Anticomunismo

Da Anarcopedia.
Camillo Berneri, anarchico vittima degli stalinisti spagnoli
Con anticomunismo s'intende solitamente quell'ideologia o quella condotta di tutti quei partiti, movimenti sociali, filosofie e religioni che criticano il comunismo e lo combattono nei vari modi. Erroneamente la concezione popolare di comunismo è intesa come sinonimo di marxismo o socialismo di Stato.

Nozione

In genere, nel linguaggio comune, per anticomunismo s'intende l'opposizione al comunismo di estrazione marxista o l'opposizione alle forme poi confluite nel socialismo reale o Stato comunista ossia totalitarismo e autocrazia quali leninismo, stalinismo, maoismo, titoismo, castrismo. Quest'accezione popolare è un grave errore foriero di confusione e malintesi, infatti esiste anche il comunismo di matrice anarchica, che è una corrente dell'anarchismo che non può essere in alcun modo confusa con l'accezione comune del termine.

Si consideri inoltre che i vari regimi comunisti hanno perseguitato e assassinato connazionali pure comunisti ma dissidenti: infatti un'ampia letteratura documentata racconta di come comunisti dissidenti siano stati torturati e uccisi nei gulag, laogai e campi di sterminio in molte nazioni.

Anticomunismo anarchico e reazionario

Fanja e Aaron Baron (coppia anarchica vittima del bolscevismo)

Bisogna distinguere l’anticomunismo anarchico dall’anticomunismo reazionario: il primo fa in gran parte riferimento implicito al marxismo o, ancor più, alle versioni più autoritarie dello stesso (marxismo-leninismo, stalinismo, ecc.); esistono poi anche alcune correnti individualistiche dell'anarchismo che criticano aspramente anche il Comunismo anarchico, ma senza scadere nell'elaborazione di dottrine reazionarie. Queste ultime - nazionalismo, fascismo, capitalismo (liberismo, neoliberismo, anarcocapitalismo, ecc.) e molte correnti pseudo-anarchiche - vedono nel comunismo il paradigma dell’eguaglianza, ritenuta come un nemico da combattere in quanto ostacolo alla grandezza della patria o alla possibilità  di divenire sfruttatori e oppressori. Per gli anarchici invece l’eguaglianza e la giustizia sociale sono dei fini a cui propendere, e questo accomuna sia i comunisti anarchici che gli anarco-individualisti.

Gli anarchici son stati e sono perseguitati e uccisi sotto tutti i dèspoti marxisti: l'anticomunismo anarchico sta nel fatto che i marxisti hanno sempre conservato l'organizzazione dello Stato-Capitalismo di Stato e la gerarchia usando il terrorismo di Stato per reprimere e sopprimere tutti i cittadini dissidenti. Durante La Rivoluzione Russa le Guardie Nere che si opposero ai bolscevichi furono massacrate così come pure gli anarchici che avversarono gli stalinisti spagnoli durante rivoluzione spagnola. Tra le vittime più celebri del comunismo autoritario si ricordano Lev Černyj, Fanya Baron, Pëtr Aršinov, Camillo Berneri, Francesco Barbieri, Francesco Ghezzi e Constantinos Speras mentre Nestor Makhno, Gregori Maximoff, Emma Goldman, Aleksandr Berkman, Ida Mett, Nicolas Lazarevitch e Voline furono espulsi o costretti alla fuga dall'Unione Sovietica.

Legislazioni anticomuniste

Constantinos Speras (anarchico greco vittima dei comunisti del KKE)

Nel 2008 il deputato italiano Luca Volontè ha presentato una proposta di legge contro la propaganda di violenza ispirata al totalitarismo comunista.[1]

In Germania Ovest fu messo al bando il KPD (Partito Comunista di Germania) dal 1956 al 1969; dopo la caduta della cortina di ferro e ottenuta l'indipendenza politica totale in Ungheria dal 2003, in Lituania dal 2008 e in Polonia dal 2009 sono al bando tutti i simboli comunisti poiché ritenuti istigatori di violenza.[2][3]In USA e Russia i partiti comunisti furono banditi ma poi riammessi in differenti periodi storici. Molti europarlamentari degli Stati ex-sovietici hanno proposto la messa al bando del simbolo della falce e martello in tutte le nazioni dell'Unione Europea.[4]

La fobia anticomunista ha avuto una valida spalla nel Consiglio Europeo che, il 25 gennaio 2006, a Strasburgo, con 99 sì e 42 no ha approvato, al termine di un acceso dibattito, una risoluzione intitolata Sulla necessità  di una condanna internazionale dei crimini dei regimi del totalitarismo comunista. Nella risoluzione si sostiene che l'opinione pubblica è molto poco a conoscenza di tali crimini e che sinora, al contrario di quanto è avvenuto per i crimini del nazismo, nessun tribunale internazionale ha condannato i crimini commessi nei regimi comunisti. Sebbene riconosca ai partiti comunisti di aver contribuito alla formazione delle democrazie in Europa, chiede anche che siano dati netti segnali di condanna verso l'esperienza del socialismo reale.

Queste posizioni hanno suscitato vive preoccupazioni, anche tra gli anarchici, perchè si vorrebbe pericolosamente equiparare il nazismo al comunismo; perchè non si coglie la differenza tra marxismo e comunismo (tanto meno si coglie la differenza tra i vari ambiti del marxismo: es. luxemburghismo e marxismo-leninismo); perchè implica una volontà  di annichilire tutti le idee non omologate rispetto al pensiero dominante capitalistico [5]; perchè, come ha detto il deputato comunista greco Georgios Toussas, «La storia ha dimostrato che l'anticomunismo e la persecuzione dei comunisti sono sempre stati i precursori dell'aggressione generalizzata ai lavoratori, alla democrazia e alle libertà  del popolo.» [6]

Note

Voci correlate