Augustin Souchy: differenze tra le versioni

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Rientrato in patria, scrive un libro assai critico sullo sviluppo del regime sovietico. Nel [[1922]], viene eletto segretario della [[AIT-anarcosindacalista|nuova AIT]] insieme a [[Rudolf Rocker]] e [[Alexander Schapiro]]. Souchy viene inoltre incaricato della redazione della rivista ''Die Internationale''. Alla presa del potere da parte di Hitler nel 1933, si rifugia in [[Francia]].
Rientrato in patria, scrive un libro assai critico sullo sviluppo del regime sovietico. Nel [[1922]], viene eletto segretario della [[AIT-anarcosindacalista|nuova AIT]] insieme a [[Rudolf Rocker]] e [[Alexander Schapiro]]. Souchy viene inoltre incaricato della redazione della rivista ''Die Internationale''. Alla presa del potere da parte di Hitler nel 1933, si rifugia in [[Francia]].


Nel luglio del [[1936]] partecipa ai primi giorni della [[rivoluzione spagnola|rivoluzione di Spagna]] contro il golpe di [[Francisco Franco]]. Nel [[1939]], alla sconfitta del fronte repubblicano, si rifugia in [[Francia]], dove viene internato in un campo di concentramento, prima di scappare verso il [[Messico]], dove collabora con i sindacati transalpini. Fa rientro in [[Germania]] nel [[1950]]. L'estate del [[1960]] si reca nella [[Cuba]] rivoluzionaria, invitato dal regime di Castro per studiare la vita dei contadini cubani; Souchy però è molto deluso da quel che vede ed il risultato è la pubblicazione di un opuscolo molto critico della Rivoluzione Cubana e del governo comunista di Fidel Castro, la cui edizione sarà  completamente distrutta dalle [[autorità ]] comuniste cubane. Nel [[1962]] collabora in Madagascar con la ''Confederation of Free Trade Unions'' (CFTU,« Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi») ed in seguito, tra il [[1963]] e il [[1966]], in America Latina e in Etiopia con la'' International Labour Organitsation'' (ILO, «Organizzazione Internazionale del Lavoro»). Negli anni successivi se ne va in giro per il mondo a studiare esperienze autogestionarie, come quelle dei primi [[kibbutz]] in [[Israele]] e nella Jugoslavia di [[Tito]]. Conoscitore di ben 11 lingue, ha insegnato per molti anni al Escoles Berlitz.
Nel luglio del [[1936]] partecipa ai primi giorni della [[rivoluzione spagnola|rivoluzione di Spagna]] contro il golpe di [[Francisco Franco]]. Nel [[1939]], alla sconfitta del fronte repubblicano, si rifugia in [[Francia]], dove viene internato in un campo di concentramento, prima di scappare verso il [[Messico]], dove collabora con i sindacati transalpini. Fa rientro in [[Germania]] nel [[1950]]. L'estate del [[1960]] si reca nella [[Cuba]] rivoluzionaria, invitato dal regime di Castro per studiare la vita dei contadini cubani; Souchy però è molto deluso da quel che vede ed il risultato è la pubblicazione di un opuscolo molto critico della Rivoluzione Cubana e del governo comunista di Fidel Castro, la cui edizione sarà  completamente distrutta dalle [[autorità]] comuniste cubane. Nel [[1962]] collabora in Madagascar con la ''Confederation of Free Trade Unions'' (CFTU,« Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi») ed in seguito, tra il [[1963]] e il [[1966]], in America Latina e in Etiopia con la'' International Labour Organitsation'' (ILO, «Organizzazione Internazionale del Lavoro»). Negli anni successivi se ne va in giro per il mondo a studiare esperienze autogestionarie, come quelle dei primi [[kibbutz]] in [[Israele]] e nella Jugoslavia di [[Tito]]. Conoscitore di ben 11 lingue, ha insegnato per molti anni al Escoles Berlitz.


Morto a Monaco nel [[1984]], ci lascia numerose opere (molte delle quali conservate all'[[International Institute of Social History]] di Amsterdam): ''Reise nach Russland 1920'' (1920), ''Schreckensherrschaft in Amerika'' (1927), ''Sacco und Vanzetti'' (1927), ''The tragic week in May'' (1937, sul maggio barcellonese), ''Entre campesinos aragoneses'' (1937), ''Nacht über Spanien. Anarcho-Syndikalisten in Revolution und Bürgerkrieg'' (1936-39) (1955), ''Die soziale Revolution in Spanien. Kollektivierung der Industrie und Landwirtschaft in Spanien (1936-1939)'' (1974, con Erich Gerlach), ''Zwischen Generälen: Campesinos und Revolutionären'' (1974), ''Vorsicht: Anarchist! Ein Leben für die Freiheit. Politische Erinnerungen'' (1977, autobiografia) e ''Reisen durch die Kibbuzim'' (1984), ''Erich Mühsam'' (1984), ''Die lange Hoffnung. Erinnerungen an ein anderes Spanien'' (1985, postumo, scritto con [[Clara Thalmann]]), ecc.  
Morto a Monaco nel [[1984]], ci lascia numerose opere (molte delle quali conservate all'[[International Institute of Social History]] di Amsterdam): ''Reise nach Russland 1920'' (1920), ''Schreckensherrschaft in Amerika'' (1927), ''Sacco und Vanzetti'' (1927), ''The tragic week in May'' (1937, sul maggio barcellonese), ''Entre campesinos aragoneses'' (1937), ''Nacht über Spanien. Anarcho-Syndikalisten in Revolution und Bürgerkrieg'' (1936-39) (1955), ''Die soziale Revolution in Spanien. Kollektivierung der Industrie und Landwirtschaft in Spanien (1936-1939)'' (1974, con Erich Gerlach), ''Zwischen Generälen: Campesinos und Revolutionären'' (1974), ''Vorsicht: Anarchist! Ein Leben für die Freiheit. Politische Erinnerungen'' (1977, autobiografia) e ''Reisen durch die Kibbuzim'' (1984), ''Erich Mühsam'' (1984), ''Die lange Hoffnung. Erinnerungen an ein anderes Spanien'' (1985, postumo, scritto con [[Clara Thalmann]]), ecc.  
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