Sam Mbah

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Sam Mbah

Sam Mbah (Enugu, Nigeria, 1963 -) è un anarchico e uno scrittore nigeriano.

Biografia

Sam Mbah si è avvicinato all'anarchismo poco dopo il crollo dell'Unione Sovietica, durante il periodo nel quale egli frequentava l'Università di Lagos. Come molti rivoluzionari, Sam Mbah ha vissuto il crollo del blocco sovietico come un periodo di profonda riflessione politica che l'ha spinto a rivedere le sue precedenti posizioni filo-marxiste fino ad abbracciare l'idea anarchica.

African anarchism, libro di Samuel Mbah, I.E. Igariwey.

Letture come The Torch and Love and Rage sono state decisive per fargli assumere posizioni anticapitaliste, anti-statataliste e antiautoritarie.

Attualmente Mbah è corrispondente da Eunugu per il quotidiano di Lagos Enugu's Daily Star e collabora attivamente con l'Awareness League (Lega della Coscienza). Quest'ultima è un'organizzazione attiva nell'ambito politico e ambientale. Insieme a I.E. Igariwey ha scritto molti libri sulla storia politica dell'Africa raccontata da un punto di vista anarchico.

L'idea anarchica di Mbah è imperniata sul rispetto di alcune tradizioni dei villaggi africani: , le cui posizioni anarchiche sono così esplicitate in un' intervista rilasciata ad alcuni organi statunitensi dallo stesso Mbah:

«Chiediamo comunità autonome e autogestite che si occupino dei loro affari con la minima interferenza dei vari livelli governativi. Pensiamo che questo sia un'approccio al sistema dei villaggi che è esistito prima del colonialismo. Nel sistema dei villaggi africani, esistevano piccoli e grandi villaggi. Questi villaggi erano autonomi e indipendenti e lavoravano per se stessi, decidendo che cosa produrre, quando e come distribuire, e il processo decisionale era tale che nessun individuo comandava sugli altri. Infatti, le decisioni venivano prese per consenso. Non avevano installato strutture verticali coercitive. Noi vogliamo stabilire una relazione tra anarchismo e il sistema dei villaggi africano, perché il sistema era democratico e autonomo, e distribuiva equamente i beni. Il sistema stale in Africa ha fallito nella distribuzione dei beni, invece è diventato uno strumento di repressione e negazione delle libertà individuali e collettive, quindi il nostro obiettivo è quello fondato sul principio basico della organizzazione della società e consideriamo che in passato, il governo della Tanzania ha cercato di creare questi sistemi tradizionali africani, attraverso quelli che chiamavano villaggi Ujamaa, in cui villaggi sono stati incoraggiati a coltivare e condividere tra loro i proventi. Naturalmente, tutto ciò che il governo sponsorizza finisce in corruzione e burocrazia. La corruzione e la burocrazia sono due fattori fondamentali che hanno portato alla fine del sistema Ujamaa. Però crediamo che se il governo viene rimosso, questo processo probabilmente funzionerà. Perché anche oggi abbiamo esempi nelle aree urbane del nord, a dimostrazione che una parte importante della nostra vita è dominata dai valori del sistema dei villaggi. Abbiamo le famiglie estese, se qualcuno va a scuola non solo i genitori pagano la scuola, ma anche zii, cugini e nipoti che contribuiscono in svariate forme. Partiamo dal presupposto che questa è una pratica alternativa al sistema statale, ed è anche più umana ed efficace per rispondere alle esigenze e alle aspirazioni delle persone.» (Pubblicato in «Anarcho-Syndicalist Review», n° 24, primavera 1999. Chicago.)

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni