Maria Roda

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Maria Roda (Como, 1877-?) è stata un'anarco-femminista italo-americana, scrittrice ed attivista nel movimento dei lavoratori del settore tessile.

Biografia

Nata nel 1877 a Como, Maria Roda diviene orfana di madre (Adele Parravicini) in tenera età ed insieme alle sue tre sorelle viene allevata dal padre Cesare, un lavoratore del settore tessile e un anarco-sindacalista "ante litteram". Le sorelle Roda iniziano a lavorare in alcune fabbriche tessili di Como e, grazie all'influenza del padre, considerato dalle autorità italiane un anarchico di rilievo del movimento libertario italiano, tutte cominciano ad avvicinarsi al pensiero anarchico. In città si fanno conoscere perché erano solite cantare per le strade le canzoni anarchiche che il padre aveva insegnato loro.

Trasferitasi tutta la famiglia a Milano in cerca di un'opportunità lavorativa migliore, Maria Roda partecipa ad uno sciopero e viene arrestata con l'accusa di aver incitato le scioperanti ad attaccare la polizia.[1] Nonostante fosse appena un'adolescente, viene condannata a tre mesi di carcere a causa del suo spirito combattivo tenuto in aula:

«Ho pietà di questa guardia. Mi fa pena perché si guadagna appena il pane, è un povero diavolo. Ma mi impressiona vederlo passare dopo altri poveri diavoli, i suoi fratelli...questo mi fa pensare.»[1]

Il processo contro Maria Roda, Ernesta Quartirola ed altre giovani operaie ebbe una vasto eco internazionale suscitando l'interesse dell'anarco-individualista francese Zo d'Axa, che scrisse un articolo in difesa delle giovani anarchiche italiane:

«Si dice che Milano sia una piccola Parigi. I magistrati di Milano lo dimostrano, almeno su un punto, che sono ripugnanti quanto i loro confratelli parigini.» [1]

Quando Maria ha 17 anni, nel 1893, insieme alla famiglia emigra negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Si trasferiscono a Paterson, nel New Jersey, dove è presente una vivacissima comunità anarchica italo-americana e in cui è presente il Gruppo Diritto all'Esistenza (Right to an Existence Group). Avendo constatato l'emarginazione delle donne dal movimento anarchico e sociale statunitense, Maria Roda fonda nel 1897, insieme ad altre attiviste, tra cui Ninfa Baronio ed Ernestina Cravello, il gruppo femminista Gruppo emancipazione delle donne con l'intento di dare spazio alle donne rivoluzionarie. Grazie al direttore del giornale «La Questione Sociale», l'anarchico catalano Pedro Esteve [2], che fu anche suo partner per tutta la vita[3], Maria ed altre donne riusciranno a pubblicare diversi articoli a carattere anarco-femminista, tra cui Alle operaie (15 settembre 1897) e Alle Madri (7 settembre 1901) [4].

Negli ambienti anarchici italo-americani, Maria Roda si distingue per la sua abilità oratoria e la sua fama giunge sino ad Emma Goldman, che la vide tenere un comizio in suo onore nel 1894 al Teatro Thalia di Manhattan. Anche se la Roda parlava in italiano e la Goldman non aveva capito nulla del suo discorso, nel suo libro di memorie scrisse di essere stata colpita dal carisma della giovane anarchica italiana: «La strana bellezza di Maria e la musica del suo discorso risvegliò tutta l'assemblea di stressati entusiasmo. Maria si è rivelata un vero e proprio raggio di sole per me.». Definendo ancora l'anarchica italiana una «maestra, amica, compagna» [5].

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 Zo d'Axa, “Little Girls,” Marxists.org,
  2. Pedro Esteve diresse «La Questione Sociale» dal 1899 al 1906
  3. I due ebbero dieci figli, ma solo otto sopravvissero sino all'età adulta: Violet, Sensitive, Sirio, Iris, Flora, Pedro, Helios e Zephyr) .
  4. Jennifer Guglielmo, Living the Revolution: Italian Women's Resistance and Radicalism in New York City, 1880-1945 (Chapel Hill: The University of North Carolina Press, 2010), pp. 139, 162-72; Salvatore Salerno, "'No God, No Master': Italian Anarchists and the IWW" in Cannistraro and Meyer, eds., The Lost World of Italian American Radicalism (Prager, 2003).
  5. Emma Goldman, Living My Life: Volume 1 (Unabridged) (ReadaClassic.com, 2010), p. 150.

Roda e Esteve hanno risieduto a Paterson almeno fino al 1908, ed in seguito è dimostrata la loro presenza anche a Tampa, New York e Weehawken, dove i due sostennero la causa degli emarginati e dei lavoratori. Ovunque stavano la loro casa diveniva un centro di attivismo radicale, dove si svolgevano anche grandi raduni domenicali.

Bibliografia

  • Philip V. Cannistraro, Gerald Meyer, eds., The Lost World of Italian American Radicalism: Politics, Labor, and Culture (Greenwood Publishing Group, 2003).
  • Jennifer Guglielmo, Transnational Feminism's Radical Past: Lessons from Italian Immigrant Women Anarchists in Industrializing America. Journal of Women's History 22.1 (2010): 10-33. Project MUSE.
  • Donna R. Gabaccia, Franca Iacovetta, eds, Women, Gender and Transnational Lives: Italian Workers of the World (University of Toronto Press, 2002).
  • Laura E. Ruberto, Gramsci, Migration, and the Representation of Women's Work in Italy and the U.S. (Rowman & Littlefield, 2009).
  • Marcella Bencivenni, Italian Immigrant Radical Culture: The Idealism of the Sovversivi in the United States, 1890-1940 (NYU Press, 2011).
  • Salvatore Salerno, Paterson's Italian Anarchist Silk Workers and the Politics of Race
  • Gary Mormino, George Pozzetta, The Immigrant World of Ybor City: Italians and their Latin Neighbors in Tampa, 1885-1985 (University of Illinois Press, 1987).
  • Frances H. Nichols, The Anarchists in America, New Outlook (August 10, 1901): 859-863.
  • Patrizia Sione, Industrial Work, Militancy, and Migration of Northern Italian Workers in Europe and Paterson, New Jersey, 1880-1913 (PhD dissertation, State University of New York, Binghamton, 1992).

Voci correlate