Il programma anarchico (di Errico Malatesta): differenze tra le versioni

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:'''IL PROGRAMMA ANARCHICO''' <ref name="fai">Il "programma anarchico", scritto da [[Errico Malatesta]], è datato [[1919]] ma fu adottato l'anno seguente durante il ''Congresso di Bologna'' che portò alla nascita dell'[[Unione Anarchica Italiana]] ([[1 luglio|1]]-[[4 luglio]]). Questo programma è ancora oggi un punto fermo della [[Federazione Anarchica Italiana]].</ref>.
:'''IL PROGRAMMA ANARCHICO''' <ref name="fai">''Il programma anarchico'', scritto da [[Errico Malatesta]], è datato [[1919]] e nel [[1920]] fu presentato al Congresso di Bologna, che portò alla nascita dell'[[Unione Anarchica Italiana]] ([[1 luglio|1]]-[[4 luglio]]). Questo programma è ancora oggi un punto fermo della [[Federazione Anarchica Italiana]]. La versione originaria, intitolata ''[[Il_nostro_programma_(di_Errico_Malatesta)|Il nostro programma]]'', fu pubblicata per la prima volta su ''[[La_Questione_Sociale_(Paterson)|La Questione Sociale]]'', nn. 1-4 del [[9 settembre|9]], [[16 settembre|16]], [[23 settembre|23]] e [[30 settembre]] [[1899]].</ref>
:''di [[Errico Malatesta]]''
:''di [[Errico Malatesta]]''


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== Vie e mezzi ==
== Vie e mezzi ==


Abbiamo esposto a sommi capi qual'è lo scopo che vogliamo raggiungere quale l'ideale pel quale lottiamo.
Abbiamo esposto a sommi capi qual è lo scopo che vogliamo raggiungere quale l'ideale pel quale lottiamo.


Ma non basta desiderare una cosa: se si vuole ottenerla davvero bisogna impiegare i mezzi adatti al suo conseguimento. E questi mezzi non sono arbitrari, ma derivano, necessariamente, dal fine cui si mira e dalle circostanze nelle quali si lotta; giacché ingannandosi sulla scelta dei mezzi, non si raggiungerebbe il fine propostosi, ma un altro, magari opposto che sarebbe conseguenza naturale, necessaria, dei mezzi adoperati. Chi si mette in cammino e sbaglia strada, non va dove vuole, ma dove lo porta la strada percorsa.
Ma non basta desiderare una cosa: se si vuole ottenerla davvero bisogna impiegare i mezzi adatti al suo conseguimento. E questi mezzi non sono arbitrari, ma derivano, necessariamente, dal fine cui si mira e dalle circostanze nelle quali si lotta; giacché ingannandosi sulla scelta dei mezzi, non si raggiungerebbe il fine propostosi, ma un altro, magari opposto che sarebbe conseguenza naturale, necessaria, dei mezzi adoperati. Chi si mette in cammino e sbaglia strada, non va dove vuole, ma dove lo porta la strada percorsa.