Gli anarchici a Canosa di Puglia

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Canosa di Puglia, 22-23 febbraio 1948. Convegno nazionale della Federazione Anarchica Italiana. Masini, al centro della foto, alla sua sinistra Cesare Zaccaria (con gli occhiali) e alla sua destra Peppino Tota e Giovanna Caleffi, vedova di Camillo Berneri. Pio Turroni è inginocchiato davanti a Masini. (copyright foto Archivio famiglia Masini, Cerbaia Val di Pesa)

Canosa di Puglia

Canosa è stata tra le città più importanti della storia dell'anarchia in Italia, insieme a Carrara, insieme alle città dell'Emilia.

Il Convegno Nazionale degli Anarchici italiani del 1948

A Canosa di Puglia si svolse nei giorni del 22 e del 23 Febbraio del 1948 il "Convegno Nazionale degli Anarchici italiani". L'architetto Giancarlo De Carlo (19192005) così ricorda quei giorni del Convegno: «L'anno dopo andai a Canosa di Puglia e successe lo stesso: anche lì gli anarchici avevano chiesto alle autorità di allontanarsi per qualche giorno, per la durata del convegno anarchico, e le autorità si erano allontanate.
I rappresentanti di questo anarchismo, che avevano fatto la guerra di Spagna, che avevano una esperienza straordinaria, che erano stati dipinti come bombaroli, distruttori, cattivi, sanguinari, erano delle persone eccezionali, le più aperte, le più gentili, intimamente gentili, che avessi mai conosciuto. E Canosa aveva vissuto momenti unici durante i giorni del convegno anarchico, perché si era instaurato il "governo" pacifista degli anarchici, basato sui rapporti umani e sulla reciproca comprensione».

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