Vera Zasulic: differenze tra le versioni

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Nel [[1875]] si rifugia a San Pietroburgo nella speranza di sfugire all'arresto. Il [[24 gennaio]] [[1878]] Vera Zasulic ferisce gravemente per vendetta il generale Trepov. S'era trattato di un gesto di vendetta nei confronti del generale, il quale, quando era stato a capo della [[polizia]] di Varsavia, aveva fatto frustare sino a farlo impazzire il detenuto politico [[Aleksej Stepanovic Bogoljubov|Aleksej Bogoljubov]], colpevole di non essersi tolto il berretto innanzi a lui.   
Nel [[1875]] si rifugia a San Pietroburgo nella speranza di sfugire all'arresto. Il [[24 gennaio]] [[1878]] Vera Zasulic ferisce gravemente per vendetta il generale Trepov. S'era trattato di un gesto di vendetta nei confronti del generale, il quale, quando era stato a capo della [[polizia]] di Varsavia, aveva fatto frustare sino a farlo impazzire il detenuto politico [[Aleksej Stepanovic Bogoljubov|Aleksej Bogoljubov]], colpevole di non essersi tolto il berretto innanzi a lui.   


Processata da un tribunale civile, il [[31 marzo]] [[1878]] viene sorprendentemente assolta grazie alla bravura del suo avvocato che riesce a capovolgere le parti e a trasformare il generale Trepov da vittima a colpevole di brutalità . Durante il processo Vera Zasulic aveva rivendicato il gesto con la necessità  «di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su questo crimine e di mettere un argine alla continua profanazione della dignità  umana».<ref>''Protcess Veri Zasulic'' (Il processo di Vera Zasulic), 1906, p. 49</ref>
Processata da un tribunale civile, il [[31 marzo]] [[1878]] viene sorprendentemente assolta grazie alla bravura del suo avvocato che riesce a capovolgere le parti e a trasformare il generale Trepov da vittima a colpevole di brutalità. Durante il processo Vera Zasulic aveva rivendicato il gesto con la necessità  «di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su questo crimine e di mettere un argine alla continua profanazione della dignità  umana».<ref>''Protcess Veri Zasulic'' (Il processo di Vera Zasulic), 1906, p. 49</ref>


Sfuggita ad un immediato tentativo di arresto subito dopo l'uscita dal tribunale, la rivoluzionaria decide di espatriare in [[Svezia]]. Tornata illegalmente in [[Russia]] nel [[1879]], entra a far parte di ''[[Čërnyj Peredel]]'' (Чёрный передел, Ripartizione nera), una delle due correnti in cui s'era divisa [[Zemlja i Volja]] (l'altra fu [[Volontà  del Popolo]])e che era stata fondata da Dejc e [[Georgij Plechanov|Plechanov]]. Dal [[1880]] si stabilisce, insieme ad altri connazionali, in [[Svizzera]], dove comincia ad allontanarsi dall'[[anarchismo]] e ad avvicinarsi agli ambienti marxisti. Infatti, nel [[1883]] partecipa alla fondazione di un nuovo gruppo politico, l'<nowiki></nowiki>''[[Emancipazione del lavoro]]'', fondato con Plechanov, Dejc, [[Pavel Aksel'rod|Aksel'rod]] e [[Vasilij Nikolaevic Ignatov|Ignatov]]. Questa fu la prima organizzazione [[socialista|socialdemocratica]] russa, impegnata nella divulgazione del [[marxismo]] e nella polemica contro il [[populismo]].
Sfuggita ad un immediato tentativo di arresto subito dopo l'uscita dal tribunale, la rivoluzionaria decide di espatriare in [[Svezia]]. Tornata illegalmente in [[Russia]] nel [[1879]], entra a far parte di ''[[Čërnyj Peredel]]'' (Чёрный передел, Ripartizione nera), una delle due correnti in cui s'era divisa [[Zemlja i Volja]] (l'altra fu [[Volontà  del Popolo]])e che era stata fondata da Dejc e [[Georgij Plechanov|Plechanov]]. Dal [[1880]] si stabilisce, insieme ad altri connazionali, in [[Svizzera]], dove comincia ad allontanarsi dall'[[anarchismo]] e ad avvicinarsi agli ambienti marxisti. Infatti, nel [[1883]] partecipa alla fondazione di un nuovo gruppo politico, l'<nowiki></nowiki>''[[Emancipazione del lavoro]]'', fondato con Plechanov, Dejc, [[Pavel Aksel'rod|Aksel'rod]] e [[Vasilij Nikolaevic Ignatov|Ignatov]]. Questa fu la prima organizzazione [[socialista|socialdemocratica]] russa, impegnata nella divulgazione del [[marxismo]] e nella polemica contro il [[populismo]].
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