanta morti (oltre a centinaia e centinaia di feriti) si registrarono nelle manifestazioni di Milano (6-9 maggio).

I morti di Milano furono il risultato della repressione sanguinaria operata dal Generale Bava-Beccaris, il quale incredibilmente ricevette successivamente, dal Re Umberto I, un’alta onorificenza per aver “ripristinato l’ordine” nel Regno d’Italia (gesto che però il Re pagò carissimo quando il 29 luglio del 1900 Gaetano Bresci lo colpì a morte).

Il 20 febbraio 1919 fu introdotta la giornata lavorativa di 8 ore nelle fabbriche metallurgiche in seguito ad un accordo tra la FIOM e gli industriali [2]. Dopo il biennio rosso e dopo anni di lotte pagate a caro prezzo di numerosi morti, finalmente i lavoratori riuscirono il 10 marzo 1923, in piena epoca fascista, ad ottenere la giornata lavorativa di otto ore per tutti:

«Il disegno di legge sugli orari, presentato dal socialista Filippo Turati, viene recepito dal Regio Decreto Legge n° 692, che stabilisce le 8 ore giornaliere di lavoro e le 48 ore settimanali, oltre a prevedere 12 ore di straordinario, da effettuarsi previa comunicazione all’Ispettorato del lavoro. Questo fondamentale atto legislativo, approvato dal primo governo Mussolini con un gravissimo ritardo rispetto alle altre nazioni europee (gli edili e i meccanici inglesi ottennero la riduzione a nove ore già  nel 1872, mentre in Russia le definitive otto ore ottenute dagli operai nel 1917 furono una colonna portante delle rivendicazioni rivoluzionarie già  dal 1905), non deve però essere letto come una concessione del Governo al proletariato, bensì come la vittoria di una lotta durata più di un secolo e mezzo. La giornata di 8 ore infatti, non fu richiesta al padronato o al governo, ma imposta dal basso, dalle rivendicazioni operaie e contadine che cominciarono a imporsi con insistenza nei primi decenni del XVIII secolo, per giungere ai primi riconoscimenti con i moti rivoluzionari del 1848.»[3]

Con l’avvento del Fascismo la festa del lavoro venne di fatto cancellata, essendo stata spostata alla data del 21 aprile, facendola coincidere con la festa del Natale di Roma. In Germania il nazismo, nell’ambito del progetto nazionalistico, la ribattezzò propagandisticamente con il nome di “Festa del lavoro nazionale”.

Dopo la fine della II Guerra Mondiale il governo di coalizione (1946) che prese le redini del potere, sancì che il “Primo Maggio” sarebbe stato «un giorno festivo a tutti gli effetti civili». Tuttavia le violenze non terminarono con l’avvento della democrazia e il Primo Maggio dell’anno seguente fu segnato dalla cosiddetta strage di Portella della Ginestra [4], in cui gli uomini del bandito Giuliano fecero fuoco contro i lavoratori che assistevano ad un comizio.

Dal Maggio 1968, e per tutti gli "anni 70", la festa sembrò acquistare nuovo vigore diventando l’occasione per le rivendicazioni di carattere politico e sociale (contro le guerre, il razzismo, il classismo, il sessismo ecc.), oltre che per le rivendicazioni sindacali e lavorative.

Attualmente le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini e la minor consapevolezza generale, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del Primo Maggio, spesso ridotte ad un rito stanco e snaturato dal suo significato storico.

Note

Voci correlate

Collegamenti esterni

Sulla storia del Primo Maggio

Sui martiri di Chicago