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	<title>Storia dell&#039;anarchismo in Sudafrica - Cronologia</title>
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	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>K2: Creata pagina con &quot;Localizzazione del SudafricaL&#039;&#039;&#039;&#039;anarchismo in Sudfrica&#039;&#039;&#039; si riferisce tanto all&#039;organizzazione politica antiautoritaria presente in diverse società tradizionali africane, quanto al moderno movimento anarchico del Sud dell&#039;Africa. Il movimento anarchico sudafricano ha una lunghissima tradizione, ed oggi è presente quella che è la più importante organizzazione anarchica africana, la Zabalaza Anarc...&quot;</title>
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		<updated>2022-11-03T16:32:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;&lt;a href=&quot;/index.php/File:South_Africa_(orthographic_projection).png&quot; title=&quot;File:South Africa (orthographic projection).png&quot;&gt;thumb|200 px|Localizzazione del Sudafrica&lt;/a&gt;L&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchismo in Sudfrica&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; si riferisce tanto all&amp;#039;organizzazione politica antiautoritaria presente in diverse società tradizionali africane, quanto al moderno movimento anarchico del Sud dell&amp;#039;Africa. Il &lt;a href=&quot;/index.php/Movimento_anarchico&quot; class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Movimento anarchico&quot;&gt;movimento anarchico&lt;/a&gt; sudafricano ha una lunghissima tradizione, ed oggi è presente quella che è la più importante organizzazione anarchica africana, la Zabalaza Anarc...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;[[File:South Africa (orthographic projection).png|thumb|200 px|Localizzazione del Sudafrica]]L&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;anarchismo in Sudfrica&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; si riferisce tanto all&amp;#039;organizzazione politica antiautoritaria presente in diverse società tradizionali africane, quanto al moderno movimento anarchico del Sud dell&amp;#039;Africa. Il [[movimento anarchico]] sudafricano ha una lunghissima tradizione, ed oggi è presente quella che è la più importante organizzazione anarchica africana, la [[Zabalaza Anarchist Communist Front]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&amp;#039;anarchismo e le culture tradizionali ==&lt;br /&gt;
Gli [[Storia dell&amp;#039;anarchismo|storici dell&amp;#039;anarchismo]] [[Sam Mbah]] e [[I. E. Igariwey]] - nigeriani, anarchici e militanti della [[Awareness League]] - nel loro &amp;#039;&amp;#039;African Anarchism: The History of a Movement&amp;#039;&amp;#039; a proposito delle tradizionali società africane riportano quanto segue:&lt;br /&gt;
: «In maggiore o minore misura, tutte le [...] società tradizionali africane hanno manifestato “elementi anarchici” che, dopo attento esame, prestano credito alla verità storica che i governi non siano sempre esistiti. Essi non sono ma fenomeno recente e sono, quindi, non inevitabili nella società umana. Mentre alcune caratteristiche “anarchiche” delle società africane tradizionali hanno persistito solo in gran parte del suo sviluppo, altre di loro persistono e rimangono ancora oggi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ragione per la quale le società tradizionali africane sono caratterizzate da alcune tendenze anarchiche è dovuta alla loro strutturazione politica orizzontale e all&amp;#039;assenza di [[classismo|classi sociali]]. Inoltre, la leadership dei membri più anziani di queste comunità generalmente non trascende nella struttura autoritaria che caratterizza gli [[Stato|Stati]] moderni (tesi sostenuta da [[Pierre Clastres]] nel suo libro &amp;#039;&amp;#039;La società contro lo Stato&amp;#039;&amp;#039; ).[[File:Sam Mbah.jpg|thumb|260 px|left|[[Sam Mbah]]]] &amp;lt;ref&amp;gt;Pierre Clastres (Parigi, 1934 — 1977), antropologo ed etnologo francese&amp;lt;/ref&amp;gt; Un forte fattore che ha portato a tutto ciò è intimamente legato alla loro tradizione e ai loro valori naturali. Ad esempio, quantunque non esistano leggi contro stupratori, omicidi, adulteri e stregoneria, i colpevoli vengono generalmente perseguiti dal proprio gruppo, clan o tribù. Il principio della responsabilità collettiva è molto spesso invocato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema delle classi fu introdotto dal XV secolo e si insediò in Africa per colpa del [[colonialismo]] europeo, anche se simili organizzazioni sono state documentate in alcune antiche [[civiltà]] africane, come ad esempio in Nubia, [[Egitto]], Axum ed Hausa. Tuttavia, ancora oggi, molte società sono rimaste organizzate su principi che hanno portato alla formazione di &amp;quot;tribù senza leader&amp;quot;, una forma di anarchia ordinata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia dell&amp;#039;anarchismo in Sudafrica ==&lt;br /&gt;
=== I pionieri dell&amp;#039;anarchismo ===&lt;br /&gt;
Il primo pioniere dell&amp;#039;[[anarchismo]] in Sud Africa di cui si ha notizia fu [[Henry Glasse]], un inglese che dal [[1881]] viveva a Port Elizabeth. Dalla sua cittadina teneva corrispondenza con i circoli anarchici londinesi, inoltre traduceva i testi di [[Kropotkin]] e distribuiva opuscoli anarchici. Il suo approccio alla questione razziale fu meramente anarchico, auspicando l&amp;#039;unità dei lavoratori neri con quelli bianchi contro l&amp;#039;arroganza [[capitalismo|capitalistica]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima attività anarchica in Sudafrica si ebbe sin dagli anni [[1870|&amp;#039;70]] del XIX secolo, quando la [[bandiera nera]] dell&amp;#039;anarchia prese a sventolare nelle miniere di diamanti di Kimberley durante una rivolta operaia. Si pensa che questi scioperi furono fomentati da diversi [[Comune di Parigi|comunardi]] parigini esiliati in Afica subito dopo la [[repressione]] della [[Comune di Parigi]]. È inoltre probabile che l&amp;#039;[[anarchismo]] in Sudafrica si sia diffuso anche grazie agli anarchici portoghesi espulsi dal loro paese tra il [[1896]] e il [[1905]] ed inviati in esilio nel vicino Mozambico. &amp;lt;ref name=&amp;quot;africa&amp;quot;&amp;gt;[http://zabalaza.net/2010/12/02/nefac-interviews-the-bmc/ NEFAC Interviews the BMC]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
=== La prima ondata anarchica (1900-1920)===&lt;br /&gt;
Le prime vere rivolte di matrice [[Anarco-sindacalismo|anarco-sindacale]] si ebbero all&amp;#039;inizio del 20° secolo, quando si costituirono le prime organizzazioni di matrice libertaria e/o rivoluzionaria come il «&amp;#039;&amp;#039;Socialist Club&amp;#039;&amp;#039;, fondato in Sud Africa da [[Henry Glasse]] nel 1900 [...] la &amp;#039;&amp;#039;Revolutionary League&amp;#039;&amp;#039;, fondata in Mozambico da Jose Estevam nel primo &amp;#039;900, la &amp;#039;&amp;#039;International Socialist League&amp;#039;&amp;#039;, fondata in Sud Africa nel 1915, la &amp;#039;&amp;#039;Industrial Socialist League&amp;#039;&amp;#039;, fondata nel 1918, e il &amp;#039;&amp;#039;Partito Comunista del Sud Africa&amp;#039;&amp;#039; antiparlamentare, fondato nel 1920» &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.fdca.it/paesi/sudafrica/zabalaza-a-c-forum.htm Estratto dallo statuto dello ZACF]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
[[File:IWW button.jpeg|thumb|left|160 px|Logo del sindacato rivoluzionario dell&amp;#039;[[IWW]]. Nel [[1910]] si costituì una sezione anche in Sudafrica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questi gruppi vanno aggiunte le attività della singole [[individualità]] e soprattutto quella della sezione dell&amp;#039;[[IWW]] ([[1910]]), a cui nel [[1915]] si ispirarono i fondatori del [[sindacalismo rivoluzionario|sindacato rivoluzionario]] dell&amp;#039;[[International Socialist League]] (ISL). L&amp;#039;ILS sosteneva la dannosità del &amp;quot;sindacalismo bianco&amp;quot;, aggiungendo che la lotta conto il [[razzismo]] e il [[capitalismo]] dovessero andare di pari passo e che l&amp;#039;[[azione diretta]] fosse l&amp;#039;arma più efficace di lotta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;#039;esperienza dell&amp;#039;ILS ispirò la nascita di altri gruppi più o meno simili: [[Industrial Workers of Africa]], nel [[1917]], e poi il [[Clothing Workers Industrial Union]], l&amp;#039;[[Horse Drivers&amp;#039; Union]] e l&amp;#039;[[Indian Workers&amp;#039; Industrial Union]]. Altro gruppo importante fu l&amp;#039;[[Industrial and Commercial Workers&amp;#039; Union of Africa]] (ICU), il quale organizzò i lavoratori della [[Namibia]], [[Sudafrica]], [[Zambia]] e [[Zimbabwe]] a partire dai primi anni ‘20. &lt;br /&gt;
[[File:Black and Red Africa.png|right|180 px|]]&lt;br /&gt;
A quel tempo la forza lavoro sudafricana veniva già divisa [[razzismo|razzisticamente]] &amp;lt;ref&amp;gt;Nel [[1923]] furono introdotti i primi germi legislativi segregazionisti, che nel [[1948]] sfociarono nell&amp;#039;introduzione dell&amp;#039;[[apartheid]].&amp;lt;/ref&amp;gt;, con la maggior parte dei posti di lavoro ad appannaggio dei bianchi, mentre i non qualificati venivano indirizzati alla manodopera nera, indiana e meticcia (oltre a qualche bianco particolarmente emarginato). Le organizzazioni rivoluzionarie sin da allora agirono nel tentativo di non dividere i lavoratori sulla base del colore della pelle, rifiutando la divisione del &amp;quot;sindacalismo bianco&amp;quot; da quello &amp;quot;nero&amp;quot;, come quando nel [[1913]] il sindacalista [[George Mason]] spinse i lavoratori neri ad unirsi ad uno [[sciopero]] dei bianchi. &amp;lt;ref name=&amp;quot;ILS&amp;quot;&amp;gt;[http://fdca.it/paesi/sudafrica/questione%20razziale.htm Anarchismo e questione razziale in Sudafrica]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1921]], la nascita del &amp;#039;&amp;#039;Communist Party of South Africa&amp;#039;&amp;#039;, nel quale erano confluiti diversi sindacalisti rivoluzionari, segnò la fine della &amp;quot;prima ondata&amp;quot; di organizzazione anarchica in Sud Africa, schiacciato com&amp;#039;era dall&amp;#039;esplosione del [[bolscevismo]] e dal nascente [[nazionalismo nero]]. Il Partito Comunista sudafricano spinse i lavoratori verso la riforma dello [[Stato]], proponendo la tesi dell&amp;#039;[[Internazionale comunista]] sulla lotta politica in due tempi (lotta al capitalismo e al razzismo da attuare in tempi diversi &amp;lt;ref&amp;gt;L&amp;#039;Internazionale Comunista portò avanti l&amp;#039;idea che la fase nazional-democratica fosse necessaria prima che il socialismo potesse trionfare. Questa tesi portò a delle drammatiche conseguenze durante la [[rivoluzione spagnola]] (e non solo), quando i comunisti presero a reprimere gli anarchici e i militanti del [[POUM]].&amp;lt;/ref&amp;gt;), che di fatto comportava l&amp;#039;idea che fosse possibile riformare le istituzioni attraverso l&amp;#039;adozione di un [[capitalismo]] senza [[razzismo]]. In questo modo i comunisti mandarono all&amp;#039;aria il lavoro dei sindacati anarchici e rivoluzionari che invece proponevano imprescindibilmente l&amp;#039;unione della lotta [[Anti-capitalismo|anticapitalistica]] e [[antirazzismo|antirazzista]]. &amp;lt;ref name=&amp;quot;ILS&amp;quot;&amp;gt;[http://fdca.it/paesi/sudafrica/questione%20razziale.htm Anarchismo e questione razziale in Sudafrica]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La crisi del movimento===&lt;br /&gt;
Durante la [[rivoluzione spagnola|rivoluzione spagnola (1936-1939)]], molti sudafricani combatterono dalla parte della Repubblica contro i [[franchismo|franchisti]], come parte integrante dei 40.000 volontari provenienti da 53 nazioni che provarono inutilmente a difendere la Spagna dal golpe fascista, anche se non è risaputo se qualcuno di loro fosse specificamente anarchico. &amp;lt;ref name=&amp;quot;africa&amp;quot;&amp;gt;[http://zabalaza.net/2010/12/02/nefac-interviews-the-bmc/ NEFAC Interviews the BMC]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante la crisi dell&amp;#039;anarchismo, materiale propagandistico si poteva trovare nella &amp;#039;&amp;#039;Vanguard Books&amp;#039;&amp;#039; di Johannesburg sino agli anni &amp;#039;50, quando entrò in vigore la &amp;#039;&amp;#039;Suppression of Communism Act&amp;#039;&amp;#039;, una legge liberticida che vietava la diffusione di materiale anarchico e comunista. Il risveglio del [[movimento anarchico]] era però non tanto lontano ed a partire dal [[1961]], con l&amp;#039;adozione della lotta armata da parte del braccio armato dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;African National Congress&amp;#039;&amp;#039; (ANC), l&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;[[Umkhonto we Sizwe]]&amp;#039;&amp;#039; (MK), si ebbero notizie riguardo a diversi libertari che si unirono alla lotta. Almeno un anarchico, [[Thomas Meyer]], un insegnante bianco di studenti neri nell&amp;#039;estremo nord del paese, è conosciuto per aver aderito al MK come anarchico appunto, venendo coinvolto nel contrabbando di materiale propagandistico anarchico tra il Sudafrica e il vicino Botswana. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Maggio 1968|maggio del 1968]] fu un altro evento che contribuì a creare le premesse per una seconda ondata anarchica, che prese avvio a partire dagli anni &amp;#039;80, dopo i durissimi scioperi di Durban del [[1973]] e l&amp;#039;assassinio nel [[1978]] del filosofo anti-apartheid [[Rick Turner]]. &amp;lt;ref name=&amp;quot;africa&amp;quot;&amp;gt;[http://zabalaza.net/2010/12/02/nefac-interviews-the-bmc/ NEFAC Interviews the BMC]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La seconda ondata anarchica (dal 1990 ad oggi)===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli anni &amp;#039;80 furono quelli dell&amp;#039;esplosione del [[punk]] specialmente tra i giovani indiani e della nascita del combattivo &amp;#039;&amp;#039;[[Congress of South African Trade Unions]]&amp;#039;&amp;#039; (1985). Fu tutto molto estemporaneo, non erano presenti ancora importanti organizzazioni anarchiche e rivoluzionarie, anche se la presenza di libertari era ormai sempre più numerosa nei cortei [[antimilitarismo|antimilitaristi]] e [[antirazzismo|antirazzisti]].&lt;br /&gt;
[[File:ApartheidSignEnglishAfrikaans.jpg|left|thumb|Un cartello dell&amp;#039;epoca dell&amp;#039;apartheid]]&lt;br /&gt;
[[Image:Zacf_symbol.gif|thumb|160 px||Simbolo della [[Zabalaza Anarchist Communist Front]]]]&lt;br /&gt;
Il Sudafrica sin dal [[1948]] aveva visto l&amp;#039;entrata in vigore dell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;apartheid&amp;#039;&amp;#039; &amp;lt;ref&amp;gt;L&amp;#039;apartheid (Lingua &amp;#039;&amp;#039;afrikaans&amp;#039;&amp;#039;, letteralmente «separazione»)&amp;lt;/ref&amp;gt;, ovvero quella politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca (Boeri) e rimasta in vigore fino al [[1993]]. Il nuovo [[movimento anarchico]] non potè quindi non svilupparsi non tenendo conto anche dell&amp;#039;importanza della questione razziale. Come logica conseguenza molti &amp;quot;nuovi&amp;quot; libertari sudafricani si gettarono anima e corpo nella lotta alla segregazione razziale. Uno dei primi nuovi gruppi fu l&amp;#039;[[Anarchist Revolutionary Movement]] (ARM), ma la sua lotta fu alquanto effimera e rimase lungamente confinata all&amp;#039;interno dei ghetti, nonostante all&amp;#039;Università di Witwatersrand alcuni attivisti formaro una sezione capace anche di pubblicare una rivista. Nel [[1994]], in seguito al crollo del regime segregazionista, le elezioni indette portarono al potere l&amp;#039;African Nationa Congress di Mandela e segnarono, l&amp;#039;anno seguente, la confluenza dell&amp;#039;[[Anarchist Revolutionary Movement]] nella [[Workers Solidarity Federation]] (WSF). Di tendenza [[Piattaforma dei Comunisti Anarchici (1926)|piattaformista anarchica]], la sede principale della WSF fu Johannesburg, ma nel gruppo confluirono anche diversi militanti della &amp;#039;&amp;#039;[[Durban Anarchist Federation]]&amp;#039;&amp;#039; (DAF). &amp;lt;ref&amp;gt;I militanti rimasti diedero vita all&amp;#039;effimero &amp;#039;&amp;#039;Anarchist Workers&amp;#039;Group&amp;#039;&amp;#039; (AWG)&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1997]], i militanti del WSF stabilirono solidi legami con rivoluzionari dello Zambia (marxisti ed anarchici), contribuendo così a creare una sezione del WSF denominata &amp;#039;&amp;#039;[[Anarchist &amp;amp; Workers&amp;#039;Solidarity Movement]]&amp;#039;&amp;#039; (AWSM). [[1999|Due anni dopo]], per svariati motivi, l&amp;#039;WSF si sciolse ed al suo posto nel [[2003]] è nata una grande federazione, la [[Zabalaza Anarchist Communist Federation]] (ZabFed), anch&amp;#039;essa d&amp;#039;ispirazione [[Piattaforma dei Comunisti Anarchici (1926)|piattaformista anarchica]]. A partire dal [[1° dicembre]] [[2007]] la federazione ha assunto la denominazione di [[Zabalaza Anarchist Communist Front]] (ZACF), mantenendo comunque i principi [[anarco-comunismo|comunisti-anarchici]] della ZabFed.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
[[File:African-Anarchism, Sam Mbah.jpg|thumb|&amp;#039;&amp;#039;African anarchism&amp;#039;&amp;#039; di [[Sam Mbah]] e [[I. E. Igariwey]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===In inglese===&lt;br /&gt;
*[[Lucien van der Walt]], &amp;#039;&amp;#039;Anarchism and Revolutionary Syndicalism in South Africa, 1904-1921&amp;#039;&amp;#039; &lt;br /&gt;
*[[Samuel Mbah]] e [[I.E. Igariwey]], &amp;#039;&amp;#039;Military Dictatorship and the State in Africa&amp;#039;&amp;#039;&lt;br /&gt;
*[[Frantz Fanon]], &amp;#039;&amp;#039;Toward The African Revolution&amp;#039;&amp;#039; &lt;br /&gt;
*[[Sam Mbah]] e [[I. E. Igariwey]], &amp;#039;&amp;#039;[https://web.archive.org/web/20140119083600/http://workersolidarity.org/archive/Mbah,%20Sam%20&amp;amp;%20Igariwey,%20I.E.%20-%20African%20anarchism.pdf African Anarchism: The History of a Movement]&amp;#039;&amp;#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===In francese===&lt;br /&gt;
*[[Daniel Guérin]], &amp;#039;&amp;#039;Bourgeoisie africaine&amp;#039;&amp;#039; in «Les Temps Modernes», Parigi: febbraio 1956&lt;br /&gt;
*[[Daniel Guérin]], &amp;#039;&amp;#039;L&amp;#039;Algérie n&amp;#039;a jamais été la France&amp;#039;&amp;#039;, Parigi: Chez l&amp;#039;auteur, 1956&lt;br /&gt;
*[[Daniel Guérin]], &amp;#039;&amp;#039;Au Ghana: Syndicalisme et socialisme. Réponse à S.G. OKOKU&amp;#039;&amp;#039;, in «Présence Africaine», n°51, 3° trimestre 1964&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===In italiano===&lt;br /&gt;
*[[Paolo Schicchi]], &amp;#039;&amp;#039;La guerra e la civilità. Mondo arabo e aggressione occidentale&amp;#039;&amp;#039;, Ragusa, Sicilia Punto L Ed., 1988&lt;br /&gt;
*[[Leda Rafanelli]], Etienne Amalier, &amp;#039;&amp;#039;L&amp;#039;oasi. Romanzo arabo&amp;#039;&amp;#039;, Milano, Casa Ed. Monanni, 1929&lt;br /&gt;
*[[Pier Carlo Masini]], &amp;#039;&amp;#039;Gli orfani di Nasser&amp;#039;&amp;#039; in «Critica Sociale», a.62, n.20, p.624, 20/10/1970&lt;br /&gt;
*Henry Barclay,  &amp;#039;&amp;#039;Le società acefale&amp;#039;&amp;#039; in «[[Volontà]]», [[rivista anarchica]] trimestriale, Milano, n°1, 1986&lt;br /&gt;
*[[Sam Mbah]] e [[I.E. Igariwey]], &amp;#039;&amp;#039;Africa Ribelle. Società senza stato - le prospettive libertarie&amp;#039;&amp;#039;, Milano, Edizioni Zero in condotta, 2002&lt;br /&gt;
*Federico Battistutta, &amp;#039;&amp;#039;[http://www.arivista.org/?nr=343&amp;amp;pag=60.htm Coetzeee l&amp;#039;anarchia]&amp;#039;&amp;#039; in «[[A - Rivista Anarchica]]», Milano: a.39, n°3-343, p.60-62, marzo 2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
*[[Anarchismo in Africa]]&lt;br /&gt;
*[[Anarchismo in Egitto]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
*[http://www.fdca.it/paesi/sudafrica/mov_glob.htm L&amp;#039;anarchismo rivoluzionario e il movimento anti-globalizzazione] di Lucien van der Walt (Bikisha Media Collective)&lt;br /&gt;
*[http://zabalaza.net/ Zabalaza Anarchist Communist Front (sito web ufficiale)]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Anarchismo in Africa]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>K2</name></author>
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