Anarchismo in America Latina

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Operai anarchici brasiliani manifestano con la classica bandiera nera anarchica (San Paolo, 1917)

L'anarchismo in America Latina ha una lunga storia, ricca di lotte pacifiche e violente, di eroismo individuale e collettivo, nonché di notevoli sforzi organizzativi nel campo della propaganda orale, scritta e pratica, della letteratura, degli esperimenti teatrali, pedagogici, cooperativi, comunitari ecc. Tutta questa lunga e complessa storia non è mai stata raccontata interamente, ma solo parzialmente e disorganicamente. Inoltre, gli studiosi che si occupano di storia sociale, politica, culturale, filosofica, ecc., hanno spessissimo trascurato o minimizzato l'importanza dei movimenti anarchici locali. Alcuni storici, per ignoranza o malafede, non conoscono i fatti o considerano l'anarchismo un'ideologia del tutto marginale e trascurabile. Altri, invece, comprendono il ruolo che storicamente ha assunto l'anarchismo nello sviluppo del pensiero socialista e del movimento operaio, ma essendo di ispirazione marxista si sforzano di ridurlo ad un qualcosa vicino all'utopia, ad astrazioni e ad atteggiamenti piccoli- borghesi, ecc.

Origini

Come tutti i pensieri nati in Europa, l'anarchia in America Latina si diffuse grazie all'immigrazione di massa avvenuta a cavallo della fine dell'800 e l'inizio del '900. Tuttavia le idee non devono essere confuse con dei meri prodotti, ma piuttosto devono essere paragonate a degli organismi capaci di adattarsi ad un nuovo ambiente, modificando in misura maggiore o minore la propria natura originaria. L'anarchismo latino-americano ha quindi assunto delle peculiarità specifiche che lo hanno differenziato da quello europeo. Per questo è del tutto improprio attribuirgli una minor importanza, come hanno fatto alcuni studiosi, solo perché la sua origine era europea. Simili affermazioni sono del tutto improprie, visto che, tra l'altro, anche il patriottismo e il nazionalismo nacquero in Europa, ma nei loro confronti gli stessi studiosi hanno meno da ridire.

Anarchici cileni manifestano sventolando bandiere rosso-nere a Valparaiso

L'anarchismo non fu solo l'ideologia dei poveri contadini e operai delusi nella loro speranza di vivere in un mondo migliore. Essi, infatti, non appena giunti nel nuovo mondo, si accorsero che l'oppressione cambiava semplicemente forma, passando dalle vecchie monarchie a quelle delle altrettanto feroci nuove oligarchie repubblicane. Si accorsero però immediatamente che era assai diverso il modo di vedere il mondo e la società da coloro che avevano adottato alla stessa maniera grandi masse autoctone ed indigene, dal Messico (con Francisco Zalacosta a Chalco) sino all'Argentina (con Facon Grande in Patagonia). Pochissime volte è stato notato come la dottrina anarchica del collettivismo autogestionario, applicata alla questione agraria, in realtà coincida con il vecchio modo di organizzazione di vita delle antiche popolazioni indigene del Messico e del Perù, precedente non solo all'imperialismo spagnolo ma anche alle civiltà degli Aztechi ed Incas. Gli anarchici quindi, non inculcarono alcuna ideologia agli indigeni, bensì semplicemente li resero consapevoli delle loro tradizioni contadine del calpulli[1] e dell'ayllu[2].

D'altra parte, anche nella popolazione creola si era radicata una tendenza verso la libertà e il distacco da ogni forma di struttura statale; e quando essa non veniva canalizzata verso forme di autocrazia feudale (caudillaje), divenivano terreno fertile per l'ideologia libertaria. Quasi mai viene menzionata l'esistenza (in Argentina e Uruguay) di anarchici gauchos, che ebbero la loro espressione letteraria nei cosiddetti payadores (menestrelli).

Ma anche a prescindere da questi fenomeni, che senza dubbio saranno considerati insignificanti dagli storici accademici e marxisti, è possibile affermare che l'anarchia ha tra gli operai autoctoni radici molto più profonde ed estese di quelle del marxismo (con una sola eccezione, forse, in Cile). Anche se, da un punto di vista strettamente teorico, il movimento latino-americano non ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo del pensiero anarchico, si può affermare che rispetto all'organizzazione e alla prassi ha prodotto nuove forme del tutto sconosciute in Europa.

Così, per esempio, la Federación Obrera Regional Argentina (FORA) è una dimostrazione di organizzazione che mai ha fatto alcuna concessione alla burocrazia sindacale, assumendo peculiarità specifiche differenti sia dalla CNT spagnola che dall'IWW nord-americana. Un altro esempio tipicamente latino-americano fu quello del Partito Liberale Messicano, che pochi anni dopo la sua fondazione adottò un'ideologia che, senza alcun dubbio, fu di tendenza anarchica (per opera, soprattutto, di Ricardo Flores Magon) e che comunque, mantenne lo stesso nome anche quando proseguì la sua attività come partito parlamentarista (che gli valse dure critiche di alcuni anarchici europei come Jean Grave).

In tutti i modi, a parte questi specifici casi, la realtà è che in America Latina l'anarchismo ha quasi sempre assunto tendenze anarco-sindacaliste legate strettamente alle organizzazioni operaie e contadine. Ci furono indubbiamente diversi anarco-individualisti in Argentina, Uruguay, Panama, ecc., e anche anarco-comunisti nemici del sindacalismo (a Buenos Aires, nel corso dei decenni 1880 e 1890), ma la stragrande maggioranza degli anarchici sud-americani furono strenui sostenitori del sindacalismo rivoluzionario e dell'anti-politica (non, come spesso erroneamente si è detto, in favore dell'apoliticità).

Anarchismo in America Latina

Rafael Barrett, anarchico spagnolo-paraguayano

D'altra parte, l'anarchismo sudamericano contiene alcune caratteristiche distintive proprie dei paesi dell'America Latina. In Argentina, l'attività della FORA è stata considerata persino più radicale della CNT spagnola. In Uruguay gli anarchici furono generalmente più tranquilli, come ha scritto Max Nettlau, probabilmente a causa di una minor persecuzione da parte delle autorità (tranne durante l'ultima dittatura). In Messico l'anarchismo ha assunto caratteristiche particolari, dando vita a quel fenomeno particolare chiamato zapatismo e magonismo, che diede il suo notevole contributo durante le lunghe ed articolate fasi della Rivoluzione Messicana. In Brasile il movimento anarchico locale è stato sempre distante dalle logiche istituzionali e le repubbliche militari ed oligarchiche che si succedettero lo combatterono tenacemente e violentemente.

Fenomeno tipico di alcuni paesi latino-americani tra il 1918 e il 1923 fu l'anarco-bolscevismo. In particolare, in Argentina, Uruguay, Brasile e Messico, dopo lo scoppio della rivoluzione bolscevica in Russia, molti anarchici si dichiararono a favore di Lenin, dichiarando il loro appoggio incondizionato al governo sovietico, anche se questo costò loro le ferocissime critiche e l'emarginazione della maggioranza del movimento anarchico. Questa corrente scomparve definitivamente con la morte di Lenin. Coloro che invece scelsero di seguire Stalin non ebbero più nemmeno il coraggio di chiamarsi anarchici.

In tutti i paesi della zona l'anarchismo ha prodotto, oltre ad una copiosa attività propagandistica (giornali, libri, opuscoli ...), tantissime figure di intellettuali (artisti vari, poeti e scrittori ...) che furono in prima linea nella lotta contro Stato e capitale. Anche se non dappertutto, tuttavia, sicuramente, essi furono numerosi ed ebbero ruoli significativi. In Argentina e Uruguay si può dire che la maggior parte degli scrittori attivi tra il 1890 e il 1920 furono, in diversi momenti, sostenitori e\o militanti dell'anarchismo. In Brasile e in Cile, nella stessa fase storica, molti scrittori si dichiararono anarchici, quantunque non nella misura di Rio de la Plata. In Colombia, Venezuela, Puerto Rico, ecc., se non fiorì un'attività letteraria anarchica ne restò comunque fortemente influenzata e così il pensiero libertario si diffuse sia tra gli intellettuali che nel movimento operaio. È importante notare, tuttavia, che anche là dove la letteratura e l'anarchismo erano quasi sinonimi, come a Rio de la Plata (nel periodo indicato), gli intellettuali anarchici mai svolsero il ruolo di avanguardia rivoluzionaria ed elitaria del movimento e non ebbero a che fare con la cultura ufficiale. In questo l'anarchismo si è sempre differenziato profondamente dal marxismo.

Declino del movimento libertario

Ángel Cappelletti, filosofo, storico ed anarchico d'Argentina

Il declino del movimento anarchico in sudamerica (che non ha mai implicato, tuttavia, la sua scomparsa) può essere attribuito a tre motivazioni principali:

  1. Golpe autoritari e antidemocratici. Di tendenza più o meno fascista, si verificarono soprattutto intorno agli anni '30 del XX secolo (Uriburu in Argentina, Vargas in Brasile, Terra in Uruguay, ecc.), tutti generalmente caratterizzati dalla repressione del movimento operaio e dei gruppi anarchici e rivoluzionari. In alcuni casi (Argentina) la dittatura operò tenacemente e scientemente con l'obiettivo di disarticolare la struttura organizzativa e federativa dei gruppi operaisti e rivoluzionari.
  2. La fondazione dei partiti comunisti (bolscevichi). Il sostegno dell'Unione Sovietica e dei partiti ad esso correlato schiacciarono materialmente e propagandisticamente il movimento anarchico. In diversi paesi molti militanti anarchici aderirono ai partiti comunisti (in misura maggiore in Brasile, in misura minore in Argentina).
  1. L'emergere di correnti nazional-populiste. Esse furono più o meno legata alle forze armate e anche, a volte, con i promotori dei colpi di stato fascisti.

La particolare situazione di dipendenza che si incontra nei paesi latinoamericani nei confronti dell'imperialismo europeo e, sopra tutto, nord-americano, ha portato spesso ad anteporre la questione di liberazione nazionale a quella di classe. I lavoratori vedono lo sfruttamento di cui sono oggetto come il frutto di un'imposizione straniera e non di classe. La borghesia (nazionale ed esteri), legata più o meno saldamente a diversi settori dell'esercito e della Chiesa cattolica, li ha spesso convinti che il loro nemico fosse capitale e Stati stranieri e non invece il capitale in generale e lo Stato del loro paese. Questa convinzione (abilmente indotta) è stata, infatti, la causa principale del declino dell'anarchismo. Tutto il resto, comprese le difficoltà intrinseche dell'organizzazione anarchica attuale (come la necessità per le organizzazioni di operare senza burocrazia e l'impossibilità reale o apparente della realizzazione delle loro specifiche proposte) sono state in reale di secondaria importanza.

Voci correlate

Anarchismo per paese

Principali ideologie libertarie diffuse in America Latina

Organizzazioni libertarie e similari

Ideologie libertarie e affini

Eventi libertari e similari

In ordine cronologico:

Pensatori libertari ed affini

Collegamenti esterni

  • Calpulli
  • Ayllu