Gennaro Rubino

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Gennaro Rubino

Gennaro Rubino (Bitonto, 23 novembre 1859 – Louvain, Belgio, 14 marzo 1918) è stato un anarchico italiano autore di un vano tentativo d'assassinio del re Leopoldo II del Belgio.

Biografia

Nato a Bitonto, Gennaro Rubino è figlio di un libero pensatore di professione fabbro. Rimasto orfano di madre all'età di 11 anni, frequenta con passione e profitto la scuola fino a quando la mancanza di denaro lo costringe ad interrompere gli studi e a metter fine al suo sogno di diventare ingegnere.

Anarchico o infiltrato?

Nel 1878, con l'intenzione di poter proseguire gli studi, sceglie di arruolarsi nell'esercito, ma la sua viva intelligenza e il suo carattere ribelle ed indomito poco si confanno con la ferrea disciplina militare. Alcuni articoli di critica al militarismo inviati ad un giornale repubblicano nel 1884, costano a Rubino una condanna da parte del tribunale di Messina a cinque anni di reclusione. Liberato nel 1887 grazie ad un'amnistia, ritorna a Bitonto dove si unisce in matrimonio con un'insegnante.

Assunto come ragioniere, Rubino viene arrestato per falso e frode (che negherà sempre) e condannato a 4 anni di carcere. Scontata la pena, nel maggio 1897 emigra a Londra dove trova occupazione nel campo della ristorazione. Nella capitale inglese entra in contatto con gli ambienti anarchici e si unisce in matrimonio con un'operaia con la quale avrà un figlio.

Per la coppia i problemi economici da fronteggiare sono tantissimi, riesce a trovare impiego in una libreria ma poco dopo perde il lavoro e i due si ritrovano nuovamente a dover fronteggiare problemi finanziari notevoli. A causa di tutto ciò, Rubino sceglie di accettare, dietro compenso, di fare da delatore in favore delle autorità italiane. Paradossalmente, il denaro guadagnato da questo sporco lavoro sarà utilizzato per acquistare una sede di stampa per una nuova rivista anarchica e come sala riunioni.

Alcuni giornali anarchici però lo denunciano come spia al servizio delle autorità ed è egli viene chiamato da Errico Malatesta e Louise Michel a renderne conto. Ammette (via posta) di essere stato una spia, ma che farebbe una sorta di doppio gioco, essendo disposto a fare nomi o soprannomi di altri delatori infiltrati nel mondo anarchico.

Attentato al re

Ripudiato dagli anarchici come dalla sua famiglia, Rubino lascia l'Inghilterra per il Belgio, dove intende colpire il re Leopoldo per provare a tutti la sua buona fede rispetto all'anarchismo e per vendicare la sanguinosa repressione di Louvain del mese di aprile 1902.

Dopo una vaga preparazione, il 15 novembre 1902 Rubino prende una pistola e attende il ritorno del re tra la folla in Rue Royale davanti alla Banca di Bruxelles. Dopo averlo identificato, l'anarchico prende la sua pistola e spara tre colpi al re. Tutti e tre i tiri mancano il bersaglio, anche se uno di questi manda in frantumi la finestra di una carrozza.

Viene immediatamente fermato dalla folla, arrestato dalla polizia e messo in un taxi. Portato in questura ammette l sua colpa, dichiarando che se avesse potuto avrebbe sparato «al re d'Italia, così come ha tentato di fare al re del Belgio, perché sono sovrani tiranni che causano la miseria dei loro popoli». Il processo contro la sua persona inizia il 26 gennaio 1903. Difeso da Emile Royer (avvocato di Jules Sparrow) e Charles Gheude, viene condannato ai lavori forzati a vita.

Gennaro Rubino muore nella prigione di Louvain, probabilmente vittima dell'influenza spagnola dopo quindici anni di prigionia e di isolamento che avevano comunque fortemente alterato le sue facoltà mentali.

Memoria difensiva

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Gennaro Rubino o l'ebbrezza della provocazione.

In carcere Rubino scrisse numerosi testi, tutti con l'intenzione di dimostrare la sua assoluta buona fede verso l'anarchia e il socialismo:

«Se l'anarchico uccide un re, intende ribellarsi e vendicarsi contro l'autorità e i privilegi rappresentati da questo re e non contro un uomo. E non per il gusto di uccidere, ma solo in circostanze particolari, quando adoperando tutti i mezzi necessari non è possibile per l'uomo conquistarsi il suo diritto alla vita, alla felicità e la libertà.»

Sulla vita di Gennaro Rubino, molto importante è il saggio di Anne Morelli sulla vita di Gennaro Rubino: Rubino l'anarchiste qui tenta d'assassiner Léopold II (Editions Labor 2006).

Voci correlate