Anarchismo a Panama

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Michail Bakunin, risiedette brevemente a Panama

Pur non essendo attualmente particolarmente diffuso, l'anarchismo vanta a Panama una lunga tradizione che fu importata dai lavoratori europei giunti nel paese tra la fine del '800 e i primi del '900 per effettuare i lavori relativi alla costruzione del canale artificiale che attraversa l'istmo di Panama.[1]

Origini

Nel 1861, l'anarchico russo Bakunin, aveva passato alcune settimane a Panama dopo la sua fuga dalla fortezza russa (dove aveva trascorso sei anni di prigionia), ma non si conosce la sua attività rivoluzionaria in quel breve periodo di soggiorno. Tra il 1850 e il 1914, arrivarono nel paese migliaia di lavoratori provenienti da Europa, Asia e dalle Indie Occidentali per lavorare alla costruzione della ferrovia transistmo (1850-1855), di francesi per la costruzione del canale interoceanico (1880) ed infine di lavoratori statunitensi per il completamento di quest'ultimo (1907-1914). L'incontro tra lavoratori che avevano già acquisito una formazione politica politica rivoluzionaria (per lo più spagnoli, francesi, italiani, ecc) ed altri più impreparati, permise la diffusione dei semi della coscienza di classe e dell'anarco-sindacalismo.

In questo periodo ci furono diversi scioperi per salari più alti e migliori condizioni di lavoro. Nel 1895, durante i lavori di progettazione del Canale intrapresi dalla società francese incaricata, furono promosse diverse proteste operaie, anche con relativi successi. Molti di questi scioperi furono promossi proprio dagli anarchici europei, anche all'inizio del XX secolo. Non fu un caso la promulgazione della legge (11 giugno 1904) che interdiva l'acceso nel paese ai lavoratori anarchici.

La repressione non impedì gli gli scioperi del 1905, del 1907 e della fine della secondo decennio del XX secolo. Soprattutto questi ultimi ebbero una chiara impronta sindacalista anarchica e rivoluzionaria grazie all'influenza esercitata da gruppi anarchici e comunisti immigrati dall'europa. Furono questi, nel 1921, a fondare la Federacion Obrera Panamena, che a partire dal 1923 sviluppò un ente di mediazione chiamato Oficina del Trabajo mantenendo legami con il sindacalismo nordamericano (Asociated Federal Labour, AFL). Proprio i legami della federazione con un sindacato di un paese imperialista, sviluppò un acceso dibattito interno che prterà il 28 dicembre 1924 alla nascita del Sindicato General de Trabajadores, a prevalenza anarco-sindacalista e rivoluzionaria. Il sindicato organizzò il riuscito sciopero del 1° maggio 1925 e organizzò la nascita della Lega degli inquilini.[2]

Nonostante tra gli anarchici predominasse la corrente socialista, ci fu un certo numero di lavoratori che abbracciò l'ideale anarco-individualista, tanto che si ha traccia a Colon della pubblicazione della «pubblicazione individualista» El Unico (in riferimento all'Unico di Stirner).[3]

Il periodo dittatoriale

Con la progettazione e la costruzione del canale, il paese centroamericano è sempre stato sotto l'influenza del governo statunitense, che ne ha ripetutamente condizionato lo sviluppo politico e sociale. Dal 1952 al 1955 gli USA sostennero la dittatura militare di Jose Antonio Remon Cantera[4], il quale portò avanti una politica pro-americana, reprimendo inoltre con ferocia tutte le opposizioni della sinistra rivoluzionaria.

Dal 1958, superata la cosiddetta fase remonista, che aveva castrato ogni istanza popolare, le masse si rimisero in marcia nelle loro rivendicazioni. Le prime grandi battaglie proletarie di questo periodo fu lo sciopero del febbraio 1958 per gli aumenti salariali dei tipografi, guidati da Alfredo Montanez Villareal, Jose Heriberto Rivera, Christopher Cerrud e dall'anarchico Antonio Olarte, combattente anarchico della guerra civile spagnola.

Nei primi anni '60, le autorità locali entrarono in conflitto col governo statunitense in merito al controllo del Canale, scatenando anche numerose proteste popolari, alcune delle quali furono represse con violenza dallo stesso esercito statunitense.

L'11 ottobre 1968 inizia una nuova dittatura militare con a capo Omar Torrijos,[5] che si trascinerà sino agli anni'80 con l'avvento al potere di Manuel Noriega, il quale non fece altro che curare gli interessi degli statunitensi. La repressione dei movimenti sociali fu durissima, ma così come gli yankee innalzano un uomo al potere, così essi lo ripudiano quando non fa più al caso loro. Infatti, con l'operazione militare Giusta Causa (dal 20 dicembre 1989 al 3 gennaio 1990)[6], Noriega fu deposto con l'accusa di spaccio di droga e violazione dei diritti umani. Il paese così fu di fatto posto sotto il totale controllo americano.

Attualità

L'emergere della musica hardcore- punk con band come Los Ramiros, PHB, Caras de Hambre, Conspiración Piromaniaca, Los Tìmidos, Libertad Perdida, Capitán Ponche, Calibre 57, Los Rajuelas, No Hay Dìa, Arroz Kon Poroto, Tio Patata, Los de Raquel, Los Hijos del Maltrato, Emphyzema e molti altri che hanno fatto proprio e diffuso il motto Do It Yourself («Fallo tu stesso»), rafforzarono l'idea che la libertà individuale e collettiva potesse essere raggiunta attraverso l'anarchia e l'autogestione.

Quantunque non esistano gruppi anarchici organizzati, le individualità sono oggi sempre più numerose - anche grazie ai buoni rapporti con movimenti maggiormente organizzati come quello in Costa Rica, Guatemala e El Salvador -,e si fanno sentire durante le manifestazioni. Attualmente le proteste popolari a Panama sono abbastanza numerose, soprattutto nell'ambito dei trasporti, scuole ed università.

Pur essendo formalmente in democrazia, la repressione dei movimenti sociali è durissima e numerosi sindacalisti e attivisti del «Fronte Nazionale per la Difesa dei Diritti Sociali» (FRENADESO) e del «Sindacato Unico Nazionale dei Lavoratori dell'Industria Edile e Simili» (SUNTRACS) sono detenuti nelle prigioni panamensi:

«Si stima, secondo dati ufficiali, che sono circa 20 i dirigenti con mandati di arresto. Oltre a quelli già nominati, si parla dei compagni Andrés Rodríguez, Mario Almanza, Marco Andrade, Gabriel Castillo, Dalia Morales, Yaritza Espinoza, Juan Saldaña, Ariel Rodríguez, Gloria Castillo, Juan Carlos Salas, Carlos Obaldía, David Niño, Eustaquio Méndez, Marco Guzmán, Maribel Gordón, Cristian Díaz, Cle Osvaldo Gómez, Juan Ramón Herrera, Juan Jované, tra gli altri. »[7]

Note

Voci correlate