Octave Garnier

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Octave Garnier (Fontainebleau, Francia, 25 dicembre 1889 - Nogent-sur-Marne, Francia, 15 maggio 1912) è stato un anarchico francese membro della Banda Bonnot.

Biografia

Octave Garnier nasce a Fontainebleau il giorno di Natale del 1889, figlio dell'operaio Elie Germain Garnier e di Frances Anastasia Desmurs. Avendo iniziato a lavorare in tenera età come macellaio e panettiere, ben presto nasce in lui una spontanea ribellione contro tutte le ingiustizie della vita. Arrestato per la prima volta all'età di 17 anni, racconterà in seguito che la «prigione mi ha fatto ancora più ribelle».

Deluso dal sindacalismo e dalle altre idee rivoluzionarie, si avvicina all'anarchismo di matrice individualista. Dopo alcune nuove condanne (tra cui una per aggressione), per evitare la leva militare nel 1910 si rifugia in Belgio. Qui impara l'arte del furto con scasso e della contraffazione, conosce la sua compagna - Marie Vuillemin - ed altri anarchici con cui si ritroverà poi in Francia.

La comunità anarchica di Romainville

Nell'aprile 1911, Garnier e la sua compagna si trasferiscono a Romainville (Francia), dove frequenta gli ambienti del giornale l'Anarchie (diretto da Victor Serge). Conosce Jules Bonnot e ritrova altri anarchici con cui era entrato in contatto in Belgio e con i quali andrà a formare in futuro quella che sarà conosciuta come Banda Bonnot: Raymond Callemin, Jean De Boe ed Edouard Carouy. La comunità di Romainville si indirizza rapidamente verso l'illegalismo, caratterizzandosi inoltre per l'atteggiamento rigorosamente scientifico che comportava l'adozione di una "dieta scientifica" che aboliva dalla loro vita carne, alcol ed altri vizi. Victor Serge nel suo Memorie di un rivoluzionario lo descrive come un «..bel ragazzo, abbronzato, silenzioso dagli occhi neri straordinariamente duri e ardenti [...] respingeva la discussione con gli intellettuali. “Frasi, frasi”, diceva...» [1]

A causa di una frattura ideologica con Victor Serge, direttore de l'Anarchie, che portava avanti una linea editoriale totalmente ostile all'individualismo illegalista, Garnier e Vuillemin si trasferiscono a Parigi. Dopo aver lavorato come operaio ed aver partecipato attivamente agli scioperi di Chars e Cergy, per sbarcare il lunario riprende la sua attività di ladro. Garnier sognava il grande salto illegalista e per questo stringe nuovamente i contatti con Raymond Callemin, Jules Bonnot e tutto il gruppo di Romainville che s'era allontanato da Victor Serge. La Banda, a cui media e polizia attribuiranno il nome di Banda Bonnot, s'era strutturata senza alcuna gerarchia o formalità d'altro tipo (ognuno era libero di volta in volta di scegliere se partecipare o meno ad un colpo) e si era riproposta di espropriare le banche utilizzando automobili di grossa cilindrata, opportunamente rubate prima di ogni previsto "colpo", potendosi avvalere dell'abilità di guidatore di Jules Bonnot.

I colpi della Banda Bonnot

La rapina alla succursale della banca "Société générale" di Chantilly (marzo 1912) vista dal giornale francese «Le Petit Journal»

A partire dal dicembre 1911 la banda mette a segno un'infinità di colpi, quelli più significativi in cui compare anche Garnier sono i seguenti:

  • Il 21 dicembre 1911, alle 9:00 della mattina, Octave Garnier, Raymond Callemin e Jules Bonnot assaltano in automobile i portavalori della banca Société Générale, in via Ordener a Parigi.
  • Il 27 febbraio 1912, a Saint-Madé, Raymond Callemin, Octave Garnier e Jules Bonnot tentano l'ennesimo furto di automobile, ma un poliziotto, che di cognome faceva incredibilmente Garnier, reagisce e viene freddato proprio da Octave Garnier. Il giorno seguente i tre assaltano la casa d'un notaio e ne nasce un'ennesima sparatoria.
  • Il 25 marzo 1912, Octave Garnier, René Valet, Etienne Monier, André Soudy, Jules Bonnot e Raymond Callemin, mentre erano diretti a Chantilly, rubano una Limousine Dion-Bouton. Uno dei due occupanti viene assassinato per aver cercato di respingere gli assalitori. Lo stesso giorno, con l'automobile rubata, la banda rapina locale succursale della Société Générale di Parigi: quarantanovemila franchi il bottino ottenuto, oltre a due impiegati morti (uno seriamente ferito) durante la sparatoria scatenatasi dentro e fuori la sede della Banca (Soudy era l'unico del gruppo rimasto fuori nella Piazza a tenere a bada la folla con il suo fucile).

Epilogo della Banda Bonnot

Dopo le ultime rapine, le maglie della polizia si stringono sempre più intorno alla banda. Jules Bonnot, in fuga, viene assassinato dalle forze dell'ordine francese durante un violentissimo scontro a fuoco, ma anche per gli altri il destino è segnato. Il 15 maggio 1912, Octave Garnier e René Valet perdono la vita durante il violento assalto della polizia e dell'esercito (a suon di bombe e cariche di dinamite) alla casa in cui i due si nascondevano (sembrerebbe che la polizia sia stata indirizzata al rifugio dei due da una delazione della stessa compagna di Garnier)[2]. Tutti gli altri illegalisti della banda saranno in seguito arrestati ed alcuni riceveranno la condanna a morte.

In una lettera del 19 marzo 1912 indirizzata al prefetto aveva scritto:

«Io sono consapevole che questa lotta ingaggiata tra il formidabile arsenale di cui dispone la società ed io avrà una fine, io so che sarà battuto ma spero di farvi pagare a caro prezzo la vostra vittoria.»[3]

Note

  1. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 43
  2. Marie Vuillemin era stata arrestata una prima volta il 21 gennaio 1912 ma non aveva collaborato con la polizia. Dopo un secondo interrogatorio in maggio, si sarebbe mostrata più collaborativa con le forze dell'ordine.
  3. Ephemerides anarchistes

Bibliografia

  • Pino Cacucci, In ogni caso nessun rimorso, Feltrinelli, 1994 (romanzo ispirato alla vita di Jules Bonnot).
  • Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, 2001
  • Paolo Valera, I clamorosi rossi dell'automobile grigia. Memorie di Giulio Bonnot, Milano, La Folla, 1921
  • Bernard Thomas, La banda Bonnot, Milano, Forum Editoriale, 1968

Voci correlate