Bandiera Nera

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Bandiera nera al vento

La bandiera nera anarchica, insieme alla A Cerchiata, è il principale simbolo dell'anarchismo e di tutte le varie tendenze racchiudibili in quest'ambito.

Significato del colore nero

La bandiera nera è un classico simbolo anarchico. Nell'immagine è rappresentata rinchiusa entro un cerchio, una versione popolare creata da Per Bylund.

Il colore nero è stato associato con l'anarchia sin dalla fine del XIX secolo. Molti gruppi anarchici contengono la parola "nero" o "nera" nei loro nomi: Croce Nera Anarchica, Drapeau Noir (Bandiera Nera) ecc. Ma perché proprio il colore nero? Esso simboleggerebbe diversi aspetti della vita: la fertilità del suolo (l'humus è nero), cioè il germogliare della vita; la purezza dell'ideale anarchico (il colore nero non è sporco); l'internazionalismo, che nega ogni barriera tra i popoli. Una bandiera nera simboleggia anche l'antibandiera nazionale (le bandiere nazionali sono solitamente colorate); è anche l'opposto della bandiera bianca, simbolo associato alla resa di fronte ad un potere (od un'idea) superiore. Il colore nero simboleggia quindi la volontà di non arrendersi e di non riconoscere nessun potere superiore a se stessi.

Infine, essendo una sorta di antibandiera, può anche essere intesa come il rifiuto di qualsiasi ideologia (se non quella libertaria, che infatti è un pensiero e non un'ideologia), filosofia, religione o tradizione che si ponga al di sopra degli esseri umani.

Tutti questi concetti furono tra l'altro espressi dall'anarchica russa Emma Goldman nel celebre scritto Perché la Bandiera nera anarchica?:

«La bandiera nera è il simbolo dell'Anarchia [...] Perché la bandiera nera? Il nero è il colore della negazione. La bandiera nera è la negazione di tutte le bandiere. È la negazione dell'idea di nazione [...] è il colore del sentimento di rabbia e indignazione nei confronti di tutti i crimini compiuti nel nome dell'appartenenza allo stato [...] Il nero è anche il colore del lutto; la bandiera nera che cancella le nazioni è anche simbolo di lutto per le loro vittime [...] Ma il nero è anche meraviglioso. È il colore della determinazione, della risoluzione, della forza, un colore che definisce e chiarifica tutti gli altri [...] la fertilità, il suolo fertile che nutre nuova vita [...] Noi siamo orgogliosi di portarla, addolorati di doverlo fare, e speriamo nel giorno nel quale questo simbolo non sarà più necessario».

La bandiera nera nella storia dell'anarchismo

Black bloc con bandiere nere e rosso-nere

Ci sono ampie tracce storiche dell'uso della bandiera nera. Già durante la rivolta dei Canuts di Lione del 1831 gli operai dell'industria della seta scrissero su drappi neri il loro proclama di lotta: «Vivre en travaillant ou mourir en combattant» (“Vivere lavorando o morire combattendo”). [1]

Bandiere nere anarchiche in marcia il 1° maggio 2007

Il riferimento più celebre è però senza dubbio quello costituito dal gruppo di Nestor Makhno durante la rivoluzione ucraina. Sventolando la bandiera nera, il suo gruppo armato liberò una grossa parte dell'Ucraina. È bene precisare che non è stata la prima occasione dell'uso della bandiera nera da parte degli anarchici: andando a ritroso nel tempo, nel 1910 Emiliano Zapata usò la bandiera nera. Tale simbolo si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Come esempio della sua diffusione basta ricordare che nel 1925 gli anarchici giapponesi formarono la “Lega Nera” e, quando la loro federazione si rifondò nel 1945, il loro giornale fu chiamato «Kurohata», che significa “Bandiera Nera”.

Se si vanno a cercare le radici storiche della bandiera nera, si deve constatare che la sua origine è piuttosto oscura. Secondo lo storico dell'anarchismo Gorge Woodcock, la prima apparizione pubblica della bandiera nera sarebbe dovuta alla pensatrice anarchica, ed eroina della Comune, Louise Michel, che l'avrebbe fatta sventolare il 9 marzo 1883 durante le manifestazioni dei disoccupati di Parigi. Questa tesi è stata storicamente contraddetta da ricerche più recenti, le quali però non riescono a fare piena luce sulla precisa origine della bandiera. Quel che è certo è che nei primi anni '80 del XIX secolo gli anarchici iniziarono ad usare simboli nei quali era presente il nero: è il caso del gruppo di Chicago “Internazionale Nera”, della rivista anarchica francese «Le Drapeau Noir».

Fino ad ora, escluse poche tracce, non si trova l'uso della bandiera nera durante gli anni '70 del XIX secolo. Certamente non è un caso poiché in tale periodo gli anarchici hanno aderito a lungo alla Prima Internazionale, con conseguente uso della bandiera rossa. Lo spostamento dalla bandiera rossa, simbolo della rivoluzione, verso quella nera va collocato storicamente proprio a cavallo tra gli anni '70 ed '80 del XIX secolo, periodo durante il quale si verifica il profondo cambiamento del movimento socialista. Il marxismo diviene la corrente predominante, passa dalla concezione rivoluzionaria della via da seguire a quella riformista e parlamentarista. Tale corrente principale del socialismo si appropria dell'uso della bandiera rossa.

Varianti anarchiche della bandiera nera

Dentro i vari ambiti dell'anarchismo, sono varie le correnti e i movimenti che hanno utilizzato come propria bandiera un adattamento della classica nera. L'esempio più celebre di adattamento è quella rosso e nera dell'anarco-comunismo e dell'anarco-sindacalismo, sulla base della quale altri movimenti hanno successivamente elaborato la loro bandiera, sostituendo il rosso con il verde (anarchismo verde), con il bianco anarcopacifismo), con il violetto (anarco-femminismo), con il rosa (anarchismo queer) ecc. In ogni caso, tutte queste correnti tendono ad evidenziare la loro matrice anarchica (dimostrata dal colore nero), che porta alla fin fine tutti a voler raggiungere i medesimi obiettivi: Anarchia e Libertà.

Bandiera rosso-nera

La bandiera rosso-nera unisce il nero dell'anarchismo con il color rosso del sindacalismo o del movimento operaio. Normalmente i due colori sono separati diagonalmente, anche se le primissime bandiere di questo tipo erano divise orizzontalmente (simbolo di opposizione all'autorità).

Quantunque ci sia un uso anteriore della bandiera che coniuga i due colori (rosso e nero) in Italia e Messico, la sua popolarità definitiva si ebbe quando il sindacato spagnolo Confederación Nacional del Trabajo, negli anni '20 del XX secolo, la utilizzò come simbolo della propria organizzazione e dell'anarco-sindacalismo. La bandiera rosso-nera, però, non si limita a rappresentare il solo anarco-sindacalismo, infatti è ugualmente utilizzata dall'anarco-comunismo e dal socialismo libertario e, più in generale, da tutti gli anarchici.

Pur essendo una variante della bandiera nera, la bandiera rosso-nera ha a sua volta subito delle variazioni e degli adattamenti. Un classico esempio è la bandiera rosso-nera antifascista e quella del movimento di hacker Anonymous.

Bandiera verde-nera

La bandiera verde-nera è rappresentativa dell'anarchismo verde.

Essa è una modifica della bandiera rosso-nera. Questo simbolo riunisce i principi dell'anarchismo (rappresentato dal colore nero) con quelli dell'ecologismo, dell'ecologia sociale e del primitivismo (rappresentati dal colore verde).

Simboleggia anche una visione dell'anarchismo incentrata sull'autodeterminazione e il rispetto di tutte le forme di vita (esseri animali umani e non-umani, piante).

Bandiera bianco-nera

La bandiera bianco-nera, che combina il nero dell'anarchismo con il bianco del pacifismo, è il classico simbolo del pacifismo anarchico. Rappresenta sì un ideale pacifista, ma un pacifismo al contempo rivoluzionario e non violento.

Talvolta questa bandiera è adoperata come simbolo anche dai militanti dell'anarchismo cristiano.

Bandiera violetta-nera

La bandiera violetta-nera combina il colore nero dell'anarchismo e il colore violetto associato al femminismo e rappresenta il movimento anarco-femminista.

La sua maggior utilizzazione avviene negli ambiti dei collettivi libertari femminili o in quelli che appoggiano il l'emancipazione femminile.

Bandiera rosa-nera

Bandiera nera con la A cerchiata

Questa bandiera combina il colore nero dell'anarchismo con il rosa del movimento LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) - queer, rappresentando la solidarietà degli anarchici verso il movimento volto alla libertà sessuale. Questa bandiera è spesso utilizzata dagli anarchici e dalle anarchiche gay e lesbiche.

Frequentemente è utilizzata anche in ambito anarco-femminista e come simbolo di solidarietà e sostegno a tutti coloro che lottano contro il sessismo, l'omofobia e il machismo, in particolare ai membri dei gruppi LGBT, che spesso subicono violenti attacchi da parte di esponenti dell'estrema destra.

Bandiera nera con la A cerchiata

È questa la stessa classica bandiera nera a cui è stata aggiunta, al centro, la altrettanto classica A cerchiata.

La sua utilizzazione è molto diffusa in quelle regioni dove il nero non è preminentemente associato all'anarchismo, come per esempio nel Sud America, dove il nero è popolarmente (e ingiustamente) ritenuto essere il colore dei fascisti. L'aggiunta della A cerchiata è quindi necessaria per non incorrere in equivoci.

Varianti pseudo-anarchiche

Bandiera Giallo-Nera dell'anarco-capitalismo

Sono diversi i movimenti e le tendenze anarco-capitaliste che si sono appropriate del colore nero e si sono costruite la loro bandiera pseudo-anarchica. La classica bandiera di questi movimenti è la bandiera giallo nera.

Bandiera giallo-nera

Questa bandiera utilizza il nero dell'anarchismo insieme con il giallo o l'oro, che simboleggia il colore del denaro (emblema del capitalismo e della proprietà privata, di cui si ergono a difesa). Viene utilizzata dagli anarco-capitalisti e/o da tutti coloro che si richiamano alla cosiddetta economia di mercato.

La prima volta comparve pubblicamente nel 1963, negli Stati Uniti, durante un convegno organizzato da Robert LeFevre al Rampart College [2].

Voci correlate

Collegamenti esterni

Note

  1. «La bandiera di lotta del movimento operaio era tradizionalmente quella rossa, usata come segnale di adunata in varie manifestazioni, in particolare nella Comune di Parigi (1871)» (da L'anarchia e le sue immagini, di Mayk Dubois).
  2. da books.google.com