Oberdan Gigli

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Oberdan Gigli (1883-1949) è stato un anarchico individualista milanese.

Biografia

Diplomato in ragioneria, collaborerà a numerosi periodici anarchici tra i quali «Il Grido della folla», «Vir», «La Protesta Umana», «Il Pensiero» e «Sciarpa Nera» e con la maggior parte degli individualisti più attivi dell'epoca: Giovanni Gavilli, Libero Tancredi, Gennaro D'Andrea, Giuseppe Monanni, Leda Rafanelli, Ettore Molinari, Attilio Paolinelli, ecc.

Si trasferisce da Genova a Milano nel 1903, dove instaura un rapporto d'amicizia con Nella Giacomelli, e poi a Finale Emilia nel 1904, dove risiederà per molti anni assumendo anche la carica di segretario della locale Camera dei lavoro. Il 1907 è l'anno di fondazione della rivista individualista di idee e d'arte Vir, redatta da Leda Rafanelli e Giuseppe Monanni. Nel primo numero è proprio Gigli a scrivere l'editoriale che esplica il modo di intendere l'anarchismo da parte della redazione:

«Anarchismo è la negazione di ogni idea-fissa: di Patria, di Stato, di Religione, di Morale, di Proprietà, di Diritto... Nella morale è la risultante del sano mutualismo di Kropotkin col serio individualismo di Stirner.»

La sua posizione individualistica lo porta a conciliare diverse posizioni anarchiche, concedendo condivisioni anche rispetto a certe posizioni dell'anarchismo sociale poichè al centro del suo pensiero c'era l'individuo e solo l'individuo, concepito non come categoria sociale ma, stirnerianamente parlando, come Unico.

A causa del suo interventismo nella prima guerra mondiale (insieme a Libero Tancredi e Attilio Paolinelli) l'amica Nella Giacomelli gli scriverà una polemica lettera:

«C'è un abisso tra noi, Oberdan; tu hai rinnegato il tuo sogno giovanile, ed io lo sogno più ardentemente che mai; [...] Come possiamo ancora comprenderci? Meglio dimenticarci».

Sempre più distante dai suoi ex-compagni, abbandonerà l'anarchismo finendo per ritirarsi dalla vita politica attiva. Ritornato a Milano nel 1923, nel 1928 interviene in aiuto dell'amica Nella Giacomelli - con cui Oberdan aveva mantenuto buoni rapporti d'amicizia nonostante le sostanziali divisioni sul modo di intendere l'anarchia - rivolgendosi ad Ada Negri, ex-socialista convertita al fascismo, con l'intento che ella chieda giustizia «a chi solo può superare le difficoltà delle leggi», cioè allo stesso Mussolini. (Nella Giacomelli sarà alla fine liberata)

Nel 1929 è radiato dallo schedario dei sovversivi per il totale disimpegno politico, unito ad un'apparente «simpatia per il regime».

Voci correlate