Anarchici e Resistenza in Francia

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Monumento ad opera di François Desnoyer in ricordo dell'internamento di 90000 antifascisti spagnoli a Saint Cyprien

In Francia gli anarchici, specie gli esuli spagnoli, parteciparono attivamente alla resistenza antifascista, che fu altamente condizionata dagli eventi della rivoluzione spagnola, vista la prossimità tra Francia e Spagna, e in particolare dalla cosiddetta "Retirada" degli antifascisti spagnoli all'indomani della sconfitta rivoluzionaria.

Le sofferenze e il contributo dagli anarchici spagnoli alla resistenza contro il nazifascismo è ben esplicata dalla poesia francese Espagnol[1]:

Ils ont dormi dans le sable
Ils ont crevé sur nos plages
Entre les vagues inlassables
Et les piquants des grillages
Eux qui n'avaient plus de terre
Orphelins sans étendard
Ils ont compris votre guerre
Il se sont faits maquisards
Espagnol, Espagnol

"Hanno dormito sulla sabbia
Sono crepati sulle nostre spiagge
Dentro le onde instancabili
E le punte delle recinzioni
Occhi che non hanno più terra
Orfani senza bandiera
che non avevano capito la vostra guerra
Si son fatti partigiani
Spagnolo, spagnolo.

Premessa: conseguenze della rivoluzione spagnola

La Retirada

«Pienso en España, vendida toda, de rió a rió, de monte a monte, de mar a mar» [2]

Per inquadrare la partecipazione degli anarchici nella Resistenza francese non si può prescindere dagli importanti studi e scritti dello storico Pietro Ramella [3]. D'altronde lo stesso sottotitolo di un suo saggio, L'Odissea di 500.000 Repubblicani spagnoli esuli dopo la guerra civile (1939/1945), che coinvolse almeno 80.000 militanti e simpatizzanti anarchici, oltre a migliaia e migliaia di civili, donne e bambini\e [4], è di per se stesso esplicativo del periodo storico precedente ai fatti della Resistenza in Francia.

Fra gli esuli antifascisti spagnoli che ripararono in Francia e che furono rinchiusi nei campi di concentramento, più d'uno si arruolò nella Legione Straniera combattendo in formazioni dalla grande autonomia; alcuni di questi contribuirono in maniera decisiva all'impresa di Narvik [5], entrando poi per primi a bordo dei loro blindati - a cui furono attribuiti nomi spagnoli in ricordo della Spagna, della sua tradizione culturale e della Rivoluzione spagnola [6] -, nella piazza comunale di Parigi. (Quello stesso giorno, all'Hotel de Ville, dove risiedeva il sindaco, gli uomini della CNT, della FAI e della UGT, con caschi dell'esercito statunitense, uniformi delle FFI e insegne della Spagna repubblicana, furono ricevuti alle 21.22 da Léo Hamon, membro del Consiglio Nazionale della Resistenza francese, il quale scrisse nei suoi ricordi: «Parlavano molto male il francese. Erano i repubblicani spagnoli della divisione Leclerc». Prima di andare a dormire, Hamon volle ascoltare le canzoni di battaglia dei miliziani, A las barricadas!, inno ufficiale della CNT-FAI, e Ay Carmela!, il cui nome completo della canzone è in realtà El Paso del Ebro, la storica canzone della battaglia dell'Ebro, nonché del V Reggimento [7], [8], il Reggimento di Ferro, che fu addestrato all'uso delle armi da Vittorio Vidali, comunista proveniente dalla storica tradizione degli Arditi del Popolo. [9])

Un altro gruppo di reduci antifascisti spagnoli, dopo i fatti di Narvik [5], costituirono nuclei di Resistenza in Francia, di cui due di fondamentale importanza: l'organizzazione che faceva riferimento all'anarchico Francisco Ponzan Vidal e la La compagnia del maquis [10] [11] di Rochechouart.

Considerazioni sui reduci antifascisti nella Legione Straniera

Il fenomeno dei reduci antifascisti che entrarono nella Legione straniera è di forte rilevanza storica: dopo la sconfitta nella Rivoluzione spagnola, un gran numero di miliziani spagnoli e di altre nazionalità, precedentemente inquadrati nell'esercito repubblicano, nelle Colonne anarchiche e nelle Colonne del POUM cercarono rifugio in Francia. L'arruolamento nella Legione era l'alternativa data dal governo francese al campo di concentramento, visto che non volle farsi carico dei 500.000 esuli fra militari e civili che erano giunti dalla Spagna. Non pochi miliziani accettarono la proposta che permetteva loro di tornare a combattere contro l'antico nemico fascista e\o anche di ricevere nuovi documenti (Umberto Marzocchi, per esempio, si arruolò nella Legione straniera nel 1940 proprio per poter avere nuovi documenti validi in Francia, poiché questa era la regola che imperava nella Legione). Gran parte di costoro erano anarchici o appartenenti a formazioni comuniste non staliniste, quindi impossibilitati a rifugiarsi in Urss [12]. Per molti l'unica possibilità fu quindi quella di entrare nella Legione Straniera, dove furono chiaramente sempre ben accetti per il loro passato "combattente" e per questo poterono sempre godere di una grande autonomia nell'azione militare, pur rimanendo formalmente comandati da ufficiali della Legione.

Considerazioni sugli esuli antifascisti spagnoli in Francia

In linea di massima si può affermare che gli esuli antifascisti spagnoli non costituirono gruppi monolitici ed omogenei ideologicamente, bensì, come d'altronde è ovvio in simili frangenti, furono caratterizzati da una certa informalità organizzativa con continue scissioni e ricomposizioni, causate in primis dagli scontri fratricidi verificatisi nella Rivoluzione Spagnola, come quelli del maggio 1937 a Barcellona in cui gli anarchici e i comunisti del POUM furono sotto il tiro degli stalinisti, che avevano lasciato pesanti strascichi nelle due fazioni repubblicane. Nonostante le differenze tra gli esuli non si verificarono mai scontri degni di considerazione storica, poiché essi considerarono prioritaria, sempre e comunque, la lotta al nazifascismo. Nonostante combattessero fianco a fianco dei maquis (partigiani) francesi [13], essi tuttavia non avevano grandi simpatie per quel paese che li aveva accolti scaraventandoli nei campi di prigionia dopo La Retirada. (In quel momento il governo delle sinistre francese, che comunque avrebbe dato un minimo di aiuto agli antifascisti spagnoli, dimostrato anche dal nascere spontaneo di varie organizzazioni di solidarietà, perfino cattoliche, fu sostituito da un governo di destra e questo spiegherebbe il perché un gran numero di francesi considerò in qualche modo legale il governo di Vichy, almeno inizialmente). Gli esuli antifascisti spagnoli anarchici ritenevano prioritaria la riorganizzazione interna dei vari gruppi politici mantenendo contatti con i militanti di spicco rinchiusi nei campi di disciplina francesi o africani.

Note sulla resistenza francese

Guerriglieri antifranchisti

L'armistizio di Compiègne del 22 giugno '40 [14] tra Francia e Germania che ufficializzò la disfatta francese non coincise assolutamente con l'inizio della Resistenza nel paese: il governo "fantoccio" del generale Philippe Pétain fu considerato dalla maggior parte dei francesi un governo legittimo; infatti non avendo possibilità di combattere i tedeschi, venne visto come il miglior modo per non pagare troppo duramente una così rapida e vergognosa sconfitta. Lo stesso proclama di Charles de Gaulle, che dall'Africa invitava alla lotta contro i nazisti, non sucitò inizialmente entusiasmi anche perché i nazisti momentaneamente non si imposero con violenze o leggi fortemente vessatorie. Per questo si può affermare che la destra francese fu, se non apertamente favorevole, sicuramente tacitamente complice e acquiescente anche perché Pétain veniva dalle sue stesse fila. Il governo di Pétain, che prese sede a Vichy, è ricordato come il "governo di Vichy" ed è ben raccontato da Robert O. Paxton in Vichy (Saggiatore, Milano, 1999) dalla cui recensione si può leggere:

«Si rintracciano le radici ideologiche della destra francese al potere, con il suo progetto di rinnovamento nazionale su base clericale e antisocialista, e si delineano le figure di spicco del governo di Vichy, le loro lotte intestine, le contorte relazioni diplomatiche con i nazisti e con gli Alleati. Paxton muove una grave accusa contro questi uomini politici, che utilizzarono la sconfitta del 1940 per fini di parte: vendicarsi contro il Fronte popolare e ricostruire il paese su principi fortemente autoritari. Si mostra come Pétain godette anche di consenso di buona parte della popolazione, influenzata dal clericalismo, da sentimenti antisemiti e antisocialisti, tradendo gli ideali repubblicani.» [15].

Sarà necessario arrivare al marzo 1944, in previsione dello sbraco in Normandia, affinché il generale De Gaulle si decida a militarizzare le forze partigiane in clandestinità raggruppandole nelle "FFL -Forces Françaises de l'Intérieur- F.F.I", estensione interna alla Francia delle "Forces françaises libres - FFL", operanti e combattenti in Africa, con governo provvisorio retto dal Generale De Gaulle, sorto immediatamente dopo l'armistizio di Compiègne.

Alcuni motivi per il ritardo dell'inizio della Resistenza in Francia

La forza di "sinistra" numericamente maggiore e più organizzata in Francia al momento dell'armistizio era quella comunista legata a Stalin [16], fino a che i nazisti non invasero la Russia il 22 giugno 1941 essi rimasero fedeli al motto: «Ni soldats de l'Angleterre avec De Gaulle! Ni soldats de l'Allemagne avec Pètain! Vive l'union de la Nation Française! (Né soldati dell'Inghilterra con De Gaulle! Né soldati della Germania con Petain! Viva l'Unione della Nazione Francese!). I libertari, in sintonia con alcune frange della sinistra antistalinista, al momento interpretarono il conflitto in atto come uno scontro fra predoni imperialisti e con nessuna possibilità di sbocco rivoluzionario, quindi in qualche modo a loro sostanzialmente estraneo. Ciò non toglie che il governo di Vichy iniziò immediatamente a sbarazzarsi delle forze della sinistra, sopratutto di quelle che avevano spiccata matrice internazionalista che per loro era sinonimo di antinazionalismo. Per questo i primi ad essere colpiti furono quelli del POUM e del movimento anarchico (solo in seguito toccò la stessa sorte ai comunisti e ai socialisti), tra questi fu arrestato Jaime Esgleas, marito dell'anarchica e ministro della sanità Federica Montseny e membro del Mouvement Libertaire Espagnol (MLE) [17]. Stessa sorte subì un folto gruppo di anarchici che furono processati dal tribunale militare di Tolosa per violazione dell'art. 80 del Codice Penale, ovvero per «intrighi anarchici contro la sicurezza dello Stato», con condanne al carcere da uno a tre anni.

La repressione portò alla fine a 911 arresti, 610 internamenti, 1.420 perquisizioni e 177 espulsioni. In generale il reato maggiormente contestato ai militanti fu la «ricostituzione di società disciolte - distribuzione di volantini d'ispirazione straniera tali da nuocere all'interesse nazionale - attività comunista», per questo vennero spediti ai lavori forzati nel Sahara, anche se ancora i comunisti di fede stalinista si mostrarono indifferenti fino all'invasione nazista dell'URSS.

Invasione nazista dell'URSS e nascita del fronte antifascista

Quando l'URSS nell'agosto del 1941 venne invasa dall'esercito tedesco, il Partito Comunista Spagnolo (di osservanza stalinista), propose la costituzione di un fronte antifascista: l'"Union Nacional Española" ovvero l'UNÈ. Gli anarchici costituirono l'Alianza Democratica Española, in cui confluiscono il MLÈ (Mouvement Libertaire Espagnol), la CNT, la FAI, il PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo) e l'UGT [18]. Nel novembre 1942 in un articolo diReconquista de España, giornale dell'UNE, venne presentato un importante documento dal titolo Doctrina, programa y acción de la Unión Nacional che richiamava tutti i militanti della sinistra all'unità di tutte le organizzazioni antifasciste per sconfiggere prima il nazismo e dopo, come logica conseguenza strategica, il "franchismo".

Il problema degli anarchici e della sinistra antistalinista

Il programma dell'UNE sostanzialmente ripropose un ritorno ad un Stato democratico spagnolo che ovviamente non fu ben accetto dagli anarchici e dalle organizzazioni della sinistra comunista antistalinista poiché escludeva il fine rivoluzionario. Per questo, il 6 giugno 1943, il problema venne affrontato in un congresso il cui l'intento fu quello di specificare se si dovesse o meno partecipare alla resistenza francese e nel caso la maniera in cui la si dovesse intendere. Fra i libertari vi furono due tendenze opposte riguardanti la partecipazione o meno alla resistenza: prevalse quella che sancì la partecipazione alla Resistenza francese del 'MLÈ ("Mouvement Libertaire Espagnol") e poi, a fascismo caduto, alla costituzione di una Assemblea Costituente della Spagna. I libertari scelsero quindi di non accettare passivamente le repressioni che il governo di Vichy stava mettendo in atto, anche se tuttavia non marginale fu la posizione di chi sosteneva che non bisognava intervenire in nessuna azione armata contro l'esercito d'occupazione, né contro le autorità civili finché non si attua una sollevazione in chiave libertaria dell'intero popolo francese». Questo modo di vedere si dimostrerà strategicamente perdente e nel proseguo rimarrà minoritario rispetto alla maggioranza dei libertari che scelsero l'azione armata contro i nazifascisti e dei collaborazionisti.

Modalità d'azione dell'UNE e sbarco alleato

L'UNE, organizzazione del partito comunista spagnolo, grazie anche ai maggiori mezzi a disposizione, divenne forza predominante fra i rifugiati spagnoli in Francia che entrarono nella file dei partigiani dell'FTP (Francs-Tireurs et Partisans). La struttura agile dei maquis (partigiani) [19], composta da squadre di poche decine d'uomini, portò come ovvia conseguenza allo sviluppo di una forte autonomia d'azione, pur sempre sotto il comando centrale, e ad una qualche omogeneità ideologico-politica. In previsione dello sbarco in Normandia, poco prima del marzo 1944, il generale De Gaulle impose la militarizzazione di tutte le forze partigiane raggruppandole nelle "FFL-Forces Françaises de l'Intérieur - F.F.I", estensione interna alla Francia delle "Forces françaises libres - FFL", a comando del generale Koenig. Al momento dello sbarco alleato fu impartito l'ordine alle bande partigiane di cooperare con il comando alleato al fine di rallentare i movimenti dei nazifascisti, che avrebbero tentato di far confluire verso la costa ingenti rinforzi [20].

Il ruolo delle donne

È doveroso ricordare l'apporto dato da molte donne alla resistenza, anche combattendo fianco a fianco degli uomini, compiendo spesso operazioni meno visibili ma non meno rischiosi, subendo, come gli uomini, incarceramenti, torture e deportazione nei campi di sterminio nazisti. Le donne esuli dalla Spagna, temprate dalla Rivoluzione spagnola, dall'internamento nei campi di concentramento francesi e in generale dal durissimo esilio, oltre che dai loro compiti di madri, mogli e compagne dei miliziani antifascisti, svolsero un formidabile ruolo di supporto alla lotta ai nazifascisti. Chiamate Armèe de l'ombre (Esercito dell'ombra), la loro opera è spesso sconosciuta o trascurata dagli storici, ma esse svolsero diversi importanti compiti: agenti di collegamento, sabotatrici, affittacamere, addette al trasporto d'armi e documenti, accompagnatrici ecc., ma è solo quando vennero incarcerate o uccise o deportate che gli" storici" han tramandano un loro ricordo.

Il revisionismo storico di gollisti e stalinisti

I sopracitati "storici" gollisti e stalinisti, tanto per cominciare cambiarono i nomi dei blindati che per primi entrarono nella piazza del municipio di Parigi, francesizzandoli quasi a volerne negare il legame con la rivoluzione spagnola [21]. La partecipazione alla liberazione di Parigi della colonna corazzata di miliziani antifascisti spagnoli fu completamente "dimenticata", solo mezzo secolo dopo il comune di Parigi pose una targa a ricordo dei fatti. Nell'immediato dopoguerra, sull'onda emotiva della Liberazione, sorsero molti monumenti a ricordo dei miliziani antifascisti spagnoli: nel cimitero di Père-Lachaise di Parigi e nei luoghi in cui gli antifascisti furono protagonisti di cruente battaglie contro il nazismo: Annecy, in Val d'Enfer (Alta Savoia), a Vira, a La Crouzette, a Roquefixade (Ariége), a Bonadoux (Loréze), a Sainte Regonde (Aveyron) e a Berves (Dordogne).

La resistenza anarchica

La Resistenza armata degli anarchici e degli spagnoli

In questo fase storicamente decisiva per gli sviluppi della seconda guerra mondiale un ruolo importante fu giocato dai rifugiati spagnoli, soprattutto nel Sud della Francia dove fin dalla fine del 1941 agirono bande di maquis, la maggioranza delle quali erano formate da evasi dal campo d'internamento di Le Vernet [22].

La prima è 3ª Brigata Guerrilleros Españoles [23], posta sotto il comando dell'anarchico Vicuna Vitorio, alias Julio Oria, che costituì la base di appoggio per coloro che volevano ritornare a combattere in Spagna e per la formazione di gruppi ad ad essa ispirata. Nell'aprile 1942 fu costituito il "XIV Cuerpo Guerrilleros Españoles" che man mano ampliò la sua zona d'influenza inserendovi delle nuove brigate:

  • la 1ª nell'Ariège (Anton-les-Cabanes ed Aix-les-Thermes),
  • la 2ª nell'Haute et Garonne,
  • la 3ª nell'Ariège,
  • la 4ª nel Tarn et Garonne,
  • la 9ª nell'Hautes Pyrénées,
  • la 35ª nel Gers.

Il "XIV Cuerpo Guerrilleros Españoles" combattè, fino al maggio del 1944, in relazione diretta agli FTP-M.O.I [24] quando si trasformò in Agrupación de guerrilleros españoles ('AGÈ) a comando di Luiz Fernández e si integrò nelle FFL-Forces Françaises de l'Intérieur - F.F.I. Nel 1943 vi fu una fase di azioni di sabotaggio contro tedeschi e collaborazionisti, prima dello scontro militare frontale vero e proprio che portò alla liberazione di molti prigionieri, attentati ai militari tedeschi e ai gendarmi francesi per un totale di centosettantasei azioni, tra cui il sabotaggio di ottantasei centrali elettriche e linee d'alta tensione, sessantaquattro interruzioni stradali e numerosi attacchi a posti di guardia e prigioni.

Il 15 agosto 1944 gli alleati sbarcarono in Provenza e tutto il Sud insorse contro i nazifascisti, le FFI passarono all'offensiva ed i tedeschi cominciano a ritirarsi con affanno per non esser tagliati fuori dal resto dell'esercito germanico. Gli scontri si susseguirono, il più importante avvenne a La Madeleine (Gard) e vide impegnati in prima persona i "guerriglieri spagnoli". Il 23 agosto la 3ª Divisione agli ordini di Cristino García Grandas, che comprendeva la 21ª brigata GE, a comando di Gabriel Peréz, vecchio minatore anarchico delle Cévennes, riuscì ad impedire il passaggio di un contingente militare tedesco forte di millecinquecento uomini all'incrocio tra Saint-Hypolite, Anduze e Nimes. I tedeschi subirono oltre cento morti e l'accerchiamento che li costrinse alla resa, dopo che il loro comandante luogotenente-generale Konrad Zietzeche si tolse la vita. Fra i guerriglieri spagnoli vi furono 34, sepolti poi ad Albi in quello prenderà il nome di "cimitero de La Madleine". La lapide porta l'insegna Enfants Morts pour la France (Ragazzi morti per la Francia) e i nomi di Augustin García, José Fernández, Francisco Perera e Ramón Porta.

Quando la lotta partigiana arrivò al suo culmine ventisei dipartimenti del Sud, oltre ad otto del Nord, caddero in mano alle FFI. È nell'Ariège che i guerriglieri spagnoli attaccarono autonomamente, liberando Tolosa, Foix e tutto il territorio del relativo dipartimento, provocando l'ammirazione degli per le loro imprese militari: «È difficile citare tutti i gesti d'eroismo compiuti da questi soldati. I membri della missione alleata sono fieri di aver lottato a fianco dei repubblicani spagnoli»(da Documento ufficiale dell'epoca).

Un'organizzazione a larga militanza anarchica: i Passeurs

I Passeurs (letteralmente "passatori") erano degli antifascisti (molti dei quali anarchici) che provvedevano ad agevolare la fuga, attraverso i Pirenei, degli aviatori alleati abbattuti o evasi dalle carceri o comunque a tutti coloro che volevano raggiungere le forze della Francia Libera. In seguito, quando anche il governo di Vichy promulgò leggi razziali simili a quelle italiane del 1938 (assai meno supportate, rispetto alle italiane, dai cosiddetti intellettuali fascisti), sguinzagliando i suoi sgherri (poliziotti istituzionali) per catturare ed arrestare cittadini ebrei, i Passeurs operarono anche per agevolare la loro fuga.

«I passeurs d'homme erano gruppi che si incaricarono di far passare in Spagna, attraverso i Pirenei, militari alleati (prigionieri evasi dai campi di prigionia o aviatori di aerei abbattuti) e cittadini ebrei che fuggivano alla deportazione in Germania.» [25]

Ovviamente gli antifascisti spagnoli in Francia erano fra i più adatti per l'attraversamento dei Pirenei, vista la loro esperienza durante La Retirada [26] e anche per le loro azioni di guerriglia antifranchista. I Passeurs, alcuni dei quali, è doveroso sottolineare, agivano per puro tornaconto economico e non per questioni ideologiche o umanitarie, erano dotati di almeno 20 reti di collegamento per l'attraversamento dei Pirenei. Le difficoltà ed i rischi erano notevoli, vuoi perché il clima non sempre era favorevole e vuoi per la presenza dei fascisti francesi e spagnoli posti a guardia della frontiera. Nonostante tutto i salvataggi avvenivano ugualmente; la rete più potente ed efficiente fu quella denominata Pat O'Leary, il cui vero nome è Guérisse Albert, creata dal capitano scozzese Ian Garrow nel dicembre 1940 a Marsiglia e diretta dall'aragonese anarchico e militante della CNT Francisco Ponzan Vidal. Ne facevano parte anche:

  • Josep Ester i Borras [27], combattente indomito (riceverà più di una onorificienza per la sua intraprendenza militare), nome di battaglia "Minga", operaio tessile e militante di Las Juventudes Libertarias [28] e della CNT;
  • Agostino Remiro Manero (Epil, Saragozza, 28 agosto 1904 - Madrid, 21 giugno 1942), membro della CNT dal 1919, la sua famiglia ha donato la sua biblioteca privata al "Centro Studi libertari Ester i Josep Borras" di Berga;
  • Vincent Moriones Belzunegui (Sangüesa, Navarra, 1913 - Bilbao, 1970), militante anarchico spagnolo, nel 1947 fu arrestato e condannato a 40 anni di carcere (ne scontò 18) dal regime fascista spagnolo in quanto miliziano della guerriglia anarchica antifascista che non cesssò la lotta per oltre un ventennio dopo il termine della seconda guerra mondiale; nel 1970 fu Segretario della CNT Nord, anno cui morì.

Attività del "Gruppo Ponzan" prima e dopo l'arresto di Francisco Ponzan Vidal

Francisco Ponzan Vidal, arrestato durante un controllo di polizia perché trovato in possesso di documenti falsi, accusato di «evasione e per complotto antinazionale» ed in seguito processato nel settembre del 1943 e condannato a 14 anni di carcere. Gli sgherri della Gestapo lo prelevarono dal carcere francese e lo misero sotto il loro diretto ed esclusivo controllo. Da questo momento si perdono le sue tracce fino al 17 agosto 1944 quando i nazisti, che stavano fuggendo precipitosamente da Tolosa, lo prelevarono dalle carceri insieme ai detenuti politici, uomini e donne che furono massacrati nel piccolo villaggio di Buzet-sur-Tarn.

Dopo la cattura di Francisco Ponzan Vidal (decorato postumo alla memoria da diversi governi), il "Gruppo Ponzan" fu diretto da Marie-Luise Dissart [29], nome di battaglia "Francesca", nel momento in cui l'individuazione e l'arresto di molti militanti effettivi portò all'abbandono del gruppo di molti "simpatizzanti", timorosi di subire rappresaglie [è evidente che una simile rete non può funzionare senza un folto e ramificato supporto di simpatizzanti sconosciuti agli sgherri che forniscano appoggio logistico e quant'altro (NdR)]. Quanto rimase dell'organizzazione di Francisco Ponzan Vidal si unì ad altre formazioni simili o passò alla lotta armata coi maquis.

Il Gruppo Ponzan, durante i suoi tre anni di attività, attraverso tre diverse direttrici di passaggio: Tolosa - Osseja, Tolosa - Banyuls e Tolosa - Andorra, riuscì a far fuggire almeno 1.500 persone, tra cui molti ebrei e 700 aviatori alleati [30]; inoltre furono fatti "espatriare" dalla Francia occupata e collaborazionista documenti ed istruzioni per conto del Bureau Central de Renseignements et d'Action (BCRA), che era l'Ufficio Informazioni della Francia Libera.

La compagnia del maquis di Rochechouart

Ramón Vila Capdevila Raymond

La banda partigiana di maquis, detta La compagnia del maquis di Rochechouart, operava nell'Haute-Vienne ed era formata quasi completamente da anarchici esuli spagnoli, a comando di Ramón Vila Capdevila Raymond, militante della CNT e miliziano antifascista nella Rivoluzione spagnola, conosciuto con il nome di battaglia "Caraquemada" [31]. "La compagnia del maquis di Rochechouart" si caratterizzava per un sapiente utilizzo della dinamite in attentati contro tedeschi e collaborazionisti e nelle operazioni di sabotaggio volte alla distruzione di materiale del nemico fascista. Ai primi di giugno del '44 fecero saltare un ponte sulla Vienne, sul quale stava transitando un treno blindato della Divisione S.S. Das Reich, di stanza a Mountauban, nel Tarn et Garonne, provocando molti morti e feriti fra le S.S. e sopratutto la distruzione di un grosso quantitativo di materiale bellico. Il comandante della Divisione gen. Lammerding emanò un ordine di rappresaglia che implicava lo sterminio della popolazione del paese più vicino, ovvero Oradour-sur-Vayres. Il caso volle che vi fu un errore nel recepire tale abominevole ordine a causa di un'omonimia fra i nomi di due paesi abbastanza vicini, per questo fu compiuta una strage ai danni degli abitanti di un altro paesino che pure aveva nome Oradour-sur-Vayres ed era abitato da seicentoquarantadue persone. Gli uomini furono portati in piazza e fucilati, le donne ed i bambini vennero rinchiusi nella chiesa a cui fu appiccato il fuoco. Non vi furono superstiti. Tra i morti, diciotto erano spagnoli, compresi alcuni bambini, ricordati in una stele in cui è inciso Aux martyrs espagnols (Ai martiri spagnoli). La strage di Oradour-sur-Glane fu l'ennesimo esempio della barbarie nazista, eventi che si ripeterono a Varsavia, Marzabotto, Kalavrita e Lidice.

Note

  1. Espagnol, poesia opera di Antoine Candelas, pubblicata anche in Camps du Mepris - des chemins de l'exil à ceux de la resistance 1939/1945 di René Grando-Jacques Queralt-Xavier
  2. Poesia di Antonio Machado, grande poeta spagnolo, morì di stenti durante La Retirada e solo anni dopo i compagni poterono dargli onorevole sepoltura. È anache l'ntestazione primo capitolo di La Retirada. L'odissea di 500.000 repubblicani spagnoli esuli dopo la guerra civile (1939-1945) di Pietro Ramella.
  3. Pietro Ramella, La Retirada dello storico Pietro Ramella
  4. L'esilio francese di Antonia Fontanillas, militante anarchica
  5. 5,0 5,1 Narvick è una cittadina siderurgica, allora di importanza strategica per l'industria pesante nella Norvegia, e per questo occupata dai germanici e poi presa con un colpo di mano da truppe anglo francesi, grazie anche al fondamentale apporto della Legione Straniera, che fece da apripista con le squadre formate dagli antifascisti spagnoli, tra cui molti anarchici
  6. La prima formazione militare che il 24 agosto 1944 entrò a Parigi fu la 9ª Compagnia composta da 11 half-tracks: Guadalajara, Brunete, Ebro, Santander», Belchite, Jarama, Teruel, Guernica, Madrid, España cañi (noto pezzo strumentale di Paso doble di Pascual Marquina Narro) e Don Quijote ovvero don Chisciotte. In seguito gli storici gollisti e stalinisti francesizzarono i nomi dei blindati, quasi cioé a volerne cancellare i legami con la [[Spagna]
  7. Foto dei Miliziani antifascisti del V Reggimento che partono per il fronte salutando a pugno chiuso (fotografia attribuita a Robert Capa)
  8. Cenni sulla storia del Quinto Regimiento
  9. Vittorio Vidali, grazie alla sua grande preparazione militare guidava anche miliziani antifascisti non marxisti, infatti nel "Reggimento di Ferro", similarmente alle Colonne anarchiche e al POUM, i miliziani potevano scegliersi i sergenti e gli ufficiali di basso rango, tuttavia in seguito non era tollerata alcuna insubordinazione. Al "V Reggimento" era aggregata la "Centuria Gastone Sozzi" in cui militava anche Francesco Leone, comandante degli Arditi del Popolo di Vercelli, che nelle sue memorie ricorda di essere stato protetto da possibili aggressioni fasciste da una banda di anarchici (facente parte del gruppo di Luigi Galleani) che, a sua insaputa, vigiliava su di lui.
  10. Maquis significa "macchia", ovvero «darsi alla macchia» ed è il termine che nel gergo si riferisce al movimento di resistenza francese nella seconda guerra mondiale. I combattenti partigiani erano detti maquisard. Identico termine viene usato per i "guerriglieri spagnoli" che proseguirono la Resistenza armata contro i fascisti di Franco dopo la fine della guerra civile spagnola, tali formazioni furono particolarmente attive in Cantabria, sui Pirenei e in Andalusia. La componente anarchica fu assai rilevante e poi rimase l'unica dopo l'abbandono della lotta armata da parte dei comunisti di osservanza moscovita
  11. Il film Behold a Pale Horse, il cui protagonista è interpretato da Gregory Peck, si basa sulle vicende di uno di questi guerriglieri anarchici che attraversavano spesso i Pirenei: Francisco Sabaté Llopart (la storia è però romanzata e non rispecchia fedelmente la realtà dei fatti). Del cast facevano parte Anthony Quinn, nel ruolo del comandante della Guardia Civil (sgherri del fascismo franchista) che ordiva alcuni agguati contro gli antifascisti, ed Omar Sharif, il prete catturato da "El Quico", che alla fine comprenderà l'umanità che c'era dietro il guerrigiliero passando in pratica dalla sua parte e rifiutandosi di collaborare col capo della Guardia Civil, che nel frattempo lo aveva "liberato" dal miliziano anarchico. Vedi anche :Behold A Pale Horse" e Behold A Pale Horse (Quico Sabaté).
    • Un amico di El Quico e anarchico famoso per la guerriglia antifranchista fu José Luis Facerias, nome di battaglia "Alberto". Al suo fianco combatté l'anarchico italiano Gogliardo Fiaschi, che lo raggiunse nel 1957 attraversando i Pirenei. Gogliardo è arrestato nei boschi del Tibidabo legato ad un albero col fil di ferro per una notte in attesa dell'eventuale rientro di Facerias... Seguirono pestaggi, torture ed infine il processo al termine del quale fu condannato a 20 anni e 1 giorno, pur non avendo commesso alcun reato sul territorio spagnolo, se non l'infrazione alla frontiera, indossare la fondina di una pistola e soprattutto rendere omaggio durante il dibattimento processuale al compagno caduto José Luis Facerias. Rimarrà quasi un decennio nelle carceri di quel paese, girandone 40: una media di 3 mesi per carcere!.
  12. Il figlio di Dolores Ibárruri, Rubén, poté, in quanto stalinista, unirsi all'Armata Rossa, battendosi fino alla morte nella drammatica Battaglia di Stalingrado del 1942
  13. Maquis significa "macchia", ovvero «darsi alla macchia» ed è il termine che nel gergo si riferisce al movimento di resistenza francese nella seconda guerra mondiale. I combattenti partigiani erano detti maquisard. Identico termine viene usato per i "guerriglieri spagnoli" che proseguirono la Resistenza armata contro i fascisti di Franco dopo la fine della guerra civile spagnola, tali formazioni furono particolarmente attive in Cantabria, sui Pirenei e in Andalusia. La componente anarchica è fu assai rilevante e poi rimase l'unica dopo l'abbandono della lotta armata da parte dei comunisti di osservanza moscovita
  14. Questo di cui si parla è il secondo armistizio di Compiègne, essendovene già stato uno nel '18 con la Francia, potenza vincitrice del primo conflitto
  15. La Francia antisemita, autoritaria, collaborazionista col nazifascismo. Il Governo Vichy 1940-1944
  16. A quel momento era ancora in vigore il patto di non aggressione russo-tedesco Molotov-Ribbentrop.
  17. Notizie su Mouvement Libertaire Espagnol
  18. L'Unión General de Trabajadores, fra i più importanti sindacati spagnoli, legato al Partito Socialista Operaio Spagnolo, fece azioni comuni con la CNT durante la prima guerra mondiale. Durante la rivoluzione spagnola l'UGT spostò il suo asse a sinistra, rispetto alla sua posizione tradizionale, seguendo la linea politica del suo leader Francisco Largo Caballero e raggiungendo oltre un milione di iscritti. L'UGT rimase su questi numeri fino alla sostituzione di Caballero dalla carica di segretario generale (1937), per colpa di essersi rifiutato di sciogliere il POUM dopo i tragici fatti di Barcellona, con Juan Negrin, più ligio ai dettami dei comunisti filomoscoviti, che fece sciogliere immediatamente il POUM ed incarcerare i suoi massimi leaders
  19. Maquis significa "macchia", ovvero «darsi alla macchia» ed è il termine che nel gergo si riferisce al movimento di resistenza francese nella seconda guerra mondiale. I combattenti partigiani erano detti maquisard. Identico termine viene usato per i "guerriglieri spagnoli" che proseguirono la Resistenza armata contro i fascisti di Franco dopo la fine della guerra civile spagnola, tali formazioni furono particolarmente attive in Cantabria, sui Pirenei e in Andalusia. La componente anarchica è fu assai rilevante e poi rimase l'unica dopo l'abbandono della lotta armata da parte dei comunisti di osservanza moscovita
  20. Si consulti periodici Raccolta di periodici clandestini della Resistenza francese (1940-1945), opera della biblioteca della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la maggior parte dei cui periodici provengono dal Fondo Angelo Tasca].
  21. La prima formazione militare che il 24 agosto 1944 entrò a Parigi fu la 9ª Compagnia composta nello specifico da 11 half-tracks (blindati dotati di armamento per trasporto squadre di soldati, a cui erano stati attribuiti nomi in ricordo della Spagna, della sua tradizione culturale e della Rivoluzione spagnola): Guadalajara, Brunete, Ebro, Santander», Belchite, Jarama, Teruel, Guernica, Madrid, España cañi (noto pezzo strumentale di Paso doble di Pascual Marquina Narro) e Don Quijote ovvero don Chisciotte.
  22. In totale ci sono 22 luoghi in cui vennero collocati i campi di concentramento: Barcarès, Agde, Saint-Cyprien, Argelès-sur-Mer, Berk Plage, Montpellier Chapallete, Fort Mahon Plage, Tour de Carol, Septfonds, Basti-les-Foages, Bram, Haros, Gurs, Vernet d 'Ariège, Rivesaltes, il castello dei Templari di Cotlliure è invece utilizzato come carcere, Rieucros, e in Nord Africa, Campo Morand, Meridja, Djelfa, Hadjerat-OM'Guil e Ain el-Curak
  23. notizie XIV Cuerpo Guerrilleros Españoles
  24. Gruppi di FTP-MOI furono costituiti nella regione di Parigi, con il FTP nel 1941, e furono in gran parte formati da immigrati: comunisti stranieri che vivevano in Francia e che non facevano parte del partito comunista francese. L'FTP-MOI fu istituito tra aprile e maggio 1942. Ben integrata con FTP, che dipendeva direttamente da Jacques Duclos, in contatto e portavoce del Comintern. FTP-MOI saranno tra i gruppi di Resistenza più attivi e determinati, in parte perché erano stranieri, molti dei quali ebrei, per i quali il regime di Vichy prevedeva l'internamento. Dato che dipendevano direttamente dal Comintern, si ha il sospetto che il loro impiego nelle fasi più cruente della lotta antifascista sia stata una scelta moscovita quando per necessità strategiche e tattiche, sia militari che politiche (in primis per le necessità di Stalin), era utile intensificare la Resistenza risparmiando, probabilmente, le forze antifasciste francesi [questi esuli anarchici, comunisti, socialisti e\o antifascisti di varie tendenze erano comunque sempre utilizzati in prima linea (Si veda la nota riportata sull'Franciapresa di Narvik, in cui furono quasi considerati "carne da macello")]
  25. da La Retirada di Pietro Ramella
  26. La "retirada" degli esuli fu coperta soprattutto dalla Colonna Buenaventura Durruti, in cui militavano anche molti italiani. Tra questi Giovan Battista Frati, ferito durante la strenua difesa del ponte di Hendaye, contribuì alla messa in salvo di migliaia di profughi spagnoli in Francia. Frati venne curato in un ospedale della Legione straniera a Nizza, dove abitualmente venivano arruolati gli antifascisti spagnoli e talvolta pure le squadre partigiane italiane che ivi sconfinavano per cercare riparo. Parteciparono alla difesa anche Pietro Bertoni, Juan López, René Pasque e Alberto Donati: tutti caddero in combattimento. Sempre della stessa squadra facevano parte: Stern, detto il tedesco rosso, Remigio Maurovich, Arrigo Gojak: tutti feriti, ma che alla fine sopravissero (in seguito Gojak e Stern morirarono, il primo trucidato dai fascisti di Franco, il 4 settembre, il secondo in un ospedale francese. Da ricordare ancora Pietro Pajetta, col nome di battaglia di "Nedo", già ufficiale dei bersagliere, comunista, ferito gravemente durante la Retirada dall'Aragona, che poi perderà una mano nella Resistenza italiana, dove sarà al comando di una Brigata. Ne La Retirada e nel successivo internamento nei campi di concentramento in Francia furono coinvolti anche Giandante X), anarchico e artista, e Francesco Fausto Nitti (Biografia di Nitti), che al suo arrivo in Spagna fu posto al comando di un battaglione di giovani anarchici, la Centuria Errico Malatesta, in seguito inquadrata nell'esercito repubblicano. Aggregato coi suoi anarchici alla 140a brigata mista, coprì il ritiro degli antifascisti repubblicani al ponte di Fraga e partecipò alla battaglia dell'Ebro come comandante di batteria di artiglieria. Dopo il passaggio in Francia venne internato nel campo di raccolta di Argelès-sur-Mer
  27. Biografia Josep Ester i Borras
  28. Las Juventudes Libertarias
  29. Marie-Luise Dissart in seguito ricevette diverse alte onorificenze al merito da:Francia ,Belgio ,Gran Bretagna ,Stati Uniti d'America
  30. Si rifletta sull'importanza di tali liberazioni in un conflitto basato largamente sui mezzi aerei, che permisero di riavere a disposizione un elevato numero di aviatori
  31. Ramon Vila Capdevila, nome di battaglia, ‘Caraquemada', nacque a Peguera, vicino a Berga, il 2 aprile 1918. Quando cadde la Catalogna riparò in Francia. Internato fuggì dal campo di Argeles-sur-Mer ed iniziò la lotta nei maquis della Resistenza francese e continuò la guerriglia contro i fascisti di Franco anche dopo il secondo conflitto mondiale. Cadde durante Capdevila, uno scontro a fuoco coi poliziotti spagnoli a 45 anni. Si veda anche: CNT, L'origine della foresta: Ramon Vila, i guerriglieri anarchici

Bibliografia

  • Antonio Téllez Solá, La Red de Evasión del Grupo Ponzán. Anarquistas en la guerra secreta contra el franquismo y el nazismo (1936-1944), Editorial Virus, Barcelona, 1996.
  • Pilar Ponzán Vidal, Lucha y muerte por la Libertad, 1936-1945. Francisco Ponzán Vidal y la Red de Evasión Pat O'Leary 1940-1944, Tot Editorial, Barcellona 1996.
  • Vincent Brome, L'histoire de Pat O'Leary, Ed. Amiot-Dumont, Parigi, 1957 (trad. inglese: The Way Back. The Story of Lieut-Commander Pat O'Leary, The Companion Book Club, Londra, 1958).
  • Federica Montseny, Pasión y muerte de los españoles en Francia, Ed. Espoir, Tolosa, 1969 (pubblicato anteriormente in fascícoli tra il 1949 e il 1950).
  • Robert Terrés, Doble jeu pour la France. 1939-1944, Ed. Grásset et Fasquelle, Parigi, 1977.
  • Jacques Wattebled, Jacques, l'ami d'Achille, un agent français de la guerre secréte. Reseau d'evasions, Ed. Chassany, Parigi, 1946.
  • Antonio Téllez, Paul Sharkey, Pilar Ponzán, Marcelina Pilar Ponzán, The Anarchist Pimpernel Francisco Ponzán Vidal (1936-1944), Meltzer Press, 1997; ISBN 190117204X,
  • Pietro Ramella, La Retirada. L'odissea di 500.000 repubblicani spagnoli esuli dopo la guerra civile (1939-1945), Lampi di Stampa, 2003 [1]

Voci correlate

Collegamenti esterni

  • Recensione da "Memorie di Spagna".