Anarchici e Resistenza a Sestri Ponente

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Anarchici e Resistenza a Sestri Ponente

Per generalità sull'argomento vedi anche gli anarchici e la resistenza antifascista e Anarchici e Resistenza

La resistenza a Sestri Ponente

Antefatti

Il caso di Sestri Ponente, quartiere di Genova, è molto particolare ed il lavoro che fornisce maggiori informazioni sulla Resistenza anarchica a Genova è dovuto a Guido Barroero che nella generalità dello studio sulla Resistenza anarchica a Genova approfondisce in modo ben particolareggiato la zona relativa a Sestri Ponente [1].

La classe operaia sestrese da anni non è più in condizioni di affrontare una lotta antifascista di piazza, gli ultimi scioperi sono del 1927 e con partecipazione limitata. Il fascismo ha smantellato con lo squadrismo, la connivenza degli organi di repressione dello Stato, prima, e con leggi ad hoc dopo la presa del potere, le organizzazioni sindacali e politiche della classe operaia. L'ultimo avvenimento di una qualche importanza è il congresso dell'USI nel 1925 tenuto a Sestri Ponente.

È il periodo più duro per gli antifascisti: il fascismo oltre ad aver vinto militarmente è anche riuscito a crearsi qualche consenso in masse povere che pur con bassissimi salari possono comunque esser in grado di sostenersi miseramente. I compagni non espatriati dopo gli scontri a Sestri Ponente tentano comunque di mantenere viva la rete antifascista e utilizzando una frase di Danilo Montaldi, fra il triste ed il sarcastico, è il periodo dell'antifascismo da osteria. Chiuse tutte le sedi sovversive l'unico posto dove si può parlar di nascosto di politica con la scusa di bersi un buon bicchiere sono proprio le numerose osterie del quartiere operaio stando sempre accorti, però, a presenze non gradite: i delatori dell'OVRA. L'osteria che meglio si presta è il punto di ristoro della croce Verde sestrese, lo dimostrerà il fatto che molti dei caduti sestresi della Resistenza furono militi di tale associazione. Fra questi volontari vi furono infatti molti appartenenti alla leggendaria, per i sestresi, famiglia Stanchi, nucleo familiare composto completamente da antifascisti e anarchici. Edoardo (1855-1929), soprannominato il sovversivo, ebbe otto figli di cui quattro dirigenti sindacali e leader operai del Biennio Rosso che parteciperanno con efficienza agli scontri durante la Resistenza, mentre Carlo, soprannominato Carlin (1897-1981), Dante (1891-1957), Attilio (1894-1967), Roberto (1900-1952) erano militanti anarchici dell'USI, e parteciparono alla difesa della Camera del Lavoro di Sestri. Questi ultimi costretti a esiliare per sfuggire alle vendette fasciste, Carlin e i suoi fratelli, riparano in Francia nel 1922, ma nel 1923 Attilio e Carlin rientrano clandestinamente, Dante e Roberto restano a Marsiglia, a tiro. Dante e Roberto una volta individuati subiscono il carcere fascista, il confino e soprattutto la mancanza di lavoro, ma nel 1936 li ritroviamo miliziani antifascisti nella guerra di Spagna. Ritornati 1939 in Francia, Dante allo scoppio della seconda guerra mondiale tornerà in Italia per condividere la sorte dei parenti-compagni rimasti.

I fatti

È il turno della generazione giovane degli Stanchi, Dario, figlio di Enrico e Walter, figlio di Attilio, cadono uccisi dai nazifascisti in azioni partigiane in Piemonte nel 1944 (Walter era appena diciassettenne). Sono gli anarchici della generazione dei giovani della famiglia Stanchi che nei lassi di tempo in cui non sono in carcere o al confino o in esilio mantengono vivo l'ideale anarchico e rivoluzionario, i fratelli Dettori[2], i fratelli Piana, Francesco Alverino, Giovanni Mariani, Umberto Raspi, Armando Bugatti, Piero Ferioli, Giacomo Marcenaro, Antonio Castello, Mario Colandro, Folco Landi e altri anarchici strutturano una rete organizzativa che ha lo scopo di convincere i giovani operai di Sestri Ponente della necessità di prepararsi alla lotta contro il fascismo con gli incontri clandestini e con l'ancor più clandestina diffusione di stampa di propaganda antifascista. Vi sono alcune agitazioni in prospettiva di scioperi a livello locale e il 7 dicembre 1943 scende in sciopero l'Ansaldo Fossati, una delle aziende portanti dell'industria genovese. Lo sciopero è per rivendicazioni economiche e per il regime duro di fabbrica (incruditosi ancora di più con l'occupazione nazifascista). È il primo dei grandi scioperi nelle metropoli operaie del nord.

A Genova è diretto dagli anarchici e dai sindacalisti con sotterranea opposizione di alti dirigenti comunisti di Genova ma non della base. Alcuni nomi li abbiamo già visti, come Bugatti, Dario Stanchi, Mario Daccomi ma ci sono anche vecchi anarchici quali Francesco Rangone, Cipriano, Turco, Giorgio Serena. Il risultato della discesa in campo nello sciopero indipendentemente dai risultati dello stesso dal punto di vista di quanto ottenuto, e che inizia una fase di riorganizzazione della sinistra di matrice anarchica, e Sestri Ponente era un caposaldo anarchico negli anni '20. (Vi è in precedenza nel 1942 una riunione, sempre a Sestri, in cui già in quel periodo si determina la strategia della riorganizzazione, la relazione ricapitolativa dei lavori è di Emilio Grassini). È di rimarcare che se gli scioperi del marzo del 1943[3] hanno grosso successo a livello nazionale e sono una delle cause della caduta di Mussolini, per converso a Genova l'unica zona in cui hanno successo e adesione grosso modo è proprio la zona di Sestri Ponente.

È l'ora di iniziare la Lotta Armata e vengono costituite sul territorio squadre GAP e in seguito SAP. Nelle GAP confluiscono molti anarchici e fra i sestresi si ricordano Rinaldo Ponte, Bruno Raspino, Emanuele Sciutto, Ernesto Rocca, Spartaco Graffioni e Carlo Stanchi. Per le SAP è più difficile individuare con precisione squadre e componenti: all'inizio del 1944 viene strutturata la Brigata SAP Errico Malatesta, al comando di Nicola Turcinovich, anarchico che era arrivato da Trieste dopo aver operato ivi per la riorganizzazione della Resistenza Anarchica. Vice di Turcinovich è Francesco Ogno e commissario politico Emilio Grassini che aveva tenuto relazione la ricapitolativa al congresso clandestino del 1942. Approssimativamente vi sono quattro distaccamenti che combattono fra Pegli e Cornigliano e Sestri Ponente è esattamente fra le due delegazioni e può costituire zona di buon rifugio se serve.

In estate per motivi proprio di intervento locale con la possibilità di aver una certa sicurezza nella ritirata la Errico Malatesta viene ristrutturata in due Brigate, la Errico Malatesta propriamente detta agisce a Pegli e la Errico Malatesta bis che prende il nome Carlo Pisacane si occupa delle azioni militari a Cornigliano. Turcinovich è il comandante della Carlo Pisacane mentre Ogno della Errico Malatesta, mentre il distaccamento di Sestri Ponente assume il nome di Pietro Gori con grandissima autonomia operativa combattendo con le SAP, in particolare combatte di concerto con la Sap Longhi, le altre due SAP sestresi sono la Alpron e la Sordi. Il distaccamento Pietro Gori assieme alle SAP sestresi occupano militarmente Sestri Ponente e riescono a mantenerne il controllo per due giorni, il 25 e 26 ottobre del 1944 resistendo agli attacchi dei nazifascisti, la stessa formazione composita opererà comunque fino ai giorni dell'insurrezione: dal 23 al 25 aprile del 1945.

L'importanza della resistenza anarchica a Sestri

Vi sono alcuni aspetti indicatori dell'importanza della Resistenza Anarchica a Sestri Ponente, Giovanni Mariani è un membro del direttivo dei Comitati di agitazione sindacale clandestini, il direttivo è composto da soli tre membri e coordina e dirige la lotta di fabbrica in tutta Genova, Antonio Castello, Pietro Caviglia, Giacomo Marcenaro sono negli organi dirigenti del CLN di Sestri Ponente quale delegazione rappresentante il Partito comunista, così come c'è una decisa rappresentanza anarchica nei CLN di fabbrica, soprattutto in quelle più grandi ovvero cantiere Ansaldo, Ansaldo Fossati, Piaggio, Manifattura Tabacchi. Inoltre i caduti anarchici (tralasciando simpatizzanti o anarchici non chiaramente inquadrabili in tale ideologia) di Sestri accertati sono una ventina: Pietro Bigatti, Mario Bisio, Natalino Capecchi, Antonio Castello, Giacomo Catani, Emanuele Causa, Mario Colandro, Mario Daccomi, Domenico De Palo, Otello Gambelli, Attilio Parodi, Rinaldo Ponte, Umberto Raspi, Bruno Raspino, Ernesto Rocca, Emanuele Sciutto, Dario Stanchi, Walter Stanchi, Cipriano Turco, Rizzieri Vezzola. Va ricordato che la famiglia Stanchi ha dato il suo contributo di sangue alla lotta antifascista con due giovani vite: Dario e Walter.

Note

  1. Lavoro di Guido Barroero
  2. Movimento operaio e socialista, Centro per la storia del movimento operaio e socialista in Liguria; pubblicato dal Centro ligure di storia sociale 1961: Centroliguredistoriasociale
  3. Gli scioperi del 5 marzo 1943, da ANPI

Bibliografia

  • L'antifascismo rivoluzionario tra passato e presente: atti della giornata di studi, Pisa 25 aprile 1992 1993 Biblioteca Franco Serantini, Pisa
  • La resistenza sconosciuta, Zero in Condotta Milano, 1995
  • Bianconi Pietro La resistenza libertaria: l'insurrezione popolare a Piombino nel settembre '43 1984 TraccEdizioni Piombino
  • Feri Paola Collana: Quaderni della FIAP, 8 Il movimento anarchico in Italia (1944-1950), dalla resistenza alla ricostruzione 1978 FIAP Roma
  • Gaetano Collana: Memoria resistente
  • La Resistenza sconosciuta: gli anarchici e la lotta contro il fascismo, 1995, Zero in condotta, Milano
  • Gremmo Roberto Collana: Quaderni di storia L'ultima Resistenza: le ribellioni partigiane in Piemonte dopo la nascita della Repubblica, 1946-1947 1995 ELF Biella
  • Cerrito Gino, Adriana Dada Storia e societa del Novecento, 4 Gli anarchici nella Resistenza apuana 1984 Maria Pacini Fazzi Lucca
  • Atti della giornata di studi su L'Antifascismo rivoluzionario. Tra passato e presente: Pisa, 25 aprile 1992 1993 Biblioteca Franco Serantini Pisa
  • Manfredonia Gaetano Giornali anarchici della Resistenza 1943-'45 / Gli anarchici e la lotta contro il fascismo in Italia 1995 Zero in Condotta Milano
  • Dadà Adriana Collana: Studi e documenti, L'anarchismo in Italia: fra movimento e partito. Storia e documenti dell'anarchismo italiano' 1984, Teti Milano
  • Rossi Italino La ripresa del Movimento anarchico italiano e la propaganda orale dal 1943 al 1950 1981 RL Pistoia
  • Bianconi Pietro Gli anarchici nella lotta contro il fascismo 1988, Ediz. Archivio Famiglia Camillo Berneri Pistoia
  • Cerrito Gino, Adriana Dadà Collana: Storia e società del Novecento, 4 Gli anarchici nella resistenza apuana 1984 Maria Pacini Fazzi Lucca
  • Rossi Marco "Avanti siam ribelli..." Appunti per una storia del movimento anarchico nella Resistenza 1985 Biblioteca Franco Serantini Pisa
  • Lampronti Maurizio Collana: Linee politiche L'Altra Resistenza. L'Altra Opposizione (comunisti dissidenti dal 1943 al 1951) 1984 Antonio Lalli Poggibonsi
  • Venza Claudio, a cura e con un saggio introduttivo di Claudio Venza; presentazione di Paolo Gobetti
  • Umberto Tommasini. L'anarchico triestino, 1984, Antistato, Milano
  • Cavalli Libero, Carlo Strada Prefazione di Libero Biagi Nel nome di Matteotti. Materiali per una storia delle Brigate Matteotti in Lombardia, 1943-1945 1982 FrancoAngeli Milano
  • Manfredonia Gaetano "Collection de l'Ecole francaise de Rome", n. 94 Les Anarchistes italiens en France dans la lutte antifasciste1986 Roma
  • Dir. René Bianco, vol. 2, n. 23/25 Les Anarchistes dans la Résistance, Témoignages 1930-1945 1985 Bulletin du C.I.R.A (Centre International de Recherche sur l'Anarchisme) Marseille
  • Ivan Tognarini Collana: Nuove ricerche di storia Guerra di sterminio e Resistenza. La provincia di Arezzo, 1943-1944 1990 Edizioni scientifiche italiane Napoli
  • Bettini Leonardo Volume 1, tomi I e II Bibliografia dell'anarchismo 1972-1976 Crescita politica Firenze
  • Bettini Leonardo Volume 1, tomo I Periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana pubblicati in Italia (1872-1971) 1972 Crescita politica Firenze
  • Bettini Leonardo Volume 1, tomo II Periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana pubblicati in Italia (1872-1971) 1976 Crescita politica Firenze
  • Giorgio Sacchetti, Resistenza e guerra sociale. Il movimento anarchico e la lotta di liberazione 1943-1945, in "Rivista Storica dell'Anarchismo", Pisa, a. II, n. 1/1995
  • Sacchetti Giorgio Collana: Quaderni libertari Gli anarchici contro il fascismo 1995 Sempre avanti Livorno
  • "Almanacco Socialista", Milano, ed. Avanti!, 1962, "A-Rivista anarchica", Milano, n. 4/1973
  • Perillo Gaetano, Camillo Gibelli Collana storica Storia della Camera del lavoro di Genova: Dalle origini alla seconda guerra mondiale 1980 Editrice sindacale italiana Roma

Voci correlate