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== '''''«In segno di sfida»''''' di Giorgio Pratolongo ==
== '''''«[https://amzn.eu/d/01pkyn9Z LA TEORIA ANARCHICA]»''''' di Rudolf Stammler ==
[[File:GP_Bonnot.jpg|miniatura|250px|left|Copertina di ''In segno di sfida'' di Giorgio Pratolongo.]]
[[File:La teoria anarchica.jpg|miniatura|250px|left|Copertina de '''''[https://amzn.eu/d/01pkyn9Z LA TEORIA ANARCHICA]''''' di Rudolf Stammler.]]


«La felicità che mi era sempre stata negata, avevo il diritto di viverla»: avvolte nella leggenda, le parole di [[Jules Bonnot]] hanno attraversato un secolo di storia, facendosi manifesto di ribellione e rifiuto senza compromesso di qualunque ingiustizia commessa in ogni tempo, a ogni latitudine. Perché la [[Banda Bonnot]] non fu solamente il primo gruppo di espropriatori a utilizzare l'automobile per compiere le rapine ai danni di banche e ricchi possidenti. Le azioni della Banda, infatti, avvenivano sempre di giorno, alla luce del sole, per amplificare il loro reale scopo: spaventare i detentori dell'ordine costituito e irridere i suoi custodi, affinché fosse chiaro come nulla è immutabile, tantomeno ciò che di brutto regola da sempre il mondo che viviamo. Ma chi era veramente [[Jules Bonnot]]? E cosa pensavano, come vivevano e cosa fu a spingere lui e i suoi sodali, tutti figli di operai, osti e ciabattini, a rifiutare il proprio destino sociale per passare all'azione? Le matite di Giorgio Pratolongo cercano la risposta nei bassifondi di Parigi, insieme a gente come [[Raymond Callemin|Raymond "La Science" Callemin]], [[Octave Garnier]], [[Édouard Carouy]], [[André Soudy]], [[Eugène Dieudonné]], [[René Valet]], [[Étienne Monier]]... i ''bandits tragiques'' protagonisti della grande epopea della [[Banda Bonnot]]: una vicenda la cui sorte ha senz'altro beffato i giudici e la [[polizia]], restando libera per sempre.  
<big>Questa è in assoluto la prima traduzione del libello ''Die Theorie des Anarchismus'' ([[1894]]) del noto giurista tedesco Rudolf Stammler, raro tentativo, da parte del mondo accademico di fine Ottocento, di analizzare la teoria anarchica per metterne in luce l'essenza, la sua caratteristica fondamentale. Da [[Proudhon]] a [[Stirner]], da [[Kropotkin]] a [[Bakunin]], da [[Tucker]] a [[Mackay]], Stammler scandaglia le varie correnti anarchiche, da quelle [[comunismo anarchico|comuniste]] a quelle [[anarco-individualismo|individualiste]], assegnandogli il posto che meritano nelle scienze sociali e mettendo a tacere i luoghi comuni che vogliono l'anarchia figlia del caos, desiderio di violenti e folli, ideale valido nella teoria ma non nella pratica. Può la convivenza sociale basarsi su mere regole convenzionali? È rispondendo a questa domanda cruciale che l'autore anticipa incredibilmente prospettive anarchiche successive, affrontando temi strategici ancora oggi attuali.</big>
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