Jean Meslier: differenze tra le versioni

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== L'appello per la giustizia sociale ==
== L'appello per la giustizia sociale ==
Per capire bene in che cosa consista il pensiero filosofico di Meslier è necessaria un'analisi attenta dei passi dove la ''pars destruens'', la lotta al cristianesimo e all'aristocrazia <ref>Meslier prende di mira tanto l'autorità religiosa quanto il potere politico. Nella sua visione, la religione e la politica si spalleggiano a vicenda: «Esse si capiscono al volo, come una copia di tagliaborse [...]. La religione sostiene il governo politico, non importa quanto corrotto sia; il governo politico sostiene la religione, non importa quanto sciocca e inutile possa essere».</ref> si fa ''pars construens'' e propositiva di un '''nuovo modello sociale, basato sul riscatto delle classi umili contro i soprusi di due classi dominanti e parassite, l'aristocrazia e il clero'''.
Per capire bene in che cosa consista il pensiero filosofico di Meslier è necessaria un'analisi attenta dei passi dove la ''pars destruens'', la lotta al cristianesimo e all'aristocrazia si fa ''pars construens'' e propositiva di un '''nuovo modello sociale, basato sul riscatto delle classi umili contro i soprusi di due classi dominanti e parassite, l'aristocrazia e il clero'''.


Fu spesso tacciato di essere un pensatore rozzo, sprovvisto di basi teoriche notevoli, che non avrebbero superato la conoscenza della Bibbia e di Padri della Chiesa come [[Agostino d'Ippona]]. La sua cultura filosofica non era eccelsa, ma aveva una buona conoscenza di pensatori e scrittori come [[Platone]], [[Aristotele]], [[Epicuro]], [[Tito Livio]], [[Tacito]], [[Seneca]], [[Flavio Giuseppe]], [[Giulio Cesare Vanini]], [[Fénelon]], [[Michel de Montaigne]], [[Blaise Pascal|Pascal]], [[Pierre Bayle]], [[Tommaso d'Aquino]], [[Nicolas Malebranche]] e [[Cartesio]], appresi sia durante i suoi studi in seminario sia negli studi personali (non sappiamo se lesse opere di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], anche se sembra conoscere la sua filosofia e lo cita); quasi tutti libri di questi autori erano nella sua biblioteca. Pur essendo un pensatore isolato ed autodidatta, per quanto riguarda il [[razionalismo]], i suoi apporti per un nuovo orizzonte materialistico ed [[ateo]] sono comunque importanti. La tesi centrale di Meslier è che '''la religione nasce dalla paura e i tiranni se ne servono per imporre il proprio potere''': idealizzando la sofferenza, la povertà e il dolore e condannando il piacere, la religione - in particolare quella cristiana - disarma gli uomini e li lascia alla mercé dei soprusi del potere. Invece, in natura tutti gli uomini sono uguali ed a loro appartengono i beni e la terra che lavorano. Monarchi, nobili e sacerdoti sono parassiti che il popolo deve abbattere per riappropriarsi della terra. <ref>Meslier contava sull'assassinio politico per liberare il popolo, sofferente sotto il giogo dei governanti: «Dove sono oggi i generosi assassini di tiranni che abbiamo visto nei secoli passati? Dove sono finiti i Bruti e i Cassi? Dove sono oggi i generosi assassini di un Caligola e di tanti altri mostri come lui? [...] Dove sono oggi i Jacques Clément e i Ravallac della vecchia Francia? Che rivivano nuovamente nella nostra epoca [...] per ammazzare o pugnalare tutti quegli orribili mostri e nemici del genere umano e liberare così i popoli della terra dalla loro tirannica dominazione».</ref> Inoltre, tutto quanto avviene nella storia non può né deve essere attribuito a Dio, in quanto solo la natura, eterna e già di per sé perfettamente regolata, basta a spiegare i mutamenti.
Fu spesso tacciato di essere un pensatore rozzo, sprovvisto di basi teoriche notevoli, che non avrebbero superato la conoscenza della Bibbia e di Padri della Chiesa come [[Agostino d'Ippona]]. La sua cultura filosofica non era eccelsa, ma aveva una buona conoscenza di pensatori e scrittori come [[Platone]], [[Aristotele]], [[Epicuro]], [[Tito Livio]], [[Tacito]], [[Seneca]], [[Flavio Giuseppe]], [[Giulio Cesare Vanini]], [[Fénelon]], [[Michel de Montaigne]], [[Blaise Pascal|Pascal]], [[Pierre Bayle]], [[Tommaso d'Aquino]], [[Nicolas Malebranche]] e [[Cartesio]], appresi sia durante i suoi studi in seminario sia negli studi personali (non sappiamo se lesse opere di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], anche se sembra conoscere la sua filosofia e lo cita); quasi tutti libri di questi autori erano nella sua biblioteca. Pur essendo un pensatore isolato ed autodidatta, per quanto riguarda il [[razionalismo]], i suoi apporti per un nuovo orizzonte materialistico ed [[ateo]] sono comunque importanti. La tesi centrale di Meslier è che '''la religione nasce dalla paura e i tiranni se ne servono per imporre il proprio potere''': idealizzando la sofferenza, la povertà e il dolore e condannando il piacere, la religione - in particolare quella cristiana - disarma gli uomini e li lascia alla mercé dei soprusi del potere. Invece, in natura tutti gli uomini sono uguali ed a loro appartengono i beni e la terra che lavorano. Monarchi, nobili e sacerdoti sono parassiti che il popolo deve abbattere per riappropriarsi della terra. <ref>Meslier contava sull'assassinio politico per liberare il popolo, sofferente sotto il giogo dei governanti: «Dove sono oggi i generosi assassini di tiranni che abbiamo visto nei secoli passati? Dove sono finiti i Bruti e i Cassi? Dove sono oggi i generosi assassini di un Caligola e di tanti altri mostri come lui? [...] Dove sono oggi i Jacques Clément e i Ravallac della vecchia Francia? Che rivivano nuovamente nella nostra epoca [...] per ammazzare o pugnalare tutti quegli orribili mostri e nemici del genere umano e liberare così i popoli della terra dalla loro tirannica dominazione».</ref> Inoltre, tutto quanto avviene nella storia non può né deve essere attribuito a Dio, in quanto solo la natura, eterna e già di per sé perfettamente regolata, basta a spiegare i mutamenti.
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