Storia dell'anarchismo in Cile

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Militanti del Frente de Estudiantes Libertarios marciano a Valparaíso durante la tradizionale marcia del 21 maggio 2005.

Il movimento anarchico in Cile cominciò a svilupparsi grazie all'influenza esercitata dagli immigrati europei che giunsero in SudAmerica nel XIX secolo. Di prevalenza bakunista ed internazionalista, questi ebbero contatti con Manuel Chinchilla, un anarchico spagnolo residente a Iquique. L'influenza esercitata dagli immigrati europei non ebbe lo stesso impatto avuto in Argentina, ed in Cile, infatti, l'anarchismo ha avuto molte più caratteristiche autoctone che in altri paesi sudamericani.

Inizialmente l'anarchismo si diffuse soprattutto tra i tipografi, pittori, muratori e marinai. Nei primi decenni del ventesimo secolo condizionò notevolmente lo sviluppo del movimento operaio e si diffuse anche entro alcuni circoli intellettuali. Attualmente, dopo un periodo di crisi, l'anarchismo è in fase di crescita, soprattutto nell'ambito universitario e nei movimenti che lottano in favore dei diritti civili degli indigneni.

XIX secolo: nascita dell'anarchismo cileno

La propaganda anarchica in Cile iniziò nella decade del 1880, grazie al materiale letterario proveniente soprattutto da Spagna e Argentina. Nel 1893 comparve a Valparaiso El Oprimido, il primo giornale anarchico del paese, che sarà immediatamente seguito da altri: El Ácrata, La Luz, La Revuelta, La Batalla, El Surco, Acción Directa, El Rebelde, ecc.[1] Molti di questi ebbero un'esistenza effimera, ma ci furono eccezioni: La Batalla, per esempio, fu pubblicato tra il 1912 e il 1926. Anche altri periodici di tendenza anarchica, organi di sindacati e di società di resistenza popolare, come El Siglo XX, La Imprenta (giornale dei tipografi) ed El Marítimo di Antofagasta (giornali dei marittimi), ebbero una discreta diffusione in tutto il paese. [2][3]

Come riporta Luis Vitale nel suo Contribución a una Historia del Anarquismo en América Latina, il 24 febbraio 1896 si costituì il Centro Social Obrero, che vide in Javier Rocuant, Antonio Bórquez e nei celebri scrittori Diego Dublé Urrutia e Carlos Pezoa Véliz delle importanti figure che contribuirono alla redazione del giornale El grito del Pueblo. Alcuni anarchici di questo Centro entrarono poi a far parte del partito socialista, chiamato "Unión Socialista" (nato nel 1896), che ebbe un'effimera esistenza, e dal quale in seguito molti fuoriuscirono per divergenze strategiche ed ideologiche. Lo stesso Vitale riporta che alla fine del secolo comparvero altri periodici: El Proletariado, diretto da Luis Olea, Magno Espinoza e Alejandro Escobar y Carvallo, El Rebelde (1898), El Martillo (1898), La Tromba e Rebelión.

Per quanto riguarda le pubblicazioni di letteratura anarchica, notevole fu il lavoro della Editorial Lux, che curava l'edizione di libri anarchici europei e cileni (Manuel Marquez, Jose Domingo Rojas Gomez). Tra gli altri militanti di primo piano del periodo può essere citato il tipografo Enrique Areanas di Iquique, fondatore di vari periodici anarchici, Luis Olea, Alejandro Magno Espinosa e Alejandro Escobar Carballo, fondatori di molte e diverse "Società di Resistenza" (Cappelletti, LXXXV).

Alla fine del secolo, il 1° maggio 1899, gli anarchici cileni ricordarono con una seguitissima manifestazione i Martiri di Chicago. Per la prima volta assoluta nel paese si tenne una simile manifestazione.

1900-1950

Influenze dell'anarchismo sul movimento operaio

Il nuovo secolo si aprì con la nascita della Sociedad de Carpinteros y Ebanistas, della Sociedad de Instrucción y Socorros Mutuos "Caupolicán" e di una Sociedad de Resistencia de los Obreros de Maestranza de Ferrocarriles; tutte queste ricevettero il contributo fondativo anche degli anarchici. Allo sviluppo del movimento partecipò anche l'avvocato e militante anarchico Pietro Gori, che in quel periodo risiedeva a Buenos Aires, ma che saltuariamente si trasferiva in Cile per svolgere conferenze e diffondere i principi dell'anarchismo.

José Domingo Gómez (1896-1920), scrittore anarchico cileno.
Pietro Gori, anarchico italiano. Ebbe contatti con il nascente movimento anarchico cileno.

Il movimento anarchico diede alla luce anche due nuovi giornali anarchici: El Acrata (1901) e Germinal (1901); tra il 1901 e il 1902 le "Società di Resistenza" (Sociedad de Resistencia) furono create dai carpentieri, ferrovieri, marinai, orologiai, panettieri, conduttori di tram, calzolai, falegnami, stuccatori, carbonai e contadini. Alcuni attivisti di primo piano in questo periodo le ritroviamo in Marcos Yánez, Belarmino Orellana, Eugenio Sagredo Jiménez, Luis Morales e Manuel Guerra.

Queste "Società di Resistenza", che avevano l'obiettivo di difendere i lavoratori, entrarono ben presto in conflitto con le vecchie società di mutuo appoggio e soccorso, ritenute troppo deboli e moderate nella tutela degli interessi economici della classe operaia. Il giornale El Faro criticò le società di mutuo soccorso, definendole «mummie mutualiste» in quanto incapaci di difendere realmente gli interessi dei proletari. Inoltre, anche il periodico El Siglo XX fu abbastanza critico, ritenendo che i mutualisti fossero interessati più ad intascare la quota associativa piuttosto che a lottare per i diritti degli sfruttati. Luis Vitale nel suo Contribución a una Historia del Anarquismo en América Latina sostiene che molte donne ebbero un ruola di protagonista nella costruzione di alcune "Società di Resistenza", come le Sociedades en Resistencia, come la Federación Cosmopolita de Obreras en Resistencia (1903), la Sociedad en Resistencia de Sombrereras (1906) e la Sociedad en Resistencia de Operarias de la Casa Matus (1907). Una delle donne più importanti di queste prime organizzazioni fu Angela Muñoz Arancibia. [4]

In questo contesto di crescita del movimento operaio presero forma le Mancomúnales, ispirate alle idee anarco-sindacaliste. Erano organizzazioni non strutturate e spontaneiste, ispirate all'azione diretta, così come lo erano le "Società Resistenza", anche se rispetto a queste indubbiamente si proponevano fini meno radicali. La prima delle mancomunales era stata fondata dai portuali il 1° maggio 1900 ad Iquique, successivamente ne apparvero ad Antofagasta e Copiapo Chanaral. Nel 1904, a Santiago, si svolse il primo congresso mancomunales, che coinvolgeva 15 organizzazioni in rappresentanza di crca 20.000 aderenti. Elementi socialisti e marxisti erano allora prevalenti, in seguito in molti entrarono a far parte della Federación Obrera de Chile (FOCH, Federazione Lavoratori del Cile ), che ben presto cadrà vittima della repressione [5].

Il primo importante sciopero del paese fu organizzato dai portuali di Valparaiso nel 1903, guidato dalle organizzazioni anarchiche. Nel 1905 a Santiago si tenne un grande sciopero contro il caro-vita (la Semana Roja), un altro sciopero nel nord del paese fu attuato nel 1906. La repressione istituzionale ebbe un carattere molto violento e causò centinaia di morti. Il 21 dicembre 1907 lo Stato cileno mise in atto un'altra durissima repressione, questa volta contro i minatori: nella scuola di Santa Maria, nel nord a Iquique, tra i 2-3500 minatori in rivolta (chiedevano un aumento salariale), sotto l'egida degli anarchici, furono massacrati dalle "forze dell'ordine".

L'anarcosindacalismo

Dopo la rivoluzione russa, le differenze tra marxisti e anarchici si acuirono sempre più; la pacifica convivenza nelle "Società di Resistenza" terminò definitivamente ed i socialisti moderati e riformisti fondarono la Federación Obrera de Chile (Federazione Lavoratori del Cile).

Nel dicembre 1919 veniva fondata la sezione locale dell'IWW, che però fu impostata su basi maggiormente anarchiche rispetto all'organizzazione nord-americana, la quale sostanzialmente era da ritenersi più di tendenza sindacalista rivoluzionaria che specificamente anarchica. Nata come organizzazione nazionale, l'IWW cilena si diffuse in tutto il paese dichiarando la propria ostilità a capitale, Stato e Chiesa; le proprie azioni erano fondate su boicottaggi, scioperi e sabotaggi. Ebbe notevole importanza tra i marittimi di Valparaiso, Iquique e Antofagasta, e i suoi militanti contribuirono alla nascita di sindacati dei fornai, muratori e calzolai. I suoi membri più importanti furono Juan Onofre Chamorro, Armando Triviño, Pedro Ortuzar, Porfirio Soto ed altri. Gli anarchici fondarono anche la Lega degli Inquilini, che si prefiggeva l'obiettivo di combattere il caro prezzi e sostenere gli inquilini più poveri e disagiati.

L'IWW cilena si relazionò strettamente con la Federación de Estudiantes (Federazione degli Studenti), ciò contribuì ad allertare il governo che quindi diede inizio alla repressione poliziesca del 1920: essa fu sostenuta anche da gruppi paramilitari di ispirazione nazionalista, che attaccarono anarchici, lavoratori, studenti e sindacalisti. Nonostante le divergenze tra l'IWW e la FOCH (ora diretta dai comunisti), entrambi avevano un nemico comune: l'Asociación del Trabajo (Associazione del Lavoro), organizzazione pseudo-sindacale di ispirazione fascista. Il golpe militare del 5 settembre 1924, fu rifiutato da tutta la sinistra cilena. Tuttavia, quando nel gennaio 1925 i militari ripristinarono l'ordine, appoggiati dai socialisti e dai comunisti, gli anarchici si rifiutarono di sostenerli. In quello stesso anno i sindacati divennero legali e molti comunisti autoritari cominciarono ad entrarvi, mentre nelle "Società di Resistenza" essi se ne erano in parte tenuti a distanza. Più o meno durante questo periodo, i libertari cileni ebbero contatti con il gruppo illegalista di Buenaventura Durruti e Francisco Ascaso, denominato Los Errantes (che si rifaceva a Los Solidarios), due celebri anarchici spagnoli che erano emigrati temporaneamente in Sud America per sfuggire alla repressione spagnola.

Nel 1925 ci fu uno sciopero contro il caro-affitti a Santiago: il governo, con l'appoggio dei comunisti, provò a risolvere il conflitto tra inquilini e proprietari, ma anche questa volta gli anarchici e l'IWW rifiutarono l'accordo, che secondo loro mirava a distruggere il movimento contestatorio. Gli anarchici fondarono in quello stesso anno una nuova organizzazione del lavoro, la Federación Obrera Regional Chilena [6], che particolarmente si diffuse nel nord del paese. Nel gennaio 1927 uno sciopero generale scoppiò a Santiago e Valparaiso. Il mese successivo il Generale Ibañez depose il presidente Arturo Alessandri Palmamcon con un nuovo colpo di stato. La crisi del 1930 colpì duramente la popolazione, da una parte alimentando la povertà e il disagio, dall'altra incrementando la radicalità dello scontro con lo Stato.

La dittatura represse le organizzazioni sindacali (molte di queste operarono in clandestinità, come per esempio quella denominata Siempre!) ma nel 1931, terminata l'esperienza totalitaria di Ibanez, i comunisti e i socialisti fondarono la Confederación de Trabajadores de Chile (CTCH), mentre gli anarchici si legarono alla Confederación General de Trabajadores (CGT), ispirata alla FORA argentina. Lentamente la preponderanza anarchica decadde, sino a diventare insignificante nel 1940. La leadership sindacale rimase così nelle mani del sindacalismo riformista dei socialisti, comunisti e democratici cristiani. Gli anarchici, riuniti nella CGT, seppur in minoranza nel paese, proseguirono nella solidarietà in favore dei lavoratori e parteciparono allo sciopero del carbone (1947), dei ferrovieri (1947) e allo "sciopero chaucha" (1949). Presero parte ad altre istanze, sempre portando avanti i loro principi libertari tra mille difficoltà: infatti, dopo il mandato presidenziale di Aguirre Cerda (1938-1942) e Juan Antonio Ríos (1942-1946), di tendenza nazionalista e fascistoide, ci fu l'elezione nel 1946 di Gabriel González Videla grazie all'appoggio dei comunisti, i quali poi vennero esclusi dalla politica con la Legge Maledetta, figlia della Guerra Fredda.

Gli intellettuali di fronte all'anarchismo

Soprattutto nella prima metà del XX secolo, l'anarchismo esercitò la sua notevole influenza su scrittori, artisti vari e su numerosi circoli di intellettuali cileni. Alcuni, per periodi più o meno lunghi, furono esplicitamente anarchici, altri invece simpatizzarono con le idee libertarie: tra questi Víctor Domingo Silva, Antonio Bórquez Solar, Carlos Pezoa Véliz, Carlos R. Moncada, Alfredo Guillermo Bravo, José Domingo Gómez Rojas e Manuel Rojas.[7]

Flora Sanhueza Rebolledo, maestra ed anarchica cilena

Altri anarchici dentro l'ambito della cultura, la letteratura e la poesia, che furono particolarmente attivi in tutta la loro vita sono stati: Luis Olea,Luis Emilio Recabarren, Magno Espinoza, Alejandro Escobar y Carballo, Marcial Cabrera Guerra e Eduardo Gentoso.[8] La maggior parte combinava l'attivismo propagandistico e sindacale con la la letteratura, la poesia, considerati entrambi un mezzo per diffondere gli ideali anarchici. Il più conosciuto fu Francisco Pezoa, poeta, traduttore, conferenziere, giornalista e autore di canzoni.

1950-1973: prima della dittatura di Pinochet

Dopo qualche segno di rinascita del movimento anarchico durante gli anni '40, grazie ad una nuova generazione di anarco-sindacalisti e anarchici cileni (tra cui Flora Sanhueza, fondatrice nel 1947 dell'Ateneo popular Louise Michel), finalmente nel 1950 fu costituito un grande gruppo anarco-sindacalista, il MUNT (Movimento per l'unità dei lavoratori), che fu alla base della successiva costituzione nel 1953 (durante il periodo presidenziale di Carlos Ibáñez del Campo, tornato in politica dopo un periodo di assenza) della Central Única de Trabajadores (CUT), il sindacato unico dei lavoratori. Le dichiarazioni programmatiche del CUT furono redatte in parte anche da anarchici, alcuni dei quali stavano anche nella segreteria nazionale. Nel 1955, quando il presidente cileno era in procinto di dimettersi, gli anarchici auspicarono che la CUT prendesse in mano il controllo economico del paese; al contrario i comunisti sostennero la tesi collaborativi con le istituzioni. Alla fine si risolse tutto con uno sciopero semi-fallimentare e la posizione anarchica fu sconfitta.

Alla fine degli anni '50 nacque il Movimento Libertario 7 luglio, di Ernesto Mirando Rivas, che volle affrontare l'annoso problema dell'organizzazione anarchica (molti anarchici, in mancanza di organizzazioni nazionali, erano entrati, da anarchici, nel Partito Socialista Cileno). Nel decennio successivo vide invece la luce il MFR (Movimento delle Forze Rivoluzionarie), che si prefisse lo scopo di riunire tutte le tendenze rivoluzionarie presenti nel paese. Incapace di confrontarsi con tutte le altre forze rivoluzionarie, l'anarchismo subì un processo di decrescita, a vantaggio di altre correnti (principalmente quelle marxiste). Nonostante tutto, durante gli anni del governo di Unidad Popular (Unità Popolare) guidato dal socialista Salvador Allende (dal 1970 al 1973), alcune esperienze autogestionarie e sindacali orizzontali, risultato dello spontaneismo libertario del paese (frutto anche di quanto era stato seminato negli anni passati) capace di sopravvivere nonostante la mancanza di un vero e proprio movimento anarchico organizzato.

La dittatura di Pinochet (1973-1990)

Con il golpe di Pinochet contro Allende (11 settembre 1973), appoggiato e finanziato dalla C.I.A, tutti i partiti e i movimenti della sinistra subirono una violentissima repressione: migliaia di uomini e donne, militanti politici di varie realtà della sinistra politica, furono arrestati, torturati e uccisi. Nonostante tutto, alcune realtà anarchiche provare a resistere clandestinamente; intorno alla metà degli anni '70 alcuni anarchici entrarono a far parte di vari gruppi clandestini, che alla fine di quella decade portò alla nascita delle Brigadas Populares.

All'inizio degli anni '80, l'anarchico Jose Ego Aguirre, riuscì, sostanzialmente da solo, a costituire un gruppo anarchico che volle creare un fronte libertario nella resistenza anti-Pinochet. Composto da circa 17 studenti, la piccola organizzazione fu individuata e i suoi militanti arrestati. La polizia politica cilena fu però sorpresa nell'apprendere che essi erano anarchici e non marxisti, contro il quale Pinochet aveva principalmente indirizzato la repressione; tutti furono quindi rilasciati, ma non senza averli prima lungamente interrogati e torturati. Il gruppo però non si fece intimorire e proseguì nella propria attività, riuscendo ad ottenere un discreto successo tra gli studenti.

Altre realtà anarchiche si ritrovarono all'interno del MIR e poi del FPMR (Fronte Patriottico Manuel Rodriguez, braccio armato del Partito Comunista cileno fino al suo scioglimento nel 1987). Le Università furono i luoghi in cui maggiormente l'anarchismo si diffuse: nel 1980 comparve il giornale studentesco Despertar (Risveglio), che stampava anche articoli sull'anarchia; nel 1983, il gruppo intitolato a Jose Domingo Gomez Rojas (uno studente anarchico ucciso in manicomio nel 1929) si distinse particolarmente nella lotta contro Pinochet; nel 1984, il RIA, un gruppo anarchico nell'Università Cattolica, vinse le elezioni studentesche; dal 1985 al 1988, grazie al sostegno della Fédération anarchiste francese, uscì il primo vero foglio anarchico: Hombre y sociedad; nel 1988 uscì a Concepcion El Acrata, organo di un centro sociale molto attivo in vari ambiti della città; nel 1989 a Santiago apparve l'opuscolo Accion Directa.

Tutti questi gruppi e gruppuscoli libertari non riuscirono a far crollare la dittatura di Pinochet, però posero le basi per la rinascita del movimento anarchico cileno subito dopo la fine del regime di Pinochet (avvenuta nel 1990).

Attualità

Con la fine della dittatura Pinochet nel 1990, gli anarchici hanno ricominciato ad operare alla luce del sole e la lotta contro Pinochet è stata immediatamente estesa ai nuovi governi democratici succedutisi nel paese. La drammatica morte dell'anarchica Claudia López Benaiges, assassinata dalle forze di sicurezza dello stato durante i disordini dell'11 settembre 1998, è la rappresentazione più emblematica di come gli anarchici cileni non abbiano affatto abbassato la guardia dopo la fine della dittatura, ma anche di come la "democrazia" non abbia cancellato la violenta repressione degli antagonisti sociali [9]

Attualmente ci sono molti gruppi anarchici, che sono attivi nei diversi ambiti dell'anarchismo e delle lotte sociali. Nel campo dell'editoria, per esempio, la pubblicazione di El Surco, un mensile di Santiago con una tiratura di 1000 copie, e il bimensile Clasista y libertario, hanno un discreto "successo" tra gli anarchici cileni. Ci sono anche gruppi anarco-sindacalisti, come Solidaridad Obrera di Concepción o il Grupo Germinal di Penco, che fa parte degli "amici dell'AIT".

Mauricio Morales, anarchico cileno morto il 22 maggio 2009

Esistono molti gruppi legati alla tradizione anarchica cilena: Editorial Espíritu Libertario, il Colectivo Anticopyright, il Centro Social Anarquista Claudia López e il Colectivo Autónomo de Contrainformación Hommodolars. Nell'ambito della controcultura sono molto attive case editrici come Desobediencia, le Ediciones DSOBDC e la fanzine Akción Direkta.

All'interno della tendenza anarco-femminista si possono menzionare le Mujeres Creativas y Amazonas al Choke; nel campo dell'antimilitarismo e dell'obiezione di coscienza particolarmente attivo è Ni Casco ni Uniforme (un gruppo non specificamente anarchico ma in cui molti militanti lo sono) e il gruppo di sostegno ai prigionieri politici Kamina Libre. Molto diffuso è anche il movimento squatter, in particolare a Valparaíso, Villa Alemana, Quilpué e Santiago. Uno di questi squats, il Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti di Santiago, è salito alla ribalta delle cronache il 22 maggio 2009, quando il ventisettenne Mauricio Morales, studente universitario ed anarchico frequentatore del centro, è morto a causa dell'esplosione di un ordigno che stava trasportando all'interno di una borsa, mentre probabilmente si stava dirigendo verso la locale scuola di polizia «Escuela de Gendarmeria». Forse l'obiettivo era quello di compiere un attentato.

Nell'ambito del piattaformismo, il 29 novembre 1999 si è costituito il gruppo denominato Congreso de Unificaciòn Anarco-Comunista (CUAC), risultato del Primo Congresso Comunista-Anarchico Cileno, che attualmente non più attivo; altri gruppi comunisti libertari sono: Organización Comunista Libertaria, Colectivo Agitación Libertaria di Arica, la Federación Comunista Libertaria di Santiago, il Frente de Estudiantes Libertarios e la rivista Hombre y Sociedad.

Particolarmente attivi sono anche i gruppi d'affinità, ritenuti responsabili di centinaia di attentati e che sono comunque costati negli ultimi anni, sulla base di una ferrea legge anti-terrorismo, tantissimi arresti e perquisizioni [10]; molti anche gli scontri di piazza degli ultimi anni, durante i quali alcuni militanti hanno perso la vita: il 31 marzo del 2008 è morto Jhonny Cariqueo Yánez a causa delle percosse ricevute dai carabinieri due giorni prima a Santiago; il 16 dicembre dello stesso anno perde la vita Juan Cruz Makna di 28 anni, ucciso da sconosciuti nella zona autonoma di Temucuicui. Un altro recente caso di grande rilevanza è stato il Caso Bombas [11], un termine che si riferisce agli arresti di diversi anarchici cileni, avvenuti il 14 agosto 2010, nell'ambito delle indagini su diversi attentati compiuti nel 2005. Un'altra operazione poliziesca è stata quella denominata "Operazione Salamandra", che ha visto l'arresto di 14 persone, tra cui anarchici e marxisti.

Gli anarchici sono attivi anche nell'ambito dell'ecologismo radicale, in quello sociale - specie in sostegno ai Mapuche - e in quello studentesco. Nelle proteste di piazza degli studenti contro la privatizzazione delle scuole, che stanno infiammando il Cile da metà del 2011, gli anarchici sono in prima fila a sostegno dello slogan degli studenti: «Educazione gratuita e di qualità per tutti» [12].

Note

  1. Non è ben chiaro quale sia stato il primo giornale anarchico: per Wikpedia fu El Oprimido, ma per la CUAC-Congreso de Unificaciòn Anarco-Comunista- tale merito spetterebbe a El Rebelde
  2. Angel Cappelletti, El anarquismo en América Latina, Editorial Ayacucho, Caracas; pg. LXXXV
  3. Luis Vitale, Contribución a una Historia del Anarquismo en América Latina; pg. 26
  4. Luis Vitale, Contribución a una Historia del Anarquismo en América Latina; pg. 28
  5. Cappelletti & Rama (1990); op. cit. pag. XCI
  6. Daniel Barret, El mapa del despertar anarquista latinoamericano
  7. Cappelletti, op.cit. pág. XCII
  8. Cappelletti, op.cit. pág. XCIII
  9. Daniel Barret, El mapa del despertar anarquista latinoamericano
  10. Attentati di matrice anarchica in Cile nel 2010
  11. Notizie sul Caso Bombas
  12. Cile, nuove proteste studentesche contro la riforma

Voci correlate

Collegamenti esterni