Maria Luisa Berneri

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Maria Luisa Berneri con la madre Giovanna Caleffi (al centro ed alla sua sinistra) e la sorella Giliana

Maria Luisa Berneri (Arezzo, 1° marzo 1918 - Londra, 13 aprile 1949), è stata un'anarchica italiana, figlia di Camillo e Giovanna Caleffi e sorella di Giliana.

«Le utopie autoritarie del XIX° secolo, sono principalmente responsabili dell'atteggiamento antiutopistico prevalente tra gli intellettuali di oggi. Ma le utopie non hanno sempre descritto società irreggimentate, stati centralizzati e nazioni di robot. Tahiti di Diderot o Notizie di Morris ci hanno presentato utopie in cui gli uomini erano liberi da costrizione sia fisica che morale, in cui essi lavoravano non per necessità o per un senso di dovere ma perché trovavano il lavoro un'attività piacevole, in cui l'amore non conosceva leggi ed in cui ogni uomo era un'artista. Le utopie sono state spesso progetti di società che funzionavano meccanicamente, strutture morte da economisti, politicanti e moralisti; ma esse sono anche stati i sogni viventi di poeti.» (Maria Luisa Berneri, Journey through Utopia)

Biografia

Maria Luisa Berneri nasce ad Arezzo, il 1° marzo 1918, da Giovanna Caleffi e Camillo Berneri, due delle più importanti figure dell'anarchismo italiano. Il nome Maria le viene dato dai genitori in ricordo di una sua zia morta nel 1906.

L'esilio in Francia

All'età di 8 anni, Maria Luisa si trasferisce in Francia con la madre e la sorella Giliana (nata il 5 ottobre 1919) per seguire il padre costretto all'esilio in Francia in seguito alle persecuzioni fasciste.

Nonostante le continue fughe familiari per sfuggire ai fascisti, Maria Luisa ha un carattere solare e forte, studia molto e collabora con la madre alla gestione del piccolo negozio aperto a Parigi dalla madre nel 1933 e che serve a mantenere l'intera famiglia. A 13 anni ha conosciuto a Parigi Vero Recchioni, figlio dell'anarchico Emidio, a cui scriverà una lettera il 28 giugno 1935 manifestando tutto il suo giovanile entusiasmo per il pensiero anarchico e gli ideali del padre. Tutto questo ovviamente non passa inosservato e già dal 1934, non appena aveva cominciato ad attivarsi in favore dell'anarchia, le autorità avevano aperto un fascicolo a suo carico.

Maria Luisa si interessa di problemi sociali e politici e studia psicologia infantile, dopo gli studi liceali si iscrive alla Sorbonne e francesizza il suo nome in Marie Louise Berneri. Nell'aprile 1936 il consolato di Londra individua la sua nuova residenza al n° 21 di greek street soho, a Londra; in quello stabile, sempre secondo il consolato, risiedeva Francesco Galasso, bollato come un noto sovversivo, e persino Emma Goldman. Il fascicolo su di lei riporta: «Al secondo piano [ci sono] gli uffici di Vero Recchioni che oltre la redazione del giornale sovversivo Spain and the World si occupa della propaganda anarchica. Ha per segretaria [sic] la figlia del prof. Camillo Berneri». In realtà dal suo passaporto e dalle lettere del periodo risulterebbe che Maria Luisa all'epoca si trovava non a Londra bensì a Parigi, Vienna e Fontainebleau.

Maria Luisa Berneri e Lilian Wolfe

La morte del padre e il trasferimento in Gran Bretagna

Quando il padre, Camillo, si trasferisce in Spagna a combattere a fianco dei miliziani antifascisti, in qualità di delegato della Colonna Ascaso CNT-FAI (struttura militare fondata insieme a Rosselli e Angeloni), Maria Luisa e la madre lo vanno a trovare a Barcellona un paio di volte. Per questo le carte poliziesche la segnaleranno come una che «condivide le idee del padre».

Immediatamente dopo il 5 maggio 1937, giorno in cui Camillo Berneri è assassinato in Spagna dagli stalinisti, Maria Luisa decide di portare avanti le idee del padre: prima di tutto si fa regolarizzare i documenti dall'avvocato anarchico Louis Lecoin e, insieme alla madre, raggiunge Barcellona quando i funerali sono già in corso. Nella città catalana madre e figlia sono accolte dall'anarchico di Carrara Umberto Marzocchi; dopo un breve periodo Maria Luisa parte per Londra, dove nel dicembre 1937 si unisce in matrimonio con Vero Recchioni (Vernon Richards).

Grazie al suo fascino e alla sua abilità oratoria, Maria Luisa Berneri diviene una delle figure di spicco dell'anarchismo inglese, in particolare si staglia un ruolo importante all'interno dell'"Unione dei gruppi anarchici di Gran Bretagna". Così riporta il fascicolo aperto dalla polizia: «Il 12 settembre 1940: Berneri (la vedova) e figlia, attive anarchiche, cercano di riprendere i contatto con i compagni della regione parigina».

Attivatasi in favore degli orfani spagnoli, è redattrice di «Spain and the World» (1936-1939), giornale fondato da Vernon Richards e di cui Lilian Wolfe ne è l'amministratrice, di «Freedom» [1] (dal 1939 al 1945), unico organo antimilitarista britannico di quel periodo, oltre ad essere attiva colaboratrice della casa editrice anarchicaa «Freedom Press».

Camillo Berneri, padre di Maria Luisa

Si interessa agli sviluppi sociali della rivoluzione russa e pubblica nel 1944 Workers in Stalin'Russia, alcuni tratti da «War Commentary» per Anarchism the Russian Myth. Accusata nel 1945 di «attività sediziosa» per la sua attività propagandistica contro la guerra, riesce a non scontare nemmeno un giorno di carcere grazie ad un cavillo legale, contrariamente a Vero e compagni condannati a 9 mesi di detenzione. Una volta che Vero termina di scontare la pena, la coppia oltre a proseguire l'attività anarchica, anche intrattenendo rapporti con i compagni e le compagne delle americhe, si dedica alla fotografia e alla psicologia: Maria Luisa è fra i primi divulgatori dell'opera di Wilhelm Reich Sexuality and Freedom (recensito per «Now» nel 1945).

La prematura e improvvisa morte

Proprio quando Maria Luisa aveva raggiunto una certa stabilità ed una maturità tale da poter effettivamente divenire la prosecutrice ideale del pensiero dell'illustre padre, ecco che improvvisamente, dopo aver dato alla luce nel dicembre 1948 la sua prima figlia, peraltro morta subito dopo la nascita e che la segnerà profondamente e dolorosamente, Maria Luisa Berneri viene colpita da un'infezione virale che nel giro di pochissimo la porta alla morte il 13 aprile 1949.

Il suo corpo sarà cremato nel cimitero di Kensal Green:

«Al mattino del giorno 23, alla presenza della madre e de compagni di Londra, il marito e la sorella sparsero le sue ceneri sul terreno fra due alberi vetusti nel parco di Kenwood ad Hampstead»

Proprio a causa della improvvisa morte, Maria Luisa Berneri lascia incompiute alcune opere: una traduzione di Bakunin, iniziata con la collaborazione George Woodcock, gli appunti del padre sulla questione sessuale, alcune ricerche sugli aspetti rivoluzionari del marchese De Sade e alcuni scritti inediti di Sacco e Vanzetti.

In ricordo di Maria Luisa Berneri

Dopo la sua morte si costituisce un comitato in sua memoria che pubblica A tribute (1949), Journey through Utopia (1950), che è una rassegna del valore libertario della tradizione utopica, e Neither East nor West (1952), antologia dei suoi scritti pubblicati dal 1939 al 1948.

Dal 1951, in ricordo della figlia Maria Luisa, la madre, Giovanna Caleffi, organizza a Paino di Sorrento una colonia estiva per i bambini\e figli\e di anarchici e anarchiche di tutte le nazionalità, grazie alla casa privata messa a disposizione da Cesare Zaccaria. L'esperienza sarà interrotta momentaneamente nel 1957 a causa del deficit economico e soprattutto per via della fine del rapporto tra Giovanna e Cesare. Le difficoltà non impediscono però alla madre di cercare nuovi finanziatori che le permettano proseguire l'esperienza della colonia e mantenere così vivo il ricordo della figlia. Dopo vari tentativi alla fine riuscirà ad acquistare un terreno nella pineta di Ronchi (MS), a 700 metri dal mare, in cui nascerà la Comunità «Maria Luisa Berneri» e a cui si adopererà sino alla morte (1962). In seguito, grazie ad un nuovo gruppo dirigente formato da quattro persone, la Colonia sopravviverà per tre anni anche dopo che Giliana Berneri decise di abbandonare l'attivismo anarchico. [2]

Note

  1. A quel tempo collaborava alla rivista anche Colin Ward (dal 1936-al 1939), divenuto poi il direttore della stessa dal 1947 al 1960
  2. Biografia Giovanna Caleffi

Fonti e Bibliografia

  • Berneri Maria Luisa, in Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani, I, Pisa, BFS 2003
  • Giorgio Sacchetti, Presenze anarchiche nell'aretino dal XIX° al XX° secolo, Pescara, Samizdat, 1999

Voci correlate