Eugène Dieudonné

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Schedatura poliziesca di Eugène Dieudonné nel 1913

Eugène Camille Dieudonné (Nancy, Francia, 1° maggio 1884- Eaubonne, Francia, 21 agosto 1944) è stato un anarchico illegalista francese membro della Banda Bonnot.

Biografia

Passata la sua infanzia in un orfanotrofio, a 17 anni inizia a lavorare come operaio. Dopo aver svolto il servizio militare inizia la frequentazione degli ambienti anarchici individualisti. In particolare è attivo nella comunità di Romainville, dove Eugène collabora alla pubblicazione del giornale giornale L'Anarchie, quando alla direzione vi era Victor Serge.

A Romainville incontra l'anarchico Jules Bonnot, considerato impropriamente il leader di quella banda di illegalisti che passerà alla storia come Banda Bonnot.

Dieudonné viene arrestato il 29 febbraio 1912 con l'accusa, "avallata" dal principale testimone dei fatti, di essere il quarto uomo della rapina alla Société générale di rue Ordener. Eugène Dieudonné è però innocente...

L'amico Octave Garnier, attraverso un articolo pubblicato il 19 marzo a scagionarlo, ma senza nessun esito. Anzi, al contrario, ciò sarà interpretata come una provocazione anarchica. Bonnot nel suo testamento definisce scagionerà ugualmente Eugène.

Dieudonné compare davanti alla corte d'assise della Seine il 3 febbraio 1913, affianco a lui ci sono i superstiti della banda Bonnot. M. Guerin testimonia che egli «lavorara e non manifestava un carattere violento... le sue opinioni erano piuttosto tranquille... anche se non gli piaceva la polizia». Nonostante le prove che lo scagionano, il testimone chiave Caby conferma le sue accuse: «Giuro che è lui [...] Lo giuro sulla testa di mia bambina. È il mio aggressore» (Gazette des Tribunaux, 9 febbraio).[1]

Dieudonné viene condannato alla pena capitale. Dopo il verdetto, Raymond Callemin scagiona pure lui Eugène, assumendosi la colpa dell'aggressione a Caby insieme a Garnier. La sua testimonianza viene giudicata tardiva, però alla fine la pena capitale viene commutata da Raymond Poincaré ai lavori forzati a vita. [2]

Inviato al penitenziario dell'Isole du Salut (Guyana), viene impiegato come ebanista [3]. Trasferito alla Cayenne, evade il 6 dicembre 1926.

Finalmente graziato, dopo la campagna del comitato sorto in suo favore («Comité Dieudonné») organizzato dalla moglie Louise Kaiser e dall'avvocato Moro Gaffieri, si stabilisce a Faubourg Saint-Antoine per svolgere la professione di falegname. Scriverà La Vie des forçats con la prefazione di Albert Londres.

Nel 1934, collabora al film Autour d'une évasion, con la regia di Jacques-Bernard Brunius, scrittore e cineasta prossimo al surrealismo.

Note

  1. Biografia in francese
  2. Processo alla Banda Bonnot
  3. Paul Roussenq, L'Enfer du bagne, Libertalia, 2009, page 104.

Bibliografia

  • Frédéric Lavignette, La bande à Bonnot à travers la presse de l'époque, Fage Editions, 2008
  • Renaud Thomazo, Mort aux bourgeois!: sur les traces de la bande à Bonnot, Larousse, coll. « L'Histoire comme un roman », 2007
  • Eugène Dieudonné, La vie des forçats, Libertalia, 2007.
  • Philippe Blandin, Eugène Dieudonné, Éditions du Monde Libertaire, 2001.
  • Pino Cacucci, Ribelli!, Feltrinelli, 2001
  • Albert Londres, L'homme qui s'évada, Arléa, coll. « Arléa-poches », Paris, 1999, 125 p.
  • Pino Cacucci, In ogni caso nessun rimorso, Feltrinelli, 1994 (romanzo ispirato alla vita di Jules Bonnot).
  • Bernard Thomas, La banda Bonnot, Milano, Forum Editoriale, 1968
  • Gilbert Guilleminault e André Mahé, L'épopée de la Révolte, Paris, Denoel, 1963
  • Albert Londres, Adieu Cayenne!: nouvelle version de « L'homme qui s'évada », les éd. de France, Paris, 1932, 216 p.
  • Paolo Valera, I clamorosi rossi dell'automobile grigia. Memorie di Giulio Bonnot, Milano, La Folla, 1921

Filmografia

  • Autour d'une évasion, 1934, Jacques-Bernard Brunius. Film restaurato da Archives françaises du film.
  • La banda Bonnot, 1969, regia di Philippe Fourastié.

Voci correlate