Differenze tra le versioni di "Columna de Hierro"

Da Anarcopedia.
Jump to navigation Jump to search
m (Sostituzione testo - "http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=861" con "http://archive.is/q45H")
(Redirect alla pagina La Columna de Hierro)
Etichetta: Nuovo reindirizzamento
 
Riga 1: Riga 1:
[[File:Columna_de_hierro.jpg|thumb|Manifesto]]La '''Columna de Hierro''', ovvero '''Colonna di Ferro''', è stata, dal punto di vista militare, una delle più forti colonne anarchiche impegnate nella [[la Rivoluzione spagnola (1936-39)|rivoluzione di Spagna]]. Fu l'ultima ad accettare la militarizzazione delle colonne anarchiche voluta dal Fronte Popolare, un decreto che di fatto fu l'[[Barcellona, maggio 1937: la controrivoluzione stalinista|inizio della controrivoluzione in Spagna]].
+
#REDIRECT[[La Columna de Hierro]]
 
 
I milizani venivano da Valencia, Sagunto, Alcoy, Segorbe ed altri paesi e città  dei dintorni di Valencia. Parteciparono alle battaglie nel [[Fronte di Teruel]]. Aveva circa 3.000 combattenti, anche se nelle loro liste risultavano circa 20.000 volontari, che nella maggior arte dei casi però rimanevano nele retrovie a causa di un'insufficiente armamento. [[José Pellicer Gandía]], detto il «Durruti valenciano», fu uno dei fondatori della Colonna e una delle figure di maggior spicco della stessa.
 
 
 
==Le Colonne e la militanza italiana==
 
{{vedi|milizie anarchiche|colonne anarchiche}}
 
La [[la Rivoluzione spagnola (1936-39)|rivoluzione spagnola]] si caratterizzò per le sue peculiarità  [[autogestione|autogestionarie]], che non persero forza nemmeno durante le fasi militari dello scontro con i franchisti. Alla base di tutto vi erano le '''milizie''' (10 giorni dopo l'insurrezione franchista si contavano già  circa 18.000 miliziani anarchici, oltre ad un retroterra di altri 150.000 pronti alla lotta), le quali procedettero anche all'occupazione, all'espropriazione di grossi appezzamenti di terreno da ridistribuire ai contadini ed all'occupazione delle fabbriche.
 
 
 
Anche se non tutte si strutturarono secondo i medesimi principi, in linea di massima l'unità  più piccola era il "gruppo" formato da una decina di miliziani, che aveva per rappresentante un delegato democraticamente eletto; dieci gruppi formavano una "'''Centuria'''", con un delegato di centuria eletto come rappresentante della stessa; un numero di centurie non prefissato, ma dipendente dalle esigenze belliche delle diverse zone, costituiva un "'''Batallón'''" (Battaglione); l'insieme dei Battaglioni andava a costituire una "'''Colonna'''". La Colonna era comandata da un comitato di guerra eletto dai miliziani e rimovibile; in genere ogni colonna aveva aggregati ex ufficiali dell'esercito ed esperti d'artiglieria e nell'uso degli esplosivi.
 
 
 
A tutte queste unità  aderirono molti italiani [[antifascismo|antifascisti]], anarchici e non anarchici: ve n'erano nella '''[[Columna Roja y Negra]]''', nella '''[[colonna del Barrio]]''', nel '''[[Battaglione Matteotti]]''' (battaglione formatosi nel gennaio [[1937]] all'interno della leggendaria '''[[Colonna Buenaventura Durruti]]''' ), nella '''[[Colonna Ascaso]]''', nella  '''[[Divisione Carlo Marx]]''' formata da comunisti antistalinisti, nella '''[[Colonna Tierra y Libertad]]''', nella '''[[Divisione Hortiz]]''', nella '''[[Colonna Lenin]]''', nella '''[[Centuria Errico Malatesta]]''', conosciuta anche come '''[[Battaglione della Morte]]''' (la divisa dei miliziani di questa centuria, che in seguito confluì nelle [[Brigate Internazionali]], ricorda il simbolismo degli [[Arditi]] e degli [[Arditi del Popolo]]), sotto il comando di [[Francesco Fausto Nitti]], e appunto nella '''Columna de Hierro''', fra i quali è doveroso citare [[Errico Nebbiascura]] <ref>[http://www.arivista.org/?nr=340&pag=55.htm Oltre “Terra e Libertà”]</ref> <ref>[http://archive.is/q45H da recensione del libro ''Al Diavul'']</ref>. In totale gli gli italiani attivi militarmente nelle Colonne erano circa 500, fra anarchici e comunisti antistalinisti <ref>[http://www.isgrec.it/sito_spagna/ita/percorsi_volontari_ita.htm Volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola]</ref>.
 
 
 
== Storia della Colonna de Hierro ==
 
[[File:Battaglione_anarchico_Malatesta.jpg|230 px|left|thumb|Insegne e comandante della "Centuria ''Errico Malatesta''", [[Francesco Fausto Nitti]] detto il ''comandante rosso'']][[File:Miliziani_antifascisti_della_centuria_Errico_Malatesta.jpg|220 px|left|thumb|Miliziani antifascisti della "Centuria [[Errico Malatesta]]"]]
 
 
 
La '''Colonna de Hierro''' fu la più radicale Colonna anarchica attiva durante la [[rivoluzione]] e probabilmente la più efficace dal punto di vista militare.
 
 
 
=== Nascita ===
 
La Columna de Hierro nacque e si strutturò nell'agosto del [[1936]], durante una riunione di anarchici avvenuta presso il monastero di Calle Orihuela a Valencia, che diventerà  la loro "caserma". Gli anarchici valenciani del gruppo ''[[Nosotros]]'' - [[José Pellicer]], [[Elías García Segarra|Segarra]], [[Omar Cortés|Cortés]], [[Rodilla]] e Berga - furono i principali fondatori della Colonna.
 
 
 
=== Il fronte di Teruel ed altre battaglie ===
 
 
 
Il principio primo che portò alla nascita di questa colonna fu l'[[autogestione]] delle lotte [[antifascismo|antifasciste]], come si evidenzia nello stralcio del documento costitutivo qui riportato:
 
 
 
: «La costituzione del Comitato di Guerra è accettata da tutte le milizie confederali. Noi partiamo dall'individuo e formiamo dei gruppi di dieci, che si autogestiscono le piccole operazioni. Dieci gruppi formano una Centuria, che nomina un delegato per rappresentarla. Trenta Centurie formano una Colonna, che è diretta dal Comitato di Guerra, di cui fanno parte i delegati di Centuria» (Intervento del delegato della colonna al Pleno Regionale di Valencia, approvato dalla colonna e riprodotto dal suo organo Linea de Fuego, il 17 novembre 1936) <ref> André e Dori Prudhommeaux, La Catalogne libre, Ed. Le Combat Syndicaliste, Parigi, 1970 </ref> <ref>[http://www.filiarmonici.org/incontrolado.columna.html ''La Columna de Hierro'']</ref>.
 
 
 
Forte di 3000 miliziani ebbe il battesimo di fuoco nei pressi di Sarion, Maestrazgo, dove il [[13 agosto]] [[1936]] mise in rotta gli avversari fascisti; a breve periodo '''La Columna de Hierro''' riconquistò "La Puebla" dove fu stabilito il comando, denominato Comitato di Guerra.
 
 
 
A Teruel '''la Columna''' prese parte da protagonista alla battaglia che riconquistò gran parte della città, combattendo fianco a fianco delle altre colonne anarchiche giunte da Sagunto e Castellon della Plana. Dopo i combattimenti si attestò a 15 km da Sagunto.
 
C'è da aggiungere che le decisioni, come per ogni colonna anarchica, non venivano prese secondo i comuni [[gerarchia|canoni gerarchici]] militari, anche se poi in combattimento veniva seguito il metodo militare "ordinario". Ciò sarà  ben evidenziato sottolineato anche nelle memorie di [[Francesco Fausto Nitti]], curate dallo storico Pietro Ramella <ref>[[Nestor Romero]], Agorà, n° 3, autunno 1980, ed. Pensée et Action, Toulouse, pag. 37.</ref>.
 
 
 
=== Anarchici radicali: pensiero ed azione===
 
La colonna di ferro fu tra le più radicali colonne anarchiche, ma anche la più diffamata, perché veniva accusata di ogni nefandezza compiuta durante la guerra. Se è pur vero che ci furon degli eccessi, è anche vero che criminali comuni o provocatori compirono violenze spacciandosi per miliziani della Colonna. Questi fatti furono poi strumentalizzati dala propaganda anti-anarchica.
 
 
 
Ma più di ogni altra, così come la [[Colonna Durruti|Durruti]], la Colonna di Ferro agì come milizia e come organo rivoluzionario: ogni zona liberata veniva imposto, attraverso una sana dialettica con la popolazione, il [[comunismo libertario]] e le collettivizzazioni. Questo è uno dei motivi per cui era mal vista dagli stalinisti e dai militari repubblicani legati alle istituzioni governative.
 
 
 
La forza della '''Colonna di Ferro''' fu notevole anche dal punto di vista organizzativo e propagandistico, grazie anche alla pubblicazione del [[stampa anarchica|quotidiano]] «[[Linea de Fuego]]», redatto e distribuito dai miliziani aderenti al "Sindacato delle Arti Grafiche" di Valencia, che non solo non fecero mai mancare scritti di informazione militare, politica e sociale, ma anche quelli a carattere [[filosofia|filosofico]] e [[letteratura|letterario]]. La fama di questa [[stampa anarchica|rivista]] fu tale che arrivò a pubblicare gli annunci di "libera unione" dei miliziani, le cui cerimonie generalmente erano officiate dal segretario del "Comitato della Colonna" <ref>N. Romero, op. cit., pag. 37</ref>.
 
 
 
=== La militarizzazione ===
 
{{vedi|Comitato_Centrale_delle_Milizie_Antifasciste#La_militarizzazione}}
 
Inizialmente l'insurrezione proletaria contro il golpe fascista di [[Franco]] fu portata avanti dalle [[milizie antifasciste|milizie]], le cui attività  furono poi coordinate dal [[Comitato Centrale delle Milizie Antifasciste]], ma sin da poco prima del suo scioglimento ([[2 ottobre]] [[1936]]) il nuovo governo della Generalitat operò per limitare la [[libertà]] d'azione delle milizie popolari ed inquadrarle così in un [[esercito]] regolare.
 
 
 
Le truppe si dimostrarono ostili, ma gradualmente, volenti o nolenti, accettarono la militarizzazione. Tutte le milizie che rifiutavano il decreto non avrebbero più ricevuto rifornimenti di alcuni tipo (cibo ed armi). L'ultima Colonna anarchica ad accettare la militarizzazione fu proprio la [[Columna de Hierro]] di [[José Pellicer]]. Alla fine fu integrata nell'esercito repubblicano diventando l'83° Brigata.
 
 
 
==Note==
 
<references/>
 
== Bibliografia ==
 
 
 
*José Peirats, ''Breve storia del sindacalismo libertario spagnolo'', Edizioni RL, 1962
 
*[[Abel Paz]], José Luis Gutiérrez Molina, Chuck Morse ''Durruti in the Spanish revolution'', AK Press, 2007
 
*[[Emma Goldman]], [[David Porter]], ''Vision on Fire: Emma Goldman on the Spanish Revolution'', AK Press, 2007
 
*[[Abel Paz]], ''Cronica de la columna de hierro'', Virus, 2002
 
*Katia Massara, ''Il popolo al confino'',  Archivio centrale dello Stato, 1991
 
* José Peirats, ''Diccionario del anarquismo'', DOPESA, 1977
 
*Claudio Silingardi, ''[[Rivoluzio Gilioli]]: un anarchico nella lotta antifascista (1903-1937)'', Istituto storico della Resistenza, 1984
 
*[[Abel Paz]], ''Cronaca appassionata della Colonna di Ferro'', Autoproduzioni Fenix, 2006
 
 
 
== Voci correlate ==
 
*[[Buenaventura Durruti]]
 
*[[Francisco Ascaso]]
 
 
 
== Collegamenti esterni ==
 
*[http://www.filiarmonici.org/incontrolado.columna.html La Columna de Hierro]
 
*[https://web.archive.org/web/20081202081930/http://www.geocities.com/CapitolHill/5602/columna.html Scritti inerenti la Colonna di Ferro (tratti dalla rivista «Nosotros»)]
 
*[http://isole.ecn.org/filiarmonici/incontrolado.nosotros.html Info su Nosotros], organizzazione militare anarchica costituita a Barcellona da: [[Buenaventura Durruti]], [[Francisco Ascaso]], [[Juan García Oliver]] e [[Gregorio Jover]].
 
 
 
[[Categoria:Storia]]
 
[[Categoria:Rivoluzione spagnola]]
 

Versione attuale delle 23:57, 15 gen 2020

Reindirizza a: