Aldo Pontiggia

Da Anarcopedia.
Jump to navigation Jump to search

Aldo Pontiggia (Vittorio Veneto, Treviso, 20 dicembre 1919 - 25 dicembre 1997) è stato un medico e anarchico italiano [1].

Biografia

Aldo Pontiggia nasce a Vittorio Veneto (Treviso) il 20 dicembre del 1919 da Emilio e Lorenza Serravallo. Il padre, medico e socialista, influenza la formazione professionale e culturale del figlio che diventa medico e anarchico nel dopoguerra, dopo aver vissuto, come ufficiale, la triste e tragica esperienza della guerra d'Albania. Al ritorno nel paese natale entra in contatto e in rapporti sempre più stretti con una figura importante del movimento locale di liberazione, che è anche un esponente del ricostituito movimento anarchico, Mario Moret.

Attraverso la frequentazione con questi ambienti egli matura la convinzione che l'anarchia sia l'ideale che più risponde alle sue più profonde convinzioni e in grado di dare agli uomini e alle donne una vera speranza di emancipazione dall'oppressione economica, culturale, politica e sopratutto religiosa. La professione di medico lo porta a contatto con una grande varietà di problematiche presenti nelle famiglie e nel tessuto sociale e svolge il suo lavoro con costante attenzione a tutte le novità che pur approssimativamente scienza medica (o meglio cultura medica, come sottolineava spesso) andava sviluppando e al contempo con fine sensibilità umana e sociale rispetto alle persone sofferenti. In particolar modo colpisce la sua sensibilità alla condizione della donna costretta da una cultura asfissiante e oscurantista ad un ruolo di assoluta subalternità, molto spesso delegata a concepimenti non desiderati e a reggerne il conseguente peso quasi esclusivamente da sola. Con questi convincimenti mette in relazione le sue idee politiche libertarie con la sua professione e intraprende una fitta corrispondenza con associazioni che si occupano del controllo delle nascite e della pianificazione familiare in tutto il mondo. Troviamo così sue lettere rivolte al «National Committe On Maternal Healt» di New York, al «Pathfinder Fund» di Milton, alla «Kemofarmacjia» di Lubiana, all'«Internacional Planned Parenthood News» di Londra, con l'«AIED» di Roma, col «CEMP» di Milano e altri.

A cavallo tra gli "anni '50 e '60" aderisce al progetto culturale della rivista «Volontà» di Giovanna Caleffi e Cesare Zaccaria unendo la sua militanza politica alla sua professione. Assieme a Mario Moret e Bepi Gava costituisce un nucleo anarchico a Vittorio Veneto, impegnandosi sul fronte antimilitarista, antielettorale e anticlericale con la distribuzione di volantini e manifesti, con la partecipazione a tutte le assemblee publiche e occasione di dibattito, dove viene portata così la voce anarchica tra la gente.

Nel novembre 1956 l'attenzione è rivolta, dagli anarchici vittoriesi, verso i temi della cultura popolare e dell'istruzione delle masse con la proposta di poter avere in città una funzionante biblioteca pubblica e una Università Popolare. Vengono in questi anni anche rivolte al sindaco socialista della città delle lettere aperte nelle quali, rispetto ai problemi locali, sono ribadite le critiche e le proposte anarchiche senza tralasciare prese di posizione a favore delle rivolta ungherese contro la dittatura della burocrazia rossa e l'influenza nefasta della chiesa sempre al fianco dei potenti e dei dittatori. In questa fine degli "anni '50" partecipa attivamente all'attività organizzativa del movimento anarchico lombardo-veneto e della relativa commissione di corrispondenza aderendo a varie iniziative a Verona, Mantova e Brescia. Stringe rapporti sempre più stretti con Pio Turroni, Armando Borghi, Umberto Tommasini e Ettore Bonometti, Ivan Guerrini, Radolfo Vella, Nani Fiorin e tanti altri. Congiuntamente alla frequentazioni con i compagni italiani intrattiene relazioni con l'emigrazione d'oltreoceano in particolare con il gruppo dell'«L'Adunata dei Refrattari» e con Attilio Bortolotti. Il dialogo si infittisce con la redazione di «Umanità Nova» e de «Il Libertario», con Giordano Bruch ed Emilio Baldissar e, in particolar modo, con Umberto Tommasini.

Si impegna attivamente all'interno del movimento anarchico nel periodo della ricostruzione dei vari gruppi con attenzione e rispetto profondo alle istanze dell'individuo e combattendo ogni tendenza eccessivamente organizzatrice. Le relazioni più frequenti e assidue sono con i compagni di Trieste e con loro egli svolge azione di propaganda all'esterno e di indirizzo per il fare e verso l'aggiornamento del pensiero libertario alla luce degli avvenimenti nuovi e delle conoscenze che si sviluppano in Europa e nel mondo. Da ricordare, in particolar modo, l'iniziativa svoltasi a Verona nel 1957 per commemorare Pisacane che vide la partecipazione attiva dei compagni di Vittorio Veneto i quali, pur essendo solo in 3, a partire dal 1953 distribuiscono mensilmente «Seme anarchico», «Volontà», e settimanalmente «Umanità Nova».

Verso la fine del 1962 viene lanciata dai compagni di Venezia l'idea di fondare nella città lagunare una libreria internazionale per la vendita diretta al pubblico di libri di letteratura anarchica e di altra a carattere sociale. La proposta viene discussa e approvata all'interno del movimento anarchico sia in Italia che all'estero perché ritenuta un utile e interessante strumento di propaganda delle idee libertarie. In una lettera del 6 gennaio del 1963 i compagni vittoriesi rivolgendosi alla cdc lombardo-veneta accolgono con entusiasmo la proposta veneziana anche se sottolineano con estrema praticità e buon senso le difficoltà che poi puntualmente si affacceranno nel prosieguo dell'iniziativa. A partire dal maggio 1963 la libreria internazionale comincia la sua attività ed egli è uno dei principali protagonisti della gestione considerato da tutto il movimento come un garante e un uomo assolutamente affidabile. Pubblica un opuscolo dal significativo titolo Controllo delle nascite (Cesena, 1963), nel quale si uniscono argomentazioni teoriche e politiche con, sopratutto, informazioni pratiche sui vari metodi contraccettivi, evidenziando quali sono i più sicuri e illustrandoli (Per approfondimenti sul controllo delel nascite vedi neomalthusianesimo). L'opuscolo si conclude con una serie di informazioni sulla fecondazione artificiale (1963!!!). Naturalmente non mancano le critiche all'immobilismo politico parlamentare rispetto ai problemi posti e sopratutto la messa in discussione del ruolo ancora di oscurantismo e reazionario della chiesa.

Pontiggia collabora a «Umanità Nova» ed è sempre attivo nel movimento anarchico, organizzando incontri degli anarchici delle tre venezie, come quello che si svolge a Tarzo (sulle colline vittoriesi) nel 1966 che i rapporti di polizia prontamente segnalano ("convegno organizzato da certo Aldo Pontiggia medico chirurgo da Vittorio veneto accompagnato dal padre e dalla moglie"). Pontiggia è uno dei 4 compagni (gli altri sono Gasparini, Tommasini, Cavagnin) che costituicono il comitato incaricato di gestire e prendere ogni decisione in merito al futuro della libreria internazionale per cercare di risollevarne le sorti e risolverne possibilmente la crisi finanziaria e gestionale. A causa di vicissitudini varie, nonostante l'impegno e il grande sforzo profuso, la libreria chiude nel 1966 non solo a causa dell'alluvione ma per "consumata esperienza". In occasione della frattura tra gli anarchici italiani consumata nel 1965 che vede la nascita dei GIA, egli non aderisce ad alcuna delle due componenti e mantiene buoni rapporti sia con Tommasini che con Turroni. In seguito agli avvenimenti del "'68-'69" e alla rinascita del movimento anarchico anarchico e libertario egli firma, assieme a quella di alcuni "vecchi" compagni, una "lettera aperta ai compagni sullo stato del movimento Per una riscoperta dell'anarchismo nell'attualità sociale.

Partecipa attivamente alla fondazione e all'attività dei vari gruppi anarchici che nella realtà pedemontana sorgono prima a Follina, poi a Valdobiadene, e in fine a Vittorio Veneto. Come medico continua a essere un punto di riferimento per le nuove generazioni, per l'assistenza e i consigli di cui è prodigo, mettendo tutta la sua inesauribile cultura politica e sensibilità sociale a disposizione dei vari movimenti e gruppi rivoluzionari e delle donne in particolare, riconosciute una volta di più vilipese e sottomesse. Sono gli anni della sua attività, fra l'altro, di medico scolastico e di impegno sul piano della lotta e della prevenzione alle varie schiavitù, come le definiva, delle varie droghe legali e non. Partecipa attivamente con consigli e suggerimenti, recensendo libri, viaggiando in lungo e in largo per l'Italia (anche a Lione in occasione dell'incontro internazionale di riviste anarchiche) al rilancio della rivista «Volontà» che nel "'77" impegna redazionalmente e amministrativamente i compagni del gruppo "F. Serantini" di Valdobbiadene.

Aldo Pontiggia muore il 25 dicembre 1997.

Note

  1. L'articolo è stato scritto da Francesco Codello di Libertaria, che ha potuto ususfruire del suo archivio privato, per il "dizionario della bfs (Biblioteca Franco Serantini)". È stato possibile postarlo in Anarcopedia per merito e l'interesse del "Collettivo Carlo Giuliani" di Vittorio Veneto (paese natale di Aldo Pontiggia).

Bibliografia

  • Aldo Pontiggia, Il controllo delle nascite, L'Antistato, Cesena 1965 (con prefazione di Mario Moret)
  • Gino Cerritto, Il ruolo dell'organizazione anarchica, Catania 1973

Voci correlate