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Questa è in assoluto la prima traduzione del libello ''Die Theorie des Anarchismus'' ([[1894]]) del noto giurista tedesco Rudolf Stammler, raro tentativo, da parte del mondo accademico di fine Ottocento, di analizzare la teoria anarchica per metterne in luce l'essenza, la sua caratteristica fondamentale. Da [[Proudhon]] a [[Stirner]], da [[Kropotkin]] a [[Bakunin]], da [[Tucker]] a [[Mackay]], Stammler scandaglia le varie correnti anarchiche, da quelle [[comunismo anarchico|comuniste]] a quelle [[anarco-individualismo|individualiste]], assegnandogli il posto che meritano nelle scienze sociali e mettendo a tacere i luoghi comuni che vogliono l'anarchia figlia del caos, desiderio di violenti e folli, ideale valido nella teoria ma non nella pratica. Può la convivenza sociale basarsi su mere regole convenzionali? È rispondendo a questa domanda cruciale che l'autore anticipa incredibilmente prospettive anarchiche successive, affrontando temi strategici ancora oggi attuali. | Questa è in assoluto la prima traduzione del libello ''Die Theorie des Anarchismus'' ([[1894]]) del noto giurista tedesco Rudolf Stammler, raro tentativo, da parte del mondo accademico di fine Ottocento, di analizzare la teoria anarchica per metterne in luce l'essenza, la sua caratteristica fondamentale. Da [[Proudhon]] a [[Stirner]], da [[Kropotkin]] a [[Bakunin]], da [[Tucker]] a [[Mackay]], Stammler scandaglia le varie correnti anarchiche, da quelle [[comunismo anarchico|comuniste]] a quelle [[anarco-individualismo|individualiste]], assegnandogli il posto che meritano nelle scienze sociali e mettendo a tacere i luoghi comuni che vogliono l'anarchia figlia del caos, desiderio di violenti e folli, ideale valido nella teoria ma non nella pratica. Può la convivenza sociale basarsi su mere regole convenzionali? È rispondendo a questa domanda cruciale che l'autore anticipa incredibilmente prospettive anarchiche successive, affrontando temi strategici ancora oggi attuali. | ||
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== '''''«L'anarchico delle due ruote»''''' di Luigi Rossi == | |||
Un poeta del viaggio, un eroe del fango e della polvere, un ciclista che riuniva le folle al suo passaggio. L'anarchico delle due ruote, così il fondatore del ''Corriere della Sera'' definì [[Luigi Masetti]], il primo cicloviaggiatore del quale si abbia memoria. Pioniere dei viaggi avventurosi e protagonista di grandi imprese, nel [[1893]] [[Masetti]] compie il viaggissimo Milano-Londra-Chicago-Londra-Milano in bicicletta. Il resoconto del viaggio viene pubblicato a puntate sulle pagine del ''Corriere della Sera'' e un suo lungo ritratto appare sulla rivista del Touring Club Italiano. Dal Polesine, dove nasce e trascorre la prima giovinezza, [[Masetti]] si trasferisce a Milano e da qui esplora il mondo di fine Ottocento dalla sella della bici. Attraversa [[Stati Uniti]], [[Francia]], [[Spagna]], [[Germania]], [[Russia]], Medio Oriente; incontra e conosce il presidente degli [[Stati Uniti]] e conversa amabilmente con [[Tolstoj]]. Di lui scompaiono tracce e testimonianze nei primi anni del Novecento. Questo libro restituisce la storia di questo affascinante personaggio. | |||
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