Marxismo

Il marxismo è una dottrina politica, economica e sociale basata sul pensiero di Karl Marx e Friedrich Engels, filosofi tedeschi del XIX secolo, oltre che economisti, giornalisti e rivoluzionari. Partendo dalla filosofia di Hegel, dall'economia politica (Adam Smith, David Ricardo ed altri) e dal socialismo utopico, i due svilupparono una critica rivoluzionaria della società moderna fondata sul cosiddetto socialismo scientifico (lotta di classe, instaurazione della dittatura del proletariato in sostituzione del capitalismo e del potere della borghesia).

Nel corso del tempo le loro elaborazioni hanno ricevuto notevoli e svariati contributi ideologici, evolvendo in forme che a volte differiscono dalle formulazioni originarie.

Generalità sul pensiero di Karl Marx

  Vedi Karl Marx.

La teoria socialista nacque in opposizione al capitalismo, ma non fece altro che esprimere idee storicamente già esistenti. Il collaboratore di Marx, Frederich Engels, identificò tre tendenze da cui insieme a Marx sviluppò la teoria socialista scientifica:

Marx contribuì a dare alla teoria socialista un'adeguata teoria della società e del cambiamento sociale, fornendole una base scientifica e non idealistica. La filosofia hegeliana dette un'interpretazione della storia, della legge, delle istituzioni politiche ecc., in termini dello sviluppo delle idee. Marx, al contrario, sostenne che la spiegazione si trova nello sviluppo delle classi sociali (La storia di ogni società civile sinora esistita è storia di lotta di classi.) e delle loro condizioni di vita materiali (materialismo storico), non quindi in quella delle idee. Il marxismo non è soltanto una critica del capitalismo, bensì è anche un'indicazione del fatto che sia possibile costruire un'alternativa.

In sintesi, il pensiero di Karl Marx può essere riassunto nei seguenti elementi essenziali: il materialismo (storico e poi dialettico), quale strumento di analisi e di cambiamento della realtà; la società divisa in classi; la teoria del valore (distinto in valore d'uso e di scambio, dove quest'ultimo è considerato una merce dalla “quantità di lavoro sociale occorrente a produrla”); la teoria del plusvalore (differenza tra valore reale del lavoro e il salario pagato al lavoratore, che permette l'accumulazione del capitale); il lavoro alienato e la legge di sviluppo dell'economia capitalista (il capitalista è costretto ad investire e ad espandersi, ciò determina la concentrazione del capitale sempre più in poche mani); la caduta tendenziale del saggio di profitto (rapporto tra plusvalore e tutto il capitale); le contraddizioni del sistema capitalista (sviluppo del proletariato, ossia della classe antagonista dei capitalisti); la scientificità del socialismo (il capitalismo necessariamente imploderà nei paesi a capitalismo sviluppato), che preannuncia la rivoluzione e alla dittatura del proletariato (dittatura necessaria sino alla naturale estinzione dello Stato).

Correnti di pensiero marxista

La diffusione del marxismo nel movimento socialista mondiale portò alla nascita e alla diffusione di diverse versioni dello stesso, in funzione del tempo e del luogo fisico in cui attechì, dando dunque luogo a più marxismi.

Marxismo-leninismo

  Vedi Marxismo-Leninismo.

Le tematiche sviluppate da Lenin riguardano principalmente il ruolo egemonico del partito, visto come avanguardia e guida centrale delle masse, le quali non possono essere abbandonate allo spontaneismo e al riformismo. Grande importanza è il riferimento all'imperialismo (considerata la "fase suprema del capitalismo"), alla funzione dello Stato nel dominio di classe e al suo utilizzo dopo la presa rivoluzionaria. Stalin per questo definì il leninismo come «il marxismo dell'epoca dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria [...] il leninismo è lo sviluppo ulteriore del marxismo».

Revisionismo di Bernstein e radicalismo di Kautsky

Eduard Bernstein ritenne infondata la teoria marxiana del valore. Egli quindi di conseguenza rifiutò anche la teoria del crollo inevitabile del capitalismo, dell'accumulazione del capitale e della pauperizzazione del proletariato. Bernstein in pratica riteneva che il capitalismo potesse trovare in sé i correttivi che gli permettono di sopravvivere alle crisi, per questo abbandonò ogni idea rivoluzionaria. Karl Kautsky, rispondendo a Bernstein, difese ed accentuò il meccanicismo del materialismo, descrivendo il marxismo come «la scienza della società» e preannunciando la «bancarotta del modo di produzione capitalistico».

Luxemburghismo

  Per approfondire, vedi Consiliarismo e Marxismo libertario.

Rosa Luxemburg analizzò la teoria dell'accumulo del capitale e sviluppa un'ipotesi di democrazia consiliare con forti tendenze libertarie (marxismo libertario). Ella contestò le idee di Bernstein, ribadendo la validità dell'accumulazione del capitale in quanto esso poteva espandersi attraverso l'imperialismo. Quest'espansione però avrebbe determinato una tensione tale tra le classi da dover per forza sfociare nella rivoluzione sociale. Grande importanza dedicò alla funzione economica del militarismo, alla critica del centralismo burocratico del partito e quindi allo sviluppo di una "democrazia dal basso" ed è inoltre sua la definizione di classe come «io collettivo».

Trotzkismo e stalinismo

Il concetto principale della teoria trotskista è quello dell'estensione della rivoluzione a tutto il mondo e a non restringerla entro i confini di un solo paese. Da qui deriva anche l'idea della rivoluzione permanente sostenuta da Lev Trotskij, peraltro fortemente osteggiata da Josif Stalin (favorevole invece alla teoria del comunismo in un solo paese). Trotzkij credeva che un nuovo Stato socialista non sarebbe stato capace di resistere contro la pressione del mondo capitalista ostile, a meno che la rivoluzione socialista non si fosse rapidamente sviluppata anche negli altri Paesi. Contro questa tesi, subito dopo la morte di Lenin, Stalin si schierò per la costruzione del «socialismo in un solo Paese» entro il territorio dell'Unione Sovietica.

Maoismo

Il Maoismo è la dottrina politica fondata sul pensiero e la strategia di Mao Zedong, considerato come uno sviluppo e un adattamento del pensiero marxista-leninista alla specificità cinese. Mao, per esempio, sostenne il ruolo dei contadini nell'ambito rivoluzionario, contrariamente all'egemonia che il marxismo classico attribuisce alla classe operaia. Mao puntava sulla guerra di popolo, la guerriglia di movimento (strategia suddivisa in tre fasi: 1) mobilitazione e organizzazione dei contadini 2) creazione di basi rurali (soviet) e truppe di guerriglieri 3) transizione verso una guerra più convenzionale) e la Rivoluzione culturale. Questa era un modo per far sì che i giovani, soprattutto quelli non iscritti al partito, intervenissero per impedire l'imborghesimento del Partito stesso.

Il "Revisionismo"

  Vedi Revisionismo.

Fu chiamata revisionista la corrente moderata e riformista del marxismo che sorse verso la fine del XIX secolo, originata dall'osservazione che il comportamento dell'economia capitalistica non sembrava corrispondere alle previsioni del marxismo. Il maggior esponente del revisionismo fu il tedesco Eduard Bernstein, il quale auspicava la realizzazione di riforme nell'interesse dei lavoratori anziché propugnare la lotta di classe e la rivoluzione sociale.

Analogie e differenze tra anarchici e marxisti

  Vedi Anarchismo e Marxismo.
 
Camillo Berneri, anarchico italiano assassinato dagli stalinisti in Spagna

Anarchici e marxisti hanno spesso perseguito e condiviso fini simili (abolizione dello Stato tout court, per gli anarchici; naturale estinzione dello Stato classista, per i marxisti), combattendo fianco a fianco nelle stesse lotte sociali (es. Consigli ed occupazioni di fabbrica del 1920) e rivoluzioni (es. Rivoluzione spagnola), e militando nelle stesse organizzazioni (es. I Internazionale).

Altrettanto frequentemente anarchici e marxisti si sono scontrati violentemente a causa delle divisioni teoriche e soprattutto sull'utilizzo dei mezzi da impiegare per giungere ai fini preposti. Un caso emblematico fu quanto accadde in Spagna durante la rivoluzione, quando molti anarchici (e anche marxisti non allineati alla strategia dell'Unione Sovietica) furono assassinati (es. Camillo Berneri) da sicari stalinisti (guidati da Palmiro Togliatti). Un altro esempio di divisione è quello ingeneratosi tra anarchici e marxisti durante i lavori dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, che portò nel 1872 alla nascita dell'Internazionale anarchica: l'Internazionale antiautoritaria.

Le differenze ideologiche principali tra anarchici e marxisti sono quelle che riguardano il ruolo dello Stato nel periodo di transizione rivoluzionaria, il ruolo dell'avanguardia rivoluzionaria, le classi sociali, la dittatura del proletariato ecc.

Bibliografia

Opere di Marx in traduzione italiana

  • Karl Marx, Friedrich Engels, Opere complete, voll. 50, Roma, Editori Riuniti, 1972-1991. (In Italia l'edizione completa delle opere, prevista in 50 volumi si è fermata a 32 pubblicati fra il 1972 e il 1991 dagli Editori Riuniti [lasciati inediti i volumi XIII,XV,XVIII,XIX,XXI,XXII, XXIII,XXIV,XXVI,XXVII,XXVIII,XXXI,XXXII,XXXIII, XXXVII,XLV,XLVI,XLVII e gli Indici]. - Nel 2008 la pubblicazione del volume XXII [luglio 1870 - ottobre 1871] è stata curata dall'Ed. Città del Sole di Napoli, mentre l'organizzazione politica Lotta Comunista ha pubblicato tre volumi dal 1874 al 1887 del carteggio.)
  • Karl Marx, Friedrich Engels, Giuseppe Del Bo (a cura di) La corrispondenza di Marx e Engels con italiani: 1848-1895, Milano, Feltrinelli, 1964.
  • Karl Marx, Luigi Firpo (a cura di) Scritti politici giovanili, Torino, Einaudi, 1975.
  • Karl Marx, Per la critica dell'economia politica, (Introduzione di Maurice Dobb), Roma, Editori Riuniti, 1993.
  • Karl Marx, Friedrich Engels, Gianni Emilio (a cura di) Diffusione, popolarizzazione e volgarizzazione del marxismo in Italia: scritti di Marx ed Engels pubblicati in italiano dal 1848 al 1926, Milano, Pantarei, 2004. I

Opere sul marxismo

  • G.V Plechanov, Anarchismo e socialismo, La nuova sinistra, Roma, 1971.
  • Perry Anderson, Il dibattito nel marxismo occidentale, Laterza, Roma-Bari 1977
  • Eric J. Hobsbawm (a cura di), Storia del marxismo, Einaudi, Torino 1978-1982 (4 v.)
  • Marx, Engels, Critica dell'anarchismo, Einaudi, Torino, 1973.
  • Luigi Fabbri, Nikolaj Bucharin, Anarchia e comunismo scientifico. Un teorico marxista ed un anarchico a confronto, Edizioni Zero in Condotta, 2009

Voci correlate