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	<title>Sessualità, omosessualità e Rivoluzione (di Daniel Guérin) - Cronologia</title>
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	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>K2: Creata pagina con &quot;[[Daniel Guérin]] &#039;&#039;&#039;Sessualità, omosessualità e Rivoluzione&#039;&#039;&#039; è uno scritto di Daniel Guérin estrapolato e tradotto da un testo int...&quot;</title>
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		<updated>2020-10-06T09:40:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;&lt;a href=&quot;/index.php/File:Guerin.JPG&quot; title=&quot;File:Guerin.JPG&quot;&gt;thumb|250px|[[Daniel Guérin&lt;/a&gt;]] &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Sessualità, omosessualità e Rivoluzione&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è uno scritto di &lt;a href=&quot;/index.php/Daniel_Gu%C3%A9rin&quot; title=&quot;Daniel Guérin&quot;&gt;Daniel Guérin&lt;/a&gt; estrapolato e tradotto da un testo int...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;[[Image:Guerin.JPG|thumb|250px|[[Daniel Guérin]]]]&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Sessualità, omosessualità e Rivoluzione&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è uno scritto di [[Daniel Guérin]] estrapolato e tradotto da un testo intitolato &amp;#039;&amp;#039;[http://kropot.free.fr/Guerin-homorev.htm Kropot.free Homosexualité &amp;amp; révolution (une approche objective)]&amp;#039;&amp;#039;.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
== Sessualità, omosessualità e Rivoluzione di Daniel Guérin ==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
=== Questione terminologica: omosessualità e rivoluzione ===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Cominciamo a mettere a punto una questione terminologica. Cosa bisogna intendere con la parola omosessualità? Quale significato attribuiamo alla parola Rivoluzione? &lt;br /&gt;
Il primo di questi termini è pesante e non bello. È stato delineato, alla fine del XIX secolo dalla sessuologia germanica. Designa l&amp;#039;interesse che un essere umano (maschio o femmina) rivolge ad una persona del medesimo sesso. (Io non tratterò che dell&amp;#039;omosessualità maschile, conoscendo male, e per buoni motivi, l&amp;#039;omosessualità femminile).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa maniera restiamo ancora nel vago. Poiché quest&amp;#039;inclinazione può manifestarsi in svariati modi: disincarnato, sublimato, o furiosamente fisico. [...] Ma queste sfumature non sono che relativamente soltanto delle sciocchezze. Molto più importante è la differenza tra l&amp;#039;omosessualità esclusiva e la bisessualità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La parola omosessualità non deve dunque che circoscrivere una minoranza di individui che gli eventi della vita, o la ripetizione pavloviana, o ancora il complesso di castrazione hanno “convinto” a deviare dal sesso femminile? È senza dubbio il risultato della morale borghese e cristiana che ha conferito il suo carattere estensivo e peggiorativo a questa maniera d&amp;#039;amare. La parola dovrà divenire desueta via via e nella misura in cui scompariranno le leggi omofobe, i pregiudizi allo sguardo delle cose, infine gli strali di una Chiesa che si ostina pertanto a vituperare sempre più inclinazione, che numerosi dei suoi preti – e con ragione – ci si dedicano o tentano di difendersene. Ma vedremo più lontano della società borghese, fondata sulla famiglia, che non rinuncerà facilmente ad uno dei suoi ultimi baluardi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fermiamoci adesso sulla parola Rivoluzione. Il termine è stato compromesso. Ma la parola rivoluzione non deve per tanto essere bandita. Conserva un senso storico preciso ed inconfutabile. Designa il sollevamento delle masse laboriose oppresse e sfruttate secolarmente e il loro auto-affrancamento, nello stesso tempo afferma la disalienazione di ciascun individuo. Da qui il rapporto dialettico da sviluppare tra le parole omosessualità e rivoluzione. Il presente testo ci proverà.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
=== Sessualità e omosessualità ===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Per una chiara ed esatta comprensione della questione che affrontiamo adesso, occorre mettersi bene in testa che l&amp;#039;omosessualità non è un fenomeno distinto, in un certo qual modo specializzato, ma una semplice variante di una immensa proprietà della natura animale ed umana: la sessualità.&lt;br /&gt;
La sessualità non può dunque essere compresa e descritta che soltanto per mezzo di un&amp;#039;indagine globale sul funzionamento sessuale. Nel suo rapporti con la rivoluzione, meno si parla dell&amp;#039;omosessualità, quanto della sessualità semplicemente, di ciò che Freud definisce con la parola libido. Il problema che si pone a noi è dunque quello della compatibilità tra il libero esercizio dell&amp;#039;istinto sessuale e le contingenze, le esigenze della lotta rivoluzionaria. Baciare molto, potrebbe nuocere all&amp;#039;azione rivoluzionaria o al contrario esaltarla?&lt;br /&gt;
Noi ci troviamo progettati al cuore di un vecchio dibattito tra militanti rivoluzionari. Gli uni, come Robespierre, come Proudhon, come Lenin, fondano l&amp;#039;efficacia rivoluzionaria sulla « virtù », sulla continenza e sostenendo che l&amp;#039;emissione troppo frequente di sperma indebolisca, “castri” la combattività dei contestatari dell&amp;#039;ordine borghese, se vogliamo tracciare una linea di demarcazione, potremmo moltiplicare le risibili citazioni di questi scontrosi guardiani della morale, fino a calcolare chi sarebbe poco dotato sessualmente o chi rifiuta in maniera aberrante i loro appetititi carnali. &lt;br /&gt;
Al contrario, altri rivoluzionari sostengono che l&amp;#039;attrazione verso la voluttà non limita per nulla l&amp;#039;ardore rivoluzionario ma che al contrario l&amp;#039;orgasmo va alla pari con la furia militante. Questo è stato il punto di vista pubblicamente affisso sui muri della Sorbona dalla Gioventù lussuriosa del maggio 1968. &lt;br /&gt;
Beninteso, si tratta qui, in una certa misura, di casi individuali, il potenziale sessuale varia da un essere ad un altro, da zero ad infinito e certi virgulti si svuotano più velocemente di altri. Tutto è ugualmente questione di proporzioni e misure. Rammollirsi negli ozi di Capua, di una dissolutezza senza fine, non è evidentemente, il modo migliore possibile per affrontare una rivoluzione. Al contrario, una troppa lunga astensione dai rapporti fisici può creare uno stato di tensione nervosa più o meno paralizzante, dunque poco propizia agli audaci militanti. Qui la Rivoluzione e lo sport presentano punti in comune. Un boxeur, un atleta, alla fine di una notte prolungata d&amp;#039;amore, non sono affatto preparati a poter dare colpi precisi o dei record cronometrici. Al contrario, un eccesso di castità sopra i propri istinti può fare di un campione uno smidollato. Gli allenatori lo sapevano chiaramente. Che i tecnici della lotta sociale vogliano ben ispirarsi a loro. &lt;br /&gt;
L&amp;#039;omosessualità riproduce gli stessi schemi. Ma nuoce, qualunque cosa dicano certi bigotti della lotta di classe, all&amp;#039;aggressività rivoluzionaria a condizione che non si cada nell&amp;#039;eccesso, nella molteplicità dei corteggiamenti. Se è l&amp;#039;oggetto di certe reticenze da parte di qualche autoproclamatasi “guida” del proletariato, è per tutt&amp;#039;altra ragione. Essi temono che la dissidenza sessuale, se diviene ostentata, ne discredita la loro militanza agli occhi degli omofobi, rendendoli perfino passibili di ricatti e altri soprusi. Ma qui entriamo in un altro campo, quello del pregiudizio, del « tabù », che colpisce ancora oggi, malgrado i progressi compiuti, la comunità omosessuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Conclusioni ===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Omosessualità e Rivoluzione non sono per nulla incompatibili, provengono da premesse totalmente differenti. La prima è una versione naturale molto particolare, minoritaria ben che numericamente non trascurabile, della funzione sessuale, variabile secondo le latitudini e secondo il caso, esclusiva o parziale, permanente o occasionale. La seconda è il prodotto dell&amp;#039;ingiustizia sociale universale, dell&amp;#039;oppressione dell&amp;#039;uomo sull&amp;#039;uomo. Attacca e rimette in dubbio i privilegi di ogni sorta, l&amp;#039;ordine stabilito nel suo insieme. Ella si accoppia, di conseguenza, ad una resistenza armata dei ricchi, di cui non si potrà venire a capo senza ricorrere, in una certa misura, all&amp;#039;uso della violenza. Una violenza che non sarà, nei fatti, che una contro violenza [...] Si tratta dunque di fare in modo che la più grande convergenza possibile stabilirsi tra una [l&amp;#039;omosessualità] e l&amp;#039;altra [la rivoluzione]. Il rivoluzionario proletario dovrebbe dunque convincersi, o essere convinto, che l&amp;#039;emancipazione dell&amp;#039;omosessuale, anche se non lo vede direttamente coinvolto, lo riguarda alla stessa maniera, tra le altre, di quella della donna e dell&amp;#039;uomo di colore. [...] Solamente un vero comunismo libertario, antiautoritario, antistatalista sarà anche capace di promuovere la liberazione, definitiva e concomitante, dell&amp;#039;omosessuale e dell&amp;#039;individuo sfruttato o alienato dal capitalismo.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
[[Categoria:Sessualità]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Rivoluzioni]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Testi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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		<author><name>K2</name></author>
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