Anarchismo in Portogallo

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Primo numero del giornale A Batalha dopo la fine della dittatura

La storia dell'anarchismo in Portogallo inizia negli anni '70 del XIX secolo e prosegue sino ai giorni nostri. Nello specifico, il 1886 è considerato come l'anno di inizio attività anarchica in Portogallo. Tuttavia, anche prima di qiuell'anno, in Portogallo si fecero sentire le influenze delle idee di Proudhon in molti intellettuali come gli scrittori di Antero de Quental e Eça de Queirós. un altro precursore del movimento anarchico portoghese fu Eduardo Maia, un medico che nel 1873, ancora giovane, presentò una lezione basata sui congressi dell'Internazionale dei lavoratori dove metteva mettendo in discussione il diritto di proprietà.

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L'anarchismo nella storia del Portogallo

Premessa

Il 25 novembre del 1975 il golpe di stato militare - avvenuto con la connivenza del Presidente Provvisorio della Repubblica, la Chiesa cattolica, l'ambasciata USA, i capitalisti locali, la destra politica e dei settori dell'estrema sinistra intenti a combattere il Partito Comunista Portoghese - finì con un esperienza apparentemente pre-rivoluzionaria, incominciata il 25 aprile del 1974: la cosiddetta “rivoluzione dei garofani”, che fece cadere il governo cattolico/fascista del successore di Salazar, Marcelo Caetano.

Senza gli esiti sperati per una grande maggioranza del popolo portoghese e per la sinistra extranazionale, si concluse così un'epoca politica di esaltazione che - aldilà dell'eliminazione del regime fascista europeo più longevo - suscitò aspettative tanto entusiaste, quanto infondate, di rivoluzione sociale. In questo modo si chiudeva in Portogallo un lungo ciclo di sanguinosi tumulti politici e sociali, cominciato nel 1807, l'anno dell'invasione napoleonica. Il Portogallo poteva unirsi alle democrazie borghesi, più o meno rispettabili, dell'Europa Occidentale. Il grande movimento di rivolta sociale iniziato nel XIX secolo e che notoriamente si diffuse al livello delle masse nella Penisola Iberica, generalmente è conosciuto come la grande epopea anarchica e comunista libertaria della Spagna. Pochi sanno che questo fenomeno non lasciò indifferente l'altro, e non molto citato, stato della stessa penisola, il Portogallo, una delle regioni più attraversate dell'Europa Occidentale, fino ad oggi. Tuttavia, nel lungo periodo di tempo che si estende dalla fine del XIX secolo, un documento assolutamente decisivo fu sviluppato da alcune generazioni di autentici rivoluzionari che - sia dentro, sia fuori dal Portogallo - possiamo giustamente includere nel ruolo dei “dimenticati” della storia ufficiale: gli anarchici portoghesi.

In pratica tre elementi permisero che l'anarchismo portoghese sprofondasse un oblio quasi totale:

  1. La posizione molto isolata che il Portogallo finì per assumere apportò la minore considerazione di buona parte dell'Europa continentale, dalla fine della sua egemonia marittima (la controversia con la Spagna, l'Inghilterra e l'Olanda); ciò dunque forse provocò che diverse persone di cultura media, poco o nulla sanno, in relazione al Portogallo;
  2. la grande importanza dell'epopea anarchica spagnola nella storia delle rivoluzioni europee del secolo scorso che anche fece focalizzare maggiormente lo sguardo sull'epopea anarchica spagnola, nella storia delle rivoluzioni europee del secolo passato, facendo concentrare in modo contagioso l'attenzione generale degli storici del movimento anarchico e libertario;
  3. l'occultazione deliberata, con fini propagandistici, da parte dei “leninisti” in relazione ai fermenti anarchici del PCP; gli intellettuali organici militanti, hanno riscritto e divulgato una storia che non “confondesse” le masse (lo stesso accadde in Italia negli anni successivi al 25 aprile del 1945).
António Gonçalves Correia, celebre anarchico portoghese

Dunque, sono ben pochi coloro che sanno che grazie a questi “dimenticati”, l'anarchismo – per lo meno fino agli anni '40 del secolo scorso- fu la corrente ideologica prevalente, predominante per metà della classe operaia portoghese. Questo, grazie al lavoro delle donne e degli uomini che dedicarono la loro vita e le loro migliori energie, fisiche e mentali, ad un ideale altruista senza chieder nulla per sé (in conformità con quelle stesse idee che sentivano proprie), che conobbero le persecuzioni, le galere, le deportazioni, la tortura, l'esilio, la povertà e la morte, senza nemmeno ricevere gratitudine, sprofondati nella storia dimenticata del loro stesso paese (per gli anarchici è una consuetudine), ma la cui passione ancora oggi arde nelle persone che vi si riflettono, in modo così disinteressato, in una situazione generale ben più difficile rispetto a quella della Spagna attuale. La memoria su ciò che fecero queste “grandi piccole” persone, deve essere recuperata e mantenuta, perché si tratta dei nostri compagni, dei quali non si può dire per niente, (usando l'espressione di Miguel de Unamuno per stigmatizzare l'indolenza dell'uomo mediocre) che morirono senza aver vissuto. Solo alcuni nomi: Adriano Botelho, Aurélio Quintanilha, José Correia Pires, Neno Vasco, Francisco Quintal, Jaime Brasil, António Pinto Quartim, Jorge Quaresma, Sebastião de Almeida, Fernando Barros, Adolfo Lima, Júlio Gonçalves Pereira, Armindo Sarilho, José Augusto de Castro, Augusto Godinho, Joaquim Moreira e Silva, António Dias Fontes, Mário Ferreira, Cristiano de carvalho, José Rodrigues Reboredo, Margarida Barros, Virgínia Dantas, Luís Portela, Aníbal Dantas, Raul Zacarias, António Libório, Arnaldo Simões Januário, Deolinda Lopes Vieira, Clemente Vieira dos Santos, Miquelina Sardinha, Serafim Cardoso Lucena, Manuel F. Correia, Jaime Reselo, António José Ávila, Campos Lima, Darwin Castelhano, António Teixeira Júnior, Almeida Costa, José de Almeida, Adolfo de Freitas, José Vaz Rodrigues, Valentim Adolfo João, António Alves Pereira, Manuel Joaquim de Sousa, Germinal de Sousa, José Francisco, Américo Martins Vicente, Artur Modesto, Augusto Tiago Ferreira, Luís Redondo, Pedro Ferreira da Silva, Álvaro A. De Oliveira, Melena Gonçalves, Mário Azevedo, Soares Lopes, Abílio Ribeiro, João Silva, Miguel Correia, Alberto Dias, António Aleixo, José Marques da Costa, José António Machado, Alexandre Belo, Adriano Pimenta, Luísa Adão, Lígia de Oliveira, Eduardo Pereira, José Benedey, Mário Castelhano, Custódio da Costa, Álvaro da Costa Ramos, Pedro Matos Felipe, e molti, molti altri. [1]

Note

Voci correlate