Comunicati del Collettivo di Anarcopedia

Da Anarcopedia.

In questa pagina vengono raccolti i comunicati del Collettivo di Anarcopedia.

Comunicato del 31 agosto 2012

Sulla repressione del movimento anarchico

Puntualmente, come la storia insegna, in epoca di crisi lo Stato accentua la sua carica repressiva contro tutti quei movimenti che operano con parole e fatti per incrinarne l'autorità , denunciando pubblicamente la sua natura razzista e classista.

Ecco spiegato il susseguirsi degli attacchi sempre più frequenti contro il movimento anarchico: Operazione Ardire, Operazione Mangiafuoco, repressione ed intimidazioni degli anarchici NO TAV, arresti e denunce in Trentino, ecc.; sono queste solo alcune delle tante operazioni di polizia volte certamente a criminalizzare gli anarchici arrestando qualche nome noto del movimento («colpirne uno per denunciarne cento!»), ma con l'intento generale di intimidire tutti coloro che individualmente o collettivamente contestano la miseria (economica e spirituale) a cui Stato e capitale stanno condannando milioni di persone.

Si tratta di operazioni repressive, spesso fondate su congetture o vere e proprie montature giudiziarie, il cui obiettivo è il rovesciamento orwelliano della realtà : il criminale non è il capitale, che riduce in povertà  buona parte del pianeta, ma coloro che il capitale contestano; criminali non sono le istituzioni classiste e razziste che ci governano, ma coloro che queste discriminazioni denunciano. Così ragionano coloro che detengono il potere, ma noi sappiamo che essi mentono spudoratamente.

Per queste ragioni, il Collettivo di Anarcopedia intende esprimere la propria incondizionata solidarietà  a tutti i compagni e le compagne, sia in Italia che all'estero (Russia, Bielorussia, Cile, Messico, Quebec, Francia, Spagna, Grecia, sono tutti paesi in cui molti anarchici sono incarcerati per il sol fatto di essere anarchici), che sono stati e sono vittime della repressione di Stato.

Il Collettivo di Anarcopedia

Comunicato del 17 febbraio 2011

1861-2011: 150 anni di retorica e falsificazioni storiche

Il Collettivo di Anarcopedia desidera esprimere il proprio dissenso riguardo i festeggiamenti del 150° anniversario dell'unità  d'Italia. Intendiamo stigmatizzare la retorica patriottarda, vomitata in faccia al popolo italiano con l'intento sia di nascondere la verità  storica del Risorgimento sia di reiterare il dominio gerarchico e classista di una minoranza sulla maggioranza, il tutto dietro l'ipocrita velo del patriottismo.

Crediamo che il Risorgimento sia stato null'altro che una volgare iniziativa colonialistica portata avanti dalle classi privilegiate settentrionali allo scopo di annettere un territorio (il meridione) da poter sfruttare e saccheggiare.

Crediamo che i festeggiamenti del 150° anniversario dell'unità  d'Italia rappresentino un abominio per tutti coloro che, in nome e per conto dello Stato italiano, che con l'inganno si fa chiamare patria, hanno, volenti o nolenti, perso la propria vita.

Crediamo che non ci sia nulla da festeggiare nel Risorgimento perché non possiamo dimenticare il vile assedio di Gaeta (iniziato il 5 novembre 1860 e terminato il 13 febbraio 1861, provocò circa 3000 morti), il criminale eccidio di Bronte dell'agosto 1860 (150 arresti e 5 condanne a morte volute dagli "eroi" Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio) e tutte quelle operazioni antibrigantaggio che altro non furono che una violenta repressione del malcontento popolare.

Desideriamo rimarcare e distinguere la figura di Carlo Pisacane da quel coacervo di avventurieri e farabutti che partecipò ai moti risorgimentali. Pisacane fu un rivoluzionario vero, un socialista libertario desideroso che dal Risorgimento nascesse un paese con un ordine sociale diverso, fondato sulla giustizia sociale, la libertà  e l'eguaglianza, come da egli ribadito nel proprio testamento:

«I miei principi politici sono abbastanza conosciuti: io credo nel socialismo, ma nel socialismo differente dai sistemi francesi, che tutti più o meno sono fondati sull'idea monarchica, o dispotica che prevale nella nazione; è l'avvenire inevitabile e prossimo dell'Italia, e forse di tutta Europa. Il socialismo, di cui io parlo, può riassumersi con queste due parole: libertà  ed associazione.»

Coerentemente con la nostra opposizione a tutte le forme d'autorità  (in primis quella dello Stato), rifiutiamo il concetto di Stato-nazione, ovvero l'identificazione della Patria con lo Stato, perché, come scrive Bakunin, «lo Stato non è la Patria; è l'astrazione, la finzione metafisica, mistica, politica, giuridica della Patria». Desideriamo la fine della mistificazione del concetto di patria (espressione dell'amore per la propria terra) affinché ogni individuo possa «elevarsi sopra questo patriottismo piccolo e meschino, per il quale, il proprio paese è il centro del mondo, e che considera grande una nazione quando è temuta dai suoi vicini» (Bakunin, Patria e nazionalità ).

Il Collettivo di Anarcopedia


Comunicato del 5 maggio 2010

Sulla manifestazione organizzata dal gruppo Facebook «Anarchia. Evento del 22 maggio a Roma.»

Il Collettivo di Anarcopedia desidera esprimersi riguardo alla manifestazione organizzata dal gruppo Facebook «Anarchia. Evento del 22 maggio a Roma.».

Riteniamo che nell'organizzazione di questo evento siano stati commessi alcuni gravi errori, tra cui:

  • l'utilizzo di un «mezzo di schedatura di massa» come Facebook per la promozione dell'iniziativa;
  • la banalizzazione dei termini «anarchia» ed «anarchici» per indicare una realtà  ben più vasta (da quanto reperibile in rete, si evince una folta rappresentanza di persone critiche contro l'attuale governo, ispirate a generici principi di libertà , ma con una limitata consapevolezza del pensiero anarchico e della storia dell'anarchismo);
  • la strumentalizzazione del movimento anarchico operata su due livelli: il parlare a nome di tutti gli anarchici italiani e la grave manipolazione di un articolo di «Umanità  Nova» effettuata al solo scopo di indurre i lettori ad associare un'autorevole voce dell'anarchismo alla manifestazione romana (articolo originario, in cui non si accenna minimamente alla manifestazione del 22 maggio).

Se, infine, aggiungiamo che tra gli stessi organizzatori dell'evento figuravano, almeno originariamente, i nomi di alcuni militanti di estrema destra, non desterà  sorpresa se il Collettivo di Anarcopedia, pur riconoscendo la buona fede di molti partecipanti all'iniziativa, manifesta le sue perplessità  riguardo al suddetto evento e si aggiunge a quei gruppi di anarchici che hanno espresso i medesimi dubbi.

Il Collettivo di Anarcopedia