Nancy Clare Cunard

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Nancy Clare Cunard, 1932

Nancy Clare Cunard (Gran Bretagna, 10 marzo 1896 – Parigi, 17 marzo 1965) è stata una scrittrice, poetessa e anarchica inglese.

Biografia

Nancy Clare Cunard nasce in Gran Bretagna il 10 marzo 1896 in una famiglia della ricca borghesia ed aristocrazia inglese. Il bisnonno Samuel era stato il fondatore dell'omonima compagnia di navigazione (il transatlantico Titanic, per esempio, apparteneva alla linea Cunard), la madre, Maud Alice Burke, e il padre, Sir Bache, sono due esponenti dell'aristocrazia e della borghesia, amanti della bella vita e del dolce far niente: caccia, pesca, cavalli e party a non finire sono i loro passatempo.

L'infanzia e l'adolescenza

L'infanzia della piccola Nancy va avanti nel castello di famiglia di Leicestershire tra la quasi totale assenza dei genitori, troppo impegnati nelle relazioni sociali con le altre personalità della loro "stirpe". È una società, quella dell'alta aristocrazia inglese di fine XIX° secolo, in cui l'infanzia è vista quasi come un fastidio, in attesa del debutto in società e delle possibilità poi di scegliere un buon partito che possa incrementare il prestigio e il patrimonio famigliare. Il matrimonio del resto è visto quasi esclusivamente in un'ottica politico-economica.

A quattordici anni, dopo la separazione dei genitori, segue la madre a Londra. Frequenta diversi collegi in parte anche in Francia e Germania. Nancy non ama quel mondo e nasce proprio in questo periodo quell'avversione che la porterà a dare scandalo con il suo anticonformismo morale, sessuale e politico.

A dicott'anni, al grand debutto in società, le fa da cavaliere il principe di Galles, erede al trono. Per la madre è un "gran colpo", Nancy così potrebbe diventare addirittura la regina d'Inghilterra. Ma per Nancy quell'uomo è semplicemente noioso [1] e lei invece ha velleità artistiche, vorrebbe diventare una pittrice.

Tra arte, ribellismo ed anticonformismo

In linea con la sua vocazione artistica e ribelle, Nancy Cunard inizia a frequentare tutto ciò che ha la minima parvenza di anticonformismo: i jazzisti, i giovani del quartiere di Bloomsbury e poi beve, fuma e si veste in maniera del tutto particolare ed appariscente. [2]

Durante la prima guerra mondiale si innamora perdutamente di Peter Broughton Adderly, un ufficiale delle Granadiers Guard che morirà al fronte pochi giorni prima dell'armistizio. Nel 1916 si sposa con Sydney Fairbairn, conosciuto giocatore di cricket, ma due anni dopo i due hanno già divorziato, la fedeltà infatti non è una peculiarità di Nancy. Nel 1920 si trova a Parigi, frequenta gli ambienti surrealistici e Dada; il suo gruppo di amici, The Corrupt Coterie, comprende Osbert e Sacherewell Sitwell, Edward “Bimbo“ Wyndham Tennant e Alvaro “Chile“ Guevara, Iris Tree e Jacob Epstein. E poi c'è Ezra Pound, Wyndam Lewis, Lytton Strachey, George S. Eliot. Ha una relazione con Aldous Huxley e partecipa ad attività mondane e desta scandalo con i suoi numerosissimi amori omo ed eterosessuali.

Trasferitasi in Normandia, fonda nel 1927 una casa editrice, The Hours Press, che pubblica Robert Graves e Richard Aldington, Ezra Pound e Louis Aragon, lancia Samuel Beckett e fa illustrare i suoi libri da Yves Tanguy, Man Ray e Marcel Duchamp. La sua bellezza e il suo fascino ribelle ne faranno una sorta di musa ispiratrice per molti artisti:

«Hemingway ne fece una delle eroine di Fiesta, Aldous Huxley di Punto contro punto, Eveliyn Waugh di Resa incondizionata. In Aspettando Godot di Beckett il suo nome risuona sei volte, nei Cantos di Pound è una presenza, così come nella prima versione della Terra desolata di Eliot. Aragon le è debitore di due libri, Blanche ou l'oubli e Le Con d'Irène, Tzara di una commedia, Mouchoir de nuage, Neruda di una raccolta poetica, Waltz, il primo bestseller da un milione di copie dell'epoca, The Green Hat di Michael Arlen, la vede protagonista... Fu scolpita da Brancusi, fotografata da Man Ray e Cecil Beaton, dipinta da Kokoschka, Alvar «Chico» Guevara e de Zà rate, disegnata da Wyndam Lewis. Al cinema, nel 1929, sarà Greta Garbo a darle il proprio volto. Destino si chiamava il film, ovvero, come recitava la prima didascalia che accompagnava le immagini mute, “la storia di una donna coraggiosa e forse insensata.» [1]

L'impegno antirazzista

Nel 1928, durante un viaggio a Venezia, conosce un musicista nero, Henry Crowder, e se ne innamora (in precedenza aveva avuto una relazione di due anni con Louis Aragon). Diviene un'attivista politica antirazzista e si interessa alle questioni riguardanti i diritti civili negli USA (visiterà Harlem). Nel 1931 pubblica l'opuscolo Black Man and White Ladyship, un duro attacco al razzismo dell'epoca, prendendo come esempio una citazione della stessa madre: «È vero che mia figlia frequenta un Negro?» [3]. Pubblica inoltre Negro: An Anthology (1934), un volume antologico in sette sezioni (800 pagine, 400 illustrazioni, 150 contributi), vera e propria enciclopedia sociale, politica e culturale della "negritudine" nel mondo. Con Negro la Cunard intendeva impegnarsi a favore della diversità culturale e del diritto all'autodeterminazione di ogni individuo, in chiara opposizione al clima razzista dell'epoca che aveva portato all'Esposizione Coloniale Internazionale di Parigi, con la quale i nazionalisti francesi intendevano celebrale la "missione civilizzatrice" del colonialismo (in contrapposizione i surrealisti francesi allestirono una Contro-Esposizione in cui denunciavano l'orrida ipocrisia che si celava dietro i "valori" dei nazionalisti e dei colonialisti).

L'antifascismo

Dopo aver ripudiato sprezzantemente la stirpe nobiliare da cui proveniva, e quindi anche tutto ciò che da questa ne derivava - l'impronta conservatrice e perbenista, il capitalismo e quell'autoritarismo imperialista tipico di quel contesto storico -, e di fronte il radicalizzarsi del totalitarismo nazi-fascista, Nancy Cunard inizia ad interessarsi fortemente di questioni politiche legate all'antifascismo. Forse non può essere definita un'anarchica in senso stretto, ma tutto il suo operato va in questa direzione: si occupa di amore libero, dei diritti civili delle minoranze, contesta l'autoritarismo in ogni sua forma, denuncia il fascismo italiano e la sua guerra imperialista in Etiopia e soprattutto si schiera con i repubblicani della Spagna rivoluzionaria (in Spagna era arrivata come giornalista per il «Manchester Guardian», per cui scrisse bellissimi reportages sull'esodo repubblicano e sui terribili campi di concentramento che accolsero gli esuli spagnoli nella Francia del Fronte popolare), portando avanti il sostegno ai profughi anche a guerra terminata. Un sostegno alla causa antifranchista che la porta anche ad essere accusata di attività cospiratrici e ad essere per questo è arrestata. Nel 1937 «Left Review» pubblica Authors Take Sides on the Spanish War, un resoconto sul rapporto tra gli scrittori europei e la guerra in Spagna.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, da Londra, lavora come traduttrice per conto della Resistenza francese, fino ad arrivare ad un vero e proprio logoramento fisico e psichico. Franco e il fascismo sono per lei diventati una vera e propria ossessione che la divora, un'ossessione foriera di crisi depressive e problemi mentali.

Gli ultimi anni

Terminata la guerra, lascia sua casa a Réanville per viaggiare. I disturbi mentali e i problemi fisici, accompagnati dal problema dell'alcolismo e dalla povertà in cui è piombata, la portano ad avere comportamenti autodistruttivi. Dopo uno scontro con la polizia londinese viene ricoverata in manicomio, dopo il quale la sua salute peggiora ancor più gravemente. Il giorno che la polizia la trova in strada a Parigi Nancy Cunard pesava 27kg. Portata all'Hôpital Cochin il 15 marzo 1965, morirà due giorni dopo.

Note

Opere principali

  • Owtlaws (1921)
  • Sublunary (1923)
  • Parallax (1925)
  • Poems (1930)
  • Black Man and White Ladyship (1931)
  • Negro: An Antology (1934)
  • Authors Take Sides (1937)
  • Los Poetas del mundo defienden al pueblo espanol (1937)
  • The White Man's Duty: An Analysis of the colonial question in the light of the Atlantic Charter (1942)
  • Poems for France (1944)
  • Grand Man: Memories of Norman Douglas (1954)
  • GM: Memories of George Moore (1956)
  • These Were the Hours: Memories of My Hours Press, Rèanville and Paris,1928-1931 (1969).

Voci correlate