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	<title>Martin Buber - Cronologia</title>
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	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>K2: Sostituzione testo - &quot;se stesso&quot; con &quot;sé stesso&quot;</title>
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		<updated>2020-11-14T00:23:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Sostituzione testo - &amp;quot;se stesso&amp;quot; con &amp;quot;sé stesso&amp;quot;&lt;/p&gt;
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		<author><name>K2</name></author>
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		<title>K2 il 20:35, 9 ago 2020</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.anarcopedia.org/index.php?title=Martin_Buber&amp;amp;diff=42441&amp;amp;oldid=41876&quot;&gt;Mostra modifiche&lt;/a&gt;</summary>
		<author><name>K2</name></author>
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		<id>https://www.anarcopedia.org/index.php?title=Martin_Buber&amp;diff=41876&amp;oldid=prev</id>
		<title>K2: /* L&#039;anarchismo di Martin Buber  */</title>
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		<updated>2020-08-02T12:37:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;autocomment&quot;&gt;L&amp;#039;anarchismo di Martin Buber&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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Con questo Buber si oppone all&#039;impersonalista concezione heideggeriana dell&#039;essere comune, rivendicando l&#039;essere in comune, implicante il pluralismo che deriva dal riconoscimento reciproco dei singoli componenti: «Il fondamento dell&#039;essere uomo-con-l&#039;uomo [consiste nel] desiderio di ogni uomo di essere confermato per ciò che è [...] e la capacità innata dell&#039;uomo di confermare allo stesso modo gli uomini come lui» &amp;lt;ref&amp;gt;M. Buber, &#039;&#039;Distanza originaria e relazione&#039;&#039;, in &#039;&#039;Il principio dialogico e altri saggi&#039;&#039;, San Paolo, Cinisello Balsamo 1993, p. 288.&amp;lt;/ref&amp;gt; Questa condizione viene meno quando non si evitano atteggiamenti suscettibili di incidere negativamente sul significato della dimensione pubblica per la loro carica massificatrice; si tratta dei momenti di entusiasmo storico in cui la trasfigurazione della massa è così abbagliante da oscurare ogni alterità e la persona, sopraffatta da un&#039;estasi inebriante, scompare nel movimento della vita pubblica; e altresì si tratta della passività che porta all&#039;omologazione, vale a dire quando capita di stare dalla parte dell&#039;opinione pubblica. Tutti questi casi hanno il minimo comun denominatore dell&#039;affidarsi ciecamente a qualcuno e non decidere da soli. &#039;&#039;&#039;Tutto il discorso filosofico di Buber, apparentemente solo antropologico e psicologico, in realtà si riverbera sulla sua intera concezione sociale e politica, è anzi la base del suo socialismo comunitarista anarchico.&#039;&#039;&#039; La sua visione della &#039;&#039;&#039;comunità&#039;&#039;&#039; come &#039;&#039;&#039;insieme di libere relazioni reciproche&#039;&#039;&#039; è una sorta di «noi collettivo» retto dalle relazioni fra una pluralità di «io-tu» e, sia pure con diversa motivazione, si apparenta al comunitarismo di [[Pëtr Kropotkin]], incentrato sul [[mutuo soccorso]] e sulla [[libertà]].&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;La comunità è invece per Buber un sistema di relazioni interpersonali collegate con un centro, purché esistano due condizioni. La prima condizione richiede che si superi il mero fatto spaziale-materiale della vicinanza reciproca, per dare luogo all&#039;essere uno presso l&#039;altro di una molteplicità di persone che ovunque fa l&#039;esperienza di una reciprocità, di un dinamico e reciproco «essere di fronte». Con questo Buber si oppone all&#039;impersonalista concezione heideggeriana dell&#039;essere comune, rivendicando l&#039;essere in comune, implicante il pluralismo che deriva dal riconoscimento reciproco dei singoli componenti: «Il fondamento dell&#039;essere uomo-con-l&#039;uomo [consiste nel] desiderio di ogni uomo di essere confermato per ciò che è [...] e la capacità innata dell&#039;uomo di confermare allo stesso modo gli uomini come lui» &amp;lt;ref&amp;gt;M. Buber, &#039;&#039;Distanza originaria e relazione&#039;&#039;, in &#039;&#039;Il principio dialogico e altri saggi&#039;&#039;, San Paolo, Cinisello Balsamo 1993, p. 288.&amp;lt;/ref&amp;gt; Questa condizione viene meno quando non si evitano atteggiamenti suscettibili di incidere negativamente sul significato della dimensione pubblica per la loro carica massificatrice; si tratta dei momenti di entusiasmo storico in cui la trasfigurazione della massa è così abbagliante da oscurare ogni alterità e la persona, sopraffatta da un&#039;estasi inebriante, scompare nel movimento della vita pubblica; e altresì si tratta della passività che porta all&#039;omologazione, vale a dire quando capita di stare dalla parte dell&#039;opinione pubblica. Tutti questi casi hanno il minimo comun denominatore dell&#039;affidarsi ciecamente a qualcuno e non decidere da soli. &#039;&#039;&#039;Tutto il discorso filosofico di Buber, apparentemente solo antropologico e psicologico, in realtà si riverbera sulla sua intera concezione sociale e politica, è anzi la base del suo socialismo comunitarista anarchico.&#039;&#039;&#039; La sua visione della &#039;&#039;&#039;comunità&#039;&#039;&#039; come &#039;&#039;&#039;insieme di libere relazioni reciproche&#039;&#039;&#039; è una sorta di «noi collettivo» retto dalle relazioni fra una pluralità di «io-tu» e, sia pure con diversa motivazione, si apparenta al comunitarismo di [[Pëtr Kropotkin]], incentrato sul [[&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Mutualismo|&lt;/ins&gt;mutuo soccorso]] e sulla [[libertà]].&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;L&amp;#039;[[anarchismo]] di Buber &amp;lt;ref&amp;gt;[[Colin Ward]] parla di «[[socialismo libertario]]».&amp;lt;/ref&amp;gt;, di cui &amp;#039;&amp;#039;Sentieri in Utopia&amp;#039;&amp;#039; è per vari aspetti la sintesi, si incardina nel filone della cultura ebraica ostile a ogni relazione umana (e sociale) improntata alla sottomissione, alla sudditanza e, quindi, avverso alla gerarchia e - a fortiori - alla repressione, in nome della libertà umana contro il dominio.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;L&amp;#039;[[anarchismo]] di Buber &amp;lt;ref&amp;gt;[[Colin Ward]] parla di «[[socialismo libertario]]».&amp;lt;/ref&amp;gt;, di cui &amp;#039;&amp;#039;Sentieri in Utopia&amp;#039;&amp;#039; è per vari aspetti la sintesi, si incardina nel filone della cultura ebraica ostile a ogni relazione umana (e sociale) improntata alla sottomissione, alla sudditanza e, quindi, avverso alla gerarchia e - a fortiori - alla repressione, in nome della libertà umana contro il dominio.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>K2</name></author>
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		<title>K2: Creata pagina con &quot;Martin Buber &#039;&#039;&#039;Martin Mordechai Buber&#039;&#039;&#039; (Vienna, 8 febbraio 1878 – Gerusalemme, 13 giugno 1965) è stato un filosofo, t...&quot;</title>
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		<updated>2020-08-02T12:35:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;&lt;a href=&quot;/index.php/File:Martin_Buber.jpg&quot; title=&quot;File:Martin Buber.jpg&quot;&gt;miniatura|Martin Buber&lt;/a&gt; &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Martin Mordechai Buber&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (Vienna, &lt;a href=&quot;/index.php/8_febbraio&quot; class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;8 febbraio&quot;&gt;8 febbraio&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;/index.php/1878&quot; title=&quot;1878&quot;&gt;1878&lt;/a&gt; – Gerusalemme, &lt;a href=&quot;/index.php/13_giugno&quot; class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;13 giugno&quot;&gt;13 giugno&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;/index.php/1965&quot; title=&quot;1965&quot;&gt;1965&lt;/a&gt;) è stato un filosofo, t...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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