Herbert Marcuse: differenze tra le versioni
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==Biografia== | ==Biografia== | ||
'''Herbert Marcuse''' nasce a Berlino nel [[1898]]. Una volta presa la maturità è chiamato alle armi nella ''Reichswehr'' per la Prima | '''Herbert Marcuse''' nasce a Berlino nel [[1898]]. Una volta presa la maturità è chiamato alle armi nella ''Reichswehr'' per la Prima guerra mondiale. Nel [[1917]] diviene militante del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD); nel [[1918]] inizia gli studi di Germanistica e storia della letteratura tedesca, oltre a [[filosofia]] ed [[economia]], considerate come materie secondarie rispetto al suo piano di studi, all'Università di Berlino, prima e a Friburgo successivamente. Una volta che la [[rivolta spartachista]] viene soppressa violentemente dalle forze della Repubblica di Weimar, Marcuse decide di abbandonare la SPD. Nel [[1922]] consegue il dottorato a Berlino con una tesi sul romanzo d'artista tedesco (''deutscher Künstlerroman'') poi frequenta l'Istituto per la ricerca sociale di Francoforte e collabora con [[Max Horkheimer]] e [[Theodor Wiesengrund Adorno]]. | ||
Nel [[1934]], con l'avvento del [[Nazionalsocialismo|nazismo]], Marcuse emigra negli [[Stati Uniti]], dove lavora presso l'Istituto per la ricerca sociale della Columbia University (in sostanza si trattava della scuola di Francoforte trasferitasi negli USA) e insegna alla Università della California di San Diego. Tra gli anni '60 e '70 diviene una figura di riferimento per le diverse anime del movimento del [[Maggio 1968]], che avrà vaste ripercussioni nel mondo sino alla fine degli anni '70. Nel [[1979]] Marcuse muore in seguito alle conseguenze di un'emorragia cerebrale durante una visita in [[Germania]], a Starnberg. | Nel [[1934]], con l'avvento del [[Nazionalsocialismo|nazismo]], Marcuse emigra negli [[Stati Uniti]], dove lavora presso l'Istituto per la ricerca sociale della Columbia University (in sostanza si trattava della scuola di Francoforte trasferitasi negli USA) e insegna alla Università della California di San Diego. Tra gli anni '60 e '70 diviene una figura di riferimento per le diverse anime del movimento del [[Maggio 1968]], che avrà vaste ripercussioni nel mondo sino alla fine degli anni '70. Nel [[1979]] Marcuse muore in seguito alle conseguenze di un'emorragia cerebrale durante una visita in [[Germania]], a Starnberg. | ||
== La sua filosofia == | == La sua filosofia == | ||
Discepolo di [[Theodor Adorno]], Marcuse rielabora le tematiche [[Hegel|hegeliane]] e [[marxismo|marxiste]] che lo portano ad una teorizzazione del cosiddetto pensiero-negativo, cioè a porre in primo piano il momento negativo della [ | Discepolo di [[Theodor Adorno]], Marcuse rielabora le tematiche [[Hegel|hegeliane]] e [[marxismo|marxiste]] che lo portano ad una teorizzazione del cosiddetto pensiero-negativo, cioè a porre in primo piano il momento negativo della [[Hegel#La_Dialettica_hegeliana|dialettica hegeliana]]. Da qui la critica alla società repressiva, all'alienazione del lavoro (sia dei paesi socialisti che di quelli [[capitalismo|capitalistici]]), al consumismo e alla convinzione che la [[rivoluzione]] non possa più essere opera della classe operaia (oramai integrata ampiamente nel sistema) ma solo da “coloro che sono senza speranza”, cioè gli emarginati, le minoranze e in generale da tutti i non integrati nel sistema. | ||
In "Eros e civiltà " il pensatore tedesco formula l'idea di una società “liberata” in aperta polemica con alcune tesi di [[Sigmund Freud|Freud]]. Per quest'ultimo infatti la storia dell'uomo è storia della sua [[repressione]]; ciò nel preciso senso che la cultura e la [[civiltà]] sono state possibili e sopravvivono solo grazie a costrizioni sociali e biologiche sopportate dai singoli [[individuo|individui]]. | In "Eros e civiltà " il pensatore tedesco formula l'idea di una società “liberata” in aperta polemica con alcune tesi di [[Sigmund Freud|Freud]]. Per quest'ultimo infatti la storia dell'uomo è storia della sua [[repressione]]; ciò nel preciso senso che la cultura e la [[civiltà]] sono state possibili e sopravvivono solo grazie a costrizioni sociali e biologiche sopportate dai singoli [[individuo|individui]]. | ||