Jacques Ellul

Versione del 26 ott 2017 alle 20:39 di K2 (discussione | contributi) (1 revision imported)
(diff) ‚Üź Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione pi√Ļ recente ‚Üí (diff)
Jacques Ellul

Jacques Ellul (Bordeaux, 6 gennaio 1912- Bordeaux, 19 maggio 1994), è stato un intellettuale, uno storico, un sociologo francese con idee assimilabili a quelle anarchiche. Insieme al suo amico Ivan Illich può essere considerato uno dei padri dell'idea di decrescita ragionata e di semplicità  volontaria.

Biografia

Jacques Ellul nasce a Bordeaux il 6 gennaio 1912 in una famiglia cosmopolita: il nonno paterno era italiano abitante a Malta, la nonna serba, il padre Joseph era di cittadinanza inglese, seppur nato a Trieste, mentre la madre Marthe Mendes era una francese di origini portoghesi.

La madre gli impartisce un‚Äôeducazione cristiana-ortodossa ma lui era pi√Ļ prossimo alla laicit√†¬† del padre. Tuttavia l‚Äôinflusso materno non tarder√†¬† a palesarsi ed infatti, il 10 agosto 1930, Jacques Ellul si converte al cristianesimo dopo aver avuto quella che chiama la ¬ęrivelazione di Dio¬Ľ.

La fede religiosa non gli impedisce però di proseguire nell'assidua lettura di Marx. Jacques Ellul studiò diritto, poi condusse la sua vita in una ricerca di coerenza e cercando di capire e pensare, avvalendosi dell'aiuto dell'amico Bernard Charbonneau, l'evoluzione della società  moderna, constatando la sparizione del mondo rurale, la tecnicizzazione e normalizzazione dell'uomo come del suo ambiente e prevedendo, sia da un punto di vista ecologico che sociale, l'ampiezza di questa "grande mutazione".

Nel 1936 ottiene il dottorato con una tesi intitolata Histoire et nature juridique du mancipium. L'anno seguente inizia la carriera accademica (Universit√†¬† di Montpellier e Strasburgo) e collabora alle riviste protestanti ¬ęLe Semeur¬Ľ e ¬ęFoi et Vie¬Ľ. Nel 1939 inizia l'insegnamento all'Universit√†¬† di Clermont-Ferrand, prima che l'anno seguente il governo di Vichy gli revochi la cattedra perch√© il padre mai aveva rinunciato alla cittadinanza inglese e la nuova normativa del governo collaborazionista dei nazisti vietava l‚Äôinsegnamento agli stranieri. Intanto, in quello stesso anno, s'era unito in matrimonio con Yvette Lensvelt, con cui avr√†¬† quattro figli: Jean, Simon, Yves e Dominique.

Per poter sopravvivere si trasferisce con la famiglia a Martres, dove mantiene la famiglia facendo l'agricoltore, partecipando inoltre attivamente alla Resistenza. Con la caduta del fascismo in Francia, nel 1944, viene nominato professore di Diritto prima e Scienze Politiche poi, sempre all'Università  di Bordeaux, dove insegnerà  sino al pensionamento (1980).

Dopo la liberazione, tra il 31 ottobre 1944 e il 29 aprile 1945 far√†¬† all'assessore nel 1945 e sar√†¬† incluso nella lista elettorale dell'¬ęUnione democratica e Socialista della Resistenza¬Ľ (UDSR) che si riveler√†¬† un fallimento. Dopo quest'esperienza rifiuter√†¬† la democrazia parlamentare, avvicinandosi alle idee prossime a quelle della teologia della liberazione e facendo parte di una ristretta cerchia della chiesa riformata.

La scoperta da parte di Aldous Huxley del suo libro La technique ou l'enjeu du si√®cle (¬ęLa sfida tecnologica del secolo¬Ľ) gli conferir√†¬† notevole autorevolezza negli ambienti accademici. Tra il 1958 e il 1977 viene nominato presidente del ¬ęClub di Prevenzione della Delinquenza Giovanile¬Ľ e prende parte attiva alle lotte ecologiste del ¬ęComitato di Difesa della Costa Aquitana¬Ľ. Prolifico scrittore, nel corso della sua vita ha pubblicato una cinquantina di libri, molti dei quali sono da ritenersi indispensabili per comprendere l'attuale societ√†¬†.

Jacques Ellul muore a Bordeaux il 19 maggio 1994 dopo lunga malattia.

Il pensiero

Condusse uno studio critico molto completo di quel che egli chiamava "la società  tecnologica" - la tecnica essendo secondo lui il fattore determinante della società  moderna - soprattutto in una trilogia sulla tecnica, in cui egli sviluppava la sua tesi, con l'appoggio di esempi e seguendo l'evoluzione del fenomeno tecnico; tesi secondo la quale la tecnica autocrescerebbe, imponendo i suoi valori di efficacia e di progresso tecnico, negando l'uomo, i suoi bisogni, la sua cultura, così come la natura. La sociologia non era il solo campo di indagine, la sua opera è suddivisa tra i lavori che condusse in quanto teologo, storico e sociologo, alcuni lo direbbero anche filosofo benché egli non si definisse come tale.

Militante anarchico vicino al situazionismo, ma anche sottile commentatore del pensiero e delle derive marxiste, egli contribuì alla messa a punto dell'ecologismo politico, così come a delle riflessioni su un anarchismo cristiano. Insieme al suo amico Ivan Illich può inoltre essere considerato come uno dei padri dell'idea di decrescita ragionata e di semplicità  volontaria. Gli si devono anche numerosi lavori teologici sugli aspetti sovversivi e liberatori del Vangelo, così come sulla "perversione" che la rivelazione cristiana avrebbe subito, come per esempio una interpretazione dell'Apocalisse ed una riflessione sull'etica e la speranza.

Sui media e la propaganda

Ellul ha visto il potere dei media come un altro esempio dell'esercizio di controllo della tecnologia sul destino umano. Come meccanismo di cambiamento, i media sono quasi immancabilmente manipolati da interessi speciali, sia dal mercato sia dallo Stato. Utilizzando il termine propaganda per parlare di comunicazione politica e commerciale, Ellul ha scritto:

¬ę√ą l'emergere dei mass-media che rende possibile l'utilizzazione di tecniche di propaganda su scala sociale. L'orchestrazione della stampa, della radio e della televisone per creare un ambiente totale, durevole e continuo rende l'influenza della propaganda virtualmente impercettibile proprio perch√© crea un ambiente costante. I mass-media forniscono il legame essenziale tra l'individuo e le domande della societ√†¬† tecnologica¬Ľ.

Citazioni

  • ¬ę√ą ora la tecnica che opera la scelta ipso facto, senza remissione, senza discussione possibile tra i mezzi da utilizzare... L'uomo (n√© il gruppo) non pu√≤ decidere di seguire tale via piuttosto che la via tecnica... o decide di usare il mezzo tradizionale o personale... e allora i suoi mezzi non sono efficaci, saranno soffocati o eliminati o decide di accettare l anecessit√†¬† tecnica, vincer√†¬†... sottomesso in modo irrimediabile alla schiavit√Ļ tecnica. Non vi √® dunque nessuna possibilit√†¬† di scelta¬Ľ. [Le syst√®me technique, Calmann-L√©vy, 1977, pp. 245 e sgg. (Il sistema tecnico)].
  • ¬ęNon √® la tecnica ad asservirci ma la sacralit√†¬† trasferita nella tecnica (...) Non √® lo Stato che ci asservisce (...). √® la sua trasfigurazione sacrale (...)¬Ľ. [Les nouveaux poss√©d√©s, Paris, Fayard, 1973, p. 259, (I nuovi posseduti)].
  • ¬ęHo mostrato incessantemente la tecnica come autonoma, non ho mai detto che non poteva essere padroneggiata¬Ľ. [Changer de r√©volution, Paris, Seuil, 1982, p. 224. (Cambiare rivoluzione)].
  • ¬ęPer convinzione spirituale, non sono soltanto non violento ma sono per la non-potenza. Non √® di certo una tecnica efficace (...). Ma √® qui che interviene la fede (...). Non si pu√≤ creare una societ√†¬† giusta con mezzi ingiusti. Non si pu√≤ creare una societ√†¬† libera con mezzi schiavizzanti. √ą per me il centro del mio pensiero¬Ľ. [In: Patrick Chastenet, Entretient avec Jacques Ellul, Paris, La table Ronde, 1994, p. 52, (Colloqui con Jacques Ellul)].
  • ¬ęPi√Ļ studiavo e pi√Ļ capivo seriamente il messaggio biblico (e interamente biblico, non il "dolce" messaggio di Ges√Ļ!) pi√Ļ incontravo l'impossibilit√†¬† che un'obbedienza serve allo Stato, e pi√Ļ percepivo in questa Bibbia gli orientamenti verso un certo anarchismo. [...] L'anarchismo mi sembrava, nel suo campo politico la convinzione pi√Ļ vicina al pensiero biblico¬Ľ. [Anarchie e Christianisme, Atelier de Cr√©ation Libertaire, 1998, (Anarchia e cristianesimo, ed.eleuthera)].
  • ¬ęQuando avremo veramente preso sul serio la situazione concreta degli uomini e delle donne del nostro tempo, che avremo udito il loro grido di angoscia e che avremo compreso perch√© non vogliono che il nostro Vangelo disincarnato; quando saremo diventati solidari con i nostri compatrioti e la nostra Chiesa universale, come Mos√® e Geremia per il loro popolo, come Ges√Ļ delle masse erranti, gregge senza pastore, allora la nostra voce potr√†¬† annunciare l parola di Dio. Non prima per√≤! [...] Non √® la parola che deve cambiare e apportar loro altre cose, √® la loro situazione. [...] Necessit√†¬† della rivoluzione in un mondo in cui essa √® diventata impossibile e di una rivoluzione che attacca le strutture profonde di una civilt√†¬† di cui tutti gli sforzi tendono verso questo unico scopo: trasformare in brandelli tutti gli esseri umani, che non possono pi√Ļ attraverso questo evento ricevere le perle della Scrittura. Necessit√†¬† di una riscoperta del senso dell'attivit√†¬† umana, della situazione dei mezzi e dei fini, del loro posto vero in un mondo intero abbandonato allo spirito di potenza, alla mancanza di regole, all'orgoglio di mezzi senza limiti e che ci assorbono senza riserva possibile. [...] Finch√© la solidariet√†¬† tra cristiani non si tradurr√†¬† in un aiuto per permettere ad ognuno di trovare un equilibrio di vita, di ricercare uno stile di vita in cui si incarna veramente la sua fede (non per evitare di crepare di fame), non sar√†¬† che una parola. E ci√≤ soltanto mostra sino a qual punto questa ricerca pu√≤ condurre in sentieri sgradevoli alle nostre care abitudini. [...] Ma √® a questo prezzo che la buona novella della salvezza in Cristo sar√†¬† altra cosa da una parola umana tra altre parole umane...¬Ľ [Presence au monde moderne, 1948, (Presenza nel mondo moderno)].

Aneddoti

Il film di Godfrey Reggio, Koyaanisqatsi, gli rende omaggio nei titoli di coda come uno dei cinque ispiratori del film. Guy Debord e Ivan Illich sono altri due degli altri nomi citati.

Stranamente, Jacques Ellul sembra esser stato ben pi√Ļ popolare negli Stati Uniti che nella sua Universit√†¬† di Bordeaux. Una strada porta tuttavia il suo nome nel quartiere Sainte-Croix, che ospita diversi dipartimenti di insegnamento superiore.

Ivan Illich lo considera come uno dei "padri" del suo pensiero, vedere il suo Hommage à  Jacques Ellul.

Bibliografia

  • √Čtude sur l'√©volution et la nature juridique du Mancipium, Bordeaux, Delmas, 1936.
  • Le fondement th√©ologique du droit, Neuch√Ętel, Delachaux & Niestl√©, 1946.
  • Pr√©sence au monde moderne: Probl√®mes de la civilisation post-chr√©tienne, Geneva, Roulet, 1948; Lausanne: Presses Bibliques Universitaires, 1988.
  • Le livre de Jonas, Paris, Cahiers Bibliques de Foi et Vie, 1952.
  • L'homme et l'argent (Nova et vetera), Neuch√Ętel, Delachaux & Niestl√©, 1954; Lausanne, Presses Bibliques Universitaires, 1979. Tr.it.: L'uomo e il denaro, AVE, Roma, 1969.
  • La technique ou l'enjeu du si√®cle, Paris, Armand Colin, 1954; Paris: √Čconomica, 1990. Tr.it.: La tecnica rischio del secolo, Giuffr√®e, Milano, 1969.
  • Histoire des institutions, Paris, Presses Universitaires de France, diverse edizioni.
    • Tomes 1-2, L'Antiquit√© (1955);
    • Tome 3, Le Moyen Age (1956);
    • Tome 4, Les XVIe-XVIIIe si√®cle (1956);
    • Tome 5, Le XIXe si√®cle (1789-1914) (1956).
      • Tr. it.: Storia delle istituzioni, vol. 1: L'antichit√†¬†, Mursia, Milano, 1972; vol. 2: Il medioevo, 1976; vol.3: Et√†¬† moderna e contemporanea dal 16¬į al 19¬į secolo, 1976.
  • Propagandes, Paris, Armand Colin, 1962; Paris, √Čconomica, 1990
  • Fausse pr√©sence au monde moderne, Paris, Les Bergers et Les Mages, 1963.
  • Le vouloir et le faire, Recherches √©thiques pour les chr√©tiens, Introduzione (prima parte, Geneva, Labor et Fides, 1964.
  • L'illusion politique, Paris, Robert Laffont, 1965; edizione riveduta: Paris, Librairie G√©n√©rale Fran√ßaise, 1977.
  • Ex√©g√®se des nouveaux lieux communs, Paris, Calmann-L√©vy, 1966; Paris, La Table Ronde, 1994.
  • Politique de Dieu, politiques de l'homme, Paris, √Čditions Universitaires, 1966
  • Histoire de la propagande, Paris, Presses Universitaires de France, 1967, 1976. Tr. it.: Storia della propaganda, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1983.
  • M√©tamorphose du bourgeois, Paris, Calmann-L√©vy, 1967; Paris: La Table Ronde, 1998. Tr. it.: Metamorfosi del borghese, Giuffr√®, Milano, 1967.
  • Autopsie de la r√©volution, Paris, Calmann-L√©vy, 1969. Tr. it.: Autopsia della rivoluzione, SEI, Torino, 1974.
  • Contre les violents, Paris, Centurion, 1972.
  • Sans feu ni lieu: Signification biblique de la Grande Ville, Paris, Gallimard, 1975.
  • L'impossible pri√®re, Paris, Centurion, 1971, 1977.
  • Jeunesse d√©linquante: Une exp√©rience en province, con Yves Charrier, Paris, Mercure de France, 1971; Seconda edizione: Jeunesse d√©linquante: Des blousons noirs aux hippies, Nantes, √Čditions de l'AREFPPI, 1985.
  • De la r√©volution aux r√©voltes, Paris, Calmann-L√©vy, 1972.
  • L'esp√©rance oubli√©e, Paris, Gallimard, 1972. Tr. it.: La speranza dimenticata, Queriniana, Brescia, 1975.
  • √Čthique de la libert√©, 2 voll., Geneva, Labor et Fides, I:1973, II:1974.
  • Les nouveaux poss√©d√©s, Paris, Arth√®me Fayard, 1973.
  • L'Apocalypse: Architecture en mouvement, Paris, Descl√©e, 1975.
  • Trahison de l'Occident, Paris, Calmann-L√©vy, 1975. Tr. it.: Il tradimento dell'Occidente, Giuffr√®, Milano, 1975.
  • Le syst√®me technicien, Paris, Calmann-L√©vy, 1977.
  • L'id√©ologie marxiste chr√©tienne, Paris, Centurion, 1979.
  • L'empire du non-sens: L'art et la soci√©t√© technicienne, Paris, Press Universitaires de France, 1980.
  • La foi au prix du doute. "Encore quarante jours . . .", Paris, Hachette, 1980.
  • La Parole humili√©e, Paris, Seuil, 1981.
  • Changer de r√©volution, L'in√©luctable prol√©tariat, Paris, Seuil, 1982.
  • Les combats de la libert√©, (volume 3, L'Ethique de la Libert√©), Geneva, Labor et Fides, 1984; Paris: Centurion, 1984.
  • La subversion du christianisme, Paris, Seuil, 1984, 1994.
  • Conf√©rence sur l'Apocalypse de Jean, Nantes, AREFPPI, 1985.
  • Un chr√©tien pour Isra√ęl, Monaco, √Čditions du Rocher, 1986.
  • Ce que je crois, Paris, Grasset and Fasquelle, 1987.
  • La Gen√®se aujourd'hui, Avec Fran√ßois Tosquelles, Lign√©: AREFPPI, 1987.
  • La raison d'√™tre, M√©ditation sur l'Eccl√©siaste, Paris, Seuil, 1987
  • Anarchie et christianisme, Lyon, Atelier de Cr√©ation Libertaire, 1988; Paris, La Table Ronde, 1998. Tr. it.: Anarchia e cristianesimo, Eleuthera, Milano, 2008.
  • Le bluff technologique, Paris, Hachette, 1988.
  • Ce Dieu injuste . . .?, Th√©ologie chr√©tienne pour le peuple d'Isra√ęl, Paris: Arl√©a, 1991, 1999.
  • Si tu es le Fils de Dieu: Souffrances et tentations de J√©sus, Paris, Centurion, 1991.
  • D√©viances et d√©viants dans notre soci√©t√© intol√©rante, Toulouse, √Čr√©s, 1992.
  • Silences: Po√®mes, Bordeaux, Opales, 1995.
  • Oratorio, Les quatre cavaliers de l'Apocalypse, Bordeaux, Opales, 1997.
  • Islam et jud√©o-christianisme, Paris, Presses universitaires de France, 2004.
  • La pens√©e marxiste, Cours profess√© √†¬† l‚ÄôInstitut d‚Äô√©tudes politiques de Bordeaux de 1947 √†¬† 1979, a cura di Michel Hourcade, Jean-Pierre J√©z√©quel e G√©rard Paul, Paris, La Table Ronde, 2003.
  • Les successeurs de Marx, Cours profess√© √†¬† l‚ÄôInstitut d‚Äô√©tudes politiques de Bordeaux, a cura di Michel Hourcade, Jean-Pierre J√©z√©quel e G√©rard Paul, Paris, La Table Ronde, 2007.

Voci correlate

Collegamenti esterni

es:Jacques Ellul fi:Jacques Ellul fr:Jacques Ellul