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&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;|&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;|&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;−&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #ffe49c; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;{{Biblioteca/Titolo 2|nome=&amp;lt;big&amp;gt;&amp;lt;span style=&quot;color:#C11B17&quot;&amp;gt;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;&#039;&#039;Sull&lt;/del&gt;&#039;anarchia&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, oggi&#039;&#039;&lt;/del&gt;&amp;lt;/span&amp;gt;&amp;lt;/big&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Giorgio Agamben&lt;/del&gt;|autore=&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Giorgio Agamben&lt;/del&gt;|altro=da &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;quodlibet&lt;/del&gt;.it}}&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;{{Biblioteca/Titolo 2|nome=&amp;lt;big&amp;gt;&amp;lt;span style=&quot;color:#C11B17&quot;&amp;gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;«Efficienza ed equità dell&lt;/ins&gt;&#039;anarchia &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;e di altri sistemi sociali storici: un semplice modello esplorativo»&lt;/ins&gt;&amp;lt;/span&amp;gt;&amp;lt;/big&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Guido Candela e Roberto Cellini&lt;/ins&gt;|autore=&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Guido Candela e Roberto Cellini&lt;/ins&gt;|altro=da &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;dima.univr&lt;/ins&gt;.it}}&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;−&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #ffe49c; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Se per chi intenda pensare la politica, &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;cui costituisce in qualche modo l&#039;estremo fuoco o punto di fuga&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;l&#039;&lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;non ha mai cessato &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;essere attuale&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;tale essa è oggi anche per l&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ingiusta&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;feroce persecuzione cui è sottoposto un &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchico&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;nelle carceri italiane. Parlare di &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/del&gt;]], &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;come pure si è dovuto fare&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;sul piano &lt;/del&gt;del [[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;diritto&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;riconosca il diritto &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;negare lo &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/del&gt;]], così &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;come, se si intende portare &lt;/del&gt;il &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;diritto &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;resistenza fino alle sue conseguenze ultime&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata &lt;/del&gt;la &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;possibilità della guerra civile. Per pensare &lt;/del&gt;l&#039;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;oggi converrà pertanto porsi in tutt&#039;altra prospettiva &lt;/del&gt;e &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;amministrazione allo [[stato]]&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;In quest&#039;accusa si nasconde infatti &lt;/del&gt;un &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;problema politico decisivo&lt;/del&gt;, che &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Un problema tanto &lt;/del&gt;più &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;urgente&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo di realizzare in qualche modo parodicamente quello che era per Engels lo scopo dichiarato dell&#039;&lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;– &lt;/del&gt;e&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&#039;amministrazione allo &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/del&gt;]], &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;quanto piuttosto l&#039;identificazione di &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/del&gt;]] e &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;amministrazione in &lt;/del&gt;una &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;sorta &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Leviatano, &lt;/del&gt;che &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;assume la maschera bonaria dell&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;amministratore&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro (&#039;&#039;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&#039;&#039;) in cui la &#039;&#039;governance&#039;&#039;, l&#039;esercizio del governo, eccedendo e contaminando i poteri tradizionali (legislativo, esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni e i poteri &lt;/del&gt;che &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ad essi spettavano. Che cos&#039;è l&#039;amministrazione? &#039;&#039;Minister&#039;&#039;, da cui &lt;/del&gt;il &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;termine deriva, &lt;/del&gt;è &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il servo o l&#039;aiutante in opposizione al &#039;&#039;magister&#039;&#039;, il padrone, il titolare &lt;/del&gt;del [[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;potere&lt;/del&gt;]]. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Il vocabolo deriva dalla radice *&#039;&#039;men&#039;&#039;&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;che significa la diminuzione e la piccolezza. Il &#039;&#039;minister&#039;&#039; sta al &#039;&#039;magister&#039;&#039; come &lt;/del&gt;il &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;&#039;&#039;minus&#039;&#039; sta al &#039;&#039;magis&#039;&#039;, il meno al più, &lt;/del&gt;il &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;piccolo al grande, ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;idea dell&#039;&#039;&#039;anarchia&#039;&#039; consisterebbe, almeno secondo Engels, nel tentativo di pensare un &#039;&#039;minister&#039;&#039; senza un &#039;&#039;magister&#039;&#039;, un servitore senza un padrone&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Tentativo certamente interessante&lt;/del&gt;, dal &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;momento che può essere tatticamente vantaggioso giocare in questo modo il servo contro il padrone, il meno contro il più e pensare una &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;società&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;in cui tutti sono ministri e nessuno &#039;&#039;magister&#039;&#039; o capo. È quanto &lt;/del&gt;in un &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;certo senso aveva fatto &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Hegel&lt;/del&gt;]], &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;mostrando nella sua famigerata dialettica che &lt;/del&gt;il &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;servo finisce in ultimo col dominare il padrone&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;È nondimeno innegabile &lt;/del&gt;che &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;le &lt;/del&gt;due &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;figure-chiave della politica occidentale restano in questo modo legate l&#039;una all&#039;altra in un&#039;instancabile relazione&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;di cui è impossibile una volta per tutte venire a capo. Un&#039;idea radicale di &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;non può allora che sciogliersi dall&#039;incessante dialettica del servo e dello schiavo, del &#039;&#039;minister&#039;&#039; e del &#039;&#039;magister&#039;&#039;&lt;/del&gt;, per &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;situarsi risolutamente nello scarto &lt;/del&gt;che &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;li divide. Il &#039;&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;tertium&#039;&#039; che appare in questo varco non sarà più né amministrazione né &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/del&gt;]], &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;né &lt;/del&gt;&#039;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;minus&lt;/del&gt;&#039;&#039; &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;né &lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;&#039;magis&#039;&#039;: sarà piuttosto fra &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;essi come un resto&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;che esprime &lt;/del&gt;la &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;loro impossibilità &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;coincidere&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;L&lt;/del&gt;&#039;[[anarchia]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;è&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;cioè, innanzitutto, la sconfessione radicale non tanto dello [[stato]] &lt;/del&gt;né &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;semplicemente dell&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;amministrazione, quanto piuttosto della pretesa del &lt;/del&gt;[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;[potere]] di far coincidere [[stato]] e amministrazione nel governo degli uomini&lt;/del&gt;. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;È contro questa pretesa che l&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;[[anarchico&lt;/del&gt;]&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;] si batte, in nome in ultima analisi di quell&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ingovernabile, che è il punto di fuga di ogni comunità fra gli uomini.&lt;/del&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Abbiamo proposto una modellizzazione (invero molto semplice) del funzionamento del sistema economico secondo scuole &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;pensiero anarchiche. Abbiamo confrontato i risultati con le realizzazioni associabili ad altri due sistemi sociali storici&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il [[capitalismo]] e il &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo&lt;/ins&gt;]]&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;. Abbiamo mostrato che un sistema anarchico “di base” porta a un livello di produzione inefficiente, poiché difetta &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;coordinamento nella produzione e nella valorizzazione dei beni&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;a causa dell&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;eccessiva frammentazione dei diritti di proprietà. Al contrario&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;e il &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;realizzano un sistema più efficiente (ed ugualmente efficiente fra loro&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;sulla carta), in termini sia del prodotto reale sia del prodotto monetario: il primo, per l’intervento dell&#039;impresa privata del capitalista&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il secondo in virtù del coordinamento &lt;/ins&gt;del &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ministro della produzione. Tuttavia, &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;e &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;introducono entrambi elementi &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;disparità sociale, anche sul piano teorico. Infatti, nel &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo&lt;/ins&gt;]], &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;uno degli agenti oltre a conferire la sua risorsa (ad esempio, il lavoro) è anche ministro della produzione, assumendo &lt;/ins&gt;così &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;istituzionalmente &lt;/ins&gt;il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;potere &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;dettare la distribuzione della produzione, del reddito&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;e dei consumi; &lt;/ins&gt;la &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;deriva burocratico-predatoria è quindi &lt;/ins&gt;l&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;esito scontato. Nel &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo&lt;/ins&gt;]]&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, uno degli agenti oltre a conferire la sua risorsa ha anche il diritto privato sul prodotto &lt;/ins&gt;e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;quindi sul profitto dell&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;impresa&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Proprio nella distribuzione, allora, questi due sistemi manifestano i loro maggiori problemi sociali, perché il primo può deviare verso &lt;/ins&gt;un &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo predatorio&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;mentre il secondo comporta &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;la distribuzione sia dettata esogenamente e lasci quindi campo aperto ad una conflittualità sociale&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;I due sistemi teoricamente &lt;/ins&gt;più &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;efficienti&lt;/ins&gt;, [[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo&lt;/ins&gt;]] e [[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo&lt;/ins&gt;]], &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;sono equi&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-side-deleted&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;solo nei casi estremi del &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo anarchico&lt;/ins&gt;]] e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;del capitalismo perfettamente concorrenziale: il primo perché è fondato su &lt;/ins&gt;una &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;distribuzione bilanciata dei poteri (delle proprietà costituzionali) che realizza un comunismo attuato tramite soluzioni contrattuali; il secondo perché verifica un equilibrio &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;lungo periodo &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;lascia un profitto nullo all&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;impresa capitalistica&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;La “storia” ha mostrato &lt;/ins&gt;che il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;[[comunismo]] &lt;/ins&gt;è &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;risultato di fatto meno efficiente e meno equo &lt;/ins&gt;del [[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo&lt;/ins&gt;]]. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Meno efficiente&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;perché &lt;/ins&gt;il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ministro della produzione non è&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-side-deleted&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato abile quanto &lt;/ins&gt;il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;mercato nell&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;organizzare la produzione&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Meno equo&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;per due motivi: &lt;/ins&gt;dal &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;lato del &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo&lt;/ins&gt;]]&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, perché esso si è sistematicamente risolto &lt;/ins&gt;in un &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;comunismo predatorio; dal lato del &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo&lt;/ins&gt;]], &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;perché &lt;/ins&gt;il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;capitalismo sindacale ha usato l&#039;esogenità&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>K2</name></author>
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		<title>K2 il 19:11, 19 giu 2024</title>
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		<updated>2024-06-19T19:11:47Z</updated>

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Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. Un problema tanto più urgente, in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo di realizzare in qualche modo parodicamente quello che era per Engels lo scopo dichiarato dell&amp;#039;[[anarchia]] – e, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&amp;#039;amministrazione allo [[stato]], quanto piuttosto l&amp;#039;identificazione di [[stato]] e amministrazione in una sorta di Leviatano, che assume la maschera bonaria dell&amp;#039;amministratore. È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro (&amp;#039;&amp;#039;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&amp;#039;&amp;#039;) in cui la &amp;#039;&amp;#039;governance&amp;#039;&amp;#039;, l&amp;#039;esercizio del governo, eccedendo e contaminando i poteri tradizionali (legislativo, esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&amp;#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni e i poteri che ad essi spettavano. Che cos&amp;#039;è l&amp;#039;amministrazione? &amp;#039;&amp;#039;Minister&amp;#039;&amp;#039;, da cui il termine deriva, è il servo o l&amp;#039;aiutante in opposizione al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, il padrone, il titolare del [[potere]]. Il vocabolo deriva dalla radice *&amp;#039;&amp;#039;men&amp;#039;&amp;#039;, che significa la diminuzione e la piccolezza. Il &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; come il &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;, il meno al più, il piccolo al grande, ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&amp;#039;idea dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchia&amp;#039;&amp;#039; consisterebbe, almeno secondo Engels, nel tentativo di pensare un &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; senza un &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, un servitore senza un padrone. Tentativo certamente interessante, dal momento che può essere tatticamente vantaggioso giocare in questo modo il servo contro il padrone, il meno contro il più e pensare una [[società]] in cui tutti sono ministri e nessuno &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; o capo. È quanto in un certo senso aveva fatto [[Hegel]], mostrando nella sua famigerata dialettica che il servo finisce in ultimo col dominare il padrone. È nondimeno innegabile che le due figure-chiave della politica occidentale restano in questo modo legate l&amp;#039;una all&amp;#039;altra in un&amp;#039;instancabile relazione, di cui è impossibile una volta per tutte venire a capo. Un&amp;#039;idea radicale di [[anarchia]] non può allora che sciogliersi dall&amp;#039;incessante dialettica del servo e dello schiavo, del &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; e del &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, per situarsi risolutamente nello scarto che li divide. Il &amp;#039;&amp;#039;tertium&amp;#039;&amp;#039; che appare in questo varco non sarà più né amministrazione né [[stato]], né &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; né &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;: sarà piuttosto fra di essi come un resto, che esprime la loro impossibilità di coincidere. L&amp;#039;[[anarchia]] è, cioè, innanzitutto, la sconfessione radicale non tanto dello [[stato]] né semplicemente dell&amp;#039;amministrazione, quanto piuttosto della pretesa del [[potere]] di far coincidere [[stato]] e amministrazione nel governo degli uomini. È contro questa pretesa che l&amp;#039;[[anarchico]] si batte, in nome in ultima analisi di quell&amp;#039;ingovernabile, che è il punto di fuga di ogni comunità fra gli uomini.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Se per chi intenda pensare la politica, di cui costituisce in qualche modo l&amp;#039;estremo fuoco o punto di fuga, l&amp;#039;[[anarchia]] non ha mai cessato di essere attuale, tale essa è oggi anche per l&amp;#039;ingiusta, feroce persecuzione cui è sottoposto un [[anarchico]] nelle carceri italiane. Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. Un problema tanto più urgente, in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo di realizzare in qualche modo parodicamente quello che era per Engels lo scopo dichiarato dell&amp;#039;[[anarchia]] – e, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&amp;#039;amministrazione allo [[stato]], quanto piuttosto l&amp;#039;identificazione di [[stato]] e amministrazione in una sorta di Leviatano, che assume la maschera bonaria dell&amp;#039;amministratore. È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro (&amp;#039;&amp;#039;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&amp;#039;&amp;#039;) in cui la &amp;#039;&amp;#039;governance&amp;#039;&amp;#039;, l&amp;#039;esercizio del governo, eccedendo e contaminando i poteri tradizionali (legislativo, esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&amp;#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni e i poteri che ad essi spettavano. Che cos&amp;#039;è l&amp;#039;amministrazione? &amp;#039;&amp;#039;Minister&amp;#039;&amp;#039;, da cui il termine deriva, è il servo o l&amp;#039;aiutante in opposizione al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, il padrone, il titolare del [[potere]]. Il vocabolo deriva dalla radice *&amp;#039;&amp;#039;men&amp;#039;&amp;#039;, che significa la diminuzione e la piccolezza. Il &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; come il &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;, il meno al più, il piccolo al grande, ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&amp;#039;idea dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchia&amp;#039;&amp;#039; consisterebbe, almeno secondo Engels, nel tentativo di pensare un &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; senza un &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, un servitore senza un padrone. Tentativo certamente interessante, dal momento che può essere tatticamente vantaggioso giocare in questo modo il servo contro il padrone, il meno contro il più e pensare una [[società]] in cui tutti sono ministri e nessuno &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; o capo. È quanto in un certo senso aveva fatto [[Hegel]], mostrando nella sua famigerata dialettica che il servo finisce in ultimo col dominare il padrone. È nondimeno innegabile che le due figure-chiave della politica occidentale restano in questo modo legate l&amp;#039;una all&amp;#039;altra in un&amp;#039;instancabile relazione, di cui è impossibile una volta per tutte venire a capo. Un&amp;#039;idea radicale di [[anarchia]] non può allora che sciogliersi dall&amp;#039;incessante dialettica del servo e dello schiavo, del &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; e del &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, per situarsi risolutamente nello scarto che li divide. 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		<title>K2 il 19:11, 19 giu 2024</title>
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Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. Un problema tanto più urgente, in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo di realizzare in qualche modo parodicamente quello che era per Engels lo scopo dichiarato dell&amp;#039;[[anarchia]] – e, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&amp;#039;amministrazione allo [[stato]], quanto piuttosto l&amp;#039;identificazione di [[stato]] e amministrazione in una sorta di Leviatano, che assume la maschera bonaria dell&amp;#039;amministratore. È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro (&amp;#039;&amp;#039;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&amp;#039;&amp;#039;) in cui la &amp;#039;&amp;#039;governance&amp;#039;&amp;#039;, l&amp;#039;esercizio del governo, eccedendo e contaminando i poteri tradizionali (legislativo, esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&amp;#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni e i poteri che ad essi spettavano. Che cos&amp;#039;è l&amp;#039;amministrazione? &amp;#039;&amp;#039;Minister&amp;#039;&amp;#039;, da cui il termine deriva, è il servo o l&amp;#039;aiutante in opposizione al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, il padrone, il titolare del [[potere]]. Il vocabolo deriva dalla radice *&amp;#039;&amp;#039;men&amp;#039;&amp;#039;, che significa la diminuzione e la piccolezza. Il &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; come il &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;, il meno al più, il piccolo al grande, ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&amp;#039;idea dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchia&amp;#039;&amp;#039; consisterebbe, almeno secondo Engels, nel tentativo di pensare un &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; senza un &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, un servitore senza un padrone. 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Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. 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		<author><name>K2</name></author>
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		<title>K2 il 19:11, 19 giu 2024</title>
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		<updated>2024-06-19T19:11:15Z</updated>

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Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. Un problema tanto più urgente, in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo di realizzare in qualche modo parodicamente quello che era per Engels lo scopo dichiarato dell&amp;#039;[[anarchia]] – e, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&amp;#039;amministrazione allo [[stato]], quanto piuttosto l&amp;#039;identificazione di [[stato]] e amministrazione in una sorta di Leviatano, che assume la maschera bonaria dell&amp;#039;amministratore. È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro (&amp;#039;&amp;#039;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&amp;#039;&amp;#039;) in cui la &amp;#039;&amp;#039;governance&amp;#039;&amp;#039;, l&amp;#039;esercizio del governo, eccedendo e contaminando i poteri tradizionali (legislativo, esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&amp;#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni e i poteri che ad essi spettavano. Che cos&amp;#039;è l&amp;#039;amministrazione? &amp;#039;&amp;#039;Minister&amp;#039;&amp;#039;, da cui il termine deriva, è il servo o l&amp;#039;aiutante in opposizione al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, il padrone, il titolare del [[potere]]. Il vocabolo deriva dalla radice *&amp;#039;&amp;#039;men&amp;#039;&amp;#039;, che significa la diminuzione e la piccolezza. Il &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; come il &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;, il meno al più, il piccolo al grande, ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&amp;#039;idea dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchia&amp;#039;&amp;#039; consisterebbe, almeno secondo Engels, nel tentativo di pensare un &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; senza un &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, un servitore senza un padrone. Tentativo certamente interessante, dal momento che può essere tatticamente vantaggioso giocare in questo modo il servo contro il padrone, il meno contro il più e pensare una [[società]] in cui tutti sono ministri e nessuno &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; o capo. È quanto in un certo senso aveva fatto [[Hegel]], mostrando nella sua famigerata dialettica che il servo finisce in ultimo col dominare il padrone. È nondimeno innegabile che le due figure-chiave della politica occidentale restano in questo modo legate l&amp;#039;una all&amp;#039;altra in un&amp;#039;instancabile relazione, di cui è impossibile una volta per tutte venire a capo. Un&amp;#039;idea radicale di [[anarchia]] non può allora che sciogliersi dall&amp;#039;incessante dialettica del servo e dello schiavo, del &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; e del &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, per situarsi risolutamente nello scarto che li divide. Il &amp;#039;&amp;#039;tertium&amp;#039;&amp;#039; che appare in questo varco non sarà più né amministrazione né [[stato]], né &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; né &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;: sarà piuttosto fra di essi come un resto, che esprime la loro impossibilità di coincidere. L&amp;#039;[[anarchia]] è, cioè, innanzitutto, la sconfessione radicale non tanto dello [[stato]] né semplicemente dell&amp;#039;amministrazione, quanto piuttosto della pretesa del [[potere]] di far coincidere [[stato]] e amministrazione nel governo degli uomini. È contro questa pretesa che l&amp;#039;[[anarchico]] si batte, in nome in ultima analisi di quell&amp;#039;ingovernabile, che è il punto di fuga di ogni comunità fra gli uomini.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Se per chi intenda pensare la politica, di cui costituisce in qualche modo l&amp;#039;estremo fuoco o punto di fuga, l&amp;#039;[[anarchia]] non ha mai cessato di essere attuale, tale essa è oggi anche per l&amp;#039;ingiusta, feroce persecuzione cui è sottoposto un [[anarchico]] nelle carceri italiane. Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. 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		<author><name>K2</name></author>
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		<title>K2 il 19:10, 19 giu 2024</title>
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		<updated>2024-06-19T19:10:45Z</updated>

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Parlare di [[anarchia]], come pure si è dovuto fare, sul piano del [[diritto]] implica, però, necessariamente un paradosso, perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo [[stato]] riconosca il diritto di negare lo [[stato]], così come, se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime, non si può ragionevolmente esigere che sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&amp;#039;[[anarchia]] oggi converrà pertanto porsi in tutt&amp;#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli [[anarchici]] di voler sostituire l&amp;#039;amministrazione allo [[stato]]. In quest&amp;#039;accusa si nasconde infatti un problema politico decisivo, che né i [[marxisti]] né forse gli stessi [[anarchici]] hanno posto correttamente. Un problema tanto più urgente, in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo di realizzare in qualche modo parodicamente quello che era per Engels lo scopo dichiarato dell&amp;#039;[[anarchia]] – e, cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&amp;#039;amministrazione allo [[stato]], quanto piuttosto l&amp;#039;identificazione di [[stato]] e amministrazione in una sorta di Leviatano, che assume la maschera bonaria dell&amp;#039;amministratore. È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro (&amp;#039;&amp;#039;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&amp;#039;&amp;#039;) in cui la &amp;#039;&amp;#039;governance&amp;#039;&amp;#039;, l&amp;#039;esercizio del governo, eccedendo e contaminando i poteri tradizionali (legislativo, esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&amp;#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni e i poteri che ad essi spettavano. Che cos&amp;#039;è l&amp;#039;amministrazione? &amp;#039;&amp;#039;Minister&amp;#039;&amp;#039;, da cui il termine deriva, è il servo o l&amp;#039;aiutante in opposizione al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, il padrone, il titolare del [[potere]]. Il vocabolo deriva dalla radice *&amp;#039;&amp;#039;men&amp;#039;&amp;#039;, che significa la diminuzione e la piccolezza. Il &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; come il &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; sta al &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;, il meno al più, il piccolo al grande, ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&amp;#039;idea dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchia&amp;#039;&amp;#039; consisterebbe, almeno secondo Engels, nel tentativo di pensare un &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; senza un &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, un servitore senza un padrone. Tentativo certamente interessante, dal momento che può essere tatticamente vantaggioso giocare in questo modo il servo contro il padrone, il meno contro il più e pensare una [[società]] in cui tutti sono ministri e nessuno &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039; o capo. È quanto in un certo senso aveva fatto [[Hegel]], mostrando nella sua famigerata dialettica che il servo finisce in ultimo col dominare il padrone. È nondimeno innegabile che le due figure-chiave della politica occidentale restano in questo modo legate l&amp;#039;una all&amp;#039;altra in un&amp;#039;instancabile relazione, di cui è impossibile una volta per tutte venire a capo. Un&amp;#039;idea radicale di [[anarchia]] non può allora che sciogliersi dall&amp;#039;incessante dialettica del servo e dello schiavo, del &amp;#039;&amp;#039;minister&amp;#039;&amp;#039; e del &amp;#039;&amp;#039;magister&amp;#039;&amp;#039;, per situarsi risolutamente nello scarto che li divide. Il &amp;#039;&amp;#039;tertium&amp;#039;&amp;#039; che appare in questo varco non sarà più né amministrazione né [[stato]], né &amp;#039;&amp;#039;minus&amp;#039;&amp;#039; né &amp;#039;&amp;#039;magis&amp;#039;&amp;#039;: sarà piuttosto fra di essi come un resto, che esprime la loro impossibilità di coincidere. L&amp;#039;[[anarchia]] è, cioè, innanzitutto, la sconfessione radicale non tanto dello [[stato]] né semplicemente dell&amp;#039;amministrazione, quanto piuttosto della pretesa del [[potere]] di far coincidere [[stato]] e amministrazione nel governo degli uomini. È contro questa pretesa che l&amp;#039;[[anarchico]] si batte, in nome in ultima analisi di quell&amp;#039;ingovernabile, che è il punto di fuga di ogni comunità fra gli uomini.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Se per chi intenda pensare la politica, di cui costituisce in qualche modo l&amp;#039;estremo fuoco o punto di fuga, l&amp;#039;[[anarchia]] non ha mai cessato di essere attuale, tale essa è oggi anche per l&amp;#039;ingiusta, feroce persecuzione cui è sottoposto un [[anarchico]] nelle carceri italiane. 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		<title>K2 il 19:09, 19 giu 2024</title>
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L&#039;emancipazione materiale e spirituale dell&#039;essere umano&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;per l&#039;&lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchismo&lt;/del&gt;]]&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, non può prescindere dalla abolizione dello &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Stato&lt;/del&gt;]]&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;. «In una parola&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;noi respingiamo ogni legislazione&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ogni autorità ed ogni influenza privilegiata&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;patentata, ufficiale e legale, anche uscita dal suffragio universale, convinti che essa &lt;/del&gt;non &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;potrebbe &lt;/del&gt;che &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ridondare a profitto di una minoranza dominante e governante, contro gl&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;interessi dell&#039;immensa maggioranza asservita. Ecco in qual senso noi siamo realmente &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchici&lt;/del&gt;]]&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;» (&lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Bakunin&lt;/del&gt;]]&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;). Anche in assenza &lt;/del&gt;di &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;rapporti politici di natura &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;statuale&lt;/del&gt;]]&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, l&lt;/del&gt;&#039;&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;emancipazione non &lt;/del&gt;si &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;realizza in modo automatico – vedi la società per censi o quella feudale –&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ma è certo per l&#039;&lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchismo&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;che in presenza dello &lt;/del&gt;[[&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Stato&lt;/del&gt;]] &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;questa emancipazione non può né svilupparsi, né, &lt;/del&gt;tanto &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;meno&lt;/del&gt;, &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;affermarsi. &lt;/del&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Se per chi intenda pensare la politica, di cui costituisce in qualche modo l&#039;estremo fuoco o punto di fuga, l&#039;&lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;non ha mai cessato di essere attuale, tale essa è oggi anche per l&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ingiusta, feroce persecuzione cui è sottoposto un &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchico&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;nelle carceri italiane. Parlare &lt;/ins&gt;di [[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/ins&gt;]], &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;come pure si è dovuto fare, sul piano del &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;diritto&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;implica, però&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;necessariamente un paradosso&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;perché è quanto meno contraddittorio chiedere che lo &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;riconosca il diritto di negare lo &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/ins&gt;]], &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;così come&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;se si intende portare il diritto di resistenza fino alle sue conseguenze ultime&lt;/ins&gt;, non &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;si può ragionevolmente esigere &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;sia giuridicamente tutelata la possibilità della guerra civile. Per pensare l&lt;/ins&gt;&#039;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;oggi converrà pertanto porsi in tutt&#039;altra prospettiva e interrogare piuttosto il modo in cui Engels la concepiva, quando rimproverava agli &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchici&lt;/ins&gt;]] di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;voler sostituire l&#039;amministrazione allo &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/ins&gt;]]&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;. In quest&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;accusa &lt;/ins&gt;si &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;nasconde infatti un problema politico decisivo&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;che né i &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;marxisti&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;né forse gli stessi &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchici&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;hanno posto correttamente. Un problema &lt;/ins&gt;tanto &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;più urgente&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;in quanto stiamo oggi assistendo al tentativo &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;realizzare in qualche modo parodicamente quello che era &lt;/ins&gt;per &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Engels lo scopo dichiarato dell&lt;/ins&gt;&#039;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;– e&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;cioè, non tanto la semplice sostituzione dell&#039;amministrazione allo &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/ins&gt;]]&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;, quanto piuttosto l&#039;identificazione di &lt;/ins&gt;[[stato]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;e amministrazione in &lt;/ins&gt;una &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;sorta &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Leviatano, &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;assume &lt;/ins&gt;la &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;maschera bonaria dell&#039;amministratore. È quanto Sunstein e Vermeule teorizzano in un libro &lt;/ins&gt;(&#039;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Law and Leviathan, Redeeming the Administrative State&lt;/ins&gt;&#039;&#039;) &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;in cui &lt;/ins&gt;la &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;&#039;&#039;governance&#039;&#039;, l&#039;esercizio del governo, eccedendo &lt;/ins&gt;e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;contaminando i poteri tradizionali (legislativo&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;esecutivo, giudiziario), esercita in nome dell&#039;amministrazione e in modo discrezionale le funzioni &lt;/ins&gt;e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;i poteri che ad essi spettavano. Che cos&#039;è l&#039;amministrazione? &#039;&#039;Minister&#039;&#039;, da cui il termine deriva, è il servo o l&#039;aiutante in opposizione al &#039;&#039;magister&#039;&#039;&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il padrone&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il titolare del &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;potere&lt;/ins&gt;]]&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;. Il vocabolo deriva dalla radice *&#039;&#039;men&#039;&#039;, &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;significa &lt;/ins&gt;la &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;diminuzione &lt;/ins&gt;e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;la piccolezza&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Il &#039;&#039;minister&#039;&#039; sta al &#039;&#039;magister&#039;&#039; come il &#039;&#039;minus&#039;&#039; sta al &#039;&#039;magis&#039;&#039;, il meno al più, il piccolo al grande&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ciò che diminuisce a ciò che aumenta. L&#039;idea dell&#039;&#039;&#039;anarchia&#039;&#039; consisterebbe&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;almeno secondo Engels&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;nel tentativo &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;pensare un &#039;&#039;minister&#039;&#039; senza un &#039;&#039;magister&#039;&#039;, un servitore senza un padrone&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Tentativo certamente interessante&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;dal momento che &lt;/ins&gt;può &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;essere tatticamente vantaggioso giocare in questo modo il servo contro il padrone, il meno contro &lt;/ins&gt;il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;più e pensare una &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;società&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;in cui tutti sono ministri e nessuno &#039;&#039;magister&#039;&#039; o capo&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;È quanto in un certo senso aveva fatto [[Hegel]]&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;mostrando nella sua famigerata dialettica &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;il servo finisce in ultimo col dominare il padrone. È nondimeno innegabile che le due figure-chiave della politica occidentale restano in questo modo legate l&#039;una all&#039;altra in un&#039;instancabile relazione&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;di cui è impossibile una volta per tutte venire a capo. Un&#039;idea radicale di &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;non può allora che sciogliersi dall&#039;incessante dialettica del servo e dello schiavo, del &lt;/ins&gt;&#039;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;minister&lt;/ins&gt;&#039;&#039; e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;del &lt;/ins&gt;&#039;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;magister&lt;/ins&gt;&#039;&#039;, per &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;situarsi risolutamente nello scarto che li divide. Il &#039;&#039;tertium&#039;&#039; che appare in questo varco non sarà più né amministrazione né [[stato]]&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;né &#039;&#039;minus&#039;&#039; né &#039;&#039;magis&#039;&#039;: sarà piuttosto fra di essi come &lt;/ins&gt;un &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;resto&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;che esprime la loro impossibilità &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;coincidere&lt;/ins&gt;. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;L&#039;&lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchia&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;è, cioè, innanzitutto&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;la sconfessione radicale non tanto dello &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;né semplicemente dell&lt;/ins&gt;&#039;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;amministrazione&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;quanto piuttosto della pretesa del [[potere]] di far coincidere &lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;stato&lt;/ins&gt;]] e &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;amministrazione nel governo degli uomini. È contro questa pretesa &lt;/ins&gt;che &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;l&#039;&lt;/ins&gt;[[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;anarchico&lt;/ins&gt;]] &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;si batte&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;in nome in ultima analisi &lt;/ins&gt;di &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;quell&#039;ingovernabile&lt;/ins&gt;, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;che è &lt;/ins&gt;il &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;punto di fuga di ogni comunità fra gli uomini&lt;/ins&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>K2</name></author>
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		<title>K2 il 16:18, 29 lug 2023</title>
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		<title>K2 il 16:17, 29 lug 2023</title>
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		<author><name>K2</name></author>
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