Gradualismo rivoluzionario

Da Anarcopedia.
Errico Malatesta

Il gradualismo rivoluzionario è un elemento caratteristico del pensiero malatestiano e degli anarchici sociali in genere. Il gradualismo si propone di non trascurare il raggiungimento di obiettivi parziali, purché finalizzati al raggiungimento di un fine ultimo: la rivoluzione sociale.

Teoria del gradualismo rivoluzionario

Errico Malatesta pone al centro di quest’idea la considerazione che l'anarchismo è teso non solo all’eliminazione di ogni gerarchia e autorità , ma anche all'ottenimento di conquiste sociali che possano indebolire i governi e allo stesso tempo migliorare la vita degli sfruttati. Il gradualismo quindi si pone come fine ultimo non l'ottenimento di conquiste sociali parziali, bensì l'anarchia.

La lotta quotidiana per soddisfare i bisogni immediati, per strappare alle classi dominanti quanto più possibile e per limitare la sua nefasta autorità  viene chiamata da Malatesta e da Fabbri "ginnastica rivoluzionaria". Il gradualismo non è quindi riformista, ma riformatore (Malatesta preferisce usare il termine “riformatore” proprio per non confonderlo col bieco “riformismo”), perché tiene a mente l’obiettivo rivoluzionario, senza rinunciare per questo ai vantaggi ottenibili immediatamente.

Secondo Malatesta il gradualismo è necessario poiché ritiene assai improbabile che possano realizzarsi condizioni adatte per una rivoluzione prettamente anarchica. Gli anarchici, non potendo né volendo imporre l'anarchia con la violenza (altrimenti che anarchia sarebbe?) devono gradualmente realizzarla, senza cadere nella trappola del “riformismo”, lavorando sempre per creare le condizioni rivoluzionarie che abbattano qualsiasi forma di dominio istituzionale.

Il gradualismo rivoluzionario rifiuta l'idea presente in molti anarchici del “tutto e subito”, cioè che basti abbattere Stato e governo perché poi le cose si “aggiustino naturalmente”. L’eliminazione delle istituzioni non deve comportare il peggioramento delle condizioni di vita degli individui, altrimenti questi si rivolgerebbero nuovamente ad una autorità .

Sostanzialmente il gradualismo è il mezzo e l'anarchia è il fine; ciò viene esplicitato dallo stesso Malatesta:

«Non bisogna proporsi di tutto distruggere credendo che poi le cose si aggiusteranno da loro...

Noi dobbiamo dunque combattere l’autorità  ed il privilegio, ma profittare di tutti i benefici della civiltà ; e nulla distruggere di quanto soddisfi, sia pur malamente, ad un bisogno umano se non quando abbiamo qualche cosa di meglio da sostituirvi.

Bisogna studiare tutti i problemi pratici della vita: produzione, scambio, mezzi di comunicazione relazioni fra gli aggruppamenti anarchici e quelli che vivono sotto un’autorità , tra collettività  comunistiche e quelli che vivono in regime individualistico, rapporti tra città  e campagna, utilizzazione a vantaggio di tutti delle forze naturali e delle materie prime, distribuzione delle industrie e delle colture secondo le condizioni naturali dei vari paesi, istruzione pubblica, cura dei fanciulli e degl’impotenti, servizi igienici e medici...
Intransigenti contro ogni imposizione ed ogni sfruttamento capitalistico, noi dovremo essere tolleranti con tutte le concezioni sociali che prevalgono nei vari raggruppamenti umani, purché non ledano la libertà  ed il diritto uguale degli altri; e contentarci di progredire gradualmente a misura che si eleva il livello morale degli uomini e crescono i mezzi materiali ed intellettuali di cui dispone l’umanità  - facendo, questo s’intende, il più che possiamo - con lo studio, il lavoro, la propaganda, per affrettare l’evoluzione verso ideali sempre più alti...
...ma dovranno sempre uniformarsi, per quanto dipende da noi, ai principi basilari dell’anarchismo: nessun comando dell’uomo sull’uomo, nessuno sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo.»

Applicazioni del gradualismo

«[...] la conquista [...] di briciole di pane, per quanto minute sono sempre buone a mangiarsi, [...] sarà  aumentato il benessere operaio e migliorate quindi le condizioni anche intellettuali» (Luigi Fabbri)

Altre idee anarchiche o ad esso affini, come per esempio l'ecologia sociale, si rifanno esplicitamente al gradualismo rivoluzionario: sul terreno delle lotte sociali, sviluppano rivendicazioni per l'immediato con il chiaro intento di porre le basi per la costruzione di una società  futura.

Secondo la Federazione Municipale di Base (FMB) di Spezzano Albanese « una pratica libertaria [...] non si nutre di illusioni riformiste, nè di una rivoluzione per la quale si attende l'esplosione come il raggiungimento di uno scopo, ma bensì una pratica gradualista rivoluzionaria che, trovando la sua forza nel conflitto, si sviluppa giorno dopo giorno, al di fuori delle istituzioni di potere, con delle strutture auto-organizzate e autogestionarie che, a partire dalle municipalità , prefigurano [...] la società  dell'autogestione ».

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