Anarchismo: differenze tra le versioni

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[[File:Anarchy-symbol.svg|thumb|Simbolo dell'anarchia]][[File:Durruti.jpg|left|thumb|[[Buenaventura Durruti]], figura di spicco dell'[[anarchismo spagnolo]], ebbe un ruolo fondamentale tanto nel periodo pre-rivoluzionario quanto in quello rivoluzionario vero  eproprio. Morì assassinato in battaglia nel novembre [[1936]]]]
'''Anarchismo''' è un termine generico che descrive diverse [[filosofie politiche]] e [[movimenti sociali]] che propongono lo scioglimento di tutte le forme di [[governo]] e [[gerarchia|gerarchia sociale]].  Al posto di strutture politiche e poteri economici centralizzati questi movimenti favoriscono relazioni sociali basate su interazioni volontarie e sulla gestione autonoma, aspirando ad una società  caratterizzata da autonomia e libertà .  Queste filosofie utilizzano il termine [[anarchia]] per significare una società  basata sull'interazione volontaria di [[individuo|individui]] liberi, e sull'idea che le comunità  e gli individui abbiano un potere decisionale nelle scelte proporzionato al grado in cui sono coinvolti dai risultati di tali scelte.
 
Come movimento politico l'anarchismo nasce nel corso del [[:Categoria:Anni del XIX secolo|XIX secolo]], affondando le sue radici nell'[[Illuminismo]], e si sviluppa poi nel secolo successivo. Dare un quadro del pensiero anarchico e delle pratiche libertarie non è facile perché da un lato non si può, nel caso dell'anarchismo, ricondurre tutte le sue manifestazioni all'attività  di un solo teorico e, dall'altro, perché esse sono lontane dall'essere espressione di una [[ideologia]] fissa.
 
Abitualmente ci si riferisce a [[Max Stirner|Stirner]], [[Pierre Joseph Proudhon]] e [[Michail Bakunin|Bakunin]] come ai tre principali teorici di questa corrente di pensiero. Ciò in realtà  è vero solo in parte perché, per quanto riguarda Stirner, il suo pensiero rimane fino alla fine del XIX secolo praticamente sconosciuto fuori dalla [[Germania]] e totalmente estraneo alla nascita del movimento libertario propriamente detto.
 
Quanto a [[Pierre Joseph Proudhon| Proudhon]], che può essere considerato giustamente come il "padre dell'anarchismo", il suo pensiero ha subito anche lunghi momenti di oblio ed è stato oggetto, in alcuni casi, di grossolane deformazioni. Per quanto riguarda [[Michail Bakunin|Bakunin]], se la sua influenza è diretta e decisiva sul movimento libertario, questo prende il suo slancio ed assume le sue caratteristiche solamente dopo la morte.
 
In realtà , le idee anarchiche sono conosciute essenzialmente attraverso l'opera dei suoi discepoli, come [[Pëtr Kropotkin]] ed [[Errico Malatesta]], che non esitano su punti importanti a modificare, precisare, allargare l'eredità  bakuniniana approdando esplicitamente al [[anarco-comunismo |comunismo libertario]].
 
Sul piano filosofico e delle idee, l'anarchismo può essere considerato come la manifestazione più estrema del processo di laicizzazione del pensiero occidentale che approda al rifiuto di ogni forma d'autorità  esterna o superiore agli uomini, sia essa "divina" o umana, e al rifiuto di tutti i principi che, in tempi, forme e con modalità  differenti, sono stati utilizzati dalle classi dominanti per giustificare la loro dominazione sul resto della popolazione.
 
Sul piano politico e sociale, l'anarchismo si ritiene continuatore dell'opera della [[Rivoluzione Francese]], attraverso la realizzazione, accanto all'eguaglianza politica, di una vera eguaglianza economica e sociale; eguaglianza che nella società  borghese si realizza attraverso la lotta contro il [[capitalismo]] e per l'abolizione del salariato. Questo, almeno, per ciò che riguarda l'anarchismo europeo, tradizionalmente orientato in senso socialista e rivoluzionario.
 
==Etimologia ed origine storica==
[[File: Brissot.jpg|thumb|left|150 px|Jacques Pierre Brissot definiva gli Enragés «anarchici», per sottolineare la loro ostilità  ad ogni forma di [[autorità ]]]]Il termine "anarchismo" deriva dal greco "αναρχία"  (''an'' prefisso negativo "senza" e ''[[archéin]]'' "principiare", "governare"). Quindi letteralmente «mancanza di principio, di causa, di governo» ed il suffisso ''"ismo"'' designa la relativa dottrina.
 
I termini '''anarchia''' e '''anarchici''' furono utilizzati per la prima volta dal girondino Brissot nel [[1793]] (in piena [[rivoluzione francese]]), che così definiva la corrente politica degli [[Enragés]] (Arrabbiati). Erano il gruppo rivoluzionario più radicale del periodo e criticavano ogni forma d'[[autorità ]], da qualunque parte essa provenisse. Solo con [[Proudhon]] il termine anarchia comincerà  ad assumere una connotazione positiva, grazie al suo celebre saggio ''[[Proudhon#Primo_anarchico_della_storia|Che cos’è la proprietà ?]]''.
 
Quindi, '''Anarchia''' e '''[[Anarchismo]]''', nella loro accezione storica, si devono considerare come sinonimi di opposizione ad ogni forma di [[autorità ]], che è il principio attraverso cui un qualsiasi [[governo]] si regge, e tutto ciò che ad esso consegue, primo tra tutti il rapporto tra «comandare e obbedire».
 
Gli anarchici non professano affatto l'assenza di ordine, di regole e/o di strutture organizzate, ma un ordine libero, fondato sulle diversità  individuali, laddove ciascun individuo agisce in piena autonomia e autoresponsabilità , rifiutando ogni forma di autoritarismo.
 
Talvolta, nell'accezione più comune, o in chiave provocatoria, si tende a utilizzare il termine "[[anarchia]]" o "[[anarchismo]]" in senso negativo come sinonimo di caos (con tutto il rispetto per la omonima teoria scientifica), di guerre civili e di situazioni di disordine sociale, insomma una condizione di "[[anomia]]" sociale.
Per evitare ogni confusione, che pregiudicherebbe la comprensione delle idee anarchiche, gli anarchici utilizzano talvolta il termine  di "[[acrazia]]" [sempre dal greco "'''''Krà tos''''' = potere, dominio"] o ancorpiù il termine "[[libertario]]" (= sostenitore della libertà  come valore fondamentale), entrambi termini come sinonimi di anarchico.
 
==Origini dell'anarchismo==
Elementi anarchici sono stati sempre presenti nella storia dell'umanità , a partire dalle [[società  gilaniche]] del neolitico fino a tutti coloro che sono catalogati come [[I precursori dell'Anarchismo|precursori dell'anarchismo]].
 
"Ufficialmente", dal punto di vista storico, il movimento anarchico "vero e proprio" si è però sviluppato in seno al movimento operaio in quanto espressione – al pari delle altre correnti socialiste – della protesta dei lavoratori contro lo sfruttamento moderno. Su questo punto, esso può essere considerato come una reazione radicale alla condizione operaia del XIX secolo, caratterizzata dalla forte gerarchizzazione del salariato e dalla netta divisione in classi della società . Dalla loro nascita, tuttavia le idee anarchiche entrano in conflitto sia con le concezioni riformiste del [[socialismo]] (che sostenevano la possibilità  di cambiare "progressivamente" le basi inegualitarie della [[capitalismo|società  capitalista]]) che con le concezioni [[Karl Marx|marxiste]], in particolare per quanto riguarda l'uso della dittatura come mezzo rivoluzionario.
 
==Specificità  della dottrina anarchica==
 
L'obiettivo della teoria anarchica è la nascita di una società  di uomini liberi e uguali. Libertà  ed [[eguaglianza]] sono i due concetti-chiave attorno ai quali si articolano tutti i progetti libertari.<br />
In quanto socialisti, gli anarchici sostengono il possesso collettivo dei mezzi di produzione e di distribuzione. In quanto libertari, essi pensano che la libertà  dispieghi il suo reale significato in quanto accompagnata dall'eguaglianza. Libertà  ed [[eguaglianza]] devono essere "concrete", cioè sociali e fondate sul riconoscimento uguale e reciproco della [[libertà ]] di tutti.
[[Image:Black flag waving.png|right|thumb|[[simbolismo anarchico|Bandiera nera]] anarchica]]
[[Image:Blkred flag.png|thumb|left|[[Simbolismo anarchico|Bandiera rosso-nera]], due simboli anarchici]]
La [[libertà ]] dell'[[individuo]] infatti non è limitata ma confermata dalla libertà  altrui. "Sono partigiano convinto dell'eguaglianza economica e sociale – ha scritto [[Michail Bakunin|Bakunin]] – perché so che al di fuori di questa eguaglianza, la [[libertà ]], la giustizia, la dignità  umana, la moralità  e il benessere degli individui così come la prosperità  delle nazioni non saranno nient'altro che menzogne; ma, in quanto partigiano della [[libertà ]], questa condizione primaria dell'umanità , penso che l'[[egualitarismo|eguaglianza]] debba stabilirsi attraverso l'organizzazione spontanea del lavoro e della proprietà  collettiva delle associazioni dei produttori liberamente organizzate e federate nei comuni, non attraverso l'azione suprema e tutelare dello [[Stato]]".
 
Per realizzare una tale società , gli anarchici ritengono indispensabile combattere non solo le forme di sfruttamento economico ma anche quelle di dominazione politica, ideologica e religiosa.
Per gli anarchici, tutti i governi, tutti i poteri statali, quale che sia la loro composizione, origine e legittimità , rendono materialmente possibile la dominazione e lo sfruttamento di una parte della società  sull'altra. Secondo [[Pierre Joseph Proudhon|Proudhon]], lo [[Stato]] non è che un parassita della società  che la libera organizzazione dei produttori e dei consumatori deve e può rendere inutile. Su questo punto le concezioni anarchiche sono totalmente divergenti sia dalle concezioni liberali – che fanno dello [[Stato]] l'arbitro necessario ad assicurare la pace civile – che da quelle marxiste-leniniste – che intendono utilizzare il potere politico e dittatoriale di uno stato "operaio" per sopprimere gli antagonisti di classe.
 
Per la critica anarchica, il ricorso ad una dittatura, definita proletaria, non ha condotto al deperimento dello [[Stato]] ma allo sviluppo di una enorme burocrazia fonte di soffocamento della vita sociale e della libera iniziativa individuale. D'altra parte, fino alla sua caduta, proprio a tale burocrazia venivano imputate le ineguaglianze e i privilegi nei paesi dell'Est dove pure avevano abolito la proprietà  capitalista. Come già  aveva sottolineato [[Michail Bakunin|Bakunin]] nella sua polemica con [[Karl Marx|Marx]] «La libertà  senza eguaglianza è una malsana finzione [...] L'eguaglianza, senza libertà , è il dispotismo dello [[Stato]] e lo [[Stato]] dispotico non potrebbe esistere per un solo giorno senza avere almeno una classe sfruttatrice e privilegiata: la burocrazia».
 
Al modo di organizzazione della vita sociale governativo e centralizzatore, i libertari oppongono un modo di organizzazione federalista che permetta di sostituire lo Stato, e tutta la sua macchina amministrativa, attraverso la presa in carico collettiva da parte degli stessi interessati di tutte le funzioni inerenti alla vita sociale che si trovano precedentemente monopolizzate e gestite da organismi statali, posti al di sopra della società .
 
Il [[federalismo]], in quanto modo di organizzazione, costituisce il punto di riferimento centrale dell'anarchismo, il fondamento e il metodo sul quale si costruisce il socialismo libertario. Il federalismo così inteso ha ovviamente ben poco a che vedere con le forme conosciute di federalismo politico praticato da un buon numero di Stati. Per i libertari non si tratta di una semplice tecnica di governo ma di un principio di organizzazione sociale a sé stante, capace cioè di inglobare tutti gli aspetti della vita di una collettività  umana.
 
==L'organizzazione anarchica==
[[File:Anarchists_against_every_authority.JPG|250 px|left|thumb|Vignetta che raffigura l'ostilità  degli anarchici nei confronti di ogni [[autorità ]] e [[gerarchia]]]]
[[File:Nmcn-piattaforma.jpg|thumb|Copertina del libro di [[Nestor McNab]] sulla [[Piattaforma d'Organizzazione dell'Unione Generale degli Anarchici|Piattaforma Organizzativa dei comunisti anarchici]]]]
Il pensiero anarchico è dunque ben lontano dal negare il problema dell'importanza dell'organizzazione, ma esso si pone come obiettivo un'altra forma di organizzazione con la quale rispondere agli imperativi collettivi. Alla base, il [[federalismo]] si poggia sull'autonomia dei lavoratori e delle industrie così come delle comuni. Gli uni e le altre si associano per garantirsi vicendevolmente e per provvedere ai bisogni individuali e collettivi. Così, se l'autogestione nelle imprese rende possibile la sostituzione del salariato con la realizzazione del lavoro associato, l'organizzazione federativa dei produttori, delle comuni, delle regioni permette la sostituzione dello [[Stato]].
 
Essa intende presentarsi come il complemento indispensabile per la realizzazione del [[socialismo]] e la migliore garanzia della [[libertà ]] individuale. Il fondamento di tale organizzazione è il contratto, uguale e reciproco, volontario, non "teorico" ma effettivo, che si può modificare per volontà  dei contraenti (''associazioni dei produttori e dei consumatori, ecc.'') e capace di riconoscere il diritto di iniziativa di tutti i componenti della società .
 
Così definito, il contratto federativo permette di precisare anche i diritti e i doveri di ciascuno e di sviluppare i principi di un vero diritto sociale in grado di regolamentare gli eventuali conflitti che possono sorgere tra individui, gruppi o collettività , o anche fra regioni, senza per altro rimettere in causa l'autonomia dei suoi componenti, il che permette all'organizzazione federalista di opporsi tanto al centralismo che al "lasciar fare" dell'[[individualismo]] liberale.
 
Secondo gli anarchici tuttavia una tale organizzazione non può pretendere di sopprimere tutti i conflitti ed essi potranno continuare a prodursi a tutti i livelli anche nella società  federalista. Tuttavia il [[federalismo]] costituisce un metodo per risolvere le questioni sociali nel rispetto della massima libertà  di ciascuno senza dar ricorso ad arbitraggi governativi possibili fonti di nuovi privilegi.
 
==L'azione anarchica==
Per gli anarchici esiste un legame indissolubile tra il fine perseguito e i metodi adoperati per raggiungerlo. Tuttavia essi pensano che il fine non giustifica i mezzi e che questi ultimi devono sempre, nella misura del possibile, essere in accordo con il fine perseguito.
 
Lo scopo dell'azione anarchica non vuole essere in alcun caso la "conquista" del potere o la gestione dell'esistente. Nel [[1872]], il Congresso internazionale di [[St.Imier]], in [[Svizzera]], dette ufficialmente vita alla [[Internazionale antiautoritaria]] branca antiautoritaria dell'[[l'Internazionale dei lavoratori|Associazione Internazionale dei Lavoratori]] (A.I.T.) in opposizione alle tesi [[Karl Marx|marxiste]]. In quella sede si affermò che il primo dovere del [[proletariato]] non è la conquista del potere politico ma la sua distruzione.
 
L'approccio dei libertari è quello di opporre soluzioni sociali alle soluzioni politiche dimostrandosi con ciò non politici ma antipolitici. D'altra parte, storicamente, i libertari hanno sempre considerato almeno con scetticismo l'idea di poter utilizzare l'arma elettorale o il [[parlamentarismo]] per mutare le condizioni di vita in seno alle [[democrazia|democrazie]] borghesi. All'azione politica e parlamentare, tesa alla conquista del potere, essi preferiscono l'[[azione diretta]] di massa, vale a dire l'[[autogestione]] generalizzata e senza deleghe di potere.
[[File:Manifestazione_antifa.jpg|thumb|400 px|Manifestazione antifascista: l'[[azione diretta]] è una prerogativa dell'[[anarchismo]]]]
I libertari ritengono che per i lavoratori la pratica dell'[[azione diretta]], e in particolare dello [[sciopero]], sia anche il migliore e più efficace mezzo di lotta. Essi propagandano inoltre l'autorganizzazione e l'azione collettiva e autonoma dei lavoratori.
 
Gli anarchici non sono e non aspirano a divenire un'avanguardia o a svolgere un ruolo dirigente, poiché ritengono che non esista nessuno che può occuparsi dei propri affari meglio dell'interessato stesso. Ma perché ciò sia possibile occorre che i lavoratori prendano coscienza di ciò che [[Pierre Joseph Proudhon|Proudhon]] ha definito la "loro capacità  politica". I lavoratori rappresentano la forza reale di una società  e solo da essi può venire una sua trasformazione profonda. L'azione anarchica ha sempre mirato, prima di ogni altra cosa, alla difesa degli sfruttati e appoggia tutte le rivendicazioni che vanno nel senso di un miglioramento delle condizioni di vita e del progresso sociale.
 
Numerosi libertari hanno visto nelle organizzazioni sindacali non soltanto degli organismi di difesa degli interessi dei salariati, ma anche una potenziale forza di trasformazione sociale. Da questo punto di vista, il [[federalismo]] libertario non può essere realizzato senza il concorso attivo dei sindacati operai poiché, da una parte, questi ultimi sono qualificati ad organizzare la produzione e, dall'altra, essi hanno il vantaggio di raggruppare i lavoratori in quanto produttori.
Da un punto di vista libertario, un'organizzazione sindacale deve, nel suo funzionamento come nei suoi principi:
* cercare di mantenere la sua autonomia nei riguardi di tutte le organizzazioni politiche che vorrebbero controllarla e nei riguardi dello [[Stato]];
* praticare il [[federalismo]] e una vera [[democrazia diretta]], sole garanzie solide contro ogni forma di burocratizzazione;
* darsi contemporaneamente l'obiettivo di ottenere la soddisfazione delle rivendicazioni immediate, materiali, e di preparare i lavoratori ad assicurare la gestione della produzione nel futuro.
 
Quest'ultimo punto è assai importante poiché, per gli anarchici, il [[sindacalismo|sindacato]] e l'azione sindacale non sono e non possono essere considerati come una finalità  in sé. La sua autonomia non deve significare "neutralità " nei riguardi del potere o dei partiti perché ciò significherebbe perdere una gran parte delle sue potenzialità  di cambiamento e di rottura. Gli anarchici ritengono che il sindacato, se non vuol cadere nel tradeunionismo, si doti di un programma di trasformazione sociale e di una pratica conseguente.
 
L'azione sindacale non è tuttavia il solo mezzo di lotta di cui dispongono i lavoratori, che possono e devono, secondo le circostanze dotarsi delle forme organizzative e di resistenza che paiono loro utili e opportune.
 
==L'anarchismo di ieri e di oggi==
[[File:ErricoMalatesta.gif|thumb|]]
[[File:Michele_Fabiani.jpg|thumb|Anarchici di ieri ([[Malatesta]]) e di oggi ([[Michele Fabiani]])]]
L'influenza esercitata dal movimento libertario sul movimento operaio è stata notevole, anche se oggi viene spesso trascurata. Gli anarchici rappresentano una parte a sé stante del movimento sindacale e operaio internazionale, e la loro presenza si rintraccia in tutti i movimenti rivoluzionari, del XIX e del XX secolo, come la [[la Comune di Parigi (1871)|Comune di Parigi]] del '''1871''', la [[La Rivoluzione Russa|rivoluzione russa]] del [[1917]] e la [[la Rivoluzione spagnola (1936-39)|rivoluzione spagnola]] del [[1936]].
 
L'influenza delle idee anarchiche si è soprattutto manifestata in maniera significativa in senso alle organizzazioni sindacali come la CGT in [[Francia]], l'[[Unione Sindacale Italiana]] in [[Italia]], la[[ CNT]] in [[Spagna]], ma anche la  [[Federación Obrera Regional Argentina|FORA ]] in Argentina, le [[IWW]] negli [[Stati Uniti]], la  [[ FAU]] in Germania o la SAC in [[Svezia]]. Basti pensare che nel 1922 [[l'Internazionale dei lavoratori|l'Associazione Internazionale dei Lavoratori]] (AIT), che raggruppava le organizzazioni anarcosindacaliste che avevano rifiutato di aderire all'Internazionale bolscevica, contava più di un milione di aderenti.
[[File:Bandiera_ifa_fai.jpg|thumb|250px|left|Bandiera [[Internazionale delle Federazioni Anarchiche|IFA - FAI]]]]
L'anarchismo ha tuttavia conosciuto nel corso degli anni '20 e '30 un periodo di crisi. Se la [[rivoluzione russa]] apre in [[Europa]] e nel mondo una nuova fase rivoluzionaria, contemporaneamente in molte nazioni, anche in opposizione al bolscevismo, emergono e si affermano movimenti di tipo [[Fascismo|fascista]]. In particolare il movimento libertario si trova al centro di un doppio attacco. Eliminato in Russia dalla repressione prima leninista e poi staliniana, esso deve far fronte ai metodi staliniani in seno al movimento operaio e sindacale anche negli altri paesi.
 
Il mito della rivoluzione bolscevica e l'atteggiamento dei vari partiti comunisti occidentali provocano una crescente marginalizzazione dell'influenza anarchica. D'altra parte laddove le organizzazioni sono rimaste forti, esse vengono annientate dalla [[Fascismo|reazione fascista]]. In [[Italia]], in [[Germania]], in [[Argentina]], in [[Bulgaria]], ovunque il fascismo trionfa, il movimento anarchico è ridotto al silenzio, e i suoi militanti spesso assassinati o costretti all'esilio.
 
In generale si può dire che gli anarchici si trovano in questo periodo sempre più isolati, anche sul piano internazionale, potendo trovare al loro fianco solo alcuni settori socialisti e comunisti dissidenti.
 
La [[la Rivoluzione spagnola (1936-39)|rivoluzione di Spagna]] del luglio [[1936]] ha rappresentato l'ultima occasione per i lavoratori di rispondere al fascismo e alla guerra attraverso pratiche rivoluzionarie anarchiche. Gli avvenimenti di Spagna, con il ruolo determinante avutovi dalle organizzazioni anarchiche e anarcosindacaliste, sono stati forse l'espressione storica più importante delle idee libertarie. Questo anche per le dimensioni del movimento anarchico nella Spagna di quel periodo.
 
All'inizio della guerra civile infatti, nel fronte antifascista sono presenti la centrale [[anarco-sindacalismo|anarcosindacalista]], la '''Confederazione Nazionale del Lavoro''' ([[CNT]]), che nel maggio 1936, nel suo Congresso di [[Saragozza]], contava su 982 sindacati e 550.595 aderenti, la [[Federazione Anarchica Iberica]] (FAI) e la [[Federazione Iberica delle Gioventù Libertarie]] (FIJL).
 
Dopo il [[1946]], la spartizione del mondo in due blocchi imperialisti contrapposti, la guerra fredda  e le minacce atomiche hanno ridotto le possibilità  di azione per i libertari. Il radicarsi del legame tra lavoratori da un parte e sindacati e partiti politici dall'altra ha marginalizzato sempre più le correnti anarchiche.
 
Dopo [[il Sessantotto]], tuttavia, a seguito dell'esplodere della rivolta studentesca e giovanile, le idee libertarie hanno conosciuto un ritorno di vigore, anche all'interno del movimento sociale, con la generalizzazione di concetti come "autogestione" o "gestione diretta". A tutto questo occorre aggiungere la reazione sempre più viva di vasti settori della popolazione contro la burocratizzazione delle società  sia del blocco socialista che di quello [[liberalismo|liberale]]. In Italia, anche all'interno della [[contestazione]], queste idee non sono state appannaggio dei soli gruppi anarchici, ma anzi sono state fatte proprie in modo più o meno coerente, anche dai gruppi che si rifacevano al [[Leon Trotzky|trotskismo]] e al [[Mao|maoismo]] quando non addirittura al [[Karl Marx|marxismo]] e al [[Lenin|leninismo]].
== Bibliografia ==
*''[[Testi: classici dell'anarchismo|Bibliografia classici dell'anarchismo]]''
 
== Voci correlate ==
*[[Anarchia]]
*[[Coerenza mezzi-fini]]
*[[Pseudoanarchismo]]
*[[Storia dell'anarchismo]]
 
== Collegamenti esterni ==
 
*[http://www.ecn.org/contropotere/ Contropotere - sito anarchico]
*[http://www.federazioneanarchica.org/ F.A.I. - Federazione Anarchica Italiana]
*[http://www.fdca.it/ Federazione dei Comunisti Anarchici]
*[http://www.ecn.org/uenne/ Umanità  Nova - Settimanale Anarchico]
*[http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/ A Rivista Anarchica]
*[http://www.germinalonline.org/ Germinal - Giornale Anarchico e Libertario di Trieste, Friuli, Veneto e ...]
*[http://www.centrostudilibertari.it/index.php/bollettino.html Centro Studi Libertari - Bollettino dell'Archivio Pinelli]
*[http://www.libertaria.it/ Libertaria, il piacere dell'utopia. Rivista trimestrale]
 
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[[Categoria:Anarchismo]]
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[[eo:Anarkiismo]]
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