Constantinos Speras

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Constantinos Speras

Constantinos Speras (Serifo, Grecia, 1893– Mandra, Grecia, 14 settembre 1943) è stato un anarco-sindacalista greco pioniere del movimento operaio e della lotta di classe in Grecia. Arrestato ben 109 volte nel corso di tutta la sua vita, fu assassinato dai comunisti greci durante la seconda guerra mondiale con l'accusa di collaborazionismo con gli occupanti nazi-fascisti.

Biografia

Figlio di un marinaio, nasce a Serifo, un'isola del Mar Egeo, nel 1907. Diventato orfano, viene adottato da Theophilo Speras. A 14 anni lo troviamo in Egitto (Alessandria, Il Cairo), dove studia alla Scuola francesi dei Frati. Trova occupazione nel settore del tabacco, che gli permette di entrare in contatto con gli anarchici, soprattutto gli immigranti italiani e greci.

Attività sindacale

Diventato attivista del sindacalismo anarchico e rivoluzionario in nord Africa, al suo ritorno in Grecia partecipa nel 1910 alla creazione della «Centro del Lavoro di Atene» (Ergatiko Kentro Athinas - EKA) e alla «Centro Socialista di Atene» (Sosialistiko Kentro Athinas) fondata da Nikolaos Giannios. [1] Nel 1914, la partecipazione allo sciopero di Kavala come operaio del tabacco gli costa l'arresto e la deportazione a Tripoli.

Rientrato a Serifo, su indicazione dei minatori locali partecipa alla creazione dell'«Unione dei Lavoratori e Minatori di Serifo» (Somateio Ergaton Metallefton Serifou), di cui diviene il primo presidente. Nel 1916 il suo sindacato è il principale fomentatore dello sciopero dei minatori, durante il quale si sviluppano gravi scontri che provocano la morte di 4 gendarmi e 4 operai (Michael Zoilis, Themistoklis Kouzoupis, Michael Mitrofanis e Ioannis Protopapas). Speras viene arrestato e condotto prima nel carcere di Syros e poi in quello di Chania, nell'isola di Creta. Durante questo periodo si appella al centro Operaio di La Canée (Ergatiko Kentro Chanion) chiedendone il supporto.[2]

Nascita del GSEE e SEKE

Nell'agosto del 1918 fonda insieme al socialista Kostas Bastounopoulos la «Società del lavoro eduvativo» (Morfotikos Ergatikos Omilos)[3], un piccolo gruppo capace però di pubblicare anche un giornale. Speras partecipa al congresso fondativo (21-28 ottobre 1918) della «Confederazione Generale dei Lavoratori Greci» (Γενική Συνομοσπονδία Εργατών Ελλάδος, ΓΣΕΕ-GSEE), un'organizzazione aperta a tutte le tendenze della sinistra rivoluzionaria di cui egli rappresentava insieme a Giannis Fanourakis e Stavros Kouchtsoglou quella anarco-sindacalista. [4]

Nello stesso anno partecipa alla fondazione del «Partito Socialista Operaio di Grecia» (Sosialistiko Ergatiko Komma Elladas; SEKE), che in seguito diverrà «Partito Comunista di Grecia» (Kommounistiko Komma Elladas; 'KKÈ). Il SEKE fu il risultato politico degli oltre 60 anni di lotte di piccoli gruppi anarchici, socialisti e comunisti che, seguendo l'esempio della Comune di Parigi, si proponevano come obiettivi immediati l'aumento dei salari, l'introduzione della giornata lavorativa di 8 ore in Grecia e la formazione di organizzazioni sindacali.

Fautore di una linea autonoma dalle influenze di ogni partito politico, per la separazione delle lotte economiche da quelle politiche (i sindacati devono fare lotta economica e non politica secondo Speras) e per la partecipazione dei gruppi anarco-sindacalisti alla Terza Internazionale (a quel tempo gli anarco-sindacalisti erano favorevoli all'ingresso nel Comintern, ma in breve cambieranno idea), la posizione di Speras porta ben presto a vivaci conflitti con i socialisti autoritari che durante il secondo congresso del SEKE (aprile 1920) porteranno all'espulsione sua e di Giannis Fanourakis. Ci sarà anche un tentativo di espulsione dal GSEE che non andrà in porto a causa della notevole influenza esercitata da Speras tra gli operai. Nei vari congressi, si batte per l'indipendenza del SEKE e del GSEE e per la gestione dei due organismi attraverso la democrazia diretta.

Conflitti con i comunisti

Eletto segretario della federazione dei lavoratori del Tabacco, insieme all'estrema sinistra espulsa dal SEKE Speras fonda il giornale Nea Zoi («Nuova vita») e collabora con piccoli gruppi di matrice non autoritaria come Kommounismos («Comunismo») e Anexartiti Kommounistiki Neolaia («Gioventù Comunista Indipendente»). Nel novembre 1921, in seguito allo sciopero indetto dalla Federazione dei Lavoratori del Tabacco, l'anarchico è nuovamente arrestato e incarcerato nella prigione di Sygrou.[5]

Intorno al 1925 i comunisti lo accusano di collaborazionismo con gli apparati del dittatore Theodoros Pangalos e il 28 marzo 1926, durante i lavori del terzo congresso del GSEE, lo espellono dall'organizzazione. Quasi tutti i documenti storici riportano la testimonianza di Avraam Benaroya (il principale avversario Speras sin dal primo congresso del GSEE), che accusava Speras di essere un nemico della classe operaia, ma quasi nessuno ha mai dato rilievo alle argomentazioni dell'anarco-sindacalista greco. Egli riteneva che il «Partito Comunista di Grecia» (KKE, ex SEKE) avesse scatenato una vera e propria guerra personale contro di lui, tale da rendergli impossibile persino trovare lavoro, in quanto avesse assunto posizioni contrarie all'adesione della GSEE alla Terza Internazionale (inizialmente, come visto, era a favore ma poi cambiò idea come tutta l'area anarco-sindacalista).[6] S

Alle accuse di essere un «agente dello Stato», Speras aveva ribattuto dichiarando di essere un antimilitarista. Inoltre accuserà Evangelou (uno dei leader del KKE) di aver tentato di corromperlo con l'offerta di cinquantamila dracme se avesse lasciato la carica di Segretario Generale del GSEE.

Ultimi anni di vita

Tutto ciò che si sa sulla vita di Speras dopo la sua espulsione dal GSEE è che dal 1930 in poi lavora come impiegato alla stazione del Pireo, partecipa a numerosi scioperi di massa ed è arrestato per reati finanziari.

In questi anni, vissuti in povertà, ha scritto Storia del movimento operaio, fatto purtroppo sparire nel 1957 da D. Stratis. La sua ultima detenzione l'ha subisce sotto la dittatura di Ioannis Metaxas [7](carcere Skopelos), ottenendo la liberazione, mezzo morto, solamente poco dopo l'inizio dell'invasione italiana della Grecia.

L'ostracismo del KKE nei suoi confronti gli fanno assumere posizioni talmente anti-comuniste da portare i partigiani greci comunisti ad accusarlo (accuse tutte da comprovare) di complicità con la Ethnikos Dimokratikos Ellinikos Syndesmos («Lega Nazionale Repubblicana Greca») durante l'occupazione nazista della Grecia nella seconda guerra mondiale. Invitato dal capitano dei partigiani Orestis (pseudonimo di Christos Moudrihas, partigiano comunista e uomo di primo piano del KKE) a partecipare ad una riunione a Mandra, viene arrestato e giustiziato il 14 settembre 1943. Il suo cadavere è stato decapitato e le sue spoglie sono state sparse da qualche parte in Attica occidentale.

Per tutta la vita Speras fu umiliato, denigrato e diffamato dai comunisti autoritari; i suoi lavori sono stati spesso censurati o deformati nella forma e nella sostanza, ma il suo obiettivo è sempre stato quello di stare dalla parte della classe operaia e dell'autonomia del sindacato. Fu assassinato, come dozzine d'altri militanti della classe operaia, per non ostacolare la «sola ed univoca via» ortodossa verso il socialismo. Nelle sue memorie Agis Stinas[8] ha scritto che il nome di Speras figurava nelle liste di proscrizioni dell'OPLA [9]accanto a quelli di altri militanti della classe operaia ed ai membri della sinistra comunista e anarchica di opposizione alla linea del KKE.

Note

  1. Nikolaos Giannios (1885-1958), conosciuto con lo pseudonimo di Demotiki, ha contribuito alla pubblicazione della rivista letteraria Noumas. Si è definito un marxista-socialista. Per due volte, nel 1911 e 1917, ha fondato l'organizzazione Sosialistiko Kentro (Centro socialista), che in seguito muterà nome in Sosialistiko Komma (Partito Socialista). Ha pubblicato diversi giornali ed è stato corrispondente con numerose organizzazioni socialdemocratiche d'Europa.
  2. P. Papamanousakis: To Ergatiko Xypnima sta Chania (The Working Awakening in Chania), auto-édition, Athènes, 1977, p. 32-33.
  3. Journal "Sosialismos" (Socialisme), Deuxième Période, Numéro 40, 2/9/1918.
  4. Stavros Kouchtsoglou è stato uno degli anarchici più conosciuti in Grecia durante questo periodo. Autodidatta, fu molto attivo in Egitto, Grecia e Turchia. Scrisse molti pamphlets e articoli sull'anarchia. Conobbe personalmente Errico Malatesta.
  5. Giornale To Vema tis Kyriakis («Il tribunale della domenica»), 19/11/1978.
  6. A Congresso di Mosca, tenutosi nell'estate del 1920, le organizzazioni anarco-sindacaliste rivoluzionarie si ritirarono denunciando l'autoritarismo bolscevico. Nel 1922, queste organizzazioni fondarono l'Associazione Internazionale dei Lavoratori a Berlino.
  7. Ioannis Metaxas (Itaca, 12 aprile 1871 – Atene, 29 gennaio 1941), militare greco, fu primo ministro e dittatore della Grecia dal 1936 fino alla morte avvenuta nel 1941.
  8. Nato nel 1900 a Corfù, fu membro del SEKE prima e poi militante di gruppuscoli legati al trotzkysmo. Nella parte finale della sua vita si frequentò gruppi comunisti consiliaristi ed anarchici. Mori nel 1987.
  9. L'Organization for the Protection of the People's Struggle (in greco: Οργάνωση Προστασίας Λαϊκών Αγωνιστών, OPLA, un acronimo che significa "armi") è stata una divisione speciale del Partito Comunista di Grecia (KKE) durante l'Occupazione nazista della Grecia nella seconda guerra mondiale. Faceva parte del più ampio Fronte di Liberazione Nazionale (EAM), ma non era sotto il suo controllo, bensì direttamente sotto quello del Politburo del KKE.

Voci correlate